domenica 29 gennaio 2017

settimana al rallentatore: conclusa!

Tadaaaa!
Nuova domenica, nuova fruttuosissima giornata!

Ma cominciamo dall'inizio: lunedì ho iniziato quella schifoserrima cura all'occhio. 
Tempo necessario alla procedura: due minuti, compresa instillazione di colliri anestetici e disinfettanti.
Tempo di attesa seduta sulla cadrega in saletta: 5 ore.
Dolore: un po' ("non si sente nulla" è una bugia).
Cosa più schifoserrimissimaa: il rumore dell'ago che entra nell'occhio (indescrivibile).
Indicazioni per la settimana seguente: calma. 
Calma???
Ecco.

E' stata una settimana lentissima.
Da mercoledì sono rientrata al lavoro (che per la malattia non ci sono indicazioni), ma fino a oggi compreso non posso praticare attività sportiva.

Ho lavatriciato e stirato e riordinato e declutterato.
Ho visto cose dei figli, ho letto, ho cucinato.

E ho soppor vissuto papolo che, in quanto in ferie "per starti vicino, metti che dovevi stare ferma", non si è fatto mancare la classica tossaccia spaventosa che lo avvolge quando si rilassa un attimo.

E ho detto "ho iniziato" perché dopo un mese ci sarà il controllo e tutti gli esami del caso per decidere se continuare con la serie di iniezioni.
Staremo a vedere.
Per ora non noto differenze, ma se ci vuole un mese... armiamoci di pazienza.

Onestamente non vedo l'ora che arrivi domattina per allenarmi di nuovo, ovvio.
E per potermi muovere senza quell'attenzione all'angolazione del capo, a evitare movimenti bruschi, alla lentezza degli spostamenti.
Oh.

Nel frattempo... ci sono state altre novità.

Ma di quelle parleremo un altro giorno.

Ora c'ho una fame da lupi e la cena è pronta!

lunedì 16 gennaio 2017

vita di una mamma come mille altre (suvvia, non siamo sole!)

Un ottenne in più in questa casa.

Ebbene sì, nanerottolo è cresciuto.
Che poi indossi abiti taglia 10 anni (minimo) è ancora un altro discorso.

Gigantoso. Esiste? Qui esiste eccome.

Come oramai è evidente ai più, stavo attendendo che i ritmi tornassero umanamente accettabili per riprendere con le abituali attività domestiche-familiari-bloggheresche.
Ma...
Ma ho capito che quei tanto agognati "ritmi normali" non torneranno mai più.
O dopo la pensione.
Hai detto pensione?
Appunto.
Ciao.

Quindi il primo passo è fatto: i ritmi non saranno più civili.
La presa di coscienza è sempre necessaria.
Solo gran corse ad ostacoli e serie interminabili di cose-da-fare.
Mi sono stufata, dirò la vera-verità, di accontentarmi dei ritagli di tempo (quali, poi? tra una full-immersion e l'altra nelle cose degli/per gli altri? nei momenti di calo di tensione?) per dedicarmi a ciò che piace a me.

Quindi, secondo passo: ho una lunga lista di cose da fare, a cui si aggiunge ciò che mi piace fare, ciò che voglio io.
Il risultato è che per fare tutto... non mi fermo mai.
Ad esempio.
Sabato: turnone di lavoro 8,30-23. In luogo freddo come mai.
Domenica: relax al calduccio della copertina, avrei detto.
Invece no. 
Un'oretta (anche due) di sonno in più e poi via con una giornata che si è rivelata molto fruttuosa, compreso anche l'allenamento quotidiano.
E oggi che è lunedì sono già in pista con nuove ed avvincenti avventure. Programmate al minuto.

E insomma....
Che stia esagerando?
No credo proprio.

Non capisco solo un dettaglio.
Cosa intendono coloro che, da fuori, ti guardano e dicono "eh, ma rallenta! eh, ma riposati! eh, ma non puoi fare tutto...".
Cioè... fatemi capire...
-chi terrebbe casa (che, per inciso, è tutto tranne che ordinata e superigienizzata)?
-chi si occuperebbe di bollette - redditi da dichiarare e conseguenti rotture di balls con le normative che cambiano - pagamenti scolastici - appuntamenti medici (ricordo che escludendo papolo che è grande e autonomo, devo star dietro a cose per 4 persone)?
- chi farebbe la spesa in modo da ottimizzare anche i centesimi (e ultimamente abbiamo avuto l'onore dei buoni pasto... da utilizzare solo in certi supermercati che sto imparando a conoscere attraverso marche e prodotti che ignoravo fino a pochi giorni fa...), organizzerebbe i pasti, cucinerebbe cose un filo sane e magari un pochino più lunghe da preparare?
- chi andrebbe a lavorare (in turni serali, così da facilitare la gestione della figliolanza, che se li fai poi ci devi anche stare dietro come meglio puoi)?
- chi si occuperebbe di tutta la gestione delle cose scolastiche (e tre... sono tre, uno moltiplicato tre, significa ennemila colloqui e riunioni etc etc)?
- chi si occuperebbe molto materialmente dei figli, che 'ste creature hanno anche bisogno di tempo, di cose da fare assieme, di essere ascoltate, accompagnate, riordinate, discusse, urlate, sgridate, consolate, assecondate, giocate, coccolate... e chi più ne ha più ne metta. per tre.
...altro?
Ma certo! 
Le leggi cambiano e quindi per un'attività sportiva non agonistica ora ti servono esami che lèvate e ogni tot anni cambiano pure quelli. E io pago, pure quelli.
E le norme cambiano, ma mica te lo dicono, così impazzisci a correre dietro a nuove procedure, nuovi sistemi (dai vaccini, al servizio scuolabus, alla mensa, ai documenti necessari per qualche bonus economico... per citarne alcuni)
Eh, ma se vuoi ti rimborsano, eh! Magari solo una parte, ma magari vale la pena...
E via a scalare nuove sorprendenti montagne di incartamenti.
Perché il tempo va avanti e puoi fare milioni di cose tramite internet. Ma queste rognazze no. Queste te le devi procurare cartacee.
Per poi sentirti rispondere (via mail e via raccomandata postale) che no, non rientrate nella fascia di reddito.
Ah.
Siamo solo in cinque con uno stipendio intero e uno part-time e mutuo annesso.

Son cose, eh.

Perché diciamocelo, come si può non fare ognuna di queste singole cose?
Cioè... è una barca di faccende, è un monte da scalare.
Lo so bene che questa è la realtà della gran parte delle famiglie, oggi.

Quindi non mi capacito di come ancora esista qualcuno che possa solo pensare "rallenta", "non puoi fare tutto".
Ecco, tutto qui.


In effetti questo sa molto di sfogo, anziché di punto della situazione.

Non lo è, non è uno sfogo.
Ho smesso di sfogare da tempo.
Ho incominciato a prendere coscienza.
E prendere coscienza è questo: mettere a fuoco la situazione e darsi da fare. 
O meglio: fare quel che serve.

Quindi pat-pat, amiche mamme, future mamme e nonne. Questo è l'oggi.

Con gli occhi nel sole e il sorriso sul viso 
tutto questo diventa semplicemente Vita, 
di cui essere grati.

Perché no, non rinuncerei a nulla di tutto questo per stare meglio.
Perché se mi guardo attorno ho tutto quello di cui ho bisogno.

Me la raccontate la vostra disposizione?
Vi organizzate in qualche modo alternativo?
Detestate qualcosa in particolare (io la burocrazia in generale...)?
Oppure amate qualche aspetto di tutto questo marasma (io adoro la sensazione a inizio e a fine giornata: soddisfazione pura)?

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