venerdì 30 dicembre 2016

riflessione di fine anno... quasi

Ammazza quanto è strano mettersi a scrivere qui... non so da dove cominciare, non so cosa aggiornare, è passato un sacco di tempo dall'ultimo post...

Dirò che è stato un periodo strano.
Difficile.
Periodo di crolli emotivi, di scontri tra titani, di adolescenza scatenata, di down talmente tanto down da non riconoscermi.
E non ero certo nella forma migliore per venire qui a sbroccare spandendo un malessere che non riuscivo a controllare.

Il motivo di questo disastro non lo conosco, o forse sì: sono una persona!
Ecco.
Niente di più, niente di meno.
Le cose si sono sommate, moltiplicate, sottratte e divise. E io non ho potuto farci nulla, che già partivo da una manciata di mesi piuttosto impegnativi.
E sono stramazzata.

Fine.

Ma...

Ma il bello deve ancora venire, la Vita ci sorprende sempre e (quando meno te lo aspetti) ti alzi una mattina con quella grinta e quell'energia che parevano estinte.

E rieccomi!

Ho preparato casa, ho accolto la famiglia (i nonni, sorella, nipoti, cognati, suocera) e la magia si è compiuta.
Ho ripreso a cucinare, ho lavatriciato come una pazza, ho pulito e ripreso in mano la situazione.

Poi sono cominciate le simil-ferie-obbligatorie, mi sono rilassata un attimo... e ciao. Classico calo di faccia e tutti i dolorini fisici che il calo della tensione porta con sè.

Ma siamo qui, seduti a scrivere/leggere queste parole, per fare una pausa tra una stiratina e un'aspirapolverata.
Tutto a posto e niente in ordine... ma sempre a vele spiegate!

Questo 2016 è stato stranissimo, ricco e intenso come mai avrei potuto immaginare, durissimo e faticoso come mai avrei creduto possibile, fonte di gioie e soddisfazioni al di là della mancanza di logica.

E siamo adesso qui a chiudere questo anno così speciale, con il cuore pieno di emozioni di ogni genere, grati, orgogliosi, più forti di sempre, consapevoli che il nostro domani sarà sempre composto da sorprese belle e brutte che sapremo affrontare.

Buona Vita, gente!!! ^_^


giovedì 8 dicembre 2016

cinque sotto un tetto... contemporaneamente!

Tutti a casaaaaaaa!

E' l'8 dicembre e (incredibilmente) in questo momento siamo tutti in casa.
Sì un po' sto barando: papolo è nel lettone, visto che ha smontato stamattina dal turno di notte, ma tant'è!

Ho un sacco di voglia di Natale, di riempirmi gli occhi di sbrilluccichii, di ascoltare voci, musiche natalizie, di percepire quel fermento frizzante dei preparativi.
Voglia di uscire e immergermi nelle folla, vedere, respirare, toccare, odorare natalosità.

Voglia al contempo di andare fuori da tutto, di isolarci, noi cinque, per dedicarci attenzioni esclusive.
Senza confusione, senza sovraccaricare il periodo.

Ecco, non è molto chiaro ciò che faremo oggi.

Ho lavatrici da impostare, bucato da stendere, bagni da passare.
Ho le scatole del Natale che attendono di essere vuotate e sparse per casa.
Ho voglia di cucinare cose buone.
Ho desiderio di calore, di leggerezza e facilità.
Di semplicità.
Ho voglia di nulla.
Di letto e di chiudere gli occhi e spegnere la mente.

Ieri è stata una giornata complicata: finalmente c'è stata la visita per l'occhio, questo disgraziato che mi fa vedere il mondo attraverso una chiazza scura, avevo aspettative confuse e anche per questo avevo bisogno di informazioni chiare.
Ovviamente non è andata così, oltre la visita e un paio di esami, sono uscita con una gran confusione già riguardo l'urgenza delle cure. Subito? tra quattro mesi? che differenza c'è? si può aspettare? Nulla di certo.
Fortunatamente abbiamo ricordato che un nostro vecchio amico lavora "nel giro" e si è prestato a spiegarmi nel dettaglio sia la mia condizione, sia i margini di peggioramento (potenzialmente senza limiti), sia le alternative che saranno valutate dal medico, sia i rischi, che i vincoli medici formali e burocratici (quando le cure sono costose, le complicazioni sono all'ordine del giorno).

Al termine di quella maratona emotiva attraverso le montagne russe, ancora con gli occhi sparaflashati dalle gocce che dilatano le pupille, sono andata al lavoro.
E lì ho ripreso contatto con la realtà, mettendo da parte ILMIO e focalizzando ALTRO.

Quanto aiuta!!!

Infatti, dopo essere rincasata piuttosto tardi, ho avuto una lunga chiacchierata con Sedicenne (che attendeva gli aggiornamenti sulle visite mediche e aveva millemila dettagli scolastici da rivelarmi) e poi sono c rollata in un numero di ore di sonno esagerato.
Ne avevo estremo bisogno. 
Questo sarà un ponte solo per i figlioli, noi grandi si lavora e poter riposare un paio di ore in più al mattino è già una gran gioia!!

Probabilmente ora è più chiaro il motivo della grande indecisione di oggi...

In ogni caso, qualsiasi cosa decidiamo di fare, saremo noi cinque insieme: questo è quello che conta!

Cosa avete progettato per questo ponte?
 voi siete tra i fortunati che ponteggiano?

A presto <3


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