giovedì 31 marzo 2016

ancora offline. la faccenda si fa luuuuuuunga....

Niente da fare.
A quanto pare la nostra connessione internet "non s'ha da ripristinare".

Non starò a raccontare le ultime assurde vicende tra i gestori di telefonìa. Ci sembra di essere i protagonisti di una candid camera.

Ho i giga misuratissimi, quindi saró breve (ogni tanto faccio un salto da BurgerKing per utilizzare la connessione aggratisssss, confesso).

Le vacanze di Pasqua sono terminate e con oggi tuuuutti i figli sono rientrati a scuola.
Il silenzio esiste, incredibile!!!

I programmi per il prossimo weekend sono scoppiettanti: spero di trascorrere una giornata (un pomeriggio, mezza giornata... qualunque cosa sarà un regalo fantastico) con una personcina speciale a ciaccolare e cucinare.
Semplice, casalingo e tanto atteso.

E poi coccole, tempi rilassati, cose di noi.

La felicità sta nei dettagli, ogni giorno, basta saperli cogliere.

giovedì 17 marzo 2016

sa sa sa... prova... connessione dove sei?

Prova...
Prova...
Sa sa sa...
Prova prova...

Ci siete?

Che robe!

Il blog non è abbandonato, non è in balìa di pirati della rete, non è caduto in disgrazia, tranquilli!

E' "solo" nelle mani di una connessione internet inesistente. sigh.
Da mercoledì scorso alle 13 la linea telefono-internet di casa è stata interrotta per lavori di potenziamento (seee.... credici) senza uno straccio di comunicazione preventiva.
Con oggi siamo a ben 8 giorni di interruzione per un lavoro che (alla prima nostra telefonata per avere chiarimenti) si prospettava di 24 ore.
Alla seconda di un paio di giorni.
Alla terza di "ancora qualche giorno".
Non aggiungo altro.
La seccatura, per noi che utilizziamo la connessione di casa anche per lavoro, è intuibile.

Mi spiace molto essere così forzatamente assente qui, lo ammetto, soprattutto perchè stanno succedendo cose, stiamo vivendo appuntamenti importanti con la vita, la crescita degli adolescenti di casa si fa a volte in ripida salita... e mi piacerebbe condividere alcune riflessioni.

Avrei potuto scrivere da qui, dallo smartphone, se non avessi ovviamente esaurito i giga per tutte le necessità di cui sopra...

Vabbeh.

Speriamo #checelafacciamo.

Oggi mi devo sfogare un filo, dopo una decina di giorni intensi e pesantuZZi.
E devo smaltire il fastidio indescrivibile dell'aver appreso le chiacchiere false e tendenziose su di me che una collega sta spargendo a destra e manca.
Devo capirne il motivo.
O forse no.
Probabilmente devo solo accettare la sua piccolezza.

Sì.
Momento sfoghifero andato.

A questo punto non mi resta che pregarvi di accendere un cero per la mia connessione... #unceroperlarete ce la possiamo fare!

A presto!!

martedì 8 marzo 2016

otto marzo duemilasedici

la sveglia suona.
due, tre volte.
poi un corpo zompettante piomba sul mio letto e un beccuccio che conosco mi riempie la faccia di bacini "auguri donna! perché sei la mia mamma, ma sei anche donna, lo sai?"
i tempo di aprire gli occhi e un piccolo mazzettino di mimose con le palline gialle già sulla via della decrepitezza mi viene piantato sotto al naso.
"le mimose e il tappo nuovo per il bidet costavano tre e ottantaquattro. siamo stati io e papo, ieri sera."
una valanga di coccole travolge il mio bagigio dolcissimo.
poi ci alziamo, laviamo il viso, facciamo colazione e la giornata può iniziare.

questa è la giornata della donna.
è essere donna, oltre che madre.
è essere donna oltre che moglie.
è essere donna oltre che lavoratrice.
è essere donna prima di qualunque altra caratteristica.
è essere donna che si merita un'attenzione in più, solo per sottolineare di giallo-mimosa che ci sono donne molto meno fortunate di noi che siamo qui a leggere fregnacce su feisbuk. e a scriverne.
e ci sono moltissime donne che sono meno fortunate ANCHE SE sono qui a leggere e scrivere su feisbuk.

ci sono moltissime donne a cui vengono negati i diritti, a cui viene negato ogni valore, la cui esistenza viene ritenuta inutile proprio per il fatto di essere donna.
ma ci sono una quantità incredibile di donne a cui i diritti vengono negati in sordina, senza che nemmeno se ne accorgano.
oggi, amiche donne, viviamo la giornata della donna avendo in mente questo.
e facendoci caso.


ps: le mimose appassiscono, NOI NO!

così, per non confonderci, diamo qui una scorsa a cosa ci ricordiamo, in questa giornata... giusto per non banalizzare la nostra storia.

venerdì 4 marzo 2016

nuovi equilibri

Io vorrei tanto, davvero, poter lasciare qualcosa indietro.
Tipo pulire i fornelli, lavare i pavimenti, riordinare scarpe e ciarpame sparso per casa.... cose così.
Per dedicarmi a riprendere fiato, sometimes.

Invece no.

Ho provato a capire cosa significhi "lasciare da parte il superfluo, fare solo le cose che valgono e che piacciono".
No, perché sarebbe una filosofia che potrei amare sul serio. Cioè: sai che bellezza poter decidere cosa lasciare in parte? Cosa rimandare?
Io traduco: Sai che bellezza avere qualcosa da poter rimandare? Un lusso, direi.

La amerei davvero.
Se esistesse qualcosa da mettere in lista d'attesa, ovvio.
Cosa mai potrei procrastinare? (oltre il semplice passare l'aspirapolvere, intendo. Che anche quello... più di tanto non si può rimandare!)

Nulla.
Mi arrendo all'evidenza.

Potrei rinunciare (sì, perché tutto sommato si tratta di questo: se non ho abbastanza tempo per tutto, rimandare non risolve il problema, anzi...) a cose che amo fare?
Potrei rinunciare a governare casa? A cucinare? A lavare i panni? A lavorare?
Appunto.
Non faccio shopping, se non considero "mi serve un paio di jeans, che in quelli vecchi non entro più, quindi vado-provo-compero-fine" come shopping.
Non guardo la tv, se per guardare la tv si intende sdivanamento con visione di un intero film (solitamente crollo dopo i primi 5 minuti, mi risveglio dopo mezz'oretta e collasso dopo altri 7).
You-tube è una salvezza: porto il telefono o il tablet in giro per casa e accendo i video mentre sfaccendo.
That's all.

E così ho cambiato strategia.

Ho la fortuna di appassionarmi sempre a tutto quello che faccio (lavatrici comprese, santocielo... sì, se pensi a qualcuno che fa del bucato una questione di logica, proporzioni e combinazioni... eccomi).
Quindi non c'è attività da cui io esca bella tranquilla e serena.

Sono un'accumulatrice seriale di emozioni. Di sensazioni. Di vortici emotivi.
Ho imparato a incanalare.
Non ci ho studiato.
E' stato ovvio.
Quello che non ti distrugge, ti può servire.
E, capiamoci, le emozioni non distruggono.
Le emozioni vanno assaporate, gustate, capite... ma poi?
Le emozioni caricano.
Le emozioni gonfiano.
Le emozioni generano energia.
Positiva o negativa che sia, è sempre energia.
La utilizzo molto semplicemente come forza-propulsione per ciò che viene dopo.

In questo modo non vengo sopraffatta da certe emozioni come rabbia e nervoso. Pian piano (ma neanche tanto...) le converto a mio favore.


Come si fa?

Si pensa positivo, si guarda avanti, si punta agli obbiettivi.
Non ci si fa distrarre da cose-persone-fatti negativi, che ci trascinano giù.
Devo fare una certa cosa?   Sì.
E' difficile?   Sì.
Posso evitarla?   No.
E allora avanti. Tanto nessuno la farà per noi. Prima inizi, prima finisci.
E poi ti potrai dedicare a qualcos'altro.


Questa è una riflessione che facevo tra me e me questa mattina, nel giro di distribuzione figli.
E' così che mi sono resa conto che le ferie sono finite, la ruota ha ripreso a girare al massimo e nessuno sta perdendo colpi.

Perché, altrimenti... che ce ne facciamo delle emozioni negative?

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