lunedì 10 ottobre 2016

meditazioni da divano

Un pomeriggio di divano.
Di niente.
Di noia.
Di ghiaccio sulla faccia.
Di stomaco che brontola.
Di yogurt e di gelato.

Un pomeriggio post-intervento-in-bocca dal dentista.
Un dentista molto bravo, lo devo proprio dire.

Ma un dentista che pretende da me quello che io non so fare: stare ferma e calma.
Eh.
Una sfida di quelle toste.

Ho una serie di lavatrici che mi attende.
Ho ceduto stasera alla tentazione di caricarne una, con conseguente su-e-giù della testa... sarebbe stato meglio evitare, diciamo. (comunicazione di servizio: mamma, non ti preoccupare, sono di nuovo calma e ferma!)

E mi rendo conto di quanto tempo sia passato dall'ultimo post: uuuuhhhhmammaaaaa!

Ma...
Ma.

Ho avuto un periodino intenserrimo, e dire intenserrimo è poco.

Nell'ultima settimana, poi, il delirio.
Incroci e salti mortali carpiati all'indietro bendata, praticamente.

Ma sono qui.
Ed è già una bella cosa.

Sto meditando su un sacco di cose, su faccende del figliame che cresce, su casi disperati di rapporti umani.

E non è mica facile, quando tante cose decidono di cambiare repentinamente tutte insieme.

Però fa bene.
E' come un ricominciare, ogni volta.
E per me ricominciare è sempre una bella botta di energia.

Ad esempio...
Nel mio saltellare e correre a destra e a manca, mi è capitato spesso di incavolarmi abbbbestia perché mi aspettavo un aiuto, un aggancio, un appoggio per poter arrivare a fine giornata senza lasciarci le penne in termini di energia, senza dover arrancare contro il sonno, senza dover chiedere sempre una mano quando era evidente che stavo in difficoltà....
E questo aiuto non arrivava,
E io mi arrabbiavo.
E nascevano diverbi senza apparente motivo.

Però alla fine della giornata ci arrivavo.
Ogni volta.
E ogni mattina riprendevo da dove avevo lasciato la sera precedente.
E ogni mattina mi sorprendevo della lunghezza delle mie to-do-list.
E ogni sera mi rendevo conto che i punti erano quasi tutti spuntati.

Quindi?

Quindi ho scoperto (sì, la famosa acqua calda) che ce la faccio.
Sempre.
Da sola.

E questa potrebbe sembrare una conclusione un po' triste....
Invece no.

Io sono me.
Sono tutta intera.
Posso fare cosechevoiumani...
Da sola.

Io mi basto.

Questa è la grande scoperta.

Che sarà banale, ma per me e il mio livello di autostima pari a 2 nella scala da zero a dieci, è decisamente appagante.


2 commenti:

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altrimenti rischi che le tue parole finiscano nel cestino
senza che io me ne accorga!

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