giovedì 5 maggio 2016

firmatocarla c'è.

firmatocarla c'è.
scritto tutto in minuscolo, dal cellulare, scroccando la connessione gratuita del burger king vicino a casa, con una coca-zero da 0,75lt per mitigare il senso di colpa (le visite al bg negli ultimi mesi si sono moltiplicate a dismisura).

qui.
con l'esaurimento nervoso, un'arrabbiatura che logora i nervi, ma c'è.

siamo ancora in attesa del tecnico che dovrebbe venire a collegarci al mondo virtuale.
quasi due mesi senza linea. nè internet, nè telefono. ovviamente.
e ancora nulla.
robe da matti, gente.
ma andiamo oltre.

ho troppa voglia di tornare qui.
proviamo così.

ammetto che in questi ultimi 10 giorni avrei anche avuto un briciolo di tempo per mettermi lì, con la santa pazienza, a scrivere dal telefono, ma non ero dello spirito giusto.

martedì sera la nostra attrice di casa ha debuttato nel palio teatrale studentesco. l'atmosfera #dapazziisterici di casa è intuibile.

ma c'è stato anche altro a rovesciarmi come un calzino.
c'è stata maretta tra me e papolo.
che noi si discute e ci si confronta in modo pacato e pacifico. ma stavolta...
questa volta non ho ceduto.
questa volta (saranno i fatidici 40 che si avvicinano?) ho tenuto il punto e ho dovuto attendere ben 10 giorni (11 per la verità) che marito si degnasse di ritrattare.
non credo alla faccenda "quando si è arrabbiati, si dicono cose che non si pensano". penso piuttosto che quando si è arrabbiati si parli senza filtri, magari esagerando alcuni aspetti, ma ritengo che i concetti non si allontanino poi molto dalla realtà.
quindi ho tracciato una linea: il mio lavoro in casa (gestione generale, piccole e grandi faccende, organizzazione e sincronizzazione degli impegni di tutti e cinque, fino alle bollette, alle piccole manutenzioni, pasti, lavanderia, pulizie, scuole, riunioni di ogni genere, ...e il mio lavoro. come fosse un passatempo) non deve essere sminuito, non ci si deve permettere di fingere che sia una bazzecola, ci si deve rendere conto che tutto questo è a mio carico.
tutto qui.
piccolo moto di orgoglio, eccheccavolo!
in 10 giorni ho lungamente riflettuto.
> non sono disposta a cedere: io valgo (come ogni donna che lavora e gestisce casa-famiglia-e-millanta-cose contemporaneamente)
> non sono capace di scioperare: avrei voluto dimostrare quanto io effettivamento faccio... smettendo di fare. ma proprio non sopporto quel disastro che ne risulterebbe. che poi dovrei comunque rimediare da me.
> oramai è tutto ben impostato nella mia mente e nelle mie giornate: mi riesce davvero difficile uscire da queste ottime abitudini (apprese leggendo molto e sperimentando per trovare il metodo più adatto alle nostre esigenze negli ultimi... 16 anni).
> avrei dovuto vivere nel delirio. ancheno, grazie.

quindi ora peace&love regnano nuovamente in questa casa, lo spettacolo della figliola è stato un successo (anche se l'attrice incallita che è in lei non si dirà mai soddisfatta), nano piccolo e fratellone si sono ributtati nelle lotte fratricide. tutt'a'post' insomma.

ora non ci resta che accendere qualche cero in attesa che quel famoso tecnico venga a fare il suo lavoro.
che l'assenza di connessione fissa, se da un lato aiuta la disintossicazione-dalla-grande-Rete, dall'altro crea non pochi fastidi pratici (ricerche scolastiche in trasferta, registri elettronici di difficile consultazione, consumo iper-rapidissimo dei giga a disposizione sui telefoni, ...).

non ne possiamo più.

a presto (speriamo).

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