domenica 27 settembre 2015

hai detto organizzazione?

Se c'è una cosa che non può mancare in una casa con tre figli, quella è di sicuro una buona organizzazione.
Spesso e volentieri mi è capitato di non annotarmi qualcosina "tanto me la ricordo", "si tratta di domani mattina, vuoi che mi scordi?", "questo me lo scrivo dopo", "oh, aspetta, lì è da riordinare, là da spazzare, il bucato da stendere, le merende da preparare, il dentista da chiamare per spostare un appuntamento... bon, ma entro dopodomani faccio tutto" e poi, puntualmente, mi perdo per strada.
Una cosa tira l'altra... e mi ritrovo con un caos disumano attorno e non so da dove cominciare.
Alla faccia della mia passione per l'organizzazione.

Dopo un'estate vaga ed eventuale, in cui le corse e rincorse dell'anno scolastico avevano lasciato il posto alla modalità vacanza-moooolto-free-style, mi son messa alla scrivania e ho ricominciato tutto da capo.

E' l'unico modo, a mio parere, per riprendere le redini di una vita, una famiglia e una casa piuttosto movimentate.

Punto 1
Agenda.
Fondamentale per non perdersi pezzi strada facendo, dagli orari scolastici e di lavoro, ai compleanni, agli impegni di qualsivoglia genere.

Punto 2
Pulizie di casa.
Altrettanto fondamentali per non doversi sottoporre a quei tour de force che mi disintegrano i week end con tutti i bei progetti fuori porta.

Punto 3
Attività fisica.
Lo devo dire? Fondamentalissima.
Per prendersi cura di sè, per darsi la giusta carica, per non perdere di vista me stessa in mezzo a tutto l'ambaradan in cui vivo.


Riuscire a padroneggiare questi 3 punti mi permette di non perdere la bussola anche nei periodi più burrascosi.
Quindi posso affermare di aver ripreso il controllo.
---Sospiro di sollievo---

Parliamone.



Agenda
Di questo ho già parlato ampiamente in passato, etichettati con agenda e agendi con me? si trovano tutti i post a riguardo. La mia agenda è praticamente la stazione di controllo generale in cui annoto la qualunque. Tutto tuttissimo. Che riguardi me, o papolo, o i figli, o tutti insieme.
Non c'è storia, non potrei vivere senza.
L'agenda convive con il quaderno di bordo (etichetta  che trovate sempre nel blog), in cui annoto le scadenze (bollette, buoni pasto della mensa scolastica, dentista...) e raccolgo tutto ciò che è strettamente burocratico (fatture, documenti per il bonus libri, per la dichiarazione dei redditi e via dicendo). 
Convivono in pace e si completano.

Pulizie di casa
Negli anni scorsi avevo studiato ben bene il metodo ORDINATA MENTE dal blog omonimo.
Pian piano avevo riadattato l'originale alle mie necessità e ai miei tempi.
Ma le cose cambiano. I figli crescono. I ritmi si adattano.
Quindi sono ripartita da zero, ricominciando a seguire le mansioni quotidiane che vengono puntualmente postate sul rinnovato gruppo chiuso di facebook Nata Disorganizzata. Elisa sta facendo un gran bel lavoro. La potete trovare anche nel suo blog Nata Disorganizzata, in cui parla dell'organizzazione di... qualunque cosa. Da leggere assolutamente, se ancora non lo conoscete.
Vi dico solo che in una settimana sono riuscita, mezz'oretta scarsa al giorno, a sgomberare completamente le scale e gli atrii (in una villetta a schiera su tre piani più interrato, avoja quanti spazi morti ci sono!) che stavano diventando un deposito ferroviario.
Il segreto?
Avere delle cose ben precise da fare. E un tempo scandito prestabilito.
In questo modo non ci si distrae, perché se vedo qualcosa "da sistemare" so per certo che ci sarà a breve il momento per quella specifica cosa. 
Insomma, evito distrazioni. Ecco.

Attività fisica
Ok. Per questo c'è poco da dire.
C'è molto da fare, invece.
Se c'è qualche problemuccio di salute, farsi fare un bel tagliando dal medico e poi via!
Decidere cosa si vuole fare, cosa pace e... iniziare a farlo. 
A giorni e orari ben precisi, come un qualsiasi appuntamento.
Senza scuse e senza "lo farò più tardi" perché sappiamo bene come andrebbe a finire.
Camminare, correre, seguire programmi video di home-fitness, andare in palestra, o (se avete un marito appassionato di palestra come papolo) scendere in cantina/palestra e darci dentro con bilanceri e manubri. 
L'importante è scegliere qualcosa che piaccia.
E farlo.


A una prima occhiata, avrei già dovuto essere a buon punto.
Tutto programmato, tutto preciso e sicuro.

Eppure mi capitava di perdermi ancora qualcosina per strada, magari un salto alla posta, o un libro da ritirare in libreria, ad esempio.

Ho iniziato ad utilizzare un quadernino apposito. 
Una specie di quaderno dei TO DO dove scrivermi esattamente le cose da fare in un determinato giorno. 
Tutte le cose.
Fosse anche la telefonata ai nonni per organizzare il pomeriggio seguente, o controllare sul sito della scuola gli orari dei professori.
Della serie scripta manent, se me lo scrivo, non posso dimenticarlo
Sì.
Potrebbe sembrare davvero una roba da matti.
Me ne rendo conto.
Eppure, se me lo scrivo e lo tengo sul tavolo bene in vista, posso dare un'occhiata e stare tranquilla che non perdo pezzi per strada.
Libero la testa dal dover ricordare un'infinità di piccole cose e sono molto più sicura di me.
E via via crocetto ciò che ho già fatto e anche la soddisfazione cresce.
In questo modo riesco a liberare le (poche) ore con i figli e dedicarmi di più a loro. Ammetto che questo è il punto che mi piace di più.

A che punto siete voi?
Casa, lavoro, impegni personali e familiari... come vi gestite?

martedì 22 settembre 2015

qualche novità per firmatocarla

Devo devo devo ...assolutamente parlarvi di un paio di cosine, un paio di novità: una per noi e l'altra per firmatocarla.


Dunque.
Iniziamo da quella per noi: l'anno scorso mi sono divertita con una esperienza di felicità fatta di piccoli passi e intendo ripeterla visto che, quando è finita, un po' mi è dispiaciuto.

#HAPPYDAYS ricordate?

Si tratta di individuare un motivo di felicità al giorno per 100 giorni consecutivi, ritrarlo attraverso una fotografia e postare la foto su un social a scelta (sempre quello per tutti i 100 giorni, però), giorno dopo giorno, con l'ashtag #100happydays .
Visto che in questo periodo ci sono un po' di rivoluzioni in corso (in casa firmatocarla, nella mia testa e tutto attorno a me) ho deciso di ripartire parallelamente all'amica Aline di Mammanontiarrabbiare, domani stesso, mercoledì 23 settembre.
Lo spirito è quello di ricercare quei dettagli che svoltano le giornate, che ci regalano briciole di felicità anche nei momenti difficili.
Uno sprone a guardare le nostre giornate con occhi positivi, direi.
Dai amici e amiche, chi ci sta? Qualcuno si unisce alla missione briciole-di-felicità?
Qui il link per aderire, con tutte le spiegazioni in merito.

Io pubblicherò le mie foto sulla pagina di firmatocarla su facebook, vediamo se convinco qualcuno a farci compagnia!



E veniamo alla seconda novità.
Qui mi emoziono, attenzione.
Firmatocarla è stato inserito tra i blog amici da Bravi Bimbi, un sito per genitori, per mamme e papà e parenti tutti, in cui si possono leggere articoli molto interessanti riguardo una miriade di argomenti e curiosità utili soprattutto per chi ha bimbi piccoli (ma non solo). Non mi dilungo nella descrizione: è veramente un mondo enorme, dalla cucina alle leggi, ai viaggi, ad attività utili. Andate a curiosare!
Se volete, qui potrete leggere l'intervista che ci è stata fatta, per conoscerci e raccontarci un po'.
E poi, nella sezione dei siti amici, c'è tutta una serie di interviste ad altre mamme blogger (e non solo) molto ricca e in continuo aumento!



OOOOOOK!
Penso che per ora sia abbastanza, no?
Per me è davvero una botta di vita, una serie di piccole-grandissime soddisfazioni ed emozioni.


E ora su, avete da leggere e da decidere: vi unirete alla #100HAPPYDAYS ? Avantiiiiii!

lunedì 21 settembre 2015

biscottini ...studiati!

Ebbene il week end è passato, il marito sta guarendo da una bronchitaccia che lo ha costretto a casa sotto antibiotico e aerosol (sì, lo so, amiche-mogli-compagne, so che mi capite, ma tranquille: con oggi è tornato al lavoro) e noi ci siamo dovuti inventare qualsiasi cosa per non soccombere alla tristezza di una famiglia di tossoli e moribondoli (se un uomo ammalato in casa è pesantuccio, figuratevi quando gli altri due si fanno prendere dalla solidarietà-osmosi maschile... non so se riuscite a immaginare che lazzaretto fosse qui sabato e domenica).

Anche per darci un po' di tono e tenerci occupati, la produzione di colazioni e merende, di pani, pizze e biscotti è ripresa (ma quanto ci piace risentire il calduccio del forno acceso, quando è sera) e questa volta ho avuto un aiutante speciale: Chino-chef-sopraffino.

La settimana scorsa, scorrendo su facebook, avevo notato una foto di Veronica de L'avventura di noi....... (una super-super-supermamma) che mostrava dei biscottini multicolori in varie formine. Chiaramente ho subito pensato a ritirare fuori la scatola da 100 formine che oramai fa parte della famiglia da anni ...e via. Formine come piovesse.
Chino voleva usarle tutte.

Abbiamo fatto un accordo: utilizziamo solo le formine che rappresentano le letterine scritte sul quaderno e tutte le immagini il cui nome inizia con quelle letterine.
Insomma: A, I, O e poi automobile, aereo, ippopotamo, orso e orsetto, otto, ottagono, autobus ...e ovviamente un bonus, il T-Rex (avevamo dei dubbi?).



Il baby-chef è stato così contento che oggi ha voluto portare le sue prelibatezze per merenda a scuola: immaginatevi l'orgoglio!!

La ricetta è quella dei biscottini integrali con la mandorla che trovate qui, chiaramente questa volta senza mandorla!

Inutile dire che la soddisfazione di Luca durante tutta la lavorazione dei biscottini era enorme: è un lavoro a lui familiare, oramai, ma piano piano è sempre più bravo. E questa volta aveva la marcia in più (che lo ha coinvolto moltissimo) della ricerca di letterine e forme, in base alle sue conoscenze scolastiche.
Penso che sarà bello riproporgli questa golosa attività tra qualche mese, sottolineando i suoi passi avanti.

Che dite, può essere una proposta per "giocare" con i vostri piccoli (anche con i nipotini, eh!) nei pomeriggi freschi che ci attendono?


domenica 13 settembre 2015

fratellanza e sorellitudine

Lei e lui.
Lui e lei.
Due anni e tre mesi di differenza.
Chiara è nata per prima.
Matteo per secondo.
Lei quel cucciolo lo ha amato fin dal primo accenno di panza.
Poi le è scoppiata una dermatite atopica da paura, tanto per somatizzare.

Lei gli poggiava i libretti sulla faccia, quando lui era nella culla "leggi da solo, che io devo giocare un po'".
Lo cercava al rientro dall'asilo, quasi per accertarsi che esistesse davvero.
E che lì sarebbe rimasto.

Lui poi si faceva fare qualsiasi cosa, dalla sorellona.
Faceva da modello per le acconciature.
E per i mascheramenti da signora.


Poi c'è stato l'inizio delle scuole ed è cominciata per entrambi la fase di distacco.
Ognuno con i propri amici.
Ognuno con le proprie preferenze.
Prontissimi a criticarsi e stuzzicarsi l'un l'altra, ma sempre lì a cercarsi.

L'arrivo del piccoletto è stato un momento critico.
Sì, loro due erano i grandi, i fratelli-forever.
Ma con quel cosetto minuscolo lì in mezzo... rapportarsi è stato difficile.
Intanto era inutile.
Non giocava a palla, non parlava, dormiva sempre, stancava la mamma.
Sì, sì.
Era "mio e guai a chi lo tocca" per entrambi, ma girargli intorno in due si è rivelato complicato.
Per di più era un ulteriore ostacolo per arrivare a mamma e papà.

Poi l'ingresso nelle scuole medie e in seguito alle superiori per Chiara.
Chilometri di lontananza tra loro due sembravano materializzarsi, seppure nella stessa casa.

E, all'improvviso, un cambiamento di rotta.
Tanto quanto crescevano le distanze per amicizie e interessi, altrettanto si è ridotto (molto lentamente) lo spazio tra di loro.
Capita di trovarli seduti in terra in una camera a parlare sommessamente, a scambiarsi video, ad ascoltare musica.
A consigliarsi sulla scuola, a prestarsi qualcosa, a provare qualcuno degli esperimenti del geniaccio di casa. 
E lei non lo deride più. 
E lui non si nasconde.
Si pizzicano e ne sorridono.
Scherzano.
Non si offendono.
E' nato uno spazio che prima non c'era.
Con la loro crescita e il loro cammino verso l'autonomia, è nato un momento nuovo per una relazione fraterna.
Una dimensione tutta loro, in cui mamma e papà non entrano.
Ci sono loro due e basta.
Hanno un'intesa (fatta di litigate e discussioni furiose, ma anche di tanto scambio e confidenza) che non ho mai visto, in questa casa.

Per la prima volta sto in parte, senza sentirmi esclusa o curiosa.
Per la prima volta vedo qualcosa di totalmente loro, qualcosa basato sull'affetto e sull'accettazione dell'altro.
Sono sorpresa e fiera di qualche cosa che vivono i miei figli, senza esserne parte.
Ci speravo, ma mi è sempre parsa un'idea per un lontano futuro.
Invece.

Non me l'aspettavo, confesso.
Li guardo da lontano e sorrido.
Buona Vita, ragazzi miei.


venerdì 11 settembre 2015

Sì. la scuola è iniziata. lo so.

Finalmente il giorno tanto atteso è arrivato: piccoletto ha varcato la soglia della scuola primaria!

Y e e e e e e !

Siede vicino al suo caro amico D mentre dall'altro lato è vicino ad A, un'amica della scuola dell'infanzia anche lei, nonché vicina di casa.

Sono entrati in classe, lui e il suo zainetto.
Ma -etto dove? è più grande di lui! Quasi. 
Perché Seienne è cresciuto un botto negli ultimi mesi.
Tutto si preparava per questo nuovo ingresso da tempo.
La sua altezza.
I suoi piedoni.
La sua furbizia.
La sua intelligenza.
La sua logorrea.
Il suo sguardo furbetto e sveglio.
Avrei dovuto prepararmi anche io, invece di star lì a dire "ehi, piccoletto, stai crescendo" e far finta di crederci davvero.
Che tra il dire e il rendersi conto davvero... altro che mare!

Sì.
Penso che se c'è qualcuno in difficoltà, adesso, quella sono io.

Mi racconto che a farmi innervosire è la novità ufficializzata nell'ultima settimana, ossia che la classe a tempo "normale" (ossia antimeridiano) per evitare il sabato a settimane alterne (soluzione fantasiosa della scuola, da alcuni anni a questa parte) e per mantenere l'orario 8,15-13,15, ogni martedì farà il rientro dalle 14,15 alle 16,15. Oppure scuola fino al pomeriggio, servizio mensa incluso.
Che sì, in effetti è una bella seccatura. 
Se io genitore ho scelto il tempo "normale" magari era perché mi andava comodo così, no? 
O perché reputo più utile seguire personalmente mio figlio nei compiti a casa. 
O perché sono una dannata tradizionalista.
O semplicemente perché con gli altri figli ho fatto così e mi sono trovata bene.
O per i racconti di alcuni che hanno scelto il tempo prolungato e poi se ne sono pentiti.
O perché mi va e stop.
...
No, ma... hai visto che brava che sono a distrarre dal punto della questione?

Io sono sottosopra perché il mio seienne ha iniziato la prima classe della scuola primaria.
Ecco.

Chi l'ha detto che sono pronta?
Qualcuno me lo ha chiesto?

Ridendo e scherzando questo tremendino è arrivato alla veneranda età di sei anni e mezzo.
Senza chiedere il permesso.
Lui è il piccoletto.
Quello che è e sarà sempre il cucciolo di casa.
Quello che si infila nel lettone alle tre di notte perché sente una zanzara che vola.
E può farlo, perché è il piccoletto.

Papolo, quando Luca è nato, ha detto "ora dobbiamo cercare quelle punture che fanno restare un cucciolo per sempre così".
Mannaggia a me, non le ho trovate.
E lui è cresciuto e mi è arrivato fino alla primaria.

Ok.
Ho capito.
Devo farmene una ragione.

Via i fazzoletti (sì, mi stavo commuovendo anche alla prima riunione con le maestre, ridete pure), è ora di sfoderare il miglior sorriso e schioccare il bacio più schioccoso su quella fronte furbetta, che il seienne avrà bisogno di tutta la mia pazienza e la mia mammosità, nei prossimi mesi.

Quale nuovo inizio state vivendo voi?
Che settembre, alla faccia di gennaio, si propone sempre come #ilnuovoinizio...

mercoledì 2 settembre 2015

settembre, è tempo di.... perdersi nei ricordi migliori

Forse la normalità sta tornando a regnare in questa casa.
Ho detto forse.
L'adolescente ha superato gli esami di recupero, prendendosi anche qualche piccola soddisfazione, alla faccia di una serie di episodi poco piacevoli con una prof in particolare.
Tiè.

Ora si tratta solo di far capire ai miei ritmi sonno-veglia che l'ansia pre-esami è finita.
Lei sta tornano la mia cucciola che parla e sorride (che tanto mi è mancata negli ultimi mesi), ma io ancora non riesco a dormire notti intere.
Evvabbeh.
Robe da mammitudine acuta.

Tanti buoni propositi, tante idee, tantissime cose da fare per l'inizio scolastico dei tre ragassuoli.
Librerie, biblioteche, cartolerie.... più e più volte, in ordine sparso.
Non mi dispiace affatto quest'aria di nuovo inizio che si respira, sembrano tutti un pochetto più propositivi. 

Questa sera una cena a tema "mamma, ti ricordi come ero appena nato?", "ma non è che ti confondi con mio fratello, eh?"... e giù a ridere e a ricordare di quando Chiara ciucciava il naso di papone, di quando Matteo si faceva riconoscere tra tutti i neonati ("spero che lei non abiti in un condominio... con questo vocione!!!" e sì, abitavamo in un condominio), o Luca che scalciava come un piccolo torello nella mia pancia quando sentiva le vocine dei suoi fratelloni, qui fuori.
Ho realizzato all'improvviso di quanto unici e ben distinti siano nella mia memoria i ricordi di ognuno di loro.
Non potrei mai confonderli.
Anche se è un po' difficile far capire a Luchino che Matteo non è nato prima perché lui lo ha spinto fuori a calci per poter rimanere un po' di più (sei anni di più, per capirci) nella mia pancia.
Ma son dettagli.

Ecco.
Ora son qui con mille idee su cui scrivere, ma quei ricordi mi tengono prigioniera di dolcezza e romanticismo.
Quel papolo che chiamava la prima panza "Matteo", ma che poi si è innamorato di Chiara al primo sguardo.
Poi Matteo è arrivato. Due anni dopo.
E ora è un dodicenne alto come me, con un piedone da paura e la voce stridula-e-roca che fa temere una tempesta ormonale improvvisa.
Quella cucciola che, alla vista di quel puntino sulla prima ecografia per la panza che già conteneva Luca, è scoppiata in lacrime perché lei ha capito al volo, pur avendo solo 8 anni.
Quell'uscita di Matteo "a cosa mi serve questo piccoletto, che non sa neanche giocare a palla?" quando siamo rientrati a casa io e l'ultimogenito.
Maro' che ricordi.

E quante cose sono successe.
Quante ne abbiamo superate.
Pronto soccorso per un atterraggio di testa sul termosifone, per un fermacampioni ingoiato, per un gomito che si dava alla dislocazione quando meno te lo aspetti...

Basta va, per stasera abbiamo fatto il pieno di ricordi e di emozioni.

Ora si va a riordinare le scartoffie per i libri in comodato, per la lista dei materiali scolastici, per il trasporto con lo scuolabus...
Di questo materiale ce ne sarà in abbondanza ancora per i prossimi (parecchi) anni, ma non sono sicura che saranno ricordi altrettanto piacevoli.

Buon settembre a tutti, in particolar modo a tutti i genitori di piccoli studenti che inizieranno a breve le scuole!!!
Anche voi in balìa di carte e cartacce?
Che dite, quest'anno promette bene, da voi?

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