venerdì 21 agosto 2015

adolescenza portami via.

No ma ce la posso fare eh.
A lasciarla vivere e uscire dall'adolescenza.
Se mi impegno a mi trattengo.

Adolescenza, esami che si avvicinano, taglio di capelli nuovo in cui non si vede, lo specchio che la odia, fratelli che la stuzzicano... 
Tutte a lei, insomma.

Diciamo che non vedo l'ora che arrivi la fine di questa estate e di questi esami.
Quanto possa essere difficile parlare, ma anche solo vivere accanto a una quasi quindicenne non lo si capisce fino a che non lo si vive.
Che poi comunque ogni adolescenza è unica e irripetibile, ma facile certo non è. 

  • Discussioni per ogni cosa.
  • Regole bellamente aggirate.
  • Orari assolutamente casuali.
  • Sensazione di parlare con il muro.
  • Sguardo tipo "checc'è? parli con me? chevvvvuoi?"
  • Le stesse cose ripetute in 464857386 modi differenti.
  • Con le buone, le brutte, le sensibili, le esaurite, le cattive. Fa uguale.
  • Occhioni che passano senza soluzione di continuità dall'ira funesta, alle lacrime, alle risa più scompisciate.
  • Giorni di quasi-digiuno e giorni di fame pseudo-catartica.
  • Ore elettriche e irrequiete alternate a pomeriggi di pisoli e sonno profondo.
  • ...


E ancora altro.
Molto molto altro.

Questo è il riassunto degli ultimi due mesi, quelli di studio in preparazione degli esami di recupero.

Ditemi che finiscono presto.... vi preeeeegoooooo!!!!!!
Ok. Può andare bene anche sapere solo che finiscono. Perché arriva la fine di tutto questo, vero?


(e prometto che riprenderò a rispondere ai commenti... leggo sempre ma faccio difficoltà a mettermi al pc alle 23,52-23-59 la sera... so che mi capite <3)

giovedì 13 agosto 2015

Lei, lui, l'altro... e i compiti.

La prima metà di agosto è il momento giusto per fare un check della situazione.




Marito tornato al lavoro: celo.
Sole: celo.
Mare: celo.
Costumazzo: celo.
Sabbia in ogni dove: celo.
Pazienza in esaurimento: celo.
Stiro in arretrato: celo.
Compiti scolastici: ...




Ecco.
Siamo arrivati al dunque.

Come siamo messi a compiti scolastici delle vacanze?
Dite la verità, avete di quei figli braverrimi che dopo un mese hanno già finito tutto e quasi quasi non sembrano figli vostri, tanto si vantano di essere dei secchionazzi da paura?
Non sono i miei, poco ma sicuro.
Sob.

La tipologia è vasta, la letteratura abbonda: tutti hanno consigli, tutti hanno figli bravi precisi disciplinati.
Oppure hanno figli che se ne fregano e allora spesso la filosofia inizia ad avvicinarsi a "i compiti sono un concetto sbagliato, i ragazzi hanno bisogno di riposare". Che poi a settembre manco sanno più scrivere il proprio nome e, se l'azzeccano, ci hanno infilato una doppia che prima non c'era.
Dall'altro lato ci sta anche che i compiti per le vacanze servano a rafforzare dei concetti, non a studiare quattro regioni italiane di sana pianta.
Ciao vacanze, eh.

Per quest'anno la nostra grande si è giocata le vacanze nel momento in cui abbiamo avuto la certezza delle sue due materie da recuperare.
Ha avuto la prima esperienza come animatrice nell'organizzare e poi vivere una settimana in campeggio tra i monti, ma poi si è rimessa sui libri.
Ecchevvedevodì: ragazza avvisata, ragazza "punita".
A casa firmatocarla va così.
Ora le tremano i polsi, a una decina di giorni dall'inizio degli esami.
E le conviene darci dentro.

Il medio è fatto di tutt'altra pasta.
Lui è imperscrutabile.
"Faccio da solo."
"So organizzarmi, che ti credi."
E infatti a fine luglio ho dovuto mettermi a tavolino con lui per dividere ogni materia in esercizi e pagine e stabilire cosa e quanto avrebbe dovuto compitare per finire il malloppo entro agosto (almeno una settimana di pace anche per lui!!).
Quindi oggi la rivelazione preceduta da "ti devo dire una cosa": ha fatto circa la metà di quel che avrebbe dovuto.
Gran bel fegato, comunque, il fatto di averlo ammesso. Non è da tutti.
E niente.
Da oggi ci tocca controllare cosa fa e cosa no, per evitargli il massacro dell'ultima settimana.

Piccoletto va per le sue.
Fino all'anno scorso esigeva di avere un libretto di "compiti" anche lui, come i fratelli.
Quest'anno, davanti alla prospettiva del primo anno di scuola primaria, ha optato per lo svago totale, per il caos full immersion e per le sorprese a 360 gradi.
Sempre e comunque.
Lui ha da fare, è alla sua scrivaMia che produce cose.
Colora, disegna, ritaglia, incolla.
Chiacchiera, canta, strappa, strilla.
E si attacca alle caviglie (mie) per farsi aiutare in qualche impresa particolarmente complicata.
Il filo conduttore dell'estate 2015, per capirci, sono i dinosauri. 
Notoriamente i dinosauri sono piccoli e silenziosi. 
Appunto.  
Vi immaginate lo spettacolo teatrale che ha organizzato in salotto.


















Eeeecomunque, a scanso di equivoci... questo è un post per ridere, ma neanche tanto.

Come vanno queste spinose questioni nelle vostre case?
Ditemi che non sono sola!!!

giovedì 6 agosto 2015

ma fammi il piacere, va...

Io avviso, eh.
Questo è un post di sfogo, di quelli "quanno ce vò, ce vò".

Non mi interessa se qualcuno si sentirà offeso, anche perché il mio intento non è di offendere, ma di sottolineare che esistono le priorità, nella vita.
Evidentemente ci sono persone le cui priorità risiedono negli oggetti e nell'apparenza.
Ecco, di queste persone non ho propriamente una grande opinione.
Non interesserà a nessuno, ma qui a casa mia è bene che si sappia.
Sono superfelice delle mie ferie, oltre al fatto che è stata una bellissima esperienza, soprattutto per il fatto stesso di aver potuto portare i nostri figli in vacanza, finalmente!


Ok.
Ora anche basta.
Leggo cose, ricevo commenti, sento frasi... tutte apparentemente leggeri e innocui. Senza intento alcuno.

Però.

Eccheccavolo.

Uno va in vacanza e, quando glielo chiedono, racconta di essere stato in Calabria.
Un posto strepitoso, giorni fantastici.
Ad un prezzo incredibilmente basso (che qui in Friuli non ci fai nemmeno una settimana, con l'equivalente).
Gli chiedono le foto.
Le mostra anche.
E sottolinea che è stato tutto molto inatteso, davvero al di sopra di ogni aspettativa.

E si sente commentare:
  • che fortunati
  • eh, quest'anno noi non abbiamo soldi
  • beati voi che potete, noi solo qualche giorno al mare
  • ad avere il budget...
  • noi siamo fermi a casa che le finanze non ci sono
  • noi nulla, con questa crisi
  • di questi tempi, dove vuoi andare, siete fortunati

E poi vedi attorno a quelle stesse persone: 
  1. manicure settimanali, 
  2. estetista anche per le sopracciglia, 
  3. parrucchiera bisettimanale, 
  4. borse superfirmate, 
  5. abiti griffati anche per i figli che vanno all'asilo, 
  6. auto superpotenti nuove ogni sei mesi, 
  7. accessori sfiziosi e inutili di ogni genere, 
  8. cene fuori e locali preferiti nei fine settimana
  9. marchi stampati su ogni minimo ciondolo/accessorio/inutilità che serve solo a riempire un vuoto
  10. acquisti compulsivi sui negozi online "che spendi meno"
  11. ...


Ora.
Fatemi capire.

Dopo anni di risparmi e di sventure una sull'altra (dal bagno che implode a lavori urgenti sull'auto, a piccoli incidenti domestici) che ti prosciugano il conto bancario e ti impediscono anche solo di pensare alla vacanza, ma anche di "sprecare" il carburante dell'auto per andare fino al mare... 
Dopo mesi e mesi (per la verità è sempre così) di piccole grandi rinunce, di spese calcolate al centesimo, di guardaroba che anche se mi va tutto largo devo adattare quello che ho perché quello che ai figli va piccolo mica posso ingrandirlo, di essenzialità e sfizi davvero minimi una volta ogni due mesi ma nell'opzione più economica... 
Dopo essere stati costretti per mesi e mesi e mesi (che poi diventano anni e oramai è la normalità) a rinunce di ogni genere per pagare bollette e qualsivoglia tassa che arriva sempre nel periodo più ostico dell'anno...
Dopo aver guardato in giro per casa e aver scoperto che l'ultima cosina acquistata per vezzo risale a circa cinque-sei anni fa...
Dopo aver deciso di andare all'Ikea per comperare dei piatti e dei bicchieri, che dopo l'ultimo strike della quattordicenne-con-la-testa-tra-le-nuvole la tavola è molto varia ed eventuale. E torneremo solo con i piatti e i bicchieri...

...io dovrei sentirmi dire "beati voi che avete la possibilità"?

Ma fatemi il piacere, va.....


Egniente.
Oggi va così.
Poi torno in me, tranquilli.

Sopportatemi, se potete...


domenica 2 agosto 2015

2 agosto

Oggi è il 2 agosto.
Un giorno triste.
Piove da ieri, come se anche il cielo partecipasse alla nostra tristezza.

Sei anni fa è mancata una mia amica.
La Mia Amica.
Per la verità sei anni fa è mancata proprio una parte di me.

Son quelle persone che da sempre fanno parte della tua Vita, che passano anche mesi (o anni...) senza incontrarsi e non cambia nulla, che magari ci stai al telefono due ore senza accorgertene, ricordi parola per parola di quelle chiacchiere e di quella spensieratezza (nel possibile, visto che le ultime telefonate erano dall'ospedale), che però non ricordi bene quando l'hai abbracciata l'ultima volta, che tu avevi un bimbo piccolo e lei non poteva esporsi ad alcun rischio, nemmeno di raffreddore.
Che la sua cucciola l'hai vista che era davvero mignon e ora la vedi e ti stende con un sorriso che tu hai già visto e ti sembra di conoscere da sempre. Un pugno nello stomaco. La freschezza e quelle espressioni che sono così familiari, ora sono su quel visetto.
Che se cerchi di trovare un momento speciale insieme ti perdi nei meandri dei ricordi, dal momento che perfino le vostre mamme erano insieme in ospedale, 39 anni fa.
Nella registrazione del battesimo si sentono pronunciare dal Parroco i vostri nomi, insieme (nonostante io fossi quella bestiaccia urlante in sottofondo).
E le biciclettate.
E le cassettine registrate dal suo stereo e ascoltate per una quantità immonda di pomeriggi.
E gli anni intensissimi e vivissimi del liceo.
E i lividi sulla mia spalla sinistra, che tu facevi arti marziali e, scherzando, il segno me lo lasciavi sempre.
E le citazioni scritte sul diario, per cui s'impazziva.
E la patente.
E i primi amori.
E anche gli ultimi.
E i nostri mariti.
E i nostri cuccioli.

E poi quei giorni.
E poi non c'eri più, Amica mia.

Ci sarai sempre, per noi.
Io lo so.


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