sabato 30 maggio 2015

cavolopizza e fagiolopizza: sperimentazioni riuscitissime

Ancora giorni di corse e rincorse, giravolte e capovolte.

Questa volta ad essere passata e archiviata è la recita/festa di fine anno scolastico del seienne, al suo ultimo anno  presso la scuola dell'infanzia. Il quarto, per la precisione. Che lui è nato a gennaio.
Facendo due conti al volo, questa è stata la decima festa di fine anno dell'asilo a cui ho assistito. In lacrime, come da copione.
E anche quest'anno, a dispetto delle nuvolette che sembravano a tratti schermare il sole, mi sono beccata una bella scottatura su braccia e scollatura.
Fa parte della cerimonia.
Non imparo mai.

Ma veniamo al bello della giornata.

Lui.


Non serve aggiungere altro, vero?
Quello sguardo furbetto la racconta lunga.
Foto e riprese a profusione, puntualmente inviate via whatsapp al papolo che non ha potuto essere presente.
Il seienne che recita in friulano la parte del riccio... non me lo dimenticherò mai.



Veniamo invece a cose più goderecce e sperimentali.

Tempo addietro si parlava di ricette golose e nuove, a base di verdure.
Come la cavolopizza, ad esempio.

E allora... parliamone!
E' stata una scoperta casuale, per me, che mi ha incuriosita parecchio, ma che inizialmente ho esitato a provare.
Chissà perché.
Ora che la conosco, la adoro.
Vuoi mettere la soddisfazione di spazzolarmi almeno mezza teglia di cavolopizza tutta da sola, senza rimorsi?

Ho cercato un po' in giro, ho sperimentato.... fino a raggiungere la mia personale ricetta della  
cavolopizza.
Ingredienti:
  • un cavolo da circa un chilo (da circa 900g in poi andrà benissimo per le proporzioni)
  • due albumi
  • tre cucchiai di farina integrale/crusca di avena/pangrattato (quel che avete o che preferite)
  • un pizzico di sale
  • una spolverata di noce moscata
  • passata di pomodoro
  • origano
  • sale e pepe
  • olio di oliva
  • ingredienti a piacere per farcire

Accendere il forno a circa 180°C.
Foderare la golosa del forno con la cartaforno e spennellarla con un goccio di olio di oliva.
Versare la passata di pomodoro in una terrina e mescolare con sale, pepe origano e un paio di giri di olio di oliva. Lasciare insaporire.
Lavare il cavolo per bene, tagliandolo nei singoli rametti, eliminando solo la parte centrale più dura del gambo.
Sgocciolare e asciugare i pezzi di cavolo come si riesce.
Passare al frullatore il cavolo (un po' alla volta) e versare man mano la "farina" granulosa che ne esce in una terrina.
Unire albumi, sale, noce moscata (se piace), farina/pan grattato e mescolare bene.
Versare l'impasto umidiccio nella golosa foderata e schiacciarla con le mani per compattarla in uno strato uniforme.
Infornare per circa 20 minuti/mezz'ora, comunque fino a che la superficie risulta asciutta e screpolata.
Cospargere la superficie con abbondante passata di pomodoro e infornare per altri 10 minuti.
Farcire a piacere e infornare per gli ultimi 5 minuti.
Fine.

Generalmente mi piace farcire questa pizza con zucchine grigliate, oppure prosciutto, o tonno e cipolla.
Il gusto che avrà la cavolopizza sarà prevalentemente quello della passata di pomodoro e della farcitura, il sapore del cavolo resterà solo come retrogusto.
Questa è la ricetta di cui ho abusato in questi ultimi mesi e non mi dispiace affatto.
Certo, non è la vera pizza, ma riesce ad appagare la voglia di pizza che non sempre è il caso di assecondare, con il vantaggio di essere sostanzialmente a base di verdure.

Proprio oggi ho voluto sperimentare una nuova versione di questa simil-pizza.

Attenzione siorri e siorre.....


Ecco a voi la                    fagiolopizza.

Sostanzialmente ho preso la ricetta della cavolopizza e ho sostituito il cavolo crudo con i fagioli cannellini precedentemente lessati (sempre circa un chilo di peso, considerate il peso a bollitura effettuata!) e ho evitato di utilizzare la noce moscata.
Ingredienti: 
  • un chilo circa di fagioli cannellini già lessati
  • due albumi
  • tre cucchiaiate di farina integrale/crusca di avena/pangrattato a scelta
  • sale e pepe
  • passata di pomodoro
  • origano
  • sale e pepe
  • olio di oliva
  • farcitura a piacere

Dopo aver passato al frullatore i fagioli ben sgocciolati, il procedimento è identico a quello indicato per preparare la cavolopizza, con l'accortezza di utilizzare un cucchiaio per disporre l'impasto nella golosa, visto che questo risulterà più colloso.

Anche in questo caso il gusto dei fagioli resterà solo come sfondo.



E niente, mi sa che ho dato il via a una serie di sperimentazioni pizzose senza precedenti, qui a casa firmatocarla!


Che dite, avete già provato la cavolopizza?
Oppure vi ho ingolositi e la proverete?
Oppure ancora siete fedelissimi alla versione classica della pizza?

martedì 26 maggio 2015

10 cosette al volo

Dlin dlonnnnn....
Avviso ai naviganti.

A parte gli scherzi.

Momento di riflessione in casa firmatocarla.
Tra carla e carla.

Ci sto pensando.
Questo è e rimarrà sempre un blogghino personale e intimo, una poltrona su cui fermarsi a sorseggiare un tea, oppure un bancone a cui bere un caffè al volo, tra amici.
Quindi probabilmente troverete in un vicino futuro alcune piccole modifiche, ma non intendo cambiare il senso e la semplicità di questo posto.
Non intendo ingrandirmi, non intendo traslocare.

Fine annuncio pubblico e doveroso.


Aggiornamenti al volo.
1. Il telefono è tornato tra le mie mani. Aggiustato alla perfezione, praticamente nuovo. Talmente nuovo che non ha più nulla dentro. Avevo trasferito tutto sulla sim, per sicurezza. Ora non mi trova nemmeno la rubrica. Piangio.
2. Visto che ho passato le ore a smanettare sul telefono, stanotte, ho anche installato Instagram Come firmatocarla. Se volete, ci vediamo di là. Chiaramente è un profilo riservato, voi chiedete e vi sarà aperto.
3. Ieri sera la quattordicenne ha calcato per la seconda volta il palco per il palio teatrale studentesco. Altra valanga di emossione, questa volta è il papolo che ha avuto l'onore di assistere allo spettacolo. Comunque in casa fino a mezzanotte e mezza nessuno dormiva. Anzi-sì. Il seienne ha ceduto alle 23.
4. L'ho contagiatoooooooo!!!!!! Finalmente il marito ex-sportivone ha ripreso ad allenarsi, sarà che ha notato i miei muscoletti nuovi nuovi, sarà che il costume non gli entrava più... chissà...
5. Il dodicenne sta navigando in acque lontane e sconosciute. Ha sempre la testa altrove, arriva sempre 5 minuti prima o 5 minuti dopo (indifferentemente). Ieri ha raccattato il vecchio hard disk del pc defunto, brandelli di fili elettrici, pezzi di legno, attrezzi vari e si è chiuso in camera. Dico solo che la camera c'è ancora. Non saprei dire altro, al momento.
6. Coincidenza delle coincidenze, la signora che ci affitta l'appartamento in cui andremo in vacanza quest'estate è una gran sportivona, pure lei. E le sue fantastiche fotografie di luoghi sperduti e pulitissimi della Calabria (che lei visita in sella alla sua bici) ci stanno facendo venire gli occhi a cuoricino. Stringiamo la cinghia ancora un po', forzaaaaaa!!!!!
7. Questa settimana ci sarà la festa di fine anno alla scuola dell'infanzia. Con tanto di diploma per la promozione alla scuola primaria. Ossignore mi sto commuovendo già adesso.
8. Due notti fa ho prodotto i primi refill settimanali per la mia agenda, con il pc. Per la maggior parte di voi sarà una cavolata... per me ha del miracoloso.
9. Devo smetterla di fare cose di notte. La notte è fatta per dormire. Il giorno è per fare cose. Ooooohhhhmmmmmm.....
10. Io son troppo felice e da qualche parte lo devo pur dire. Gente della Rete, parlo di voi. Un'amica attende il primo figlioletto. Una seconda amica attende il secondo cucciolino. Una terza che attende il sesto. So per certo che anche almeno un'altra tra le mie affettuose lettrici ha un bel pancino. ...e ho la netta sensazione che mi sto scordando qualche pancia in giro, lo so... Un'altra ancora che tra pochissimi giorni si sposa. E una manciata di altre amiche si sta spupazzando un cucciolino di pochissimi mesi. Ma... LA GIOIA!!!!!! E' possibile emozionarsi per qualcuno che si conosce solo via Internet? Sì. Ve lo dico io. E pure tanto tanto.

Ok.
Fine aggiornamento al volo.

A presto, amiciiiii!!!!!!

lunedì 18 maggio 2015

il telefono serve per telefonare. dicevo...

Porcapaletta.

Sono rimasta senza il mio adorato-indispensabile-inimitabile-insostituibile telefonotuttofare.
E' in assistenza per via di una macchia che oscurava lo schermo.
Io che "il telefono serve solo per telefonare, eh!".
E poi ci faccio foto, filmati e li elaboro meglio che al piccì con i vari programmini.
Ci imposto tutte e 27 le sveglie che mi servono per alzarmi la mattina, annotarmi l'ora di uscita da scuola dei ragazzi, l'orario di lavoro, le riunioni, il dentista, l'oculista.... tutto, insomma.
Ci faccio fare i disegni al seienne nelle lunghe attese ovunque (che se sei accompagnato da un seienne, le attese ci sono sempre e sono infinitamente infinite).
Ci comunico con il mondo via whatsapp.
Ci navigo su facebook e ci faccio le ricerche veloci per la scuola.
Ci salvo le ricette al volo.
Ci prendo gli appunti qualsiasi sempre e dovunque.
Ma soprattutto... lo sto pagando a rate.
Ho detto tutto.

In sintesi...
La mia vita è in assistenza #sapevatelo.
(si scherza... ma neanche tanto)

Tipo.
Che avevo tutte le fotine per i prossimi post.
E sono là, in assistenza pure loro.

Mi sono rimessa a pieno regime con la mia super agenda e la sua mini-filiale da borsa.
Per forza: proprio adesso, nell'ultimo mese di scuola dovevo rimanere senza il mio adorato tecnologico assistente?
L'agenda sta proseguendo la sua crescita e si sta arricchendo con ragionevolezza di cose utili e anche indispensabili.
La mini-filiale che riporta solo gli appuntamenti esterni e i dati indispensabili per districarmi tra riunioni e colloqui sostituisce egregiamente l'apparecchio. Almeno in parte, via.

Visto che è necessario essere raggiungibile per le scuole, per il lavoro e per le relazioni tra madri dei fanciulli dell'ultimo anno di asilo (ad esempio, eh! che qui si son tutte impazzite!) ho dovuto prendere in prestito il telefono del figliolo medio.
Che oltre a millemila giochini e 4 numeri in rubrica, ha le funzioni base ed è microscopico e lentissimo.
Sì, ero abituata proprio bene.
Troppo.
E ora soffro di astinenza.

Mi viene da ridere a pensare che ho sempre pensato è pur sempre solo un telefono.
Eggià.

Vabbhe, gente, me ne sto facendo una ragione.
Sto cecandomi ancora di più leggendo i caratteri microscopici dei cari vecchi sms.
E sto facendo figure magre visto che non ho la rubrica e non riconosco i numeri.

Pazienza.
Tra soli 16 giorni, 13 ore e 43 minuti saprò quale destino attende la nostra relazione.
Mia e del telefono mio adorato, intendo.

Intanto scriverò di altro. 
Di mammitudine, magari.
Di gioie e di paure, magari.

Chissà...

Sono un caso disperato, o anche voi avete un rapporto insano di dipendenza dal vostro assistente telefono?

venerdì 15 maggio 2015

di lei. di noi.


Venerdì sera di ferie.
Prima di un sabato intenso di emozioni.

Domani sera la quattordicenne reciterà alla prima serata del palio teatrale studentesco della sua vita.
Lei sarà su un palco.
Di gonna nera a quadri vestita, camicia bianca, scarpacce di scena e con i suoi lunghi capelli raccolti.
Le ho asciugato quei capelli, 'stasera.
Per ritagliarci un momento nostro.
Per andare al di là del suo muro di emozione e di nervosismo, dopo una intera giornata di prove sul palco.
La sua prima.

Fortunatamente lei non riuscirà a vederci, tra gli spettatori. 
Lei avrà le luci puntate negli occhi.
Noi avremo occhi solo per lei: la nostra Cucciola Grande.

Domani sarà un grande giorno.
Uno di quelli in cui non pensare nemmeno di sfiorarla, diciamo.
Uno di quelli in cui non parlerà.
Oppure parlerà a macchinetta per le 10 more precedenti il momento X.
Chissà.



Per noi due, invece, sarà un giorno doppiamente speciale.
Per me e papolo.
La data all'interno della vera nunziale che porto all'anulare sinistro cita semplicemente 16.5.2000 .
15 anni lunghi ma brevi, intensi, vividi, frenetici, dolci, lievi, zeppi, avventurosi.
15 anni che... 15 anni fa non avremmo saputo immaginare se non insieme.
E così è stato, al di là di quello che succedeva attorno a noi.
15 anni iniziati con lo stipendio del mese.
Uno solo, che io lavoravo in borsa studio lavoro ed ero appena oltre la metà, quindi manco una lira avevo in tasca.
Un appartamento, noi due e progetti e speranze.
E paura e gioia.
E un futuro di noi.



Domani sarà un giorno davvero davvero speciale.
Per tutti noi.
Noi cinque.

mercoledì 13 maggio 2015

troppo tempo libero #famale

Terzo giorno di ferie.
Faccio cose, vedo gente.

Osservo.
Inciampo in istantanee.
Mi faccio domande.
Che poi son cose che vedo tutti i giorni, ma solitamente ho tutt'altro in mente. 


Situazione uno.

Nonna/nonno/mamma/papà che spinge il passeggino con un bimbo/una bimba di due-anni-e-qualcosa. Magari con il ciuccio in bocca.
Li conosco.
Io corro, dritta per la mia strada.
Un saluto, un cenno.
Poi all'uscita da scuola rivedi quella nonna/nonno/mamma/papà sempre accompagnato dal pargoletto/dalla pargoletta (ancora sul passeggino e con ciuccio ben saldo in bocca).
"Hey, che belle passeggiate, la mattina, eh!"
"Eh, sai, mica si addormenta subito, il furbetto/la furbetta! devo camminare per almeno tre quarti d'ora prima che lui/lei si addormenti per il pisolino!"

La domanda sorge spontanea.
Le domande.
Pardon.
Chi ha deciso che il bimbo/la bimba abbia bisogno di dormire alle 9 del mattino? Azzardo: se fosse stanco, forse si addormenterebbe un cinque minuti...
Perché, se proprio vuoi far addormentare il piccoletto, a camminare sei tu? A due-anni-e-un-tot sa ben camminare da solo!
E' pur capace di rastrellare il giardino della scuola, strappando pezzi di corteccia dagli alberi per poi portarteli in omaggio, eh... Senza che tu nonno/nonna/mamma/papà batta ciglio.


Situazione due.

Fermata dello scuolabus.
Gruppetto di mamme/papà che attendono il passaggio dello scuolabus che porterà i loro pargoli alla scuola primaria.
Tutte le mattine.
Cenni di saluto vari ed eventuali.
Ma dove sono gli zainetti scolastici? I bimbi non ne hanno...
Ah, no.
Gli zainetti sono sulle spalle di mamme/papà che amorevolmente e ripetutamente durante l'anno scolastico cercano di incoraggiare altri genitori ad usufruire dei mezzi forniti dal comune per rendere più autonomi i figli.
Però portano i loro zainetti sulle spalle.
Io, fossi in loro, glieli recapiterei direttamente in classe.
Così son sicuri che i figlioletti non vengano ostacolati nella salita e nella discesa di gradini vari sul loro percorso...


Queste sono riflessioni così, al volo.
Ma mi chiedo davvero se in certe occasioni noi adulti ci rendiamo conto di quello che facciamo.
Non in senso lato, ma proprio di quello che facciamo ai nostri piccoli.

Cioè. 
Un bimbo di circa due anni si stanca facilmente se lo porti al parco a scatenarsi anche solo per un quarto d'ora! Dopo 45 minuti di camminata quello stanco non è certo il piccolo: lui si sarà addormentato per noia!!!
E un ragazzino di sei-undici anni non muore se si porta in spalla lo zaino (il proprio zaino!), o se anche fosse davvero pesanterrimo... ci sono trolley fantasmagorici in ogni negozio di articoli per la scuola, accidenti! Li hanno inventati per questo: per non spaccarsi la schiena trasportando il materiale scolastico. Quale autonomia si sta insegnando ai propri figli? buh...


Io non so mica se stare in ferie mi faccia bene allo spirito.
Mi vengono pensieri malsani e polemici.


Ah! Ecco!!!
Adesso capisco! Quelle persone che hanno tanto da criticare sempre e comunque hanno un sacco di tempo da perdere ogni giorno!!!

Ecco perché di solito a me non capitava di dare peso a queste cose!

Ecco, allora torno a fare le pulizie di primavera, a sfornare torte ed esperimenti golosissimi per la mia ciurma strampalata!!!

Dovrei partire per qualche isola sperduta.
Forse mi gioverebbe di più ^_^

martedì 12 maggio 2015

fare cose, vedere persone

Compleanno numero 39 archiviato.
Festa della Mamma archiviata.
Fine settimana di coccole sdolcinatosissime archiviato.
Inizio della settimana di ferie archiviato.

Umamma.

Non è che qui il tempo ha ingranato la quarta e ciao?

No.

Questa volta sono io ad aver impostato lo slowmotion.
Abbisognavo.

Avevo bisogno di godermi ogni minuto di tempo. ogni sguardo dei miei pargoli, ogni parola e ogni gesto del papolo, 
Avevo bisogno di NOI e ne avrò sempre, ma mai come in questo periodo di #avantitutta a testa bassa.

E ora le pulizie di primavera mi sembrano perfino una goduria.
La dice tutta.

Poi i pensieri volano liberi.
Volano verso le ferie estive (eccheè? sei in ferie una settimana e stai già con la testa all'estate?     Sì.).
I neuroni rilassati e le sinapsi in relax danno il via ai valzer più assurdi.
Quanto mi pace vagare così, senza fissa dimora, senza agenda, senza pensare ad incastrare tutto in tot ore.
E rimandare.
Un lusso.

Riesco a fare cose. 
E vedere persone. 
E perfino guardare la tv, a volte, quando non mi addormento.
Però di solito mi addormento.

Oggi ho visto persone, ad esempio.

Oggi un incontro è nato dal caso, da un commento su facebook.
"Oggi sono in trasferta da te" si è trasformato in un abbraccio. 
Una serie di abbracci. 
E in tante parole, un fiume. 
In racconti, in confidenze. 
In un'oretta e mezza di sguardi e di abbracci come due vecchie amiche.
E' stata la prima volta che incontravo Luisa.
L'ho conosciuta un sacco di tempo fa sul suo blog, mi aveva incuriosita il suo stile e il taglio fresco e frizzante di NeoMamma On Board.
E anche il fatto che abitasse in regione, ecco.
Ora che scrivo mi rendo conto che non ci siamo scattate nemmeno una fotina.
Avevamo tutto altro in mente, oggi.
Ma io quegli occhi vivissimi, accesi, vibranti me li tengo ben stampati nella mente.
E poi ... Luisa ha un sacco di progetti, di idee, di energie che sprizzano a ogni parola.
Ha un piccoletto meraviglioso, una famiglia dolcissima, una vita intensa e frenetica che sento molto vicina alla mia.
Una persona favolosa. 
Di quelle che quando incontri non te la scordi più.

Insomma son proprio felice, oggi.

martedì 5 maggio 2015

un altro po' di me (...cari blogger, vi aspetto)

E dopo un sacco di tempo che non scrivevo di riconoscimenti di ogni genere... rieccomi qui a scrivere un post che segue una catena.
Utile però, perché serve a far conoscere i blog che amiamo ai nostri lettori.
E spesso a svelare un po' di noi stessi.

Nel mio girovagare per la Rete, ho conosciuto un blog estremamente utile e molto interessante, perché tratta di organizzazione. 
Ma non quelle organizzazioni che scendono da Marte o che ricalcano testi più o meno famosi.
Qui si tratta di vera organizzazione domestica, quella di tutti i giorni che ci serve per non farci travolgere dall'ondata di faccende-casa-figli-lavoro che poi appena sentiamo la frase "passo da te per un caffè" ci viene un infarto e iniziamo a buttare la qualunque dentro a armadi e cassettoni per restituire una dignità al nostro salotto. Quella che ci è utilissima per imparare a non mescolare le vaccinazioni del figlio A con il basket del figlio B e la riunione all'asilo del figlio C nelle annotazioni dell'agenda. Quella che se provi il menù settimanale, non puoi più farne a meno.

Insomma, sto parlando di Nata Disorganizzata. Elisa, l'autrice, è un modello strepitoso, per me.

Lei, appunto, ha pensato di nominare firmatocarla per questa catena

...e ne sono lusingata. 

L'avevo già ricevuta, in tempi non sospetti, ma ora provo a rispondere alle domande che Elisa mi propone.

Ordunque.

1. Perché hai aperto il tuo blog?
Iniziamo subito con le cose difficili. L'ho aperto per scrivere, per diffondere positività, per dimostrare che se vuoi puoi, che non serve a nulla nascondersi dietro alle scuse quando si potrebbe sfoderare un sorriso e fare qualsiasi cosa, per conoscere persone, per confrontarmi con nuovi amici. SOLO per questo.
2. Che rapporto hai con il blog? Com'è cambiato da quando l'hai aperto?
Con la mia creatura ho un rapporto pacifico, insieme formiamo un bel circolo virtuoso: io ho un'idea in testa e scrivendola mi viene più facile dare valore positivo all'oggetto di cui parlo. E' come uno spazio in cui fermo le idee e ne estraggo il cuore pulsante e positivo. E' un estrattore di energia e positività.
Sostanzialmente il blog in sé non è cambiato molto, nel tempo. Un innegabile cambiamento lento e graduale è però iniziato nel momento in cui si è formato un gruppetto di lettrici che ho imparato a conoscere, quindi da "testo scritto" è diventato pian piano un luogo per fermarsi a bere una tazza di caffè dandosi una pacca sulla spalla, una stretta di mano, permettersi uno sfoghetto tra amici.
Per il resto è fin troppo uguale a se stesso: ho pochissimo tempo per apportare le modifiche che vorrei (tipo cambiare l'intestazione... ehmmm...). 
3. Leggi più blog o guardi più youtube/instagram/pintererst?
Fino a pochi mesi fa leggevo un sacco di blog, commentavo un botto... poi la scorsa estate ho aperto un profilo facebook per poter dare al blog la sua paginetta e lì ho scoperto la scorciatoia  per le pagine dei blog che seguo: sono molto più facili da seguire, in questo modo! Quindi ora leggo un po' meno blog (scegliere cosa leggere a volte è questione di sopravvivenza!), non guardo instagram (che per ora non ho), adoro pinterest (che è veloce e rapidissimo da utilizzare anche da smartphone) e guardo alcuni filmati da youtube: la comodità di poter ascoltare/guardare un filmato facendo qualcos'altro è incomparabile, risparmio un sacco di tempo ^_^
4. Cosa trattano i tuoi blog preferiti?
Ce ne sono di diversissimi. Trattano di organizzazione (assolutamente al primo posto), di creatività, di benessere, di attività per bambini. Ma anche di altro: adoro leggere testi ben scritti.
5. Come definiresti casa tua?
Facile: casa mia è una tana, un nido, un posto caldo e accogliente.
6. Cosa vorresti cambiare della tua casa?
Vorrei che fosse più funzionale, che avesse meno spazi nascosti che diventano inesorabilmente luoghi di accumulo. Ma soprattutto vorrei fosse autopulente. hihihi.
7. Sei una persona ordinata?
Dipende. Sono (come dice il mediolo) una puntigliosa (traduz.: una rompiscatole), ma a guardare casa nostra non si direbbe proprio.
8. Cos'è per te l'organizzazione?
E' quello che mi permette di fare millanta cose al giorno. Che mi mantiene in piedi nonostante l'agenda non abbia un angolino libero, Che mi fa dire "aspetta, ora impasto il pane e lo metto a lievitare, intanto preparo la torta e la piazzo in forno. Nei 35 minuti di cottura faccio il workout di oggi, poi metto la torta a raffreddare, faccio le forme del pane e ri-piazzo a lievitare, quindi finisco il cardio e lo stretching, faccio la doccia e accendo il forno per cuocere il pane. Appena finisce la cottura accendo la lavatrice con i bianchi e preparo il pranzo." Tratto da "sabato/domenica mattina a casa mia". Per capirci.
9. Usi l'agenda e se sì come la utilizzi? 
Uso l'agenda e non potrei mai stare senza. Ci scrivo tutto. Appuntamenti, cose da fare, cose da preparare, impegni dei bambini, riunioni... qualsiasi cosa. Per me l'agenda è un vero e proprio hard disk esterno: ci scrivo tutto per evitare di ricordarmi tutto. Basta un'occhiata e sono sul pezzo.
10. Qual è la cosa che ti piace di più del fatto di avere un blog?
Conoscere persone. E' fantastico. Ho instaurato rapporti con persone a svariate decine e centinaia di chilometri da casa senza averci mai parlato direttamente. Attraverso l'accesso a facebook, i rapporti con queste persone si è approfondito: condividere momenti della giornata, gioie, difficoltà, conquiste, tristezze è una cosa inspiegabilmente emozionate. Ricevere un messaggio (a notte tarda o durante un viaggio) di un'amica che ti chiede un parere, un consiglio, oppure ti comunica un evento importantissimo è emozione pura. Diventare virtu-zietta di una cucciola napoletana, per me che sono friulana è un onore, ad esempio <3

Bene. 
Ho finito.
Caspita, Elisa, che domande fantastiche hai proposto!

Quindi ora devo pensare a dieci blog a cui passare il testimone... difficile.

Mi gioco il jolly, Elisa, sappi che baro.
Proporrò le dieci domande, ma passerò il testimone a tutte/i le/i blogger che vorranno rispondere a questa iniziativa; così potranno approfittare della visibilità e io riuscirò a dormire un'oretta in più questa notte.... eh? Posso, vero?
Sì, dai, ti prego.
Ok, grazie ^_^

Domande:
1. Da quanto tempo hai aperto il tuo blog? Quanti anni avevi?
2. Quali ritieni siano i punti salienti del tuo spazio virtuale, quali quelli di forza e quali quelli deboli?
3. Quale è il momento in cui ti siedi e scrivi i post? Sei organizzata/o o lasci che sia il tempo a decidere per te?
4. Linka il post che hai scritto e ritieni più bello in assoluto e spiega il perché.
5. Quali sono i tratti che tu e il tuo blog avete in comune?
6. Un post che hai scritto in un momento buio e tempestoso, di quelli che scrivi per non pensare o per sfogarti.
7. Quanto di te riesci/sei disposta/o a mettere nei tuoi post? Il tuo è un blog di informazione, di tutorial, di divulgazione... e questo ti influenza?
8. Quanto tempo impieghi per stendere un  post (comprese foto e link vari)? su... dì la verità!
9. Cosa pensano del tuo blog le persone che vivono con te (inteso come genitori, figli, compagni, mariti....)?
10. Cosa vorresti riuscire a dire nel tuo blog, anche se esula completamente dal contenuto originario che hai scelto?

Ecco.
Curiooooosa io!

Avanti siorre e siorri blogger, 
non fate i timidi, 
aspetto le vostre adesioni!

Lasciate tra i commenti o inviatemi i link ai vostri post che partecipano a questo Liebster Award! se vorrete li inserirò in questo post così da dare più visibilità alle vostre creature virtuali ^_^
Condividete gente, condividete!!

E voi, lettori non-blogger... sentitevi liberi di commentare le risposte strampalate della sottoscritta: oramai siete di casa ^_^

domenica 3 maggio 2015

il caffè... per la nostra pelle

Non è mio solito dare consigli di bellezza.
Proprio no.
Io che mi curo lo stretto indispensabile e che ho sempre capelli e mani in disordine.
Lasciamo perdere proprio.

Ma.

Ma ho scoperto una cosa che voglio condividere con voi, per il semplice motivo che ne sono rimasta sorpresa e ne sono entusiasta.
E risparmio pure qualche soldino, che non fa mai male!

Che ci fanno dei vasi da cucina nel mio bagno?


Presto detto.
Come ho già scritto millemila volte, faccio parte di un gruppo su facebook che riguarda l'homefitness, quello che mi dà un sacco di carica e mi sta insegnando a prendermi cura di me ritagliandomi uno spazio quotidiano (oramai da ottobre 2014!) e mi sta aiutando a conquistare una forma che non avevo mai avuto prima.
Cioè.
Ho 38 anni (ussignurrr, quasi 39!) e non mi sono mai vista così. 
Non so se rendo.

In questo gruppo ho conosciuto molte persone splendide.
Non solo per condividere cose-da-fitness, eh!
Le persone che scrivono, partecipano e condividono le fatiche quotidiane sono tantissime e molto differenti tra loro.
E hanno per lo più delle gran belle teste.
Un esempio per tutti: provate a leggere la pagina facebook Raggio di sole di Allison Sun.
Splendore da leggere: una serie di racconti nati dal cuore e dalla tastiera appassionata ed emozionante di una nuova specialissima amica, ogni nuovo capitolo è una sorpresa.
Non c'è solo la ginnastica nella mente di chi fa parte di questo gruppo ^_^

Ecco.
Ma volevo parlarvi di tutt'altro.

Prendersi cura del corpo con un paio di cosine autoprodotte facili facili.
Se ce l'ho fatta io, andate sicuri!

Un'amica ha condiviso queste idee e mi ha dato l'ok per parlarne qui.
Grazie Simona ^_^

L'idea nasce dal fatto che la maggior parte dei prodotti per contrastare la cellulite utilizza estratti di caffè. E costano pure cari, diciamolo. Conosciamo tutti i poteri della caffeina, no? In questo articolo, tra le altre cose, ne parlano in modo chiaro. 
Perché non provare a utilizzare il caffè che abbiamo in casa, allora? E abbinandolo all'olio di oliva sfruttiamo anche tutti i benefici di quest'ultimo, mica male...
Ecco un paio di dritte che io ho adottato nella mia routine quotidiana e che mi danno molte soddisfazioni.


Crema trattamento pre-doccia
ingredienti:
2 tazze di olio d'oliva (meglio evo, ma va bene anche semplice olio d'oliva)
1 tazza di zucchero
1 tazza di caffè (liquido, quello che mi berrei anche adesso)
Mettere tutto in frullatore e frullare. 
Stop.
Conservare in un vaso a chiusura ermetica.
Questa crema va spalmata e massaggiata su cosce e glutei prima di fare la doccia.
La quantità che utilizzo ogni giorno è quella che sta in una mano. Una per gamba, per dire.
Personalmente ho aggiunto la variante scrub: approfittando del momento-massaggio, aggiungo una bella manciata di fondi di caffè e scrubbo ben bene le parti interessate per un effetto pelle liscissima.
Poi procedo con la normale doccia.


Oleolito al caffè
Ragazze questo è favoloso.
La ricetta è su Greenme.it, semplice e senza strani ingredienti. Servono solo caffè in grani, alcool alimentare e olio di oliva: questo sì è meglio evo visto che resta sulla pelle.
La difficoltà sta solo nel tenere il conto dei giorni perché sia pronto all'utilizzo, ho detto tutto.
Questo oleolito va spalmato sulla pelle umida dopo la doccia, sulle zone critiche. Ha un delizioso profumo di caffè che dopo la doccia rigenera davvero lo spirito!
La quantità da utilizzare ogni volta è davvero minima, altrimenti la pelle resta troppo unta.
Pelle liscia ed elastica che non vedevo da tempo su di me, provare per credere!


Tutto qui.

Spero di avervi incuriositi e prometto che non trasformerò questo angolino pazzo in un blog-beauty, che non è proprio il mio genere.... ma queste chicche volevo assolutamente condividerle con voi, vista la semplicità e la buona riuscita ^_^

 A presto... con argomenti più leggeri e familiari ^_^

venerdì 1 maggio 2015

primo maggio 2015

Ah, è il primo maggio, ecco.

Non è una domenica in più, non è un sabato extra.
E' il primo maggio.

Ecco perché ho dormito un'ora in più, ho fatto workout e una speedy-doccia, ho fatto girare la lavatrice tutto il giorno, ho preparato il pranzo e la merenda e rassettato la cucina, ho lavato i pavimenti (due volte in due giorni: ma abito con i selvaggi???), ho pulito il forno (che ieri sera papolo ha fatto pollo arrosto in mia assenza e mi ha mandato una whattsappata "ho affumicato la cucina con il pollo al forno"... vi lascio immaginare le condizioni del mio povero forno...), ho piegato tutta la biancheria piegabile, ho riposto millanta mutande e calzini e asciugamani, ho pulito i bagni e ora non ho voglia di cucinare.
Papolo si è offerto di cucinare al posto mio.
Incrociate le dita.

No, perché se fosse sabato capirei.
Se fosse una domenica dopo un sabato in cui lavoro, capirei anche.

Ma perché pure il primo maggio?
Uff.

Perché sì.
Perché detesto rimandare.
Perché non mi piace stare nel casino a oltranza.
Perché riordinare e sistemare mi fa sentire mamma e moglie.
Perché s'ha da fa'.
Perché meglio farlo subito che tentennare e sentirmi dire "lo si può fare domani, anzi, dopodomani, che domani lavori".

Ecco.

E perché mi piace.
Mi piace prendermi cura.
Mi piace vedere la civiltà intorno a me.
Mi piace arrabbiarmi con i figlioli che lasciano i calzini sempre al rovescio, come pure maglie e pantaloni.
Mi piace preparare le cosette per i prossimi pasti, la colazione per domani.
Mi piace coccolare casa come fosse un altro figlio.
Mi piace gridare "Matteoooooo! Sotto al tuo letto c'è un mondo parallelo: vieni subito a radere al suolo questa nuova civiltààààà!". Una, dieci, cento volte ogni weekend.
Mi piace complicarmi la vita facendo quattro cose contemporaneamente e portarne a termine due, mentre ne inizio un altro paio con qualcuno dei miei figlioli.

Eccheccepossofa'.
Sono fatta così.


Poi mi siedo al pc e butto un occhio a facebook, che volente o nolente riesce a tenere aggiornato il globo minuto per minuto su ciò che fa il figlio della cugina della zia della vicina di casa del nonno, ma anche su ciò che succede nel mondo. A Milano, per esempio. 
Milano. 
Ragazzi, ma quanta stupidità c'è nel mondo.
Ma l'Ignoranza senza fondo proprio.

Dopo certi spettacoli pietosi mi rituffo di testa tra i panni da stirare e le coccole da distribuire in egual parte tra pargoli e papolo e ciao.

Mi spiace mondo, noi ti guardiamo da qui, dal nostro paesetto di provincia e non ci fai molta invidia.
Da qui abbiamo guardato i vari servizi ai tiggì, abbiamo commentato tra noi cinque i video in diretta dagli scontri assurdi della grande città e non abbiamo trovato un senso. Tantomeno un briciolo di intelligenza, tra quelle frasi sconclusionate, volgari e insensate di ragazzetti che "dove c'è casino io ci sto dentro".

Ma dove sarà finita la ragione?
Ma chi ha tramandato certi valori a quei ragazzi?
Peccato.
Peccato perché per i miei figli spero proprio un futuro migliore.
Spero che accompagnarli attraverso questi messaggi di vendetta e di violenza lanciati a caso verso il mondo, tenendoli per mano e riflettendo sul (non) senso di tutto ciò possa aiutarli individuare cosa NON VOGLIONO fare della propria Vita.

Ecco.
Un primo maggio splendido che ha ritrovato un senso.

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