domenica 29 marzo 2015

nocciolata buona e sana

E finalmente mi metto comoda per raccontarvi della ricettina che ogni settimana rinnoviamo con particolare gusto: la nocciolata.




Qualche mese fa avevo provato alcune ricette home made, ma ancora non avevo capito la differenza tra mangiare e alimentarsi.

Alimentarsi ha a che fare con la qualità di ciò che forniamo al nostro organismo come carburante.
Ha a che vedere con cibo sano e pulito, senza conservanti, elementi troppo raffinati, idrogenati e chissà cos'altro.
Pochi ingredienti semplici, maggiore risparmio sulle schifezze

Senza voler fare moralismi strani ed estremismi esagerati, posso dire che stiamo meglio.
Fare da sè significa sapere esattamente cosa stiamo consumando e (non possiamo dimenticarlo) cosa stiamo dando ai nostri figli.

Fatto sta che ora ogni settimana inizia con la scorta di merende, colazioni e pane fatti in casa.


Una nocciolata con così pochi ingredienti non può che essere un ottimo carburante al mattino, insieme ai nostri pancakes preferiti.


Ingredienti:
  • g100 di nocciole 
  • 1 cucchiaio di miele
  • 1 cucchiaio di cacao amaro
  • 1 pizzico di sale
  • acqua q.b.



Si comincia tostando le nocciole (io le passo in forno a 140°C per 15-20 minuti, facendo attenzione a non bruciarle, ma si possono tostare anche in padella a fiamma media), poi si lasciano raffreddare.
Quindi si passa al frullatore per ridurle in crema, o quasi. A meno che non abbiate macchinari professionali, la crema resterà un po' granulosa, ma va benissimo anche così.
Il frullatore che usiamo noi è quello ereditato dalla nonna... altro che Bimby!!!
Alla pasta di nocciole, aggiungiamo il miele, il cacao e il sale, poi maciniamo ancora, aggiungendo un paio di cucchiai di acqua fino a ottenere una crema bella densa.
Fatto!

Basterà conservare in frigo la nocciolata in un vaso chiuso. 
Se siete golosi come noi, questo dosaggio durerà ben poco... noi prepariamo questa crema in dose doppia, mescolando nocciole e mandorle, e ci basta per una settimana ^_^


Semplice e gustosa, ma soprattutto sana, vero?





Vi saluto con le immagini del nostro babychef all'opera: questa sera la pizza l'ha voluta preparare anche lui!















La sua pizza a forma di "cosa": un successone!





sabato 28 marzo 2015

message in a bottle #1

ti stimo.

te che ogni tanto vieni a trovarci con la scusa "passavo da queste parti", oppure "ero qui vicino per lavoro" e ti fermi a cena con noi.
noi della comunità, quella dove lavoro.
quella dove i tossici arrivano per cambiare vita, o per salvarsi, o per non stare in carcere.
quella in cui spesso la svolta avviene, tra sofferenza e dolore profondo.
quella dove anche tuo figlio è stato, per alcuni anni.
quella in cui la speranza è l'ultima a morire.
quella in cui la sfida inizia ogni giorno all'alba e finisce ogni sera, all'ora di andare a letto.

te che hai sempre mille "grazie" da regalare e mille sorrisi stanchi come risposte alle domande lasciate nell'aria tra noi.

te che hai accompagnato con noi il tuo ragazzo lungo un percorso duro e difficile, verso la sfida più dura: quella con se stesso.

te che ci hai permesso di accompagnarlo poi verso l'ultimo viaggio, ormai troppo tardi per qualsiasi parola, ormai tardi per qualsiasi speranza.

te che di lui ci ricordi la vita e la voglia di rivalsa.

te che ora sei solo, perché lui non ce l'ha fatta: la vita è sfilata dalle sue mani come sabbia tra le dita.

sono ormai anni che di tanto in tanto passi e ti fermi. 
qualche volta entri, altre volte ti fermi fuori dal cancello e dormi lì, in auto, vicino a quei ragazzi per cui speri un futuro sano e pulito. una vita che a te ha voltato le spalle anni fa.
perché certe volte il dolore è molto più lacerante del solito.
perché certe volte anche un sorriso può bruciare come sale nelle ferite.

questa sera la tua auto era là.
questa sera ti ho visto, rannicchiato nella tua auto. 
e avrei voluto bussare alla portiera e stringerti in un abbraccio pieno di affetto.
ma non l'ho fatto, per rispetto del tuo dolore e della tua riservatezza.
questa sera non sei entrato.

questa sera la tua buonanotte la invierò in sogno a tutti quei ragazzi in cui rivedi tuo figlio. quel figlio che sperava in una vita nuova ma che il destino ti ha portato via all'improvviso.

buonanotte a te, padre dal cuore spezzato.
buonanotte a te.

domenica 22 marzo 2015

tasche e bustine: l'agenda si arricchisce

Salve a tutti!
Dove eravamo rimasti, con la nostra agenda?







Si aprono uno ad uno, ma essendo solo quattro è comunque fattibile senza impazzire!







Invece oggi parleremo delle bustine e delle tasche che possono essere molto utili per conservare foglietti volanti, scontrini, post-it e qualsiasi cosa non possa essere semplicemente fermato con una graffettina.

Oltre alle classiche buste trasparenti in plastica (che per altro nel formato A5 costicchiano inspiegabilmente), con carta/cartoncino, colla o nastro adesivo e foratrice si possono inventare soluzioni economiche e molto più simpatiche.

Si comincia ritagliando tre fogli nella stessa misura delle pagine, magari scegliendo dei colori che si intonino al resto dell'agenda.
Si decide quale tra questi sarà la base, mentre i restanti fogli andranno tagliati in misure differenti (parallelamente alla base o leggermente in diagonale, a piacere), in modo che sovrapponendo i pezzi, si ottenga una cosa così: 






Io ho utilizzato i quattro pezzi ottenuti dai due fogli che ho tagliato per creare taschine sia sul davanti che sul retro del foglio viola, così da ottimizzare gli spazi.

















Una volta scelta la combinazione che ci piace di più, si incollano le varie parti facendo attenzione a passare la colla solo lungo i bordi esterni, per circa mezzo centimetro di spessore. Ottimo sarebbe avere una colla a nastro, ma anche un semplice nastro adesivo andrà benissimo per lo scopo.

Una volta asciugata la colla, si prendono le misure dei fori, si praticano i buchi e si inserisce in agenda!


Come al mio solito, ne ho prodotte più di una, alcune decorate con i simil-washi tape che erano in offerta al Lidl la settimana scorsa e alcuni altri che avevo già in casa ^_^




Potrebbe però capitare di voler conservare qualche foglietto che assolutamente non vogliamo rischiare di perdere.... allora si può decidere che una bustina sia più adatta, così da poterla chiudere in maggior sicurezza.

Detto fatto.
Ho pensato alla versione più semplice che si possa immaginare, senza piegature e altre complicazioni.

Necessitiamo solo di una pagina dell'agenda, del cartoncino (magari decorato, o colorato, per renderla carina), o anche carta leggera, colla e nastro adesivo.

Si tratta di tagliare una semplice sagoma rettangolare o quadrata nella grandezza di cui necessitiamo e un piccolo rettangolo largo quanto la nostra busta.
Si incolla lungo i bordi lasciando libero il lato superiore e si applica il pezzetto piccolo a mo' di aletta superiore fissandolo con del nastro adesivo.
Qualche decorazione colorata per dare un tocco vivace al nostro lavoro... et voilà, la bustina home made è pronta.



























Che dite, saranno sufficienti per contenere qualche adesivo, alcuni scontrini e magari quel biglietto del cinema che vogliamo tenere come ricordo di una serata speciale?

martedì 17 marzo 2015

ricetta su richiesta: il nostro Danubio

Eccezione della eccezioni, su richiesta di alcune amiche da facebook (e non solo), arriva una ricetta sperimentata oggi per la prima volta.
Le foto sono quel che sono, visto che l'apprezzamento è arrivato a piatti già spazzolati e non pensavo che un esperimento potesse essere già degno di interesse.
Ma felice io che nemmeno immaginate.

Dunque.

Il martedì è il giorno sacro dedicato ai nonni: i miei pargoli pranzano da loro e restano a farsi nonnolare fino a pomeriggio inoltrato.
Ogni martedì tranne oggi, per motivi di influenze nonnesche.

Quindi i programmi dei pasti sono cambiati all'improvviso e ravanando in frigo ho trovato due cubetti di lievito in scadenza.
Che fare?
Farina ne abbiamo?
Qualche ingrediente per farcire?
Ok.
Si va.

Una ricetta che vale due.
Versione salata per il pranzo speciale #mamma-a-casa-per-due-giorni-di-fila (infrasettimanali).
Versione dolce per una merenda sperimentale a quattro mani.

Si tratta della ricetta del Danubio, che ho trovato un paio di anni fa in rete tra i blog di GialloZafferano (qui la versione salata originale, qui invece la dolce).

Ma chiaramente io non sono capace di riproporre paro-paro quello che scovo in giro. Tantomeno adesso che stiamo mangiando molto meglio in fatto di ingredienti sani e puliti.
Stampate le ricette, carta e penna alla mano, ho sostituito burri, zuccheri, farine 00 e ho aggiunto qualche verdurina universale (dove universale sta per gradita a tutti e cinque i membri della famiglia) alla versione salata.

Pronti?
Andiamo!



Danubio, la nostra versione salata

Ingredienti:
  • 500g farina integrale (a scelta, io ho utilizzato quella che avevo al momento: di grano tenero)
  • 250g latte tiepido (a scelta, basta che non sia quello dolce)
  • un giro di olio evo
  • 25g lievito fresco
  • sale 1 pizzico
Per il ripieno (quel che c'era in giro per frigo e congelatore): affettato di tacchino, avanzo di scamorza (eccezione per il palato del mediolo supergolosissimo), spinaci passati in padella, ricotta, poco grana e qualche noce a pezzi.

Una volta impastati bene gli ingredienti per la base, far lievitare in un recipiente coperto, in luogo tiepido per una mezz'ora. 
Dividere l'impasto in pallette (dividendo a metà, a metà, a metà... a me ne son venute 22).
Ogni palletta va allargata e farcita con qualche ingrediente di farcitura.
Noi abbiamo optato per farcire metà dell'impasto con una fetta di affettato di tacchino e un pezzetto di provola, mentre l'altra metà con spinaci mescolati a poco grana, ricotta e pezzetti di noce.
I dosaggi degli ingredienti sono molto a occhio, dipende dai gusti e ci si può sbizzarrire con le farciture.

Scelta una teglia rotonda abbastanza grandina, foderata con carta forno, si adagiano le pallette a cerchi concentrici, leggermente distanziate tra loro.
Coperta la composizione, coprire con un panno e riporre a lievitare anche per un paio di ore.
Una volta completata la lievitazione, spennellare con acqua la superficie e infornare in forno statico caldo per 20-25 minuti a 180°C.
(golosità profumatissima: a 5 minuti dalla fine della cottura, cospargere la superficie con del grana grattugiato)

































Danubio, la nostra versione dolce

Ingredienti:
  • 500 g farina integrale (anche qui, per noi grano tenero, questa volta)
  • 250g latte tiepido (a scelta)
  • 1 uovo
  • 40g olio di semi
  • 1 bel cucchiaio di miele
  • buccia grattugiata di arancia
  • 25g lievito fresco
  • 1 pizzico di sale
Per farcire: cioccolato fondente (noi 75%), nocciolata. Succo di arancia.

Una volta mescolati bene gli ingredienti, impastare bene fino a ottenere una consistenza morbida e non appiccicosa (in caso, aggiustare con poca farina).
Porre a lievitare in un recipiente coperto da un panno, in luogo tiepido per almeno mezz'ora.
Dividere poi l'impasto in pallette (a me 22).
Ogni palletta va allargata leggermente per poterla farcire con un pezzetto di cioccolata, oppure con un cucchiaino di nocciolata. Sigillare nuovamente con cura ogni palletta.
Foderare con carta forno una teglia rotonda grandina e disporre le pallette in cerchi concentrici a poca distanza tra loro. Coprire con un panno e riporre a lievitare per un paio di ore.
Ultimata la lievitazione, spennellare la superficie con il succo di arancia e infornare in forno statico caldo a 180°C per 20-25 minuti.

















Direi proprio che oggi ci siamo coccolati e rilassati in cucina! ^_^
Pensandoci, potrebbe essere un'idea golosa per la colazione dei miei ragazzi, no?

Ma pare che questo tipo di preparazione (il Danubio, appunto) fosse già molto conosciuta... solo io l'ho sperimentata oggi per la prima volta?


lunedì 16 marzo 2015

cominciamo dall'incomincio: scorte settimanali

Lunedì.
Di nuovo lunedì, gente.

Reduce da un'inattesa serie di ore lavorative extra, torno a scrivere.
Questa settimana dovrei recuperare un bel po' di ore.
Speriamo...

Iniziamo dall'inizio.
O cominciamo dall'incomincio, diceva il mio nanerottolo qualche giorno fa...

Cosa trovo alla base della mia settimana?
La scorta settimanale di beni di prima necessità: colazioni, merende, pane.
Sostanzialmente questa è la base di partenza  per la mia settimana, ecco.
Quindi mezza giornata del fine settimana a casa nostra è dedicata alla preparazione di: pancakes, filoncini di pani vari, torte, nocciolata.

Da qualche mese abbiamo preso questa abitudine e ora è il piccoletto stesso che appena realizza che è sabato, si arma di grembiule, si rimbocca le maniche e si trasforma nell'aiutante di Nonna Papera.
Ci piace un sacco cucinare assieme e la trovo un'attività molto stimolante da proporre ai nostri figli per circa un miliardo di buoni motivi.
Chiaramente le pulizie vanno fatte dopo. Neanche pensarci a passare la scopa prima che il vortice passi in mezzo a farina e zucchero.

Una ricettina alla volta, ho pensato di condividere con voi la nostra routine sana e totalmente hand made.


Iniziamo dai mitici pancakes,

Ingredienti base:
  • 1 tuorlo
  • 3 albumi
  • 125g farina
  • 20g olio di semi
  • 200ml latte
  • 15g zucchero
  • 1/2 bustina lievito per dolci
  • 1 pizzico di sale.
Vanno mescolati con il mixer tutti gli ingredienti tranne gli albumi, che vanno aggiunti per ultimi solo dopo averli montati a neve e badando incorporarli bene con movimenti dal basso verso l'alto.
La mia ricettina è leggermente modificata, ma ho proposto qui sopra la versione base su cui potersi sbizzarrire.
Personalmente preferisco la farina integrale, il latte di soia, alle volte utilizzo la Stevia o lo zucchero integrale al posto dello zucchero bianco.
Una volta pronto l'impasto, scaldare una padella antiaderente a fuoco medio, sporcare appena (e solo al primo "giro" di cottura) la padella con un goccio di olio e versarci alcune cucchiaiate di impasto ben distanziate tra loro.
Appena compaiono dei forellini, girare i pancakes e farli cuocere anche dall'altro lato.
E così avanti ad esaurimento.




Normalmente preparo la dose doppia di pancakes e li surgelo così da averli pronti tutti i giorni.
Semplicemente ogni sera ne estraggo 4-5 dal congelatore e li faccio scongelare durante la notte, coperti con pellicola (o da un altro piatto).
In questo modo ho una colazione pronta degna anche del palato della quattordicenne che va sempre di fretta!
Non ho mai contato quanti pezzi vengano fuori, so per certo, però, che la dose doppia a noi basta a coprire la settimana, nonostante le incursioni random del fantasma della dispensa ^_^



Questi dolcetti sono morbidi e golosi anche da soli, ma con un velo di marmellata oppure di nocciolata home made sono proprio super!



Che consumate abitualmente per le colazioni, vostre ed eventualmente dei vostri cuccioli?
Perché la fate la colazione, veroooo????

domenica 8 marzo 2015

giornata della donna. e l'agenda è donna pure lei.

8 marzo, giornata della donna.
Gli auguri si sprecano, le mimose dilagano.
Anche qui, non facciamo eccezione, eh!

E che cosa si può fare in una domenica soleggiata di marzo, per di più nella giornata a noi donne dedicata?
Stirare, ovviamente!
E farsi venire un mal di testa fotonico.
E cucinare manicaretti.
E parlare della grande svolta della mia agenda, ovviamente!
(donna pure lei)

Quale la novità?
Mi sono liberata del raccoglitore rosa-fucsia e ho dato forma a un progetto che avevo visto di sfuggita in un gruppo su facebook, una unica foto che mi aveva folgorata.
Talmente di sfuggita che non avevo pensato di salvarmi la schermata, di annotarmi la creatrice, o di scrivermi qualche riferimento.
Ma non mi sono scoraggiata.
L'utilità delle fiere creative è stata questa: pian piano ho ragranellato il materiale giusto e ora ho il mio piccolo tesoro completamente fatto da me.

Eccola!



Feltro per ora incollato con mastice, ma a breve penso che praticherò delle cuciture a contrasto.
Forato con la saldatrice del marito.
Inseriti gli anelli perfetti (enormi sarebbe l'aggettivo adatto).
Trasferite le pagine e aggiunte altre sezioni ancora.



Felice più di me non c'è.

La prossima tappa sarà costruire delle taschine in cartoncino, dove riporre bigliettini, scontrini e chissà cos'altro.





























Ce la facciamo?
Ma certo, ci leggiamo alla prossima puntata!


giovedì 5 marzo 2015

sole!

Ma buongiorno!











Confesso che in questi giorni ho un piccolo esubero di energie.
A dire il vero, più che di energie si tratta proprio di elettricità.
Ho portato a termine un programma di home-fitness durato ben tre mesi e ora sono in pausa per iniziare con la prossima settimana un nuovo percorso di altri tre mesi.
Che ve lo dico a fare... non vedo l'ora di cominciare! 
Attualmente il mio gruppo preferito su Facebook è Workout Group. Pensavo che vi avrei trovato percorsi, suggerimenti, consigli, bacchettonaggini ed estremismi.
Invece ci ho trovato uno stile di vita contagioso, sano, vitale.
Un po' matto, a volte, ma la carica che si pesca tra le righe e tra i vari post è indescrivibile.
Questa settimana di pausa sarà luuuuuunga, lo sento.

Ma il corpo ha bisogno anche di riprendersi e riposarsi e quindi... via alle camminate, al riordino di casa, alle pulizie di primavera, allo stiro arretrato... e alla ricerca spasmodica e disperata dell'apparecchio ortodontico del dodicenne sciagurato.

Già. Da martedì sera del coso non v'è traccia.
Sopra il letto, sotto al letto, dentro al comodino, dentro al bidone della biancheria, tra la spazzatura, in auto (che centra? ... non si sa mai!), sui ripiani del bagno, nei cassetti del bagno... nulla. 
Zero. 
Niet.
Nisba.
Nothing.

Voi capite che se alla domanda "ma dove diavolo lo avevi appoggiato stamattina?" vi risponde "sulla scatola della batteria elettronica" non è che si parta proprio benissimo.
Si tratta del ragazzino più disordinato della Terra.
Sinceramente non so bene cosa fare (a parte strangolarlo, appenderlo per gli alluci, costringerlo a farsi la doccia e tenerlo a digiuno.. oooh, questo sarà decisivo!), aspetto ancora che le ricerche proseguano fino... diciamo al fine settimana, o vado subito dal dentista e vediamo se l'assicurazione copre lo smarrimento?  mah. 
Io e marito ci stiamo meditando e a breve decideremo.

Comunque, se questa è la situazione di partenza, aggiungici le telefonate del responsabile del lavoro che alle 8,03 e alle 8,04 (ieri e oggi rispettivamente) mi chiama sul cellulare per discutere di casi particolarmente complicati, la sua annotazione "se lavori fino alle 23,45, tu segna comunque fino alle 23 che poi vediamo", sommaci l'euforia pittorica del piccoletto per il nuovo giochino, moltiplicaci le ansie della quattordicenne per l'acne adolescenziale da combattere, sottrai le ore di assenza del papolo che sta finendo corsi e aggiornamenti per lavoro...
Di me resta solo elettricità. 
Chiaro.

Elettricità e tanta voglia di fare e di governare meglio questa barca di famiglia, santocielo!

Mi pare chiaro che il sole sta dando i suoi benefici, i suoi preziosi raggi mi sollevano l'umore e diciamocelo: il sole iniziava a mancarci davvero tanto!!!



Raccontiamoci: che periodo è per voi?
Riuscite a ricaricarvi di raggi benefici, oppure il risveglio dl periodo invernale è lungo e faticoso?


Aggiornamento dell'ultimo nano-secondo: l'apparecchio è stato ritrovato, dopo 30 ore di ricerche minuziose, incastrato dietro al termosifone della cucina.
Si ringraziano tutti i volontari della rete che hanno cercato abche nelle proprie abitazioni il suddetto coso.
In condizioni sporchettose e polverifere, il coso sembra godere di salute ottimale.
Vado a verificare che il proprietario lavi accuratamente il coso, valà...
La sottoscritta ringrazia tutti, per la pazienza portata fin qui.

mercoledì 4 marzo 2015

abilmente... per noi

Domenica c'è stata una gita di famiglia.

Questa è la versione che ho dato al marito, per convincerlo.
"Gita" ho detto.
Sì, certo.

Alla fiera di Vicenza Abilmente ci si va in gita. Credici.



L'idea era in buona fede, però.
Io volevo partire per le 9,00, arrivare a Vicenza per le 11,00, fare un bel giro in fiera e poi andare a visitare la città, con il nostro pranzo al sacco a base di pizza home made e frutta.
La giornata prometteva bene.
Solo che avrei dovuto prenotare una gru per far alzare i miei 4 familiari prima delle 9,30.
Questo dettaglio mi era sfuggito, accidenti.
Me lo segno per la prossima volta.

Comunque a Vicenza ci siamo andati per davvero, solo che siamo partiti con circa tre ore di ritardo sul mio programma.
Visiteremo Vicenza un'altra volta.
Altra gita, altra opportunità.

Abilmente è una fiera della creatività piuttosto famosa, quindi non vedevo l'ora di visitarla.
Lo dico subito, a scanso di equivoci.
1. sono una creativa-per-caso, quindi non ho pretese, tantomeno attese. Vado a queste fiere per scoprire tecniche nuove, per prendere spunti e "rubare con gli occhi", come si suol dire.
2. mi piace pastrocchiare con carta, colori, colla. Mi piace costruire con materiali insoliti. Ma il cucito, il ricamo e lo sferruzzo proprio non fanno per me. Sarà che ci vuole una certa calma e concentrazione (e pazienza!), ma io proprio non sono compatibile con i filati e compagnia bella.
Fatte queste doverose premesse: ho visitato fiere migliori.
Molto filato, molto cucito. Per carità, meraviglioserrimo, eh!
Ma la parte che a me interessa maggiormente era piuttosto scarna.

A noi, comunque, piace essere attorniati da idee che ribollono, da colore e energia positiva e creativa, quindi ci siamo divertiti lo stesso.
E dico CI perché anche se non abbiamo trovato dei laboratori per bambini come era successo a Bologna (ad esempio) anche il piccoletto ha trovato stand interessanti.
E ci ha convinti a spendere ben 20euri per un attrezzo colorifero curioso e promettente. 
Che io avevo già adocchiato a Bolzano un anno e mezzo fa e a Bologna. Ma che resti tra noi.
Ieri sera ci siamo dati alla pazza gioia invadendo tutto il salotto con i nostri disegni!
Vi suggerisco questo video da youtube per capire la nostra meraviglia.
nb: questo NON è un post di pubblicità, ma questa tecnica ci piace tantiiiiissimo!

















Il bottino restante consiste in pochissime cosine: anelli metallici per modificare la mia agenda (già fatto: io felice!), un paio di ciondoli per adorniare il collo dei pargoli grandi.
E ho scelto un feltro di un colore fantastico (per i miei gusti) ancora per l'agenda, lasciando lì un ciondolo a forma di giratempo (Harry Potter insegna ... Hermione Granger insegna. chiaro, femmina è!).

In generale, direi che la mia fiera è stata travagliata, invece, visto che il seienne di casa ha iniziato a reclamarmi come poche volte prima di ora e praticamente ho avuto una piovra attaccata addosso in ogni singolo minuto.
Realizzare di trascorrere con i proprio figlio seienne ben due ore al giorno... è stato frustrante. come poche cose nella vita.
Quindi capirete le ben cinque foto che ho potuto scattare dentro la fiera.
So che mi perdonerete.
Anche per la luce e le inquadrature di fortuna.
Fotografie, tra l'altro tutte relative a creazioni realizzate con materiali di recupero: dagli abiti ai bijoux.
Eccole.
Tutte e cinque.







Il piccoletto si è staccato da me solo per correre alla scritta che campeggiava nel piazzale antistante l'ingresso e intimarmi "mamma, fotografami nella L di Luca!"
Detto fatto.


E poi... a casa, ovviamente!
Siamo usciti dalla fiera che iniziava a tramontare il sole e a calare la temperatura.

Vicenza, aspettaci: torneremo sicuramente, 
ma la prossima volta per visitarti con curiosità ^_^

lunedì 2 marzo 2015

lo voglio!

Ho voglia di scrivere!



Per una trottola pazza furiosa come me, questa astinenza è micidiale.
Millemiliardi di cose da fare, la casa un accampamento, le ore che volano via.

Ho detto basta e riprendiamo da capo.

Rispetto ad alcuni mesi fa (o anche un anno fa) le mie giornate si sono riempite a dismisura, ma ne sono felice perché si tratta di cose che mi piace fare, che mi danno gioia e soddisfazione.
Ho solo bisogno di rivedere un attimo la mia adorata organizzazione.

Poi sarò pronta per riversare anche qui tutte le idee e le esperienze che sto vivendo.

Ho fatto un saccone-one di cose in questo periodo, idee che penso utili e carine, che mi stanno dando molte soddisfazioni e vorrei pian piano raccontarvi.
Con i miei figli le esperienze cambiano, perché loro crescono a una velocità impressionante.
Il piccoletto oramai è tutto tranne che piccolo e ospitarlo nel lettone una notte ogni tanto resta un piacere sia per lui che per noi.

Dopo queste settimane di scarsa presenza, mi sembra quasi di ricominciare da capo, con la mente piena piena e il cuore che sprizza.

Soprattutto perché ho reimpostato le mie giornate e scrivere qui è rientrato nella top-tre delle cose da fare al mattino. 
Ma ancora più soprattutto (nun-se-pò-sentì) perché avere ancora più cose da fare mi ha permesso di capire esattamente quello che NON VOGLIO, che NON MI PIACE.

Finché c'è tempo e magari energia, ci si permette di svolgere compiti anche sgraditi e inutili per il solo fatto di DOVERE o anche solo per ABITUDINE.
Quando invece le risorse sono già tutte impegnate, la selezione diventa essenziale e anche eliminare diventa un piacere.

Alleggerire il di fuori 
per alleggerire la mente.

Questo mi piace, è uscito dalla tastiera da solo, ma rende alla perfezione quello che sto vivendo.

Come mai ho questa frenesia, adesso?
Provo a dirne due, eh.
1. termino domani il secondo programma di home fitness. Soddisfazioni a pioggia.
2. l'alimentazione pulita e sana mi sta dando una carica che non avrei mai pensato.
3. ho iniziato a impormi di dormire di più. Se non la notte (per orari di lavoro), magari al pomeriggio (quella mezz'ora può far resuscitare un cadavere).
4. fare cose che piacciono: fa stare bene.
5. conoscere (anche solo virtualmente) persone positive: fa stare meglio.
6. eliminare (o per lo meno ridurre drasticamente) cose e persone che ci mettono a disagio: è il regalo più bello che possiamo fare a noi stessi.


Quindi attenzione, sto tornando.
(hihihi... risatina satanica)

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