mercoledì 25 novembre 2015

a volte riemergono (la Giornata contro la violenza sulle donne è un ottimo motivo)

E' silenzio.
C'è un solo unico rumore che riempie la casa.
Una mosca che vola sbatacchiando qua e là, manco avesse preso la patente da una cimice... presente?

Così è anche la mia testa, in questi giorni.
Vorrei il vuoto e il silenzio, invece c'è un rumore di fondo.

Vorrei tanto ci fosse solo del vuoto da riempire, vorrei tanto poter cominciare tipo punto-a-capo-lettera-maiuscola.
Invece no, c'è tutto il caos e l'irrisolto da sistemare per poter mettere un piede avanti all'altro e andare avanti.

Tranquilli.
Non è successo niente, nulla è crollato, tutto prosegue. 
Eppure qualcosa in me si è arenato.
Non so cosa, ma piuttosto che mantenere ilo silenzio-stampa ancora a lungo, preferisco scrivere.

Niente di speciale.
Non ha a che vedere con il blog, nè con marito, nè con i figli... è qualcosa dentro.
Boh.
Sarà che sono donna e certe volte mi vengono questi periodi strani e sbilenchi.

Sarà che tutto quello che succede non lontano da noi, o meglio, che sta accadendo in tutto il mondo, riempie le giornate attraverso i tiggì e i giornali. 
Sarà che aspettiamo con ansia la decisione del liceo di Chicca in merito alla gita all'estero (a Strasburgo) della sua classe.
Saranno certi posti di blocco che paiono trincee armate fino ai denti, sulle nostre strade.
Saranno le scemenze e le idiozie che leggo in giro riguardo tutta la situazione (perché, per chi non avesse facebook, è tutto un pullulare di opinioni, strategie, condanne, insulti... tutti alla Cia dovrebbero andare a lavorare, insomma).
Saranno certe posizioni di intolleranza che non ti aspetti.
Sarà che a volte guardare dietro le quinte di alcune situazioni ti fa cascare le braccia. E quello che hai sempre apprezzato come gran cuore, cooperazione e massima disponibilità, in realtà è solo uno scambio di favori che assomiglia più una palla al piede.

Ed è per questo che sinceramente faccio fatica a collocarmi in questo mondo.
Adesso più di prima.

Oggi è tutto un fiorire di frasette sulla Giornata contro la violenza sulle donne.
Ma non è molto chiaro cosa sia sta violenza.
Di questi tempi parlare di violenza può creare un bel po' di caos...

La violenza sulle donne è una cosa ben precisa, non è la violenza sui bimbi, non è solo la violenza fisica, non è solo la violenza alle ragazzine.

La violenza sulle donne è qualcosa di indescrivibilmente schifoso.

Ma contro la violenza c'è solo una cosa da fare: dare l'esempio.

A mio parere dare l'esempio alle giovani generazioni è molto di più di "insegnare il rispetto".

Dare l'esempio è vivere in pace e amore.
E' rinunciare alle parole aggressive, anche mentre si guarda un servizio terribile alla tv o la partita della squadra del cuore.
E' non imprecare o insultare l'autista dell'auto che ci ha appena tagliato la strada.
E' il buongiorno, il per piacere, il grazie, il prego e la carezza così, a sorpresa. Più volte durante la giornata. Senza motivo.
E' quel grattino sulla cima della testa. A tuoi marito, a tua moglie, a tuo figlio. Così, come una coccola volante.
E' disponibilità, nel rispetto delle esigenze di tutti (l'equilibrio tra essere mamma e essere serva a volte è troppo labile).
E' rinunciare a quei giochini per pc o wii o ps, o dispositivi vari in cui si spara, si picchia, si mena. 
E' preparare una colazione speciale per un giovedì a caso. Così, senza motivo apparente.
E' un messaggio "come è andata a scuola?" a metà pomeriggio, se sei lontano perché al lavoro.
E' un abbraccio in mezzo alla città.

E' questo.
E' Amore.
E' attenzione.
E' rispetto.
E' equilibrio.

E' anche molto altro.

Ma se non siamo capaci di dare l'esempio in ogni singolo giorno della nostra vita, possiamo predicare rispetto e rose alle donne anche mille volte al giorno.
Resteranno parole.
E non varranno una cicca.

7 commenti:

  1. Ciao CArla. Hai ragione da vendere!
    Ti condivido

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  2. E' vero, è così. Ed è difficile... ma ogni giorno dovremmo impegnarci a essere il messaggio d'amore e positività, di rispetto che vogliamo trasmettere ai nostri figli e agli altri che ci stanno intorno.
    un abbraccio
    la effe

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  3. Sempre saggia tu, ti condivido sulla mia pagina perchè è troppo vero quello che scrivi.
    Smack

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  4. condivido ogni tua parola e le tue parole sono macigni che pesano , anzi, che DOVREBBERO PESARE dentro ognuna di noi.
    condivido l'insofferenza verso chei, in queste giornate così difficili, parla di tutto e su tutto ed ha la soluzione su tutto ed anzi, ha la soluzione per ogni cosa posata sul palmo della mano. e poi, perchè stupircene? viviamo in una società dove hanno inventato la categoria degli opinionisti....che quasi quasi stimo di più i tronisti!!!!!!
    ed è vero che contro la violenza ci voglia l'esempio, perchè anche il rispetto per l'altro, per CHIUNQUE altro, nasce dall'esempio che noi sappiamo dare: e penso che, come mamma e nonna di figli maschi, mi spetti un compito ancora più impegnativo ed ancora più importante.
    sei davvero una grande persona, Carla e dirtelo è un piacere che mi nasce da dentro.
    Emanuela

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  5. Condivido il tuo pensiero ed anche questa irrequietezza di fondo che ci fa sentire a volte non di questo mondo.
    Bacioni affettuosi
    Ketty

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  6. Condivido. E' tutto vero, ma per qualcuno sembra non esserlo. E non importa la religione, il colore della pelle, il conto in banca... Insegnare il rispetto, hai ragione, è l'unica soluzione.
    In questi giorni per motivi personali ho una rabbia dentro, vedere e sentire certe cose non fa che aumentarla... ma poi mi fermo e rifletto: a mio figlio voglio insegnare qualcosa di positivo, nella speranza che il mondo che lo aspetterà da ragazzo e da adulto sia almeno un po' migliore di questo.

    un abbraccio

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