sabato 28 marzo 2015

message in a bottle #1

ti stimo.

te che ogni tanto vieni a trovarci con la scusa "passavo da queste parti", oppure "ero qui vicino per lavoro" e ti fermi a cena con noi.
noi della comunità, quella dove lavoro.
quella dove i tossici arrivano per cambiare vita, o per salvarsi, o per non stare in carcere.
quella in cui spesso la svolta avviene, tra sofferenza e dolore profondo.
quella dove anche tuo figlio è stato, per alcuni anni.
quella in cui la speranza è l'ultima a morire.
quella in cui la sfida inizia ogni giorno all'alba e finisce ogni sera, all'ora di andare a letto.

te che hai sempre mille "grazie" da regalare e mille sorrisi stanchi come risposte alle domande lasciate nell'aria tra noi.

te che hai accompagnato con noi il tuo ragazzo lungo un percorso duro e difficile, verso la sfida più dura: quella con se stesso.

te che ci hai permesso di accompagnarlo poi verso l'ultimo viaggio, ormai troppo tardi per qualsiasi parola, ormai tardi per qualsiasi speranza.

te che di lui ci ricordi la vita e la voglia di rivalsa.

te che ora sei solo, perché lui non ce l'ha fatta: la vita è sfilata dalle sue mani come sabbia tra le dita.

sono ormai anni che di tanto in tanto passi e ti fermi. 
qualche volta entri, altre volte ti fermi fuori dal cancello e dormi lì, in auto, vicino a quei ragazzi per cui speri un futuro sano e pulito. una vita che a te ha voltato le spalle anni fa.
perché certe volte il dolore è molto più lacerante del solito.
perché certe volte anche un sorriso può bruciare come sale nelle ferite.

questa sera la tua auto era là.
questa sera ti ho visto, rannicchiato nella tua auto. 
e avrei voluto bussare alla portiera e stringerti in un abbraccio pieno di affetto.
ma non l'ho fatto, per rispetto del tuo dolore e della tua riservatezza.
questa sera non sei entrato.

questa sera la tua buonanotte la invierò in sogno a tutti quei ragazzi in cui rivedi tuo figlio. quel figlio che sperava in una vita nuova ma che il destino ti ha portato via all'improvviso.

buonanotte a te, padre dal cuore spezzato.
buonanotte a te.

16 commenti:

  1. Un padre speciale, una vita difficile, un figlio perduto.
    Carla, anche stavolta, mi hai commosso.

    Un abbraccio e buon fine settimana

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  2. Quanto dolore puù contenere una vita sola?
    Parole splendide...
    Un abbraccio

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  3. sempre molto toccante quando scrivi di pancia.
    un abbraccio

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    1. erano parole tra me e il cuscino.
      questo posto è la mia bottiglia tra le onde <3

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  4. nulla da aggiungere alle tue parole. Solo la voglia di leggerle e rileggerle ancora.E tricordo le parole di mia nonna, quando morì lo zio, il suo primo figlio maschio, che aveva 43 anni. Mi disse Ricordati, non c'è nulla di così contro natura di vedere un genitore che accompagna un figlio al cimitero.
    Grazie Carla per la solita sensibilità che dimostri. Solita, mai banale. Emanuela

    RispondiElimina
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    1. grazie Emanuela, comprendo appieno il significato delle parole della nonna, purtroppo le abbiamo vissute da vicino anche noi.
      <3

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  5. Mi hai lasciata senza parole...

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    1. non è facile, ma certi pensieri si incastrano lì, tra cuore e cervello, a volte...

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  6. E' terribile! La mente si rifiuta anche di immaginare una possibilità così atroce! Nessuno dovrebbe provare un tale strazio nella vita...

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    1. sono d'accordissimo con te... non ci sono parole di conforto per queste circostanze, solo tanto tanto affetto...

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lascia un segno del tuo passaggio ^_^
mi piace sapere cosa ne pensi e chi sei... quindi firmati
altrimenti rischi che le tue parole finiscano nel cestino
senza che io me ne accorga!

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