mercoledì 21 gennaio 2015

emozioni scolastiche: prime volte

Ieri sera avevo una voglia matta di mettermi al piccì a raccontare del pomeriggio e dell'entusiasmo del neoseienne nel muovere i primi passi all'interno della scuola primaria, in occasione di scuole aperte.
Ma 'gnofatta, eh.
Una stanchezza micidiale mi ha stroncata sul nascere.
Di quelle che come ti siedi a tavola per cenare ti si socchiudono gli occhi che manco una bottiglia di Prosecco.

Ma potrei forse dire che è stata una fortuna. 
Per voi.
Per me sicuro, visto che ho dormito dalle 23,35 alle 7,00.
Robe dell'altro mondo proprio.
Per voi anche, visto che oggi avreste dovuto ri-sorbirvi le sue gesta.
Il titolo del secondo post sarebbe stato "Chino e lo stress anglosassone", oppure "Ecco perché i nostri figli si stancano all'asilo", o ancora "Nuovi sistemi di sfiancamento all'interno delle scuole: un'ora di inglese al giorno."

Iniziamo dalla visita alla scuola primaria.
Ieri il nanerottolo ha varcato la soglia delle scuola primaria in occasione, appunto, di scuole aperte.
La sua prima volta.
I suoi primi cinque anno di frequentazione si sono limitati al giardino: andare a prendere i fratelloni all'uscita gli ha permesso di fare conoscenza approfondita di ogni singolo sassolino, di ogni panchina, di ogni ago dei pini marittimi che ombreggiano il cortile.

Ma camminare al suo interno.... mai successo.
Diciamo che l'emozione era palpabile dal primo mattino, si è autoalimentata per tutte le ore trascorse alla scuola dell'infanzia (dove ogni amico "grande" aumentava la propria euforia a contatto con i compagni al solo pensiero di ciò che sarebbe successo nel pomeriggio), è esplosa nell'atto di scendere dall'auto, alle ore 16,55.
Non c'erano abbastanza occhi per vedere tutto, non c'erano abbastanza mani e piedi per tastare ogni centimetro quadrato, non c'erano abbastanza orecchie per ascoltare tutte le parole della vicepreside e poi della maestra che ci ha guidati per l'istituto....

"mamma, io vorrei andare in questa scuola, proprio in questa classe"
"mamma, ma adesso posso venire in questa scuola qui, vero?"
"mamma, la maestra è simpatica, la vorrei domani"
"hai visto che ci sono anche i computer, mamma?"
"poi ti dirò ciao in inglese, mamma"


Ma ciao.

La sua felicità è la mia, chiaro.
Solo che è già così grande...
E' chiaro che ha iniziato ad annoiarsi alla scuola dell'infanzia: questo è il suo quarto anno ed è stato eletto (insieme al suo migliore amico coetaneo) aiutante della maestra.
Ma a me pare ancora così piccolo...
Forse è proprio perché si tratta di lui, che mi fa questo effetto.
Lui è il terzo.
L'ultimo.
Quello più piccolo.

Quando è toccati ai fratelli ero molto emozionata, ma mi sembrava comunque ovvio che iniziassero un ciclo scolastico nuovo.
Sigh.
Lui.
Cresce.
In fretta.

Ma questo sarà: un altro studente che a settembre infilerà il suo zainetto e via.



Veniamo a oggi: ho vissuto una specie di deja vu emotivo.
Oggi la classe del neo-seienne ha assistito alla prima ora del progetto di inglese, alla scuola dell'infanzia.

Quindi...  hello.

Oltre all'agitazione mattutina che avrebbe potuto risolversi in una espulsione repentina dell'intera colazione a causa di salti e giravolte fuori controllo durati una buona mezz'ora, oltre a una specie di nenia canticchiata a mezza voce per tutto il percorso casa-scuoladelmedio-asilo, oltre al cambio calzature nello spogliatoio dell'asilo svoltosi mezzo a terra e mezzo scivolando qua e là da una panca all'altra... mi ha salutata sulla soglia del salone con un freddo "devo andare a imparare" che parlava da solo.
E niente.
Ciò che è successo dalle 8,00 alle 16,00 resta mistero.
"mamma, oggi ho fatto inglese, ora ho diritto di rilassarmi. accendimi la tivvù"
"amoreeeeee! raccontami: cosa avete imparato di bello? e la maestra, come è la maestra di inglese? simpatica?"
"intanto non è una maestra. è una teacher. e poi abbiamo imparato una canzoncina in inglese per salutarci. ma tu non la puoi capire, è in inglese. ho diritto a rilassarmi, o no???"
"certo che potrai rilassarti... ma non mi racconti proprio niente altro? ...e comunque, io l'inglese ,lo capisco, sai? anche io a scuola l'ho studiato"
"non mi ricordo cosa ho mangiato, vorrei fare merenda e pensare alla canzoncina. da solo"

Insomma, poveri bambini, l'inglese è proprio stressante.
E' sfinito disteso sul tappeto che medita guardando il soffitto.

Medito anche io.
Se chiedo alle maestre di prestarmi la teacher, dite che me la prestano una mezz'ora al giorno???

30 commenti:

  1. È proprio il caso di dire che l'Inglese lo ha messo al tappeto!!!

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    1. davvero davvero.
      speriamo sia così anche l'anno prossimo ;-)

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  2. eh eh eh! proprio un fenomeno questo seienne!! ^_^ buon pomeriggio

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    1. è sempre molto originale nelle sue cose... ci stupisce ogni volta ^_^

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  3. Beati voi, invidio il vs entusiasmo....!! Noi siamo in crisi: dovrebbe iniziare anche il nostro "grande" a settembre, ma con una maestra "terribile"....stiamo valutando di scriverlo in un'altra scuola

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    1. uff.
      però magari sono voci... chissà...
      è sempre difficile capire come stanno le cose, soprattutto se si pensa ai nostri cuccioli e al loro futuro...

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  4. Beh ma tuo figlio è proprio un grande xD
    cmq che traguardi! io sabato ho la scuola aperta per la materna di Gabi e sono già in tremore per il prossimo settembre -.-'

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    1. umammaaaaa!
      Gabi all'asilo! vedrai che soddisfazione Maka! <3

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  5. Se l'effetto è quello, la voglio anch'io una mezzora al giorno quella teacher! =)
    Dani

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  6. ciao!!! Da teacher di inglese è stato davvero divertente leggere il tuo racconto! ˆ_ˆ

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    1. giuro che ti ho pensata ^_^
      spero che non la facciano impazzire... >.<

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  7. Al primo anno di scuola elementare, a parte un po' di emozione del primo giorno, sta filando tutto a meraviglia. Siamo stati fortunatissimi, perchè ci sono capitati maestri veramente in gamba. Mio figlio è sereno, interessato, contento e soprattutto rilassato (sempre merito dei maestri che lavorano sodo, ma sanno pure dire stop al momento giusto).
    Io non comprendo questo terrore che esiste nei confronti della scuola, davvero. Tutti parlano, tutti dicono, tutti ti riempiono la testa di assurde paranoie. Il mio consiglio: turarsi le orecchie e tirare dritto. Ogni bambino è diverso, ogni insegnante è diverso, ogni storia è a sè. Se avessi ascoltato tutto quello che mi hanno detto nei mesi precedenti, probabilmente sarei fuggita su un'isola deserta.Quindi, mamme non vi agitate prima del tempo.
    Pure alla materna 'na capoccia tanta ... e poi? ... tre anni favolosi!!!
    Quanto all'inglese, lo hanno fatto per un anno alla materna. A mio figlio non è mai piaciuto, me lo aveva detto chiaro e tondo. Al lato pratico non è servito assolutamente a nulla, ma non tanto perché l'insegnante non fosse brava, quanto piuttosto perché io continuo a ritenere superfluo questo voler insegnare a tutti i costi le lingue straniere a bimbi così piccoli. E, guarda Carla, io ho frequentato il liceo linguistico e di lingue ne ho fatte tre, ne conosco bene l'importanza. Le ho studiate ed imparate senza problemi e di certo alla materna non si facevano.
    Sorvolo sulle mie opinioni relative alla primaria bilingue ... ti dico solo che i genitori alla riunione informativa, alla quale sono comunque andata per completezza di informazione, erano completamente fuori di cranio, ma fuori proprio, pareva dovessero iscrivere i figli a Cambridge. Se anche avessi avuto la minima idea di iscrivere mio figlio lì, mi sarebbe passata la voglia in tempo zero.

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    1. Turarsi le orecchie e tirare dritto... mi sa che è proprio quello che farò. Grazie, avevo bisogno di qualcuno che me lo dicesse!

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    2. Certo, Chirac, si chiama pensare con la propria testa e non farsi influenzare da giudizi, spesso di parte, che creano solo problemi. Lo scambio di opinioni va bene, per carità, il lavaggio del cervello e il terrorismo gratuito no. A me di terrorismo ne hanno fatto fin dalla gravidanza. Dentro da un orecchio, fuori dall'altro. Ah, fra il resto il terrorismo gratuito ha portato ad eliminare un po' di persone superflue dalla mia vita. Avanti per la propria strada, non per superbia (io di errori ne ho fatti, eh), ma perché, per fortuna, ci hanno dotati di una testa pensante.

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    3. dopo aver vissuto i primi giorni di scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di primo e secondo grado... non posso che concordare con te!
      spesso le persone esagerano e ingrandiscono e deformano le cose, anche senza rendersi conto (nota: ho detto "anche").
      e comunque alle voci bisogna dare l'importanza che si meritano: sono voci, non vera verità, l'ho provato da me.
      riguardo alle lingue, io sono un po' perplessa, da sempre. son cose belle, eh, i bimbi si divertono anche. ma alla scuola dell'infanzia non so quanta utilità vera ci sia.
      sulle riunioni di scuole aperte e sulle domande di alcuni genitori... passo proprio!!!, robe da piangere... dalle risate ^_^

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  8. La voglio anche io la teacher in grado di sfinire i bambini!!! Dopo che passa da te me la mandi una mezzoretta?

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  9. ahahahahahahahhahahaha
    Bellissimo Carla!

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  10. Che emozione dev'essere il cucciolo di casa che diventa grande!
    Io alla giornata di accoglienza dei futuri primini fatta all'ultimo anno di asilo di Gabriele ho trattenuto a stento le lacrime, non oso immaginare cosa sarà di me l'anno prossimo quando mi toccherà rifarlo, ma per l'ultima volta!
    Tieni acceso sempre questo suo entusiasmo :-)

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    1. assolutamente sì!
      non parliamo di lacrime... che in questo sono una roba brutta proprio U.U"

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  11. Che bello leggere tutto questo entusiasmo negli occhi dei nostri "piccoli"!
    Settimana scorsa io ho fatto il mio primo colloquio con la maestra della materna... ti confesso che ero agitata come non mai!!!!! Ma quante sorprese, che belle personcine sono i nostri ometti.... ahimè crescono... ma se vengono sù sereni e con tanta passione nel fare le cose... allora anche noi mamme non possiamo che essere fiere di loro!

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    1. hai ragione, Eli!
      io adoro i colloqui perché mi permettono di vedere cosa succede quando non ci sono io, quando la situazione è diversa e magari difficile, quando si tratta di esprimere se stessi in mezzo ad altri <3

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  12. che tenerezza, pero' mi ha fatto morire con la storia della teacher ahahaha :)

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    1. hihihi... teacher santa subito!!! ;-)

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  13. W la teacher!
    Ma è solo il mio con le duracell in corpo?

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    1. ... ma infatti, io spero che questo effetto duri!

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  14. Ahahahahah
    "ma tu non la puoi capire, è in inglese" mi fai morire ^o^
    Hai una famiglia stupenda, lo leggo in ogni parola che scrivi e ti ammiro molto!
    Saluti a tutti!
    Daniela

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