martedì 29 dicembre 2015

ferie invernali. yeeeeeeez!

Evvivaleferieeeeee!!!!!

Ok.
Sono a casa.
Cioè, tra meno di un'ora esco con i miei ometti per andare a teatro, per la serata gratuita "Gran galà della magia" che proprio non possiamo perderci.... e non devo tornare al lavoro fino... diciamo almeno fino a sabato 2 gennaio compreso! 
Alleluja!

Ok.
A che punto siamo?

1. Natale è passato, è stato sereno, favoloso, mangereccio e si è concluso in bellezza insieme alla famiglia al completo.
2. Capodanno sarà, dopo... diciamo... 15 anni... ecco, dopo soli 15 anni sarà fuori casa. Insieme a un collega di papolo, alla sua famiglia e a un gruppo di altre famiglie che non conosciamo e sarà carino conoscere persone e respirare fuori casa per una notte.
3. Dovrò prepararmi a restare sveglia fino a "certe ore" senza pennica pomeridiana. Non ho idea su come fare. Suggerimenti?
4. Santo Stefano è passato. A casa, dopo altri "molti anni" (anche se non 15). Ma forse se fossi stata al lavoro non mi sarei spiaccicata il mignolino sul bordino della vasca da bagno, non ci avrei camminato sopra fingendo indifferenza per tutto il giorno e non avrei passato 4 ore (dalle 23 alle 3) al Pronto Soccorso per appurare che non fosse rotto (non lo è, fortunatamente!).
5. Devo risolvere un altro conseguente enigma: se non metterò i tacchi (causa ditino ancora dolorante), che altre scarpe indosserò per Capodanno, per stasera.... eh?! Sì. A volte è rassicurante avere questo genere di problemi frivolissimi, ammetto.
6. Ieri ho iniziato un nuovo programma di palestra, con i miei amati pesi. Questa volta provo a fare sul serio, a mettere qualche muscolino-ino-ino, oltre a diventare sempre più forte. So' soddisfazioni.
7. Ho iniziato (nelle 4 ore trascorse al pronto soccorso..) a leggere un a saga. Ho cominciato a leggere un regalo che Matteo ha ricevuto per Natale: "Maze runner". Sarà pure una lettura per ragazzi, ma mi ha assorbito totalmente. Abbiamo già comperato il secondo libro, per capirci.

Per ora basta così, altrimenti faccio tardi a teatro ^_^

Un salutone a tutti, amici fedelissimi!!!!

Che farete per la notte del 31 dicembre?
Novità, o seratina tranquilla (che personalmente non ho mai disdegnato, anzi... )?

mercoledì 23 dicembre 2015

keep calm. meno un giorno e mezzo a Natale

Buonaseeeeeeeeera.
Tra un colloquio a scuola, un biscottino (un migliaio di biscottini, Carla, dì la verità), una recita, un giro di aspirapolvere e un turno di lavoro... rieccomi.

Avevo tante idee per questo Natale...
tra Pinterest, blog vari, ideuzze su facebook, Instagram e ovunque... avevo in mente ogni dettaglio.

Poi sono tornata con i piedi sulla Terra e ciao.
Arancio e azzurro, dinosauri e vulcani (questi ultimi sventati per un soffio), "mamma questo lo faccio io" e "ok fai tu come ti viene, sarà bellissimo"...

Sarà un Natale nostro.
Poco ma sicuro.
Come nessun altro, niente palline di spago, niente candeline in tavola (ok. in effetti con le bestiacce che mi ritrovo per casa non mi capacito di averlo anche solo pensato).
Solo cose così, nostre, alla buona e colorate, rumorose, profumate, rustiche.

Non potrei esserne più felice.

E poi cambi di programma (tre in due giorni #vuoichemuoro), mali di testa, cambi turno a cavolo.

E poi scopri casualmente che a leggere questo spazietto virtuale sono amiche conosciute per tutt'altro (nuove fit-amiche, dove a unire è la voglia di stare bene e sentirsi forti) e sei felice. Molto molto.
Poi scopri che passano di qui, in silenzio e nell'ombra, anche persone che non vorresti. Cioé. Persone che vedi al lavoro (non parlo di colleghi) e che non ti dicono apertamente "ehi, ti leggo sai!" ma che ti lasciano la sensazione di chi "ficca il naso" così, giusto per ficcanasare. Beh. A loro auguro di essere contagiati da questa onda di energia positiva e di iniziare a mettere la testa sulle spalle facendo scelte migliori per la propria Vita. Perchè so che "fatti i fatti tuoi" suona sgradevole (Ci siamo capiti? Sì. Parlo con te.).

Quindi amici miei... manca poco.
Natale scatterà mentre sarò ancora al lavoro, ma poi mi tufferò di testa (e cuore) in quel guazzabuglio che ho per famiglia.

Mi raccontate che farete voi durante queste feste?
Io vi aggiornerò pian pianino, visto che non ho ancora un'idea precisa di come andranno i prossimi giorni...
(e poi ho scoperto l'applicazione per scrivere qui molto agilmente dal cellulare... magari mi aiuta a ritagliare per il blog quei momenti minuscoli ma vuoti eheheh).

A presto!!!

domenica 13 dicembre 2015

diario di bordo 13 dicembre

Sìììììì, oggi è il 13 dicembre e qui festeggiamo santa Lucia!!

Tradotto significa: che ieri sera siamo rientrati tardi, dopo una breve uscita di famiglia decisa all'ultimo minuto. 
Che abbiamo deciso "domani si dorme un sacco!" e abbiamo gioito di tale decisione.
Che una volta messi tutti a letto, la sottoscritta si è inavvertitamente addormentata sul divano.
Che alle 2 e 07 la Bella Addormentata si è risvegliata casualmente e si è trasformata in santa Lucia.
Che quindi la poveretta è scesa al freddo e al gelo in garage per assolvere ai doveri di impacchettamento regalini (questa santa è pure saggia in fatto di regali: pigiama, giacca e camicia in fase di cambio stagione... chevelodicoaffare).
Che ha assolto al secondo dovere di consumare quanto preparato dal piccoletto per rifocillare la Santa (quella vera) durante il passaggio in casa nostra (la carota per l'asinello.... ancheno, provvidenzialmente rosicchiata e stop).
Che ha perduto i sensi abbattendosi nel letto a ore indecenti.

E che stamattina il nanerottolo alle 7 e 36 è arrivato saltellando a svegliare la truppa per andare a verificare il passaggio della Santa al nostro domicilio.

Evviva Santa Lucia!

E io muoro di sonno.

Ma la ggggioia.
Quella vera.
Quella che è elettricità vibrante.
Quella che ti scuote ogni fibra nervosa.
Ecco.
Quella si è calmata solo 2 ore fa.
Momento in cui nanerottolo è riuscito a consumare il suo "buono per una notte nel lettone" (trovato nel calendario dell'avvento) infilandosi sotto al piumone insieme a papolo.

E adesso... relax.
Con il mio amato ferro da stiro.
Giusto una mezz'oretta, penso, che la tovaglia stirata quando apparecchi la tavola ti comunica pace e tranquillità, anche se il delirio di poche bestiacce affamate la devastano.
Poche cose (appunto: tovaglia e tovaglioli, 2 pantaloni e poche maglie che hanno le pieghe fissate nel post-asciugatrice).

Per il resto... qui pare di vivere a casa degli elfi di Babbo Natale: rosso e oro e verde ovunque, ogni giorno compare un nuovo dettaglio.
Ci piace.

Un dettaglio?
L'ho trovato in un canale you tube mentre cercavo ideuzze nuove, due giorni fa... qui.


Quindi siamo a posto.

Ora la ricerca dei doni natalizi si fa più stringente, ma confidiamo nel giratempo di Hermione e tutto andrà a posto.
....vero?

Come state voi a preparativi?
Tutto a posto e niente in ordine come noi, oppure precisi e puntuali avete tutto sotto controllo?

A presto ^_^

martedì 8 dicembre 2015

diario di bordo 8 dicembre

Buon 8 dicembre a tutti!

Sì, la giornata ormai volge al termine, ma per me è questo l'unico momento in cui ritagliarmi 10 minuti per scrivere qui.
Spero abbiate trascorso la giornata insieme alle vostre famiglie, come è stato per noi, dopo giorni di lavoro intenso sia per me che per Papolo. Che, poretto, si è beccato la scorsa notte in turno.

Sabato abbiamo decorato l'albero, oggi è toccato a presepe e al resto della casa.
No.
Non dite niente.
Sono riuscita a sviare la mente del nanerottolo dall'originalissima idea di inserire nel presepio un vulcano home-made funzionante.
Domani penso che disporrò sui balconi le ghirlande, in solitudine. L'entusiasmo del piccoletto è davvero troppo incontenibile quest'anno.... rischierei seriamente un nanesco volo di sotto se accettassi il suo aiuto!!!

E comunque... il calore e la coccolosità di questi giorni è davvero rigenerante.
Nonostante i ragazzi stiano raccogliendo dalle rispettive scuole i meglio bacilli per ridistribuirli al resto della famiglia senza ritegno, ce la caviamo egregiamente.
Praticamente in questo momento sono: un po' raffreddata, un po' di disagio di stomaco, un po' di mal di testa.
Non ci manca nulla, insomma.

L'organizzazione natalizia è un tantino in ritardo rispetto al solito, ma punto a rimettermi in pari nel giro di questa settimana, magari smaltendo anche 'ste schifezze che ci girano in corpo e imbastendo la festività di Santa Lucia.

Ok.

...
...
...

E niente. non voglio fingere.
Non qui.

E' un periodo particolarmente difficile.
Ci sono molte cose che non girano. molti pensieri che pesano, molti malesseri che vanno e vengono.
C'è un'adolescente in subbuglio, un preadolescente che freme e un nanerottolo che ha bisogno di attenzioni.

Questo è il motivo di tanta latitanza.
Magari riuscissi a scrivere qui quando ne sento il bisogno... penso che starei meglio.
Scrivere aiuta a mettere ordine tra le idee.

E davvero ne avrei bisogno, adesso.

Un beso grande, amici miei.

L'amico ferro da stiro mi reclama. Pure lui.


lunedì 30 novembre 2015

è tempo di Avvento anche a casa firmatocarla


E' stata davvero una luuuuunga settimana.
Poche ore di riposo notturno e giornate infinite, tutte inesorabilmente terminate con un turno serale finito a tarda ora.
Il fine settimana è stato davvero una ricarica generale, ragazzi.
E ha portato consiglio.


Avevo in mente un calendario dell'Avvento ben preciso: i calzini spaiati che continuano ad attendere speranzosi il proprio compagno di passi, appesi ad uno spago con semplici mollette di legno contrassegnate dai numeri dei giorni da qui a Natale.
Nei calzini i soliti dolcini (torroncini, cioccolatini, monete di cioccolato, magari qualche biscottino speziato...).

Ma oggi, dopo aver assemblato calzini, mollette e dolcini (Chicca mi ha convinta a spendere 2 eurini per una sorta di ghirlanda già pronta: spago, mollettine e numerini da Tiger... cariiiiiiiina!) non ero affatto soddisfatta e il senso di incompiuto mi infastidiva troppo.
Mancava qualcosa di noi. 
I calzini sono i nostri, ma.... e poi?

Poi le idee sono arrivate una dietro l'altra.

Visto che dalle vacanze estive abbiamo tirato parecchio la cinghia per far fronte alle inevitabili e inesorabili scadenze come bollette-spese condominiali-mutuo-libri scolastici-materiale scolastico in genere-bolli auto-etc etc etc ho pensato di inserire qua e là un micro pensierino per i ragazzi (dai cinesi una penna a 10 colori come quella che avevo da bimba costa 0,65 cent... si può fare, no? e cosine simili).
E poi.... perché non coinvolgere i ragazzi in questa cosa?

Mumble mumble....

Ho preso da parte uno alla volta le tre bestiacce e a ognuno di loro ho chiesto di aiutarmi. All'insaputa degli altri.
Ognuno di loro ha scritto due bigliettini in cui ha descritto due caratteristiche belle di ogni fratello.
Ognuno di loro ha poi scritto un "buono valido per un gesto gentile" che si ripropone di fare per ognuno dei fratelli ("oggi apparecchio e sparecchio al tuo posto", oppure "oggi puoi chiedermi quello che vuoi", ad esempio).
Tra poco inserirò questi bigliettini nei calzini che hanno solo i dolcini.
Poi aggiungerò qualche "buono" valido per "scegli la cena speciale per questa sera" o "quale film vorresti vedere tutti insieme sul divanone?" ad esempio.

Da domani al 24, insomma, faremo più famiglia.
Ci prepareremo al Natale tutti insieme, coinvolgendoci nelle emozioni e nelle parole dei nostri ragazzi.
Ho dato uno sguardo ai complimenti che si sono fatti l'un l'altro e prevedo qualche lacrimuccia, ammetto.... sono rimasta sorpresa anche io.

Onestamente non vedo l'ora di tirare su dal garage gli scatoloni con albero, presepe e decorazioni di ogni genere.
Non vedo l'ora di essere avvolta nel caos delle loro mani indaffarate e delle liti per "quello lo mettiamo lì", di "questo lo voglio appendere io" e delle millemila piccole decorazioni sbrilluccicose..

Penso che in questo periodo di agitazioni adolescenziali e di brevi ma intense discussioni sulla qualunque sia proprio ciò di cui abbiamo bisogno.

Di Noi.

Posso dirlo?
Questo è il più bel calendario dell'Avvento che sia mai stato fatto in questa casa.


E buon Avvento a tutti!
Avete creato anche voi qualcosa di speciale per aspettare il Natale, quest'anno?

mercoledì 25 novembre 2015

a volte riemergono (la Giornata contro la violenza sulle donne è un ottimo motivo)

E' silenzio.
C'è un solo unico rumore che riempie la casa.
Una mosca che vola sbatacchiando qua e là, manco avesse preso la patente da una cimice... presente?

Così è anche la mia testa, in questi giorni.
Vorrei il vuoto e il silenzio, invece c'è un rumore di fondo.

Vorrei tanto ci fosse solo del vuoto da riempire, vorrei tanto poter cominciare tipo punto-a-capo-lettera-maiuscola.
Invece no, c'è tutto il caos e l'irrisolto da sistemare per poter mettere un piede avanti all'altro e andare avanti.

Tranquilli.
Non è successo niente, nulla è crollato, tutto prosegue. 
Eppure qualcosa in me si è arenato.
Non so cosa, ma piuttosto che mantenere ilo silenzio-stampa ancora a lungo, preferisco scrivere.

Niente di speciale.
Non ha a che vedere con il blog, nè con marito, nè con i figli... è qualcosa dentro.
Boh.
Sarà che sono donna e certe volte mi vengono questi periodi strani e sbilenchi.

Sarà che tutto quello che succede non lontano da noi, o meglio, che sta accadendo in tutto il mondo, riempie le giornate attraverso i tiggì e i giornali. 
Sarà che aspettiamo con ansia la decisione del liceo di Chicca in merito alla gita all'estero (a Strasburgo) della sua classe.
Saranno certi posti di blocco che paiono trincee armate fino ai denti, sulle nostre strade.
Saranno le scemenze e le idiozie che leggo in giro riguardo tutta la situazione (perché, per chi non avesse facebook, è tutto un pullulare di opinioni, strategie, condanne, insulti... tutti alla Cia dovrebbero andare a lavorare, insomma).
Saranno certe posizioni di intolleranza che non ti aspetti.
Sarà che a volte guardare dietro le quinte di alcune situazioni ti fa cascare le braccia. E quello che hai sempre apprezzato come gran cuore, cooperazione e massima disponibilità, in realtà è solo uno scambio di favori che assomiglia più una palla al piede.

Ed è per questo che sinceramente faccio fatica a collocarmi in questo mondo.
Adesso più di prima.

Oggi è tutto un fiorire di frasette sulla Giornata contro la violenza sulle donne.
Ma non è molto chiaro cosa sia sta violenza.
Di questi tempi parlare di violenza può creare un bel po' di caos...

La violenza sulle donne è una cosa ben precisa, non è la violenza sui bimbi, non è solo la violenza fisica, non è solo la violenza alle ragazzine.

La violenza sulle donne è qualcosa di indescrivibilmente schifoso.

Ma contro la violenza c'è solo una cosa da fare: dare l'esempio.

A mio parere dare l'esempio alle giovani generazioni è molto di più di "insegnare il rispetto".

Dare l'esempio è vivere in pace e amore.
E' rinunciare alle parole aggressive, anche mentre si guarda un servizio terribile alla tv o la partita della squadra del cuore.
E' non imprecare o insultare l'autista dell'auto che ci ha appena tagliato la strada.
E' il buongiorno, il per piacere, il grazie, il prego e la carezza così, a sorpresa. Più volte durante la giornata. Senza motivo.
E' quel grattino sulla cima della testa. A tuoi marito, a tua moglie, a tuo figlio. Così, come una coccola volante.
E' disponibilità, nel rispetto delle esigenze di tutti (l'equilibrio tra essere mamma e essere serva a volte è troppo labile).
E' rinunciare a quei giochini per pc o wii o ps, o dispositivi vari in cui si spara, si picchia, si mena. 
E' preparare una colazione speciale per un giovedì a caso. Così, senza motivo apparente.
E' un messaggio "come è andata a scuola?" a metà pomeriggio, se sei lontano perché al lavoro.
E' un abbraccio in mezzo alla città.

E' questo.
E' Amore.
E' attenzione.
E' rispetto.
E' equilibrio.

E' anche molto altro.

Ma se non siamo capaci di dare l'esempio in ogni singolo giorno della nostra vita, possiamo predicare rispetto e rose alle donne anche mille volte al giorno.
Resteranno parole.
E non varranno una cicca.

martedì 17 novembre 2015

17 novembre... il tempo passa e il tempo di scrivere è arrivato

Cavoli, è difficile riprendere a scrivere.

In realtà la difficoltà sta nel non dire castronerie.
Tutti sembrano avere qualcosa da dire.

Attentati su attentati. 
Morti su morti.
Cosa vuoi che ci sia da dire.

Quello che non riesco a scrivere è il senso di impotenza e di sospetto che si insinua nella mente.
Ma io non voglio che sia così.

Ho letto questo post di una mamma blogger che vive a Parigi.
Dice tutto, ma proprio tutto.

Dice la normalità.
Dice lo stordimento.
Dice la Vita che continua.

Perché così voglio anche io che sia, la Vita continua e la vogliamo festeggiare ancora di più.
Vogliamo essere ancora più felici di ogni singolo giorno.

Ecco che la mia Challenge #100happydays sulla pagina facebook di firmatocarla si arricchisce di significato.
Ci piace ancora di più.

Trovare le piccole felicità nascoste nelle nostre giornate qualsiasi è divertente e stimolante.
In questi giorni, per dire, mi trovo a dover scegliere tra foto diverse... e mi sa che prima o poi capiteranno giorni con più di una foto...

Cioè, vuoi mettere i capelli blu di un'adolescente a caso e i suoi occhi che sbrilluccicano?



O una frittellozza untissima gustata tutti insieme appassionatamente?



Quindi ecco le foto di questi giorni, per capire cosa sia la felicità.

Rientrare dal lavoro e gustarsi una tisana calda...

Sperimentare un dolce banana e cioccolato...

Preparare e gustare le castagne calde...

Farsi inondare fuori e dentro dalla nebbia, in un momento di tristezza per un lutto lontano...

L'arrivo dell'agenda nuova che mi ha regalato papolo...

Il nostro primo approccio con la pizza nera, al carbone vegetale...

Noi cinque alle giostre...

La casa inondata di profumo di torta appena sfornata...

Riuscire a sollevare 60 chili...












E poi perdere 10 anni di vita 
per accompagnare i figlioli 
su una giostra allucinante 
(almeno quest'anno ero preparata, 
avendo accompagnato lì sopra 
la quindicenne tempo fa)...












Oppure una tranquilla visita alla biblioteca dei ragazzi per fare scorta di letture nuove (anche se Chino non ne avrebbe bisogno: lui legge la qualunque, dai cartelli stradali, ai volantini pubblicitari, al menù della pizzeria, alle insegne dei negozi...)...


O ancora sentirsi dare del tu da persone con cui mi sono casualmente imbattuta (vuoi vedere che mi è andata bene, che i 10 anni me li sono persa dal passato, anziché dalla vita futura??)...

O riuscire a gestire i russamenti del papolo e le chiacchiere sonnambule del piccoletto ricavando comunque qualche ora di sonno notturno...


E sì.

La felicità è una scelta.
Mammafelice insegna !!!


domenica 8 novembre 2015

le mie scelte quotidiane per stare bene

Che settimana, gente!
Qualche lineetta di febbre, conseguente (o causa?) stanchezza, un po' di ore aggiuntive al lavoro, alcuni scontri con un paio di adolescenti in preda ai vortici dell'onnipotenza.... tutto nella norma, insomma. 

Stavolta, per non perdermi nei meandri di brevi post telegrafici di aggiornamento, mi sono perfino registrata degli appunti vocali nel momento dell'ispirazione. Meno male che non ero in fila al supermercato..... hihihihi....

Ho pensato di fare il punto dei cambiamenti che ho apportato pian piano al mio stile di vita in questi anni, quei dettagli che fanno la differenza alla resa dei conti del mio benessere.
Giusto perché il benessere parte dalla testa ed è un diritto di tutti.

Pronti?
Andiamo!
  1. acqua. bere è fondamentale, ma spesso ce ne dimentichiamo. Ho trovato giovamento dall'utilizzare un'applicazione che mi ricordasse di bere. Strano? Ridicolo? forse sì, ma adesso sono sicura di bere almeno 2 litri di acqua al giorno. Tra acqua semplice e tisane varie, avoja! Io uso Water Your Body (gratuita, su Google Play): semplice e funzionale, ogni ora mi ricorda di bere e mi aggiorna sulla situazione. E poi ho scoperto che la mia tazza preferita contiene più liquido di quanto pensassi, meglio ancora!
  2. preparazione dei pasti. Lavorando la sera, sono costretta a mangiare spesso fuori casa, ma spesso i pasti non sono completi, comprendono fritti, sughi unti e troppo pasticciati, mancano delle verdure, sono sbilanciati. Così ho iniziato a cucinarmi la cena durante la preparazione del pranzo o mentre siamo a tavola. E la mia cena è pronta, sana ed equilibrata sempre.
  3. spuntini. Quante volte ci si trova fuori casa per delle ore, magari mezza giornata, e capita di avere fame ricorrendo al primo snack che capita, magari facendo la spesa... Così ho iniziato a infilare in borsa un frutto, qualche mandorla o nocciola e una bottiglietta d'acqua. Spuntino pronto senza fatica.
  4. esercizio fisico. Senza grandi fatiche, o sforzi sovrumani... è sufficiente mezz'ora al giorno. Al mattino, al pomeriggio, la sera... quando si riesce, quando si può. Ma l'importante è inserire quella mezz'ora nella propria organizzazione come si fa per tutti gli altri impegni e pian piano diventerà un'abitudine naturale. Un video di homefitness (youtube ne è pieno), una camminata, quello che si preferisce.
  5. organizzare i pasti della giornata. Non stendo un menù settimanale, proprio non riesco a farlo funzionare. Ma penso ai pasti giorno per giorno, partendo dal piatti principale (carne/pesce/legumi/uova) accosto verdure crude/cotte (spesso entrambe) e prediligo riso integrale/basmati/Venere o patate o pasta integrale. 
  6. spesa intelligente. Il Bio onestamente mi mette in difficoltà. Cioè. Costa un occhio della testa (a volte anche due) e il dubbio che ci sia attaccato il nome Bio solo per alzare il prezzo mi resta. Quindi ciao. Io semplifico. Ho un budget limitato e con quello mi arrangio. L'autoproduzione aiuta in molti modi: so quello che metto dentro al piatto, costa meno, è più salutare. Faccio la spesa principalmente al Lidl, all'Eurospin, al Prix Quality. Non divento pazza. Quando compero un alimento, voglio vedere come è, da dove viene, cosa lo compone: più breve è la lista degli ingredienti, meglio è. I cibi light sono esclusi dalla mia lista a priori, perché per diventare light vengono trattati e addizionati di zuccheri e altri ingredienti per lo più chimici. Evito i panificati (pane, dolci, biscotti..) etichettati come "integrali" perché solitamente contengono solo una piccola percentuale di crusca o di farine integrali; preferisco fare da me comperando le farine anche ai discount (leggendo le liste ingredienti si capisce che cosa ci sia veramente nel sacchetto e si scoprono molte cose sorprendenti). Altro punto relativo alla spesa: se voglio evitare di mangiare "schifezze", semplicemente non ne compero. Ulteriore punto: se qualcosa non va bene per me, non capisco perché potrebbe andare bene per i miei figli, quindi non ci sono cibi che compero "perché gli piacciono" se so che non fanno bene in generale. Ci stanno le eccezioni delle feste e uno sfizio ogni tanto, ma finisce lì.
  7. colazione. Merita un punto a sè. La colazione è importantissima e bere un caffè al volo non è una colazione. "Non sono abituato" non è la scusa: ci si abitua a tutto nella vita, figurarsi a cambiare un'abitudine che può rivelarsi ottima. Variare è la parola chiave, tra salato e dolce (zucchero di canna integrale, miele... queste sono le mie scelte, quelle poche volte che ne uso ) le possibilità di scelta sono infinite. Io l'ho capito bene e mi diverto un sacco. 
  8. uova. Argomento difficile. Studi degli ultimi anni dimostrano che si possono consumare senza paura del colesterolo. Personalmente ne consumo un paio... al giorno. Solitamente al mattino, sode o nei pancakes. E sono in piena salute. A volte solo gli albumi, a volte intere. (ps: papà e mamma, non fatevi venire un'infarto: sono viva e vegeta, ma tanto so che vi spaventerete lo stesso... -_-)
  9. pianificare. Tutto: dalle pulizie, ai vari impegni dei figli, al lavoro, alla cucina... Io mi scrivo tutto e man mano depenno. Sono sicura di non scordare nulla e ho la mente libera per concentrarmi su ogni singola cosa. Al lavoro ho iniziato a utilizzare un mini block-notes che continuamente aggiorno, depenno, aggiungo: mi fa sentire più sicura, vista la varietà di mansioni che mi trovo a svolgere in ogni singolo turno.
  10. utilizzare i momenti morti. Come l'attesa alla posta, la coda alla cassa, o aspettare la campanella della scuola. Lì ci ficco qualunque cosa: controllo la posta elettronica, verifico le scadenze, scrivo la lista della spesa, annoto un'idea di cui scrivere qui... ci sono molte piccole cose che rubano solo pochissimi minuti, ma che vanno fatte. Preferisco risolverle così, guadagnando quei momenti per dare attenzione ai figli nel pomeriggio, ad esempio. Idem per le commissioni fuori casa: le organizzo in base all'itinerario e le raggruppo più possibile nello steso giorno.
  11. il tempo. Come da sempre dico, avrei bisogno di una prolunga alle mie giornate per riuscire a fare tutto quello che vorrei. Ma non si può, mannaggia. Quindi mi sono data delle priorità e cerco ogni giorno di ottimizzare l'utilizzo del mio tempo per non sprecare neanche 5 minuti. Sì, giro parecchio sui social (dove cerco e trovo molti spunti utili per la casa, per la cucina, per l'organizzazione...) e ritengo che condividere certe esperienze o alcuni pensieri porti a dei confronti molto interessanti. Si tratta di sapere dove stanno le giuste risorse: se i social servono per fare gossip, allora sì, sono una perdita di tempo.

Diciamo che in questa lista c'è molto della mia quotidianità.
C'è la semplicità che cerco, c'è la serenità delle mie scelte.
E vi dirò la verità: una volta ho capito ciò che voglio (stare bene, nel corpo e nella mente) la via è diventata più facile.
Ci sono cose che ho scritto in questo blog mesi e mesi fa, che non rifarei, o per lo meno, non così come stanno scritte. Le ricette, ad esempio, le utilizzo ancora, ma scegliendo meglio gli ingredienti: non c'è nulla di impossibile e davvero poco a cui rinunciare per vivere bene!
Non sento di rinunciare a nulla, sento invece di fare delle scelte buone per me e per la mia famiglia.
Il tempo libero che pian piano mi sta tornando indietro nel week end ne è la prova e la mia famiglia ne trae senz'altro beneficio. Si misura in termini di serenità.

Ok.
Era davvero troppo tempo che avevo questo post in mente.
Un po' per rispondere alla domanda "ma come fai a far tutto", un po' per riassumere certe scelte che abbiamo fatto nel tempo.
Spero di non aver spaventato nessuno (a parte mamma e papà sulla faccenda delle uova ^_^).

A presto!!!


mercoledì 28 ottobre 2015

#jafo'

Ci sono mattine davvero insormontabili.

Loro in realtà sono mattine qualunque, ma... 

> la sonnolenza del risveglio che mi resta impigliata addosso, 
> i dolorini a gambe e ciapèt dell'allenamento di ieri, 
> quell'oretta di sonno seduta al tavolo della cucina ieri sera (mannaggia, certe you-tubers potrebbero parlare con un tono di voce più frizzantino, a volte!), 
> Chino che stamattina proprio non ne voleva sapere di alzarsi, 
> il pippone che si sono beccati già di buon'ora i masculi di casa che-non-è-possibile-far-tardi-ogni-santo-giorno,
> la grande che è uscita di casa senza fare colazione - senza merenda - solo con il pranzo (lezione pomeridiana facoltativa di coro a scuola) e conseguente riflessione "come diavolo le faccio capire che non si può affrontare una giornata senza il giusto carburante in corpo?", 
> la prospettiva di affrontare il disastro nei bagni dopo l'intervento piuttosto invasivo che papo ha effettuato sulle tubature dell'acqua calda ieri pomeriggio (l'effetto è: presente quando entra dell'aria nei tubi e quando apri il rubinetto escono fiotti d'acqua incontrollabili e rugginosi pieni di detriti di ogni tipo? ecco. i miei due bagni paiono invasi dal fango del giardino), 
> l'idea che oggi tocca a spalle e braccia e schiena di passare sotto tortura palestrifera (che poi mi piace parecchio, ma la fatiiiiiica), 
> la programmazione esatta della sequenza lavastoviglie-lavatrice-asciugatrice-forno-lavatricebis per non far saltare il salvavita e non perdere tempo preziosissimo nel fine settimana, 
> la mansione quotidiana di pulizie che oggi prevede decluttering e pulizia di un antina o un ripiano (qualcosa mi dice che questo punto rappresenterà una specie di pausa dal vortice, oggi...),
> preparare i pasti per la family (oggi pranzo per due, ma la cena almeno imbastita per 4),
> preparare la mia cena stile take-away-ma-sano-e-gustoso al lavoro, spuntino e frutta compresi,
> uscire alle 16,45 per il turno serale del mercoledì e rientrare dopo le 23,
> ...

Ecco.
Questo mi rade al suolo la mente.

Poi metto a fuoco: cara mia, s'ha da fa'. 
E' inutile che stai lì a rigirarti nel tuo pile spelucchiato e calduccio.
Andale!


Accendo facebook e vado a caricarmi un po' nel mio gruppo preferito di fitness per affrontare l'allenamento. (per la serie #facebookèilmale giusto?)
Rispulcio sul canale you tube di Annalisa superstar i video in cui parla di motivazione, in cui si racconta.... [pensavo di mettere un link specifico, ma i video che adoro sono decisamente tantissimi, cercate nella sua playlist e restatene affascinati anche voi!] (ah. questo internet ci rovinerà! diceva quello. io invece ci sguazzo.).
Caffè bollente (la colazione è già fatta e digerita).

Ok, sono pronta per affrontare la giornata.

Una giornata qualunque.

Cosa fate voi di fronte a certe mattine in cui #gnapossofa è dietro l'angolo ad accogliervi?

domenica 25 ottobre 2015

pit stop della domenica sera

Ehilààààà.... c'è ancora qualcuno??

Maro', quando si dice che la vita è tutta una sorpresa...

Questa settimana è stata intensissima.
E' iniziata già da sabato scorso, con il quindicesimo compleanno della mia Cucciola.
Che dire Cucciola.... sì, sarà sempre e comunque la mia Cucciola.
Un pigiama party in salotto, insieme a un paio di amiche.
Una torta improvvisata assemblata con l'aiuto del mio mini chef Chino.
Esperimenti con le super notissime roselline di mela, che non avevo mia provato, ma che sono deliziose e semplicissime da preparare.
(Vi suggerisco di andare a googolare "roselline di mela", non ve ne pentirete.)








Dire che non ho avuto materialmente il tempo fino ad ora di mettermi qui a scrivere uno smielosissimo post sulla ricorrenza della settimana... è già sufficientemente chiaro rispetto ai ritmi degli ultimi 9 giorni.
Ma sia chiaro che la Princi di casa è stata coccolata e vezzeggiata a dovere da tutti, in particolar modo dal nano che la ha ricoperta di baci e assalti coccolosi nonostante la presenza delle di lei amiche.

E poi...

Assemblee presso le scuole dei figghiuoli, automobili tamponate (niente di grave, solo un tantino di distrazione del papolo), il mio anno esatto di allenamenti casalinghi con un risultato molto soddisfacente soprattutto in termini di benessere generale, primi preparativi per Halloween che noi utilizziamo come una scusa per decorare casa e intrattenerci con una giornata a tema orrorifico, la  infausta notizia da parte dell'idraulico che il tempo di vita dei tubi di questa casa sta scadendo (e i conseguenti progetti del papolo tuttofare che mi terrorizzano da sempre, chissà perché...), un turno infinito 8,30-23 giusto per gradire e una domenica trascorsa a Padova sgranocchiando marroni caldi (la scusa è sempre quella di accompagnare papo e Matte alla fiera dell'auto d'epoca).
















Altro?
No, la settimana è finita.
Fortunatamente abbiamo avuto quell'ora in più per... dormire!!!

Ragassi, che settimana, oh!!!

Ho appena postato su fb un piccolo pit stop tipo: "pere cotte, melissa e planner per la prossima settimana, poi stiro per mezz'oretta e si chiude."
E invece sono qui, perché mi mancava questo angolino.
Può mancare un blog nella mia vita già caotica?
E certo che sì.
Per trarne stimolo e grinta.
Per sorridere delle nostre disavventure.
Perché questo è solo un piccolo diario di una donna qualsiasi.
Un diario che penso scriverei anche solo per me stessa, confesso, ma che mi sta facendo venire a contatto con un sacco di persone speciali.

Grazie, grazie di cuore a chi ancora ci legge.
A chi ancora passa a sbirciare se siamo vivi.
A chi ormai ha imparato a conoscerci nelle nostre fragilità e nella nostra pazzia.
A presto <3

giovedì 15 ottobre 2015

punti luce e pilette. storie di risvegli.

La sveglia.
Sta suonando la sveglia.
La snoozo.
Tanto tra 5 minuti suonerà di nuovo.

Suona di nuovo.
"Ma come, ti ho appena snoozata!"
Ok, tieni.
Altro snooze e vedi di non imbrogliare, 5 minuti sono 5 minuti, non 2 nanosecondi.

Suona ancora.
Evabbeh.
Allora ditelo.
Questa sveglia è chiaramente difettata.
Chiudo gli occhi, svengo e questa suona.
Altro che 5 minuti.
Tiè.
Altra snoozata e ciao.
Lasciami 5-minuti-5.
Solo 5. Ma 5.

E niente.
Suona ancora.
Ci risiamo.

Ok.
Quasi quasi mi alzo.

"Mamma."

"..."

"Mamma, hai visto che bella lucina verde ho io?"
Accecata.
Aiuto.
Sveglia dove sei? Suona, ti prego, portami via questo incubo accecante.

"Mammaaaaaaa, guarda che bella lucina mi ha regalato papolo!"!

No, non è un sogno.
E' Chino.
In carne, ossa e pigiama.
E piletta nuova, a quanto pare.

Papolo ha procurato a Chino una bella piletta nuova, che fa una strabiliante e accecante lucina verde.
Così alla veneranda età di sei anni e mezzo, potremo mandare in pensione (beato lui) il punto luce antipanico, antimostri e accompagnami-in-bagno-mamma-anzi-no-c'è-la-lucina-ci-vado-da-solo che sta tirando le cuoia.
Lucina dei miei sogni.
Sei anni e mezzo di lavoro preciso, puntuale e ineccepibile.
Ora verrai scalzata da una super piletta verde.
Sono le nuove generazioni, che vuoi farci.
Tu hai sostenuto il piccoletto nei momenti di puro terrore notturno, aprendo un varco nell'oscurità una volta al mese quando era tanto, nel tragitto dal letto al wc.
La giovine piletta ha avuto un'inaugurazione con i fiocchi.
Quattro pipì, stanotte.
Un inizio col botto.
Speriamo che non cominci la sua carriera chiedendo un aumento di batterie.

Ah.
Sperava in notti tranquille e risvegli saltuari, lei.
Poveretta.

Come me, d'altronde.

domenica 11 ottobre 2015

il curriculum che ti accartoccia il week end

Heilà.
Siamo vivi, eh.

Santapace, avevo concluso il post sull'organizzazione dicendo che mi stavo ritagliando uno spazio per scrivere e poi.... sono stata inghiottita da una serie di turni serali, da riunioni ovunque-e-quantunque, da attacchi di ansia alla mia adolescente, da richieste di variazioni al lavoro (quei piccoli insignificanti anticipi che ti mandano all'aria tutto un pomeriggio).

E vabbhe, firmatocarla è anche questo.
Anzi, è proprio questo.
E' la vita che prende il sopravvento e che fa anche molto riflettere.

In tutto questo vortice, sono riuscita comunque a stringere i ritmi degli ultimi giorni e ritagliarmi una domenica per rilassarmi, godermi casa, uscire (meteo permettendo) a far scatenare la prole in qualche parco, o tra i monti, oppure al mare.... e c'è pure il sole oggi...
Fino alla telefonata del mio responsabile.
Sabato (ieri) alle diciassettte e zerosette, per la precisione.
"Ma tu hai mai consegnato il tuo curriculum vitae?"
"Non me lo hanno mai chiesto, per la verità... in 17 anni di conoscenza (tra tirocinio, borsa lavoro e contratto) e 11 anni di lavoro vero e proprio."
"Ah. Bon. Però stanno richiedendo i curricula di tutto il personale, quindi... attendo una mail entro il fine settimana, visto che sei a casa."
Dico.
Alle 17:07.
Ciao bei progetti.
Così. stamattina abbiamo dormito qualcosa in più, il pane ha lievitato, il pranzo è consumato, il minestrone la cena è sul fornello e la torta per le colazioni nel forno e io sono qui al piccì.
Devo scrivere tutto il curriculum.
Devo prima di tutto raccogliere tutto il materiale.

Mi viene male.

Miliardi di milioni di corsi, aggiornamenti, convegni.

Aiut.

E che nessuno rida se confesso di non aver MAI scritto un curriculum in vita mia.
Non ho mai fatto lavori in cui fosse necessario.
Chevvedevodi'.

Una settimana di piccole gioie, di tantissime cose fatte (davvero tante, tenendo conto quello che era programmato e tutti gli imprevisti) che si conclude con 'sta palla megagalattica.

La nuova settimana è già bella fitta di impegni, a partire da lunedì, la cui mattina sarà trascorsa dalla sottoscritta e dall'adolescente presso lo studio della dottoressa, per indagare meglio su questa novità degli attacchi di ansia.
Speriamo bene.
Benedetta adolescenza.
E sì.
Anche questo è un  grande imprevisto.

Ma confido nella moltiplicazione delle ore e dei minuti.
Ah.
Si accettano donazioni di ore perse.


domenica 27 settembre 2015

hai detto organizzazione?

Se c'è una cosa che non può mancare in una casa con tre figli, quella è di sicuro una buona organizzazione.
Spesso e volentieri mi è capitato di non annotarmi qualcosina "tanto me la ricordo", "si tratta di domani mattina, vuoi che mi scordi?", "questo me lo scrivo dopo", "oh, aspetta, lì è da riordinare, là da spazzare, il bucato da stendere, le merende da preparare, il dentista da chiamare per spostare un appuntamento... bon, ma entro dopodomani faccio tutto" e poi, puntualmente, mi perdo per strada.
Una cosa tira l'altra... e mi ritrovo con un caos disumano attorno e non so da dove cominciare.
Alla faccia della mia passione per l'organizzazione.

Dopo un'estate vaga ed eventuale, in cui le corse e rincorse dell'anno scolastico avevano lasciato il posto alla modalità vacanza-moooolto-free-style, mi son messa alla scrivania e ho ricominciato tutto da capo.

E' l'unico modo, a mio parere, per riprendere le redini di una vita, una famiglia e una casa piuttosto movimentate.

Punto 1
Agenda.
Fondamentale per non perdersi pezzi strada facendo, dagli orari scolastici e di lavoro, ai compleanni, agli impegni di qualsivoglia genere.

Punto 2
Pulizie di casa.
Altrettanto fondamentali per non doversi sottoporre a quei tour de force che mi disintegrano i week end con tutti i bei progetti fuori porta.

Punto 3
Attività fisica.
Lo devo dire? Fondamentalissima.
Per prendersi cura di sè, per darsi la giusta carica, per non perdere di vista me stessa in mezzo a tutto l'ambaradan in cui vivo.


Riuscire a padroneggiare questi 3 punti mi permette di non perdere la bussola anche nei periodi più burrascosi.
Quindi posso affermare di aver ripreso il controllo.
---Sospiro di sollievo---

Parliamone.



Agenda
Di questo ho già parlato ampiamente in passato, etichettati con agenda e agendi con me? si trovano tutti i post a riguardo. La mia agenda è praticamente la stazione di controllo generale in cui annoto la qualunque. Tutto tuttissimo. Che riguardi me, o papolo, o i figli, o tutti insieme.
Non c'è storia, non potrei vivere senza.
L'agenda convive con il quaderno di bordo (etichetta  che trovate sempre nel blog), in cui annoto le scadenze (bollette, buoni pasto della mensa scolastica, dentista...) e raccolgo tutto ciò che è strettamente burocratico (fatture, documenti per il bonus libri, per la dichiarazione dei redditi e via dicendo). 
Convivono in pace e si completano.

Pulizie di casa
Negli anni scorsi avevo studiato ben bene il metodo ORDINATA MENTE dal blog omonimo.
Pian piano avevo riadattato l'originale alle mie necessità e ai miei tempi.
Ma le cose cambiano. I figli crescono. I ritmi si adattano.
Quindi sono ripartita da zero, ricominciando a seguire le mansioni quotidiane che vengono puntualmente postate sul rinnovato gruppo chiuso di facebook Nata Disorganizzata. Elisa sta facendo un gran bel lavoro. La potete trovare anche nel suo blog Nata Disorganizzata, in cui parla dell'organizzazione di... qualunque cosa. Da leggere assolutamente, se ancora non lo conoscete.
Vi dico solo che in una settimana sono riuscita, mezz'oretta scarsa al giorno, a sgomberare completamente le scale e gli atrii (in una villetta a schiera su tre piani più interrato, avoja quanti spazi morti ci sono!) che stavano diventando un deposito ferroviario.
Il segreto?
Avere delle cose ben precise da fare. E un tempo scandito prestabilito.
In questo modo non ci si distrae, perché se vedo qualcosa "da sistemare" so per certo che ci sarà a breve il momento per quella specifica cosa. 
Insomma, evito distrazioni. Ecco.

Attività fisica
Ok. Per questo c'è poco da dire.
C'è molto da fare, invece.
Se c'è qualche problemuccio di salute, farsi fare un bel tagliando dal medico e poi via!
Decidere cosa si vuole fare, cosa pace e... iniziare a farlo. 
A giorni e orari ben precisi, come un qualsiasi appuntamento.
Senza scuse e senza "lo farò più tardi" perché sappiamo bene come andrebbe a finire.
Camminare, correre, seguire programmi video di home-fitness, andare in palestra, o (se avete un marito appassionato di palestra come papolo) scendere in cantina/palestra e darci dentro con bilanceri e manubri. 
L'importante è scegliere qualcosa che piaccia.
E farlo.


A una prima occhiata, avrei già dovuto essere a buon punto.
Tutto programmato, tutto preciso e sicuro.

Eppure mi capitava di perdermi ancora qualcosina per strada, magari un salto alla posta, o un libro da ritirare in libreria, ad esempio.

Ho iniziato ad utilizzare un quadernino apposito. 
Una specie di quaderno dei TO DO dove scrivermi esattamente le cose da fare in un determinato giorno. 
Tutte le cose.
Fosse anche la telefonata ai nonni per organizzare il pomeriggio seguente, o controllare sul sito della scuola gli orari dei professori.
Della serie scripta manent, se me lo scrivo, non posso dimenticarlo
Sì.
Potrebbe sembrare davvero una roba da matti.
Me ne rendo conto.
Eppure, se me lo scrivo e lo tengo sul tavolo bene in vista, posso dare un'occhiata e stare tranquilla che non perdo pezzi per strada.
Libero la testa dal dover ricordare un'infinità di piccole cose e sono molto più sicura di me.
E via via crocetto ciò che ho già fatto e anche la soddisfazione cresce.
In questo modo riesco a liberare le (poche) ore con i figli e dedicarmi di più a loro. Ammetto che questo è il punto che mi piace di più.

A che punto siete voi?
Casa, lavoro, impegni personali e familiari... come vi gestite?

martedì 22 settembre 2015

qualche novità per firmatocarla

Devo devo devo ...assolutamente parlarvi di un paio di cosine, un paio di novità: una per noi e l'altra per firmatocarla.


Dunque.
Iniziamo da quella per noi: l'anno scorso mi sono divertita con una esperienza di felicità fatta di piccoli passi e intendo ripeterla visto che, quando è finita, un po' mi è dispiaciuto.

#HAPPYDAYS ricordate?

Si tratta di individuare un motivo di felicità al giorno per 100 giorni consecutivi, ritrarlo attraverso una fotografia e postare la foto su un social a scelta (sempre quello per tutti i 100 giorni, però), giorno dopo giorno, con l'ashtag #100happydays .
Visto che in questo periodo ci sono un po' di rivoluzioni in corso (in casa firmatocarla, nella mia testa e tutto attorno a me) ho deciso di ripartire parallelamente all'amica Aline di Mammanontiarrabbiare, domani stesso, mercoledì 23 settembre.
Lo spirito è quello di ricercare quei dettagli che svoltano le giornate, che ci regalano briciole di felicità anche nei momenti difficili.
Uno sprone a guardare le nostre giornate con occhi positivi, direi.
Dai amici e amiche, chi ci sta? Qualcuno si unisce alla missione briciole-di-felicità?
Qui il link per aderire, con tutte le spiegazioni in merito.

Io pubblicherò le mie foto sulla pagina di firmatocarla su facebook, vediamo se convinco qualcuno a farci compagnia!



E veniamo alla seconda novità.
Qui mi emoziono, attenzione.
Firmatocarla è stato inserito tra i blog amici da Bravi Bimbi, un sito per genitori, per mamme e papà e parenti tutti, in cui si possono leggere articoli molto interessanti riguardo una miriade di argomenti e curiosità utili soprattutto per chi ha bimbi piccoli (ma non solo). Non mi dilungo nella descrizione: è veramente un mondo enorme, dalla cucina alle leggi, ai viaggi, ad attività utili. Andate a curiosare!
Se volete, qui potrete leggere l'intervista che ci è stata fatta, per conoscerci e raccontarci un po'.
E poi, nella sezione dei siti amici, c'è tutta una serie di interviste ad altre mamme blogger (e non solo) molto ricca e in continuo aumento!



OOOOOOK!
Penso che per ora sia abbastanza, no?
Per me è davvero una botta di vita, una serie di piccole-grandissime soddisfazioni ed emozioni.


E ora su, avete da leggere e da decidere: vi unirete alla #100HAPPYDAYS ? Avantiiiiii!

lunedì 21 settembre 2015

biscottini ...studiati!

Ebbene il week end è passato, il marito sta guarendo da una bronchitaccia che lo ha costretto a casa sotto antibiotico e aerosol (sì, lo so, amiche-mogli-compagne, so che mi capite, ma tranquille: con oggi è tornato al lavoro) e noi ci siamo dovuti inventare qualsiasi cosa per non soccombere alla tristezza di una famiglia di tossoli e moribondoli (se un uomo ammalato in casa è pesantuccio, figuratevi quando gli altri due si fanno prendere dalla solidarietà-osmosi maschile... non so se riuscite a immaginare che lazzaretto fosse qui sabato e domenica).

Anche per darci un po' di tono e tenerci occupati, la produzione di colazioni e merende, di pani, pizze e biscotti è ripresa (ma quanto ci piace risentire il calduccio del forno acceso, quando è sera) e questa volta ho avuto un aiutante speciale: Chino-chef-sopraffino.

La settimana scorsa, scorrendo su facebook, avevo notato una foto di Veronica de L'avventura di noi....... (una super-super-supermamma) che mostrava dei biscottini multicolori in varie formine. Chiaramente ho subito pensato a ritirare fuori la scatola da 100 formine che oramai fa parte della famiglia da anni ...e via. Formine come piovesse.
Chino voleva usarle tutte.

Abbiamo fatto un accordo: utilizziamo solo le formine che rappresentano le letterine scritte sul quaderno e tutte le immagini il cui nome inizia con quelle letterine.
Insomma: A, I, O e poi automobile, aereo, ippopotamo, orso e orsetto, otto, ottagono, autobus ...e ovviamente un bonus, il T-Rex (avevamo dei dubbi?).



Il baby-chef è stato così contento che oggi ha voluto portare le sue prelibatezze per merenda a scuola: immaginatevi l'orgoglio!!

La ricetta è quella dei biscottini integrali con la mandorla che trovate qui, chiaramente questa volta senza mandorla!

Inutile dire che la soddisfazione di Luca durante tutta la lavorazione dei biscottini era enorme: è un lavoro a lui familiare, oramai, ma piano piano è sempre più bravo. E questa volta aveva la marcia in più (che lo ha coinvolto moltissimo) della ricerca di letterine e forme, in base alle sue conoscenze scolastiche.
Penso che sarà bello riproporgli questa golosa attività tra qualche mese, sottolineando i suoi passi avanti.

Che dite, può essere una proposta per "giocare" con i vostri piccoli (anche con i nipotini, eh!) nei pomeriggi freschi che ci attendono?


domenica 13 settembre 2015

fratellanza e sorellitudine

Lei e lui.
Lui e lei.
Due anni e tre mesi di differenza.
Chiara è nata per prima.
Matteo per secondo.
Lei quel cucciolo lo ha amato fin dal primo accenno di panza.
Poi le è scoppiata una dermatite atopica da paura, tanto per somatizzare.

Lei gli poggiava i libretti sulla faccia, quando lui era nella culla "leggi da solo, che io devo giocare un po'".
Lo cercava al rientro dall'asilo, quasi per accertarsi che esistesse davvero.
E che lì sarebbe rimasto.

Lui poi si faceva fare qualsiasi cosa, dalla sorellona.
Faceva da modello per le acconciature.
E per i mascheramenti da signora.


Poi c'è stato l'inizio delle scuole ed è cominciata per entrambi la fase di distacco.
Ognuno con i propri amici.
Ognuno con le proprie preferenze.
Prontissimi a criticarsi e stuzzicarsi l'un l'altra, ma sempre lì a cercarsi.

L'arrivo del piccoletto è stato un momento critico.
Sì, loro due erano i grandi, i fratelli-forever.
Ma con quel cosetto minuscolo lì in mezzo... rapportarsi è stato difficile.
Intanto era inutile.
Non giocava a palla, non parlava, dormiva sempre, stancava la mamma.
Sì, sì.
Era "mio e guai a chi lo tocca" per entrambi, ma girargli intorno in due si è rivelato complicato.
Per di più era un ulteriore ostacolo per arrivare a mamma e papà.

Poi l'ingresso nelle scuole medie e in seguito alle superiori per Chiara.
Chilometri di lontananza tra loro due sembravano materializzarsi, seppure nella stessa casa.

E, all'improvviso, un cambiamento di rotta.
Tanto quanto crescevano le distanze per amicizie e interessi, altrettanto si è ridotto (molto lentamente) lo spazio tra di loro.
Capita di trovarli seduti in terra in una camera a parlare sommessamente, a scambiarsi video, ad ascoltare musica.
A consigliarsi sulla scuola, a prestarsi qualcosa, a provare qualcuno degli esperimenti del geniaccio di casa. 
E lei non lo deride più. 
E lui non si nasconde.
Si pizzicano e ne sorridono.
Scherzano.
Non si offendono.
E' nato uno spazio che prima non c'era.
Con la loro crescita e il loro cammino verso l'autonomia, è nato un momento nuovo per una relazione fraterna.
Una dimensione tutta loro, in cui mamma e papà non entrano.
Ci sono loro due e basta.
Hanno un'intesa (fatta di litigate e discussioni furiose, ma anche di tanto scambio e confidenza) che non ho mai visto, in questa casa.

Per la prima volta sto in parte, senza sentirmi esclusa o curiosa.
Per la prima volta vedo qualcosa di totalmente loro, qualcosa basato sull'affetto e sull'accettazione dell'altro.
Sono sorpresa e fiera di qualche cosa che vivono i miei figli, senza esserne parte.
Ci speravo, ma mi è sempre parsa un'idea per un lontano futuro.
Invece.

Non me l'aspettavo, confesso.
Li guardo da lontano e sorrido.
Buona Vita, ragazzi miei.


venerdì 11 settembre 2015

Sì. la scuola è iniziata. lo so.

Finalmente il giorno tanto atteso è arrivato: piccoletto ha varcato la soglia della scuola primaria!

Y e e e e e e !

Siede vicino al suo caro amico D mentre dall'altro lato è vicino ad A, un'amica della scuola dell'infanzia anche lei, nonché vicina di casa.

Sono entrati in classe, lui e il suo zainetto.
Ma -etto dove? è più grande di lui! Quasi. 
Perché Seienne è cresciuto un botto negli ultimi mesi.
Tutto si preparava per questo nuovo ingresso da tempo.
La sua altezza.
I suoi piedoni.
La sua furbizia.
La sua intelligenza.
La sua logorrea.
Il suo sguardo furbetto e sveglio.
Avrei dovuto prepararmi anche io, invece di star lì a dire "ehi, piccoletto, stai crescendo" e far finta di crederci davvero.
Che tra il dire e il rendersi conto davvero... altro che mare!

Sì.
Penso che se c'è qualcuno in difficoltà, adesso, quella sono io.

Mi racconto che a farmi innervosire è la novità ufficializzata nell'ultima settimana, ossia che la classe a tempo "normale" (ossia antimeridiano) per evitare il sabato a settimane alterne (soluzione fantasiosa della scuola, da alcuni anni a questa parte) e per mantenere l'orario 8,15-13,15, ogni martedì farà il rientro dalle 14,15 alle 16,15. Oppure scuola fino al pomeriggio, servizio mensa incluso.
Che sì, in effetti è una bella seccatura. 
Se io genitore ho scelto il tempo "normale" magari era perché mi andava comodo così, no? 
O perché reputo più utile seguire personalmente mio figlio nei compiti a casa. 
O perché sono una dannata tradizionalista.
O semplicemente perché con gli altri figli ho fatto così e mi sono trovata bene.
O per i racconti di alcuni che hanno scelto il tempo prolungato e poi se ne sono pentiti.
O perché mi va e stop.
...
No, ma... hai visto che brava che sono a distrarre dal punto della questione?

Io sono sottosopra perché il mio seienne ha iniziato la prima classe della scuola primaria.
Ecco.

Chi l'ha detto che sono pronta?
Qualcuno me lo ha chiesto?

Ridendo e scherzando questo tremendino è arrivato alla veneranda età di sei anni e mezzo.
Senza chiedere il permesso.
Lui è il piccoletto.
Quello che è e sarà sempre il cucciolo di casa.
Quello che si infila nel lettone alle tre di notte perché sente una zanzara che vola.
E può farlo, perché è il piccoletto.

Papolo, quando Luca è nato, ha detto "ora dobbiamo cercare quelle punture che fanno restare un cucciolo per sempre così".
Mannaggia a me, non le ho trovate.
E lui è cresciuto e mi è arrivato fino alla primaria.

Ok.
Ho capito.
Devo farmene una ragione.

Via i fazzoletti (sì, mi stavo commuovendo anche alla prima riunione con le maestre, ridete pure), è ora di sfoderare il miglior sorriso e schioccare il bacio più schioccoso su quella fronte furbetta, che il seienne avrà bisogno di tutta la mia pazienza e la mia mammosità, nei prossimi mesi.

Quale nuovo inizio state vivendo voi?
Che settembre, alla faccia di gennaio, si propone sempre come #ilnuovoinizio...

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