domenica 30 novembre 2014

rotolini per un calendario dell'Avvento hand made

E anche quest'anno ce l'abbiamo fatta!

Le mamme creative ci hanno pensato negli ultimi 10 mesi, quelle maggggiche hanno trovato infiniti spunti in rete, quelle intelligenti e anche furbe hanno fatto un salto in un negozio, quelle super hanno cliccato in un negozio on line.

Noi no.
Noi ce-lo-facciamo-da-soli.
E dirò di più.
Noi aspettiamo sempre l'ultimo fine settimana per completare l'opera per non assistere a crisi esistenziali da ma-perché-dicembre-non-inizia-adesso???
Che, detto tra noi, assomigliano ai pianti disperati nel prendere atto che piove e quindi il parco non si può andare. Che ci posso fare io, mio bel bambino? Anche se ti disperi e mi implori in ginocchio, il dono dello sposta-nuvola ancora non ce l'ho.

E quindi abbiamo lavorato nell'ultima settimana.
Nanerottolo voleva la sorpresa, quindi ha eseguito tutti i compiti che gli venivano assegnati senza fare domande.
Io sarei morta di curiosità, ma lui no.
Lui ha resistito fino all'ultimo incollaggio seguendo passo passo i progressi del nostro...

calendario dell'Avvento 2014!


La fase preliminare ha richiesto la spesa di 2 eurini per acquistare i cioccolatini e l'accumulo smodato di rotolini della carta igienica.
Stop.
I lavori sono iniziati con i pargoli intenti a pennellare di verde i suddetti rotolini...




...e sono proseguiti riciclando, tagliuzzando, incollando, assemblando...






La faccenda è diventata molto interessante.
Soprattutto perché strada facendo abbiamo deciso di confezionare un calendario dell'Avvento anche per una nostra amica speciale, che vediamo poco pochissimo, ma che ci accompagna sempre con il cuore.















Lavora che ti lavora, abbiamo terminato sabato sera.
Fiuuuuu.
Missione compiuta!







Questo è il nostro calendario.

A noi ci piace.
E tanto anche.

















La cucina è diventata il punto di inizio del nostro Natale, il luogo dove ogni mattina verrà tirata l'etichettina con il numero corrispondente al giorno e si scoprirà un dolce cioccolatino, mentre si prende un impegno per la giornata in corso.
Tipo oggi aiuterò la mamma a sparecchiare, piuttosto che oggi non farò la scena del pazzo furioso se mi viene negato di accendere la tivvù.
Tipo.




Lo spirito del Natale inizia lunedì mattina, insomma. E speriamo che ci aiuti a vedere rosee tute le sorprese che il dicembre ci porterà.

Ah, ma volevate curiosare anche il calendario per la Francesca?
Fra, ti vedo, non arrossire fino alle orecchie, non ho mica messo la tua foto, eheheh ^_^
Allora vi metto subito la fotina, così magari troviamo presto la scusa per consegnare alla destinataria il nostro pensierino per lei.




E anche quest'anno l'Avvento può cominciare.
Ok, è iniziato oggi... ma senza calendario, che Avvento è?

E voi?
Avete l'usanza di aprire le caselline quotidiane?
Come rendete speciale l'avvicinarsi del Natale con i piccoli?

venerdì 28 novembre 2014

inc***atura supersonica

Periodaccio.
Ma brutto brutto.
Non me ne sono resa conto finché non mi sono fermata e ho guardato il nostro quadernone di bordo.
E ho capito perché novembre è stato così in salita.
Un mese di spese obbligate, di imprevisti e di nuove scadenze.
La sensazione sempre più concreta di vivere in un comune che non mi rispecchia, non mantiene le promesse, non tiene conto delle vere necessità delle famiglie normali. 
Tutta apparenza e poca sostanza, ahimè.
Vivo in un comune tutto fumo e niente arrosto, con i fiorellini ovunque, ma che abolisce ogni aiuto alle famiglie che sia davvero utile.

Sarà un mese difficile, quello di inizia a breve.
E cavoli, c'è anche Natale.

E NO,  non voglio sentire compatimenti, perché questa cosa deve far arrabbiare, non abbattere.

Non è logico che anche chi ha un lavoro remunerato, debba arrancare come un naufrago in mare aperto per arrivare a fine mese.
Non è normale che io mi debba sentire in colpa per aver portato i miei figli alla fiera di Bologna e aver speso (oltre al carburante) ben 20euri tra ingresso e due cosine super economiche.
Non è giusto che ci illudano con tante innovazioni nel sistema dei pagamenti per la scuola (buoni pasto, bonus libri) per poi ritrovarmi aumenti sparsi e nascosti ovunque.
Mi fa proprio incavolare.

E poi arrivano le tasse, che prima era un minestrone bello confuso e ora vengono divise in singoli argomenti, così ti ritrovi a pagare più rate lo stesso mese e il totale è superiore a quello che pagavi prima.

Già da tempo le cavolate sono state abolite, gli sfizi non ci appartengono più.
Abbiamo focalizzato sul tempo insieme, sul fare e creare, su svaghi e regali a costo zero.
Quest'anno tutti avvisati: si ricicla, si fa in casa, si autoproduce, si fa la spesa al discount (come prima, eh), si farà pure qualche bel giro dai cinesi, ecco.

E venite pure a fare la morale sul mercato italiano da valorizzare.
Arrivando a casa nostra, visto che ci passate davanti, fermatevi a fare la spesa all'ipermercato/megasupermercato/centrocommerciale e svuotate lì il portafoglio per riempire un misero carrello della spesa da portarci a casa. Grazie.

E niente.
Oggi va così, gente.
Sono proprio imbufalita.

Figurarsi che oggi volevo parlare di ginnastica... e della mia panzetta che non c'è più.
Almeno quella cala per davvero!

Ma state pronti, che il riciclo può dare grandi soddisfazioni, parola nostra ^_^

E quindi, che ve lo dico a fare...

...non fatemi sentire sola: via con gli sfoghiiiii!

martedì 25 novembre 2014

giornata intensa al mondo creativo

Alla fine siamo tornati.
Io sarei rimasta là, al mondo creativo a Bologna fiere, ma poi era l'ultimo giorno e niente.
Non mi avrebbero tenuta nemmeno per smontare, temo.

Avrei anche voluto scrivere immediatamente questo post, ma le quasi tre ore di strada di andata e altrettante di ritorno, sommate alle ore di cammina, trascina, spingi, ammira, rimira, sbavetta, annusa, aggira, fingi-di-non-vedere, ignora, dissimula interesse, stringi mani, abbraccia, scambia doni, allunga sguardi.... no, non ce l'ho fatta.
Eravamo davvero solo in tre, io e i due masculi (che di artistico hanno l'animo, ma quello è invisibile agli occhi e non si sostituisce ai piedi dopo le lunghe peregrinazioni su e giù per la fiera).

Papolo ha scelto di restare a dormire a casa dopo la notte i turno. 
Figliola ha scelto di studiare tutto il giorno, dopo un paio di giorni di mal di testa acutissimo.
Così ci hanno sguinzagliati da soli.

Già il viaggio di andata è stato una barzelletta: cercando di ascoltare le istruzioni per un gioco recentemente scaricato sul tablet (con tanta madre logorroica, che figli vuoi che vengano fuori, non posso nemmeno lamentarmi) ho sbagliato scelta ad un bivio in autostrada... et voilà, che ci perdiamo prima di arrivare a metà strada.
Mi sono arresa al navigatore del telefono e via.
Praticamente ho guidato senza sapere dove quella voce di donna mi stava portando (ok, lo avevo impostato io, ma avrebbe potuto farmi fare il giro del globo che non me ne sarei resa conto).
Ma l'importante è che siamo arrivati, no?
E abbiamo ho ho mandato in tilt la macchinetta del parcheggio, inserendo le monete nella fessura da cui avrebbe dovuto uscire un gettone.
Tutti vivi, nessun ferito, solo lo sguardo di disapprovazione e di rassegnazione del tecnico che è corso in mio aiuto. 
"...non c'erano le istruzioni..." non gli è bastata come scusa, in ogni caso. 
E ho pagato il parcheggio due volte.
Me lo annoto per la prossima volta.




Dopo esserci leggermente persi per la fiera (ma quanto è enorme quella di Bologna? e poi, se manco ci metti le indicazioni...) siamo arrivati al padiglione giusto.

Ciao.

Tra legno, tessili, ciondoli, fimo, cartoleria, scrapbooking, profumi e laboratori per i pargoli non abbiamo avuto il tempo per fare foto decenti, la folla era discretamente avvolgente.

Nel caos, sono riuscita comunque a incontrare Floriana (MadreCreativa) che seguo da parecchio tempo con ammirazione sconfinata nei suoi geniali guizzi creativi, soprattutto insieme al mio piccoletto, suo fan accanito.
Ho seguito una dimostrazione di lavori con il legno da parte di Rita (Faccio e disfo) che ha delle mani magiche. Emozionata davanti al pubblico, tesa per l'attenzione ai suoi lavori... umanissima e mamma. Ecco, adesso la ammiro ancora di più.
Ho potuto finalmente conoscere e abbracciare Giulia, la ragazza più rock e dolce che ci sia. E la sua bellissima famiglia. E niente, quando c'è feeling, anche Internet deve arrendersi. Non ce n'è per nessuno.
E poi scoprire che avrei potuto conoscere di persona Sara e Manu, ma nella bolgia e non essendoci organizzate prima.... impossibile!


Io avrei potuto tranquillamente tornare a casa, eh.
Che il pieno di emozioni lo avevo già fatto.

Ma no, vuoi non andare a farti cospargere di polvere magica delle fate al loro albero?

Ingrandite la foto e leggete con me i nomi dei loro incensi: cacchette di pecorella fatata, fetore di ascella pelosa di troll, bacio di principe ranocchio, puzzetta di fata... chissà come mai questo stand ci ha attirato tanto...


Vuoi non rimanere ipnotizzato dalla stampante 3D che costruisce un vaso davanti ai tuoi occhi?




Però alla fine sono riuscita a prendere due cosine.
Due davvero di numero.
Una volta si diceva che i prezzi fiera erano occasioni.
Ora i prezzi fiera sono occasioni... per finire sul lastrico.





E vuoi, andando via, non dare uno sguardo alle torte esposte al padiglione attiguo (e farti così malissimo alla glicemia)?






















Le cascate di cioccolata.... #muoro.






















Insomma, siamo usciti da lì con lo stomaco in ansia.
I piedi in fiamme e il cuore gonfio.
E poche fotografie, che dire al mediolo "dai, fai anche tu qualche fotografia a quello che ti piace di più" significa ritrovarsi con una decina di immagini delle automobili parcheggiate fuori dalla fiera.
Undici anni.
Pirla io, eh.


Comunque ho potuto parlare con il piccoletto della sua esperienza in fiera, visto che lunedì è rimasto a casa con me.
Il risultato parla da solo: "mamma, possiamo pennellare?".



Pare che gli sia piaciuto, insomma.


venerdì 21 novembre 2014

vecchie/nuove passioni

Ragazzi, sono rovinata.

Ho scoperto un mondo che mi aveva sempre affascinata, ma a cui non avevo mai avuto tempo da dedicare.
Sull'onda del nuovo atteggiamento rispettoso per me stessa (che mi fa stare molto meglio, che mi carica anche quando sarei al capolinea), mantengo l'impegno a trovare ogni giorno un pochino di tempo SOLO per me, per i miei interessi.

E così ...carta fu.
Unisci carta, cartoncino, gomma crepla, colla, washi tape, ritagli, scritte e decori. Ne salta fuori qualsiasi cosa.
Come una Midori traveler's notebook, ad esempio.
E se la creo io con le mie manine, quello che nasce è una Carladori, versione economica.
Un sistema di quadernini e tasche tenuto assieme da elastici, fissati a una copertina.
No, non me lo fate spiegare meglio, che mi incarto subito.
E ci sono anche tutorial chiarissimi.

Intanto vi mostro la mia creatura.


Per ora ci ho infilato dentro un quadernino per i progetti e i riferimenti utili, i link ai tutorial e le nuove idee; un secondo quadernino per le idee al volo per il blog e i vari impegni che ho preso (questione premi ancora irrisolta, accidenti...); un terzo per tutte le varie ed eventuali "al volo" (data e ora di varie riunioni, colloqui della scuola, cose che andrebbero perse perché non sempre posso avere in mano l'agenda), ma probabilmente lo dividerò in sezioni diverse per ogni figlio.

Come giustamente qualcuna potrebbe obiettare (Federicaaaaa....), a breve dovrò andare in giro con un carretto, che lo spazio in borsa è esaurito.
Quello che è certo è lo stato di affaticamento dei manici della mia super-giga-borsa. Mi sa che il momento dell'estremo saluto si avvicina.

Ma.

Quale è lo scopo di tanto spreco di carta?
Eppoi, oggi i telefoni fanno talmente tutto che possono tranquillamente sostituire un agenda e pure un blocknotes, no?

No.
Innanzitutto io scrivo qualsiasi cosa per non dovermene ricordare.
Ci sono troppe cose che dovrei memorizzare e io non riesco a far entrare tutto in questo misero cervello monolocale. Mi servirebbe un segretario (il maschile non è casuale, vuoi mettere? eh?).
In mancanza di un soggetto disposto a sacrificarsi come assistente personale, io mi scrivo tutto. 
Ma proprio tuttissimo.

E poi, vogliamo parlare di quei momenti in cui la batteria del cellulare sta perdendo i sensi, devi essere un lampo e invece il malefico marchingegno si è nascosto, oppure si è incastrato (non ridete, esempi di vita vissuta...), lo avete scordato in auto, si mette a suonare la sveglia che avete puntato per avvertirvi che tra 10 minuti dovreste essere a prendere il figliolo all'asilo.... eh? vogliamo parlarne?
Oppure riflettiamo sulla funzione catartica di impugnare carta e penna e dare libero sfogo all'emozione del momento.
Sono incavolata? Il tratto sarà marcato e deciso.
Sono felice? Ci saranno mille svolazzi e magari dei colori sgargianti...

Ecco. Per me è abbastanza.
Mi sono autoconvinta da sola a scrivere alla vecchia maniera.

E quel momento lì, in cui devi pianificare la giornata che domattina inizierà e ti coccoli con una bella tisana, (oppure che è appena cominciata e ti stai sorseggiando una tazza di caffè bollente). 
Quel momento lì è perfetto. Il mondo sta già dormendo (oppure ancora dorme) e tu puoi dipingere a grandi pennellate quello che devi, ma anche quello che vuoi fare, quello che ti piace e che ti meriti assolutamente.
Ti prendi un impegno con te stesso: io mi voglio bene e domani (oggi) intendo prendermi anche solo 10 minuti per me.

Anche io pensavo che fosse impossibile cavare 20 minuti-mezz'ora per me, dalle 28-30-32 ore quotidiane.
Poi ho deciso.
Poi ho iniziato.
E pian piano mi sto sentendo meglio, mi esprimo, creo.
E lo faccio solo per me.



E comunque... questo post era nato con l'intenzione di mostrarvi tutte un po' delle cosine che ci hanno divertiti in questi giorni (tutte non ci sarebbero state..).
Per cui, ora le fotine ve le metto lo stesso, tiè.

La neve. Sotto i nuvoloni dei giorni scorsi c'era la neve.




Hand to hand.
Mano a mano.
38 anni a 11 anni.
Paura io. 
Pinguini che ingrassano. Favolosa magia dei giochini chimici Clementoni.


La tavola della nostra cucina.
Vi giuro che lì sotto c'è un tavolo.

Il resto è stato per lo più lavoro e coccole.
E mezz'ora di esercizi ginnici ogni mattina.
Che la mia panza non c'è più.
Queste sono le cose che rendono leggere le giornate.





...e lo sapevo che qualcosa ancora mancava!!!!
Questa settimana la fantastica Alessandra ha pubblicato un intervista virtuale per la sua iniziativa "Le interviste creative" nel suo  creativissimo blog "DaisyGarden".
E che c'azzecco io?
Bhe, creatività ha tanti significati differenti, no?
Se siete curiose, la trovate nel suo post di lunedì 17 novembre...






A questo punto, la domanda è d'obbligo: cosa farete in questo fine settimana?
La nostra risposta è sorridente e gioiosa: domenica io e i pargoli maschi andremo alla Fiera del mondo creativo di Bologna!!!!! 
Forse torniamo a casa, anche.
Non doveste ricevere nostre notizie, ci trovate là.
Usciremo di casa con una cifra ben precisa in tasca, altrimenti il papolo ci sfratta, eh.

domenica 16 novembre 2014

il mistero delle ore smarrite

Ma quanto mi manca mettermi qui davanti al piccì a scrivere, a leggere, a sorridere e a riflettere?

Non mi pare vero di essere arrivata qui, oggi, a quest'ora, con la pila di panni ancora in attesa di una stirata.
La settimana è stata intensissima, il tempo è volato, cose-persone-problemi-vicende familiari e di lavoro occupano le 24 ore di ordinaria amministrazione.




Partita serale della squadra dei ragazzi (del lavoro). Volevamo farcela mancare?











La mia prima volta in visita a un negozio Tiger, con pargolo e marito in scorta, a scanso di attacchi di acquisto-compulsivo.









Chi è che si è rubato le altre ore della mia giornata?
No, non ditemi che pretendo troppo.
Non ditemi che devo rinunciare a quello che amo di più (il tempo PER ME).
A quello NON VOGLIO rinunciare.
Non si discute.
E' che a volte succede di dover dormire, anche.





La pioggia qui nel nostro nord-est non ha fatto i disastri che vediamo in altre parti d'Italia, ma non è che ci abbia risparmiato.
I sottopassi allagati a pochi chilometri da casa ne sono un esempio.






Con il pensiero e lo spirito siamo vicini a tutte le famiglie in emergenza e in allarme costante.
Tenete duro, ragazzi!







Le nostre giornate sono state piene soprattutto di accidenti e catene di eventi imprevisti, avete presente le serie di sfortunati eventi che capitano ai protagonisti di certe sit-com ammmmericane? Ecco.
Si sono concluse con una febbre improvvisa del mediolo, chiaramente risoltasi oggi.
Ettepareva. Oggi è domenica!

Ma vabbhe.
Ci siamo tirati su il morale con delle gustosissime banane al cioccolato che il nanerottolo di casa aveva adocchiato in un video di Mammafelice.
Fatte e mangiate.
Bbbbbbone!



Insomma una settimana senza tregue.
Nemmeno per pensare.

A me resta una domanda: 
dove diavolo è finito il mio tempo?
Com'è che non ho più uno straccio di ora 
da dedicare alle mie passioni e ai miei interessi?


Ora voglio provare in un altro modo.
Questa nuova settimana, in cui avrò miracolosamente di nuovo il week end libero, me la programmerò nei dettagli, ESIGO di non arrivare stremata a domenica prossima. A costo di programmare le singole mezze ore di tutte le sette giornate che ho davanti.
Ce la farò? 
Io ci provo, eh.
E spero con tutto il cuore di non dover trascurare ancora voi e questo blogghino, che, per quanto sgangherato, è un posto tutto mio in cui invitare tante amiche per una bella tazza di caffè (o di tea, o di tisana... come vi pare) e per scambiare quattro chiacchiere più o meno serie.


E la vostra settimana come sarà?
Vi siete già organizzate con un piano di battaglia precisissimo, o la prendete con filosofia?

Se rientrate nella seconda modalità, sappiate che vi ammiro tanto. Ma proprio tanto ^_^

martedì 11 novembre 2014

riflessioni anagrafiche

E' da questa mattina che mi gira un'idea in testa, in particolare dopo uno scambio di messaggi con la mia amica Giulia (che bisogna stare attenti, eh! in rete si incontrano certe brutte persone...).

Si rifletteva sul tempo che passa. 
Personalmente mi accorgo del trascorrere degli anni guardando i miei figli che crescono, che cambiano, che fanno i loro passi e le loro personali conquiste. 
E per loro è evidente: ogni anno in più rappresenta un'enorme tappa della loro crescita.
E se non fosse sufficiente il resto, i centimetri segnati sul muro parlano chiaro.

Ma per me?

Come faccio a capire quanto sono grande io?
Quanti anni ho, questo io lo so (sigh).

Ma quanto sono cresciuta nel vero senso della parola?
E quanti anni mi sento?
Quanti me ne darei, se mi incontrassi per strada?
Quello che vedo allo specchio, mi riflette davvero?

Forse le mie perplessità nascono dal fatto che quando penso a una donna trentottenne ho in mente un'immagine diversa da ciò che vedo allo specchio.
Penso a stabilità, serietà, eleganza, stile.
Ecco.
Qualcosina mi manca davvero.
Penso alla mia mamma, quando aveva 38 anni e la ricordo così, come immagino una trentottenne debba essere.

Sì, è vero, siamo tutti diversi, ognuno cresce in modo unico, ognuno fa il proprio percorso...

Ma...

Bho.
Io non saprei davvero darmi un'età.
Non esteticamente, ma proprio nello spirito.
Mi sento molto insicura, molto volubile, troppo molto multitasking.

Me ne vado in giro in tuta (non quella orennnnnnnda di casa!) e con le running ai piedi come una quindicenne, della mia agenda da teenager abbiamo già parlato, i colori che indosso e abbino sono tutt'altro che adulti, diciamocelo e i miei capelli sono costantemente alla ricerca di un attimo di pace.

Eppure faccio tutte le cose che una mamma navigata sa fare, sopporto e supporto marito e figli, governo la nave di casa nostra, vado al lavoro.
Quasi come lo faceva la mia mamma alla mia età (no, lei era ed è molto più brava, poco da fare).

E la conversazione di questa mattina ha illuminato un angolo di terreno sconosciuto.
(Che in rete si conosce anche gentaglia che filosofeggia.)
A trentacinque-trentotto anni (la nostra età, della Giulia e mia) si impara molto, forse più di quanto non si impari a vent'anni.
La differenza è forse che alla nostra età si VUOLE imparare di più, si è più consapevoli di quello che si desidera conoscere.
Magari questa consapevolezza arriva dalla graduale scoperta che le favole non esistono (cit. Giulia).
E che i nostri sogni ce li costruiamo con le nostre mani e le nostre lacrime. Consapevoli che ne varrà comunque la pena.


Tutto questo rimuginare è arrivato dopo i trenta minuti quotidiani di esercizio fisico.
Che sia quella la fonte di tali meditazioni?


Inzommmma... sarà che i quaranta si avvicinano, sarà che i figli crescono...
...ma io non saprei proprio dire quanti anni mi sento.


Voi che mi dite?
Che rapporto avete con la vostra età?
Come vi pensate, rispetto al nudo dato anagrafico?


giovedì 6 novembre 2014

guardiamo nella mia borsa

Oggi voglio parlarvi di un recente arrivo in casa firmatocarla.

Niente pance.
Tutti tranquilli.

Nemmeno cani, gatti, auto nuove o set di cancelleria stratosferici.
E nemmeno un robottino-fa-tutto-lui di quelli che ti porgono le ciabattine quando ti alzi dal letto, offrendoti il caffè fumante.
O lavatrice-asciugatrice-stiratrice-e-riordinatrice-di-cassetti.
Dite che non esistono?
Bhe, qualcuno dovrà iniziare a pensarci: siamo o non siamo nel 2014???


Bando alle ciance.
Veniamo alla nostra novità.
Alla mia novità.

Ho riordinato la borsa.

Un mesetto fa.

Ed è ancora in ordine.

Allora. 
Non iniziate a dire "embhe?", che di borse me ne intendo, eh!
So per certo che scontrini, cartine e cartacce, fazzoletti, sacchettini.... e ogni residuo bellico delle nostre giornate di donne  multitasking finisce inesorabilmente sul fondo o nelle tasche della nostra fidata borsa, mescolandosi ai 46483673 oggettini essenziali ed indispensabili per la nostra giornata fuori casa.
Anche per una settimana fuori casa, a occhio e croce.


Invece da un mesetto a questa parte nulla di tutto questo sta succedendo.
Miracolo?

No, mi sono decisa a comperare una bag in bag, detta anche travel bag, o transfer bag.
Se non erro, un po' di anni fa si chiamava borsino.

Quindi, se apro la mia borsa ora vedo questo:


Ok, non sapete cosa guardare...

Allora estraggo, ed eccola qui, la mia adoratissima bag in bag.



Ragazze: ci sta dentro il mondoooooo!

Burro cacao (più di uno...), specchietto, fazzolettini, auricolari, occhiali da sole con tutta la custodia, matitine colorate con blocchetto, caramelline alla frutta, astuccio, materiale di emergenza per noi donne, pastiglie per il mal di testa, gel igienizzante mani, salviette d'emergenza, monete per le emergenze. E un'agenda.


In questo modo il contenuto della mia borsa-da-MeryPoppins è organizzato e sempre in ordine.
E le cartacce finiscono in un attimo nella spazzatura, senza dover frugare in ogni dove.

Adoro.

Inoltre, come vorrebbe significare il nome stesso, in un attimo è fatto anche il cambio borsa: estraggo la bag in bag e la infilo nella borsa che intendo utilizzare.

Sono piccoli passi per il mondo, ma enormi passi per la me disordinatissima.
Ho curiosato un po' in giro e ho scoperto che ne esistono millemila tipi e misure.
Chiaramente ho scelto quella più grande e colorata.

Ditemi: la utilizzate anche voi?
Come tenete in ordine la vostra borsa?
Ci mettete dentro il mondo, oppure siete un po' più essenziali di me?

lunedì 3 novembre 2014

salve, mi chiamo carla e ho il nervo facile

Salve, mi chiamo Carla, ho trentotto anni e ho un problema: mi salta il nervo.
E' una cosa che non decido io, capita e basta.
Generalmente capita dopo una settimana salterina, in cui mi è capitato di-tutto-di-più, in cui ho dormito poco e in cui ho lavorato a sorpresa e altrettanto a sorpresa sono rimasta a casa.
Concludere la settimana con 48 ore a strettissimo contatto con tutti i miei tesssssori alle volte può provocare effetti collaterali inspiegabili.
Tipo che uno (io) inizia ad annotarsi mentalmente ogni singolo motivo per cui darebbe fuori di faccia, ma in onore al ruolo (di madre) che ricopre, si trattiene. 
Ma annota.
Oh, se annota.

Iniziando per scherzo, ho cominciato ad elencarmi tutte quelle cose che:
  •  da sole sono fastidiose,
  •  in quanto madre dovrei essermici abituata,
  •  da madre di tre figli potrei anche non notarle più,
  •  da moglie e madre e donna di casa mi fanno diventare pazza,
  •  da madre, moglie, donna di casa e lavoratrice detesto con tutta me stessa.

Vediamo cosa mi sono annotata.
  1. i fazzoletti di carta sbriciolati dopo il lavaggio e l'asciugatura dei panni
  2. ogni singolo calzino-tshirt-pantalone di tuta a rovescio nel cesto dei panni
  3. maglie e pantaloni e slip accanto/sopra al cesto dei panni/davanti alla porta della lavanderia
  4. le tazze sporche della colazione sulla tavola dopo le 10
  5. notare alle 20 di sera che i letti sono ancora da fare
  6. non trovare quegli spicci lasciati in un angolino del portafogli per riempire le bottiglie al distributore della frizzante
  7. carte di caramelle e di merende in tutte le giacche
  8. asciugamani fradicio appallottolato sul porta-asciugamani
  9. accappatoio umidissimo sul parquet della camera
  10. lavastoviglie mezza svuotata-mezza "non avevo più voglia"
  11. "dovevo studiare quindi non ho sparecchiato la tavola"
  12. fare i biscotti alle mandorle senza mandorle a causa di una visita del fantasma della dispensa
  13. prepararmi la moka e trovare solo un cucchiaino di polvere nel vaso del caffè
  14. portarotolo del bagno con un quadratino di carta igienica solo soletto
  15. ombretto così consumato che non si capisce nemmeno più di che colore fosse
  16. pinzette per le sopracciglia svanite nel nulla
  17. dodici paia di scarpe sui cinque gradini destinati al deposito calzature
  18. calzini puzzoni su quegli stessi scalini
  19. cavetto del caricabatterie per il tablet non pervenuto, mai mai mai
  20. il dentifricio spalmato sul ripiano del bagno
  21. il lavandino del bagno tutto bello sputacchiato con i diversi dentifrici
  22. gli avvisi della scuola mescolati alla lista della spesa e agli inviti a casa di qualche amico
  23. pezzi di lego e/o microscopiche automobiline nelle scarpe
  24. "dove è la mia maglia grigia? "non l'ho vista" e ritrovarla in lavanderia puzzosa come mai
  25. cercare per due mesi una cintura (la preferita), vederla addosso a lei, farglielo notare e sentirsi dire "ah, era questa"
  26. i mille cassetti lasciati aperti dopo aver estratto ciò che serve
  27. la scia di libretti/giornalini che va dalla camera al bagno
  28. i 378546383 accessori per capelli sulla mensola del bagno
  29. parlare ed essere ignorati in favore di cellulari&company
  30. notare che gli asciugamani della cucina vengono utilizzati come stracci per pulire le mani da merenda/pranzo/cena
  31. riconoscere i segni della merenda sul copridivano
  32. trovare la porzione singola avanzata di minestra/pasta/frittata/... nella pentolona gigante
  33. le piramidi di stoviglie nell'asciugapiatti che se solo la guardi crolla tutto
  34. la pila di panni da stirare ridotta a un cumulo di macerie per estrarre quella maglietta làssotto
  35. la scia di scarpe-giacche-cappellini dalla porta di ingresso al soggiorno
  36. telefoni, chiavi, sigarette, accendino  (di chi saranno mai?) sparsi a larga mano ovunque
  37. frutta e residui vari di merende sparsi per ogni ripiano della cucina
  38. flacone del docciaschiuma contenente un dito di acqua e due gocce di sapone
  39. l'acqua del wc non tirata (...e non approfondisco!)
  40. biciclette/monopattino/skateboard abbandonati davanti alla porta sul retro (proprio sul tappeto)
  41. ritagli e coriandoli di carta sopra/sotto/dietro la tavola e la panca anche quando si è solo guardato la tivvù
  42. lo scotch adesivo, sempre all'ultimo giro di rotolo
  43. ciabatte (questa sconosciute) ovunque tranne che ai piedi dei proprietari
  44. ...
  45. ...

Ecco.
Questo non è il resoconto del nostro week end, eh!

No.
E' solo un piccolo elenco di tutte quelle insignificanti cose che come sommatoria danno l'esaurimento nervoso della sottoscritta, quando si sommano tra loro, o magari si verificano al termine di settimane come quella passata.
...e chissà quante me ne verranno ancora in mente...

E io che ripeto e ripeto a oltranza sempre le stesse cose, come un disco rotto.
Perché sarei una mamma piuttosto severa, io.
Di quelle che "ognuno deve fare la sua parte, non sono la vostra cameriera!".

Ma sono sicura che ne avete anche voi, di chicche del nervo facile... fatevi avanti, voglio conoscere tutte quelle cosine che proprio non potete sopportare!

Forza, annotatele qui sotto, ne vedremo delle belle!!

ps: salve, mi chiamo Carla e adoro le liste...


sabato 1 novembre 2014

halloween per noi ha tante sfumature

Che avete fatto di bello per Halloween ?

C'è chi non festeggia, perché non riconosce questa tra le nostre tradizioni popolari.

C'è chi invece festeggia sull'onda dell'Halloween della tradizione estera.

E chi festeggia per il piacere di avere una scusa per fare qualche cosa di speciale, di cucinare ricette divertenti e di pastrocchiare con colla-forbici-colori, utilizzando le tonalità della stagione e il nero di ragni e streghe, senza drammatizzare nulla.

Noi abbiamo letto di alcune tradizioni della nostra regione (Friuli-Venezia Giulia) che sanno di zucche e di avi... come l'origine della festa che si tiene da tempo a Chiopris.

E a noi piace giocare in questo modo, senza inneggiare agli zombie e senza insanguinare la tavola della cena, per intenderci.

Così, anche grazie a un cambio turno inatteso, ho potuto organizzare una cena speciale, lavorata a sei mani (due erano occupate in un mini-gruppo studio.... eeeeeh! il liceo inizia a rivelarsi impegnativo!).

Dopo aver esplorato molti blog amici, siamo arrivati a una selezione di idee simpatiche e di rapida esecuzione.
Grazie speciale ai video proposti da Selena su Sweet Life con i suoi tutorial e a Barbara alias MammaFelice con i suoi progettini.


Calato il tramonto, ci siamo messi sotto...

Ecco le nostre creazioni, quindi!






















Per Halloween, poi, la scuola dell'infanzia ha coinvolto i bambini e le famiglie con una ricetta speciale: i ciuppalecca!
Chiaramente abbiamo DOVUTO replicare a casa!



















E devo dire che questi "cosi" si sposano alla perfezione con i cappelli della strega che trovate da Selena
Un figurone con pochissimi ingredienti: noi avevamo quasi tutto in cucina!



E con questi cappelli sfavillanti, vogliamo fare un augurio speciale: ieri era il compleanno della mia mamma!!!

Una mamma attenta e di gran cuore, che mi insegna ogni giorno come non esistano difficoltà insormontabili, ma sia tutto estremamente relativo.

Una donna da cui abbiamo tutti (figlie e nipoti) tanto da imparare, ma altrettante riservata e delicata da non far mai pesare una difficoltà.

Auguri mamma!


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