mercoledì 29 ottobre 2014

oggi non avevo in programma un post

La lista delle cose da fare oggi recita:
-consegna pargoli alle relative scuole
-gasolio
-carica 50 euri su conto per pasti asilo
-paga bolletta
-sessione esercizi quotidiana (30 minuti)
-doccia
-cerca programmino per editare foto
-aspirapolvere in tutta casa
-stiro a oltranza
> Nel mentre: preparazione pranzo e coccole ai cuccioli.
-ore 18,00 lavoro.

Cioè, quando uno dice organizzazione.
Ti pare.
Alle volte sembra perfino ovvio.

'nfatti.

Consegnati i pargoli.
Faccio per uscire dal parcheggio e l'auto ha detto NO.
Cioè.
Lei non ha parlato, eh.
E' che si è spenta.
E non si è più messa in moto.
Messaggio limpido e chiaro IO-NON-CI-STO.
Attacco le 4 frecce, visto che il luogo della presa di posizione dell'auto è proprio in mezzo allo stop, che a filo passano le altre auto.
In quello suona il cellulare; papo.
Papo, ti amo, sallo.
"Aiuto! si è fermata la macchina! Che ca....volo faccio?"
"Ti stavo chiamando giusto per dirti che sto salendo in una zona dove il telefono non prenderà...".

sigh

Scendo, piazzo il triangolo rosso in bella vista (che le 4 frecce non erano abbastanza chiare e TUTTI si fermavano in coda).
Indosso la casacca alta visibilità.
Che da un senso di potere, eh!
Tutti ti guardano.
E ti compatiscono, alle 8 di mattina.

Tralascio le altre mezze conversazioni con il papolo.
Praticamente in codice morse.
Chiamato il mio papà con i cavi.
Arriva, attacchiamo.
Nulla.
Non va.

Il telefono inizia a dare segni di batteria in esaurimento.
Dico un paio di preghierine e prometto che sarò bravissima.
Almeno finché riuscirò a gestire questa cosa.
Poi non so.

Assicurazione, papolo ha nominato l'assicurazione...
Cerco le carte, trovo.
Evvai! Abbiamo l'assistenza in caso di guasto in strada.
Chiamo.
Lascio i dati a un registratore.

5 minuti e mi chiama una signorina a cui lascio di nuovo i miei dati, quelli dell'auto traditrice, quelli dell'incrocio.
Contatterà lei l'officina e il carro-attrezzi.
Grazie, benedetta assicurazione mia cara.
Ora capisco perché ti paghiamo tanto: devi averne di pazienza quando chiedi i dati di un'auto a una donna in stato di agitazione generale. E in casacca arancione fluorescente.
Comunque: "attenda un po'" ("un po'" che misura di tempo sarà?).
"Un po'" dura circa mezz'ora, sapevatelo.
Poi arriva la telefonata del carro-attrezzi che avvisa che sarà lì tra una decina di minuti.

Arriva, fa il giro del mondo per trovare una posizione idonea per caricarsi l'auto.
L'omone sale al posto di guida e in un nanosecondo disinstalla il freno a mano elettronico dell'auto dal cambio automatico.
Io già lo adoro: ho letto la procedura sul manualetto tre volte e ho desistito.
L'omone baffuto vacilla "dov'è il gancio di traino?"
Eccccchennesoio.
Sgarfa in ogni pertugio dell'auto e niente.
Estrae magicamente da una sua cassettina un gancio, lo avvita non-ho-capito-dove bofonchiando "speriamo che tenga" e via che si porta su l'autobus che mi trovo per macchina raccomandandosi "stia indietro, che non si sa mai: non è proprio il suo gancio".
Attimi di ansia.
Che a me la macchina servirebbe anche domani, tipo. Intera.

L'auto sale che è un piacere.
"che dice, proviamo a fare 10 euro di gasolio, non si sa mai?"
Porcapaletta.
Lo sapevo io che avere fiducia nei computer delle auto prima o poi mi avrebbe fregata.
"Se lo dice lei, proviamo"
Chiaramente abbiamo fatto 20 euro col bancomat.
Manco 10 euri nel portafogli.
Così lo sguardo compassionevole me lo sono beccata anche dal benzinaro.
Anche senza giacchetta arancione.
E nulla, non ci sono segni di miglioramento.

Destinazione: concessionario.
Mezz'ora per la diagnosi all'auto.
5 minuti di pit stop in bagno per me, che quei giorni sono proprio questi qui.
Ovvio.

Ripasserò nel pomeriggio a ritirare l'auto.
Paga il papolo, eh!

Mi incammino verso casa e mi rendo conto che a pagare la bolletta e a ricaricare i pasti devo comunque andare oggi.
Allungo un pochino il giro e punto alla banca.
Chiaramente oggi è mercoledì, la piazza è piena di gente perché c'è il mercato.
E io sono in tuta e bella sgarufata.
Se ti metti in tiro, non incontri un'anima, se sei sgarufata c'è il mondo.
Non dubitatene mai.

Mentre rifletto su questi dettagli, arriva la luce della mia giornata: un messaggio whatsappante di un ex collega (ora espatriato) che sta organizzando una pizzata.
Che nel nostro lavoro si condivide parecchio, non solo qualche ora.
E' una sorpresa meravigliosissima.
Un raggio di sole in una mattinata... diciamo solo in una mattinata.



Ok. 
Cammino verso la banca con indifferenza.
Ricevo un messaggio dalla libraia "è arrivato uno dei due libri, può passare quando vuole".
Oooooh! Finalmente gira bene: ora prelevo, verso sul conto per i pasti dell'asilo e vado a ritirare il libro. 
Tiè.
Questo non era nemmeno sulla lista.

Banca.
Inserisco la tesserina.
Seleziono PRELIEVO.
E niente.
Vuoto totale.
Non ricordo il codice.
Mi viene un po' da piangere, ma mi trattengo.
Cerco se per caso in un momento di debolezza posso aver salvato il codice nel telefono.

No, sono troppo ligia alla sicurezza. 
Niente annotazione.


Esco dalla banca.
Segue whatsappata con il papolo.



No.
Ma ce la faccio, eh.



Ora, dopo aver sistemato alcune cose, altre averle spostate a domani e aver preparato il tappetino per la mia mezz'ora di esercizi, ho buttato giù questo post allucinante.

Perché?
Perché spero abbiate riso tanto come me.
Io, dopo una mezz'oretta iniziale di panico, ho riso tantissimo.
Anche se mi fossi incavolata (e con chi, poi?) mica sarebbe ripartita la macchina!




E ho pure trovato questa massima, girovagando su facebook.
Deborah. Prendiamo nota.



martedì 28 ottobre 2014

una domenica padovana ...belizzzima

E fu così che persi momentaneamente il controllo della situazione.
E dissi "...papolo mio, sono stremata dal lavoro, che 13 ore di fila mi stroncano. Per domenica è previsto bel tempo... dai un occhio in giro a qualcosa di carino da fare in giornata!".
"Tranquilla, ci penso io!"

E niente.
Ci ha pensato lui davvero.
Infatti dopo mezz'oretta mi ha comunicato che saremmo andati tutti insieme alla fiera dell'auto e della moto d'epoca a Padova.

Giuro che non lo farò MAI PIU'.
Non gli dirò mai più di organizzare una giornata intera per noi cinque.

Che io gli voglio tanto bene. 
Ma dopo una giornata di 13 ore di lavoro... ancheno.

Ci son volute tutte le due ore di viaggio per decidere irrevocabilmente che lui e l'undicenne-pazzo-per-ogni-genere-di-cosa-semovente sarebbero andati a godersi i millemila ettari di veicoli a motore.
Io, la quattordicenne-che-di-motori-fa-anche-a-meno e il cinquenne-che-vorrei-ma-poi-non-resisto-ore-e-ore-a-passeggiare-tra-le-auto saremmo andati a perderci tra vie e palazzi della meravigliosa città di Padova.
Punto.
Non si discute.

Adoro Padova.
Non riesco a descrivere le sensazioni che mi lascia questa città.
E' ricca di storia (che ho notato la quattordicenne conosce benissimo: ci ha narrato le vicende storiche e ci ha descritto i palazzi al pari di una giuda turistica), è viva e animata a ogni ora del giorno, è colorata, è palpitante...

Vi lascio una piccola carrellata di foto di alcuni scorci che ci sono piaciuti in particolare... chiaramente questa non è una visita guidata, quindi abbiamo raccolto solo ciò che ci è piaciuto di più!!
























E poi Prato Della Valle con i suoi dettagli curiosi e incantevoli.














































un gelatino per consolare l'astinenza da automobili d'epoca


E un saluto con il tramonto della città che adoro...



E in più, la visita a Sant'Antonio, dove non si possono scattare fotografie, ma che lascia impresse emozioni indescrivibili nel cuore.
E ancora la scoperta di una chicca: la Chiesa degli Eremitani....


Alla fine dei conti, ci siamo divertiti non poco, abbiamo assaporato il sole tiepido e l'aria frizzantina, ci siamo fatti avvolgere da una città meravigliosa e viva.

Che dite...
...quasi quasi mi tocca ringraziare il papolo...



Ps: mi scuso per le foto, come si nota manca il logo firmatocarla e potrebbero essere pesantissime da caricare... quanto prima cercherò un nuovo programmino... sigh...

sabato 25 ottobre 2014

nuove pagine per il nostro quadernone di bordo

Parliamo di organizzazione.

Non fate quella faccia lì, che se non ci pensiamo noi, chi mai provvede a tenere in ordine tutte le scartoffie e le cartacce che arrivano, le bollette da pagare, gli appuntamenti dal dentista, dall'oculista e le riunioni scolastiche e/o di lavoro???
Se mi dite che ci pensano gli uomini, dovete asssssolutamente presentarmi questi esemplari rari.
Io di uomini che gestiscono tutta 'sta rognazza non ne conosco.
A parte il mio papà.
Da qualche parte devo aver preso anche io, no?

Insomma, oggi ci aggiorniamo sul nostro quaderno di bordo.

Ecco.
Per rimettere in sesto la situazione vorticosa di casa e per dare un senso al ripiano di un certo mobile della nostra cucina, in queste settimane c'è stata un'evoluzione.

Innanzitutto ho capito che vanno separate le cose riguardanti i singoli membri della famiglia in un raccoglitore a parte.
Così rimaniamo con un quadernone per gestire la casa e la famiglia in generale.

Ho una stampante, ho accesso a internet... quindi potrei scaricare uno dei millemila modelli che si trovano già belli e pronti.
Ma perché semplificarsi la vita e lasciare un rene ai venditori di cartucce per la suddetta stampante, quando si può costruire il nostro quadernone con quello che abbiamo già in casa e magari apportare quelle modifiche che ci permettono di personalizzare il tutto?

Quindi, tirate fuori la teenager che c'è in voi e via di colori, nastri colorati, post-it, pennarelli, graffette di ogni genere... e scatenatevi!


La prima novità riguarda il menù settimanale, che da noi è piuttosto selvaggio.
Non per la qualità dei pasti, ma per la loro distribuzione nell'arco della settimana.


Semplice semplice, in cartoncino azzurro e washi tape in tinta per creare le caselle.
E via di post-it da compilare e apporre nello spazio giusto.
Lineare e facilmente accessibile a tutti i membri della famiglia, soprattutto la sera, quando io lavoro.
Ora mi manca solo il piccolo grande passo: metterlo in funzione.
Domenica ci lavorerò su insieme al pargoletto.




Per avere tutto il necessario alla preparazione dei pasti, però, è bene avere sottomano la lista della spesa e magari anche i buoni sconto che alcuni supermercati rilasciano o distribuiscono.
Ad esempio, attualmente ho alcuni tagliandi guadagnati con l'acquisto dei libri scolastici dei ragazzi.
E ho i miei foglietti ricavati da carta già utilizzata su un solo lato, ritagliata in strisce e decorata in un momento di pazzia con alcuni nastri adesivi colorati.
Se volete ne riparleremo.

Tengo queste due risorse importantissime a portata di mano, agganciate alla copertina rigida a margine delle pagine, così sto un attimo ad annotare ciò che manca e a verificare il supermercato in cui andare a fare la spesa.











Altra novità.
Tra una pagina mensile e l'altra ho inserito le pagine settimanali.
Stampa a sinistra e buste in plastica trasparenti a destra.
A sinistra segno scadenze, attività dei figli e appuntamenti.
A destra inserisco bollettini, impegnative, annotazioni particolari relative alla settimana in corso.
Niente più fogli sparsi o appesi al calendario.

















Se ce l'ho a disposizione, con una graffetta fisso anche un estratto conto recente, così ho la misura del tracollo finanziario in corso e mi metto l'anima in pace.
(si vede in alto, nella settimana 20-26 ottobre... inutile che tirate gli occhi: è piegato a metà, comunque c'è ben poca cosa, #sapevatelo)





In questo modo, nella pagina mensile posso inserire i dati essenziali delle spese, gli appuntamenti importanti per avere tutto ben visibile a colpo d'occhio.
Sto utilizzando il prospetto del 2014 di cui avevo già parlato qui, messo a disposizione da Giorgia de La casalinga ideale in questo post.
Per il 2015 ne disegnerò uno io, completamente personalizzato per le nostre esigenze.
Ed è quello che consiglio di fare a tutti, se vi piace pastrocchiare con colori e righelli.





Una novità di ieri è poi una striscia in plastica verde da spostare di settimana in settimana, che ha la funzione di organizzare i post per il blog, così da capire quali sono le giornate dedicate ai nuovi strepitosissimi appuntamenti su questi schermi.
Che è inutile illudersi, i bei tempi di un post al giorno sono belli che andati.

In questo modo posso annotarmi sui post-it  gli argomenti che vorrei trattare e tento anche di disporli nelle giornate meno impegnate (qui ho provato a utilizzare quelli in plastica che si usano come segna pagina).
Tanto poi cambia tutto ogni due per tre, ma almeno non mi scordo le idee brillanti che mi si affacciano alla mente nei momenti più impensati.
Chiaramente i post-it viaggiano sempre con me, ma questo lo vedremo in un altro post.


L'ultima pagina del planner consiste in un promemoria per gli anni a venire, dove inserire le scadenze di vaccinazioni, appuntamenti a lungo termine e tutto quello che dovrò ricordarmi di segnare nella nuova agenda.


Terminata la parte di agenda vera e propria, ho inserito due buste contrassegnate con etichette ben precise: PER DICHIARAZIONE REDDITI e PER ISEE.
In questo modo posso inserirvi, man mano che arrivano durante l'anno: fatture, estratto conto di fine anno, pagamenti di assicurazioni varie, scontrini della farmacia riportanti il codice fiscale e pagamenti dei ticket medici.
E nel periodo di aprile-maggio ho già tutto pronto in due buste, anziché rincorrere le duecento cartellette dedicate.


Tutto questo è volutamente hand-made, come dicono i bravi, ossia (a parte i fogli mensili di Giorgia) è creato con carta e penna/pennarello, per rendere più nostro possibile il quaderno.
Nulla vieta di andare in cerca di stampabili già pronti e gratuitamente scaricabili, o di creare le paginette da sé, con i normali programmini per il piccì.


Che dite?
Ricordo bene che alcuni di voi sono già muniti di aggggenda, ma altri arrancavano tra fogli e fogli svolazzanti: come va?
Avete trovato qualche idea interessante?
E sicuramente qualcuno di voi ha qualcosa di utile da proporre: avanti, diteci la vostra! ^_^

martedì 21 ottobre 2014

e torta sia. e di motivazioni random

Tadaaaaaa!

Ecco la tortina nirvanosa per la nostra quattordicenne ^_^



































La ricetta è sempre la nostra torta allo yogurt, gusto vaniglia e ripiena di crema alla nocciola, come da richiesta della ragazza.
Ottimi gusti, direi ^_^




L'idea per la decorazione mi è arrivata dalla Rete, su consiglio di Giulia (grazie <3).
Non ne conosco il link, sorry.


Insomma siamo vivi.
Ecco.
Qualche giorno di assenza per riprendere ritmi civili, o quanto meno umani.
Ma mi sa che non ci siamo mica.
Tanto per dire, questa settimana i conti delle ore non tornano.
Preciso che lavoro in un part time di trenta (30) ore.
6+6+6+13+12=43



Questa mattina, stufa di rincorrere sempre impegni e scadenze, mi sono piazzata al tavolo della cucina con tutto l'armamentario di agende e quadernoni e ho riportato l'ordine.
Ho perfino programmato alcuni post sulla gestione di quaderni e agende.
Tanto per dire.
Ho fatto gli straordinari.
Diluvierà e sarà tutta colpa mia, #sapevatelo.

Tutto qui, per oggi.
E' stato un periodaccio lungo e tormentoso, ma ne stiamo uscendo.
Anche grazie ad alcuni messaggio subliminali in cui mi sono imbattuta negli ultimi giorni...


Questo sarà mio appeno riesco a tornare in quel negozio.
Cioè LE MAMME CE LA FANNO  di Elisabetta Gualmini.
Anche solo per il titolo.
Comunque mi ispira anche la presentazione.







E questa è la Coca Zero che mi ha accompagnata nella preparazione della torta per il compleanno.









Ora devo assolutamente volare alle millemila che mi aspettano prima del lavoro.

E chiedo infinitamente scusa se non commento quasi più quando passo a leggere i blog amici... dedico ogni secondo libero alla navigazione bloggifera, ma praticamente solo dal telefono ed è un'impresa ogni volta...
Ma vi leggo e ammiro la dedizione di ognuna di voi.
Vi invidio anche un pochino. 
Confesso.

A presto ragazzi ^_^



venerdì 17 ottobre 2014

e sono 14 ! qualcuno diventa grande...

Ci siamo, oggi la cucciola compie 14 anni.
Potrà compiere anche 50 anni, che sarà sempre la nostra cucciola.
Poco da fare.

Se ripenso a un anno fa, mi pare impossibile siano trascorsi solo 12 mesi.
In questi ultimi 365 giorni la nostra ragazza è cambiata tantissimo, è cresciuta, è diventata più matura.
Le nostre discussioni sono memorabili e ci sono giornate in cui ogni dettaglio è degno di scontro acceso.
Mentre altri giorni sono parole dolci e coccole.

Lei sa che può farlo, può utilizzare noi genitori come una palestra, per allenarsi alla vita, al mondo, può imparare dove finisce il proprio mondo e dove inizia quello dell'altro, iniziando a gestire le proprie emozioni e le proprie reazioni considerando importante la conseguenza, non solo il proprio punto di vista.

Quest'anno, visto che ha iniziato il liceo e ha un sacco di amici nuovi, ha scelto di festeggiare restando fuori a pranzo, un trancio di pizza e via.
Questa sera non sarò a casa per strapazzarla a dovere, ma domani sarà la sua giornata e una torta speciale l'attenderà... 

L'emozione dei suoi compleanni è sempre fortissima, perché in qualche modo segna l'inizio della nostra Vita come Famiglia.
Ha un valore aggiunto, insomma.

Quindi, cari miei, vado a preparare la sua sorpresa... non vedo l'ora di immergermi nel suo mondo di quattordicenne <3

tanti auguri Cucciola mia

mercoledì 15 ottobre 2014

#nunglielapossofa'

Alura.
Non si può fare.

Programmazione giornata intensissima, con sette (dicesi SETTE)  commissioni in mattinata.
Ma strutturando bene il tutto, raggruppando a zone e con orari scanditi con razionalità #sipuòfare.
Così domani mi posso dedicare a organizzare e preparare il compleanno della quattordicenne.
Urca, quattordicenne.

Corsetta mattutina e via.
Così posso pure beneficiare della carica adrenalinica.

Marito whatsappa all'improvviso "Senti, per quelle cose che dobbiamo vedere, visto che oggi finisco prima, che ne dici se andiamo insieme?"
Sgrunt.
"...ok, aspe' che provo a rivedere l'aggggenda.... no, vabbhe, salto la corsetta e combino qualche faccenduola a casa, poi faccio il resto. Allora ok, ti aspetto a casa."

Lavatricio,  stendo come non ci fosse un domani, ma neanche un dopodomani.
Aggiorno agenda, annoto un paio di cose, sistemo quelle millemila carte.
Whatsapp del marito "Mi sa che salta tutto, qui va per le lunghe".
Uff.

Mi preparo tutte le scartoffie per il giro che a questo punto dovrò fare in frettissima.
Esco e inizio il giro.
Bancomat con fila chilomentrica (ma che è, oggi tre per due?).
Comune per cambio medico della quasi quattordicenne.
Altra fila.
Mentre attendo il mio turno, il marito messaggia "Se vuoi vado io in pomeriggio a pagare la bolletta e la tasi (tassa immondizie del nostro comune) che scadono oggi e domani, così riusciamo a uscire come avevamo detto!"
Io, leggermente alienata a questo punto "Se riesci... ti lascio anche il libro da ritirare, l'ultimo per la scuola, che Chicca ha urgenza ed è finalmente arrivato."
In mancanza di risposta immediata, attendo 1 minuto la mia chiamata allo sportello, provvedo al cambio medico in cinque minuti e mi fiondo alla macchina. Chiaramente il mercoledì c'è mercato e il park è lontanissimo.

Parcheggio in strada, volo in casa... e lui è là, bello rilassato. "Avrei bisogno di farmi una doccia, che oggi sono stato in capannone e lì dentro c'è un odore terribile."
"Ma scusa, non avevi detto che potevamo uscire come avevamo deciso ieri... se ti devi sdocciare non ce la facciamo... e le scadenze non posso mica rimandarle... e la libreria poi chiude...Cacchiarola adesso mi è saltata tutta la mattinata!"
"Bon, ma ti avevo detto se vuoi.... mica era deciso..."

A questo punto lo abbandono al suo destino, volo in auto e via verso la libreria.
Sul filo del rasoio, mentre sta per chiudere, eccomi lì a ritirare l'ultima copia del testo per la figliola.
Se avessi aspettato domani, chissà se lo avrei trovato.

A quel punto mi sono fermata alla coop.
Nevrotica come pochi.
Ho fatto incetta di frutta.
Che quando sto così, sento il bisogno di frutta... per purificare tutti i pensieri malsani, probabilmente.
[I Kinder che avevo acquistato ieri per una merenda speciale per i ragazzi (pane e kinder) è rimasta senza companatico ben un'ora prima. Altro che equilibrio instabile, qui la cioccolata dolcissima fa miracoli.]
Mi sono spazzolata 8-dico-8 susine maturissime e una banana al volo prima ancora di arrivare a casa.

A casa il caos e la devastazione post-rientro-dei-bufali-da-scuola.



Alura, no?!
Si diceva...

Oggi #noncelapossofare.
Anzi, proprio #nunglielapossofa'

E non potendo declutterare il marito (o quantomeno quella parte di lui che lo porta a sconvolgere le vite altrui con la nonchalance di un ballerino di flamenco), lo scrivo qui.
Che so che voi mi capite.
E che siamo in tante, sorelle.
Non tutte, ma tante.

Magari quando sarò alle prese con il compleanno della quattordicenne sarò un tantino più calma, eh!? 
Promesso.

Ok, sono pronta per andare al lavoro.
Baci.

lunedì 13 ottobre 2014

un week end colorato e profumatissimo e #100happydays

Patti mantenuti. 
Week end di tutto tranne che di pulizie.
Quanno ce vo', ce vo'.

Un sabato coccoloso. 
Io e nanerottolo, quello che a momenti mi voleva sbosare e un'attimo dopo lanciava minacce di abbandonare la sottoscritta al proprio destino.
E poi dicono che siamo noi donne ad essere volubili...

La pizzata serale ha soddisfatto tutti, anche i più reticenti ad assaggiare gli ultimi esperimenti (new entry della settimana: mozzarella, brie, noci, cipolla di tropea e pera. Non dico altro: slurp.).
Che poi un calzoncino classico ripara a tutti gli slanci creativi.

Intanto finivano di raffreddarsi i muffin preparati dall'undicennela trecciona proposta dalla Simo sul suo blog















L'ho adocchiata ed è stato amore a prima vista. Ed è stata (anche) nostra. 
A base di ricotta, che la rende morbida e leggera. 
Chiaramente ho modificato un tantino la ricetta (farina di grano saraceno al posto di quella 00, zucchero di canna integrale...), ma oramai sapete che a me piace sperimentare.
La consiglio per la colazione o la merenda di mezza mattina: golosa ed energetica, senza esagerare!





A proposito dei muffin (la ricetta è quella della torta allo yogurt, con variazioni di farine a piacere)... la foto che li ritrae fa parte della mia collezione di #100happydays , ossia 100 foto (pubblicate una ogni giorno su un social a scelta) per mettere in evidenza ogni giorno un attimo di felicità, un motivo di gioia.
Io la sto portando avanti sul mio profilo di fb, se l'idea vi stuzzica, potete andare a questo link per saperne di più.


Sei capace d'essere felice per 100 giorni di fila?

Al termine dei #100happydays si può ricevere un libricino che racchiude le proprie 100 foto... carino, no?
Io trovo che sia un'idea simpatica al di là del librino, per ricordarci delle piccole cose che spesso danno una luce speciale ai momenti difficili.

E come sempre ho divagato.
Pace.

La serata del sabato è proseguita con la riorganizzazione del nostro quadernone di bordo, sempre più diviso per categorie e sempre più funzionale.
Non posso dire di essermi divertita, ma la soddisfazione è parecchia, ammetto.


E la domenica...


Coloripertutti!!


Avevo preannunciato rotolini della carta igienica, colori e colla.
Ne è venuto fuori un sacco di colore ovunque, molte maniche spennellate, ciabattine in pendant, unghie a strisce e un portapenne coloratizzzzzzimo!




L'ispirazione risale a qualche mese fa, quando la figliola ha detto "ma guarda che portapenne simpatico!" mostrandomi una foto da un sito non ben definito della Rete (tant'è che non ho ritrovato quell'immagine nemmeno dopo mesi di ricerche...porcapaletta!).

Non so chi ringraziare per l'ideona stratosferica, ma è stato un successo.
Abbiamo colorato con le tempere i rotolini, i rotoloni, i tubi lunghi tagliati a misure diverse, le scatoline carine... tutto a creare un cielo con sole e arcobaleno.
Ricoperto di cartoncino azzurro una base di cartone rigido e attaccato tutto con colla a caldo (ma la vinavil andrà altrettanto bene) e infine spruzzato una vernice trasparente per isolare il colore ed evitare di macchiare eventuali manine umidicce al lavoro.




Papone ha commentato "che bella cittadina di cartone".
Vabbhe. 
L'arte (del riciclo) non può essere compresa da tutti, no? ^_^
Mi sa che a questo punto dovrò riorganizzare la scrivania, perché intendo utilizzare questo nuovo organizer proprio qui, vicino al piccì!




E magari ne vorrà uno uguale anche nanerottolo, tutto per sé, da mettere in camera sua, visto che mentre si lavorava si è preso appunti su appunti...





venerdì 10 ottobre 2014

è finita, la settimana è finita

Per capirci.
Ecco dove ero finita.
Giornata tipo: ieri giovedì 9 ottobre.


Chiaramente seguono gli ashtag 
#noncelapossofare
#muoro
#cosìnonfunziona

Ecco.
Non ero schiattata, ma quasi, insomma.
E questo è solo un esempio a caso, dopo l'ennesimo cambio turno, che ora vorrebbe io fossi puntualmente alle 16 in sede almeno quattro pomeriggi a settimana.
Ma nemmeno per sogno!
Colleghi che staccano prima, che nemmeno avvertono... e io dovrei rinunciare anche a vedere il mio piccoletto? 
Nun ze ne parla nemmeno!
Manipolerò senza ritegno il capo e mi ritaglierò almeno una mezz'ora col mio cucciolo. Tzè.

E quindi stop al momento-giustifica.
Parliamo di cose serie.


Mi sono presa la mattinata per me.
Oooooollllà!
Corsa (con la pioggia!), doccia, letture varie.
La casa è un macello, ma chissene.
Io ho da vivere, anche!

Quindi, dopo aver sprupolato il piccoletto questa notte (l'ho trovato sul mio cuscino, 'stanotte. Mi ha appoggiato la schiena al petto e ha farfugliato "abbracciami così"), oggi e l'intero fine settimana ci godremo a vicenda, impastando dolci, pizze e quant'altro (questo sarebbe il suo programma).
Magari riordinerò le scartoffie che si vanno accumulando sul tavolo senza più ritegno, toh.
Correremo dietro agli impegni dei due fratelloni (senza dubbio posti diversi alla stessa ora), daremo una sommaria sistemata alla nostra tana, ci faremo lunghi bagnetti con le bolle e magari ci guarderemo un bel film. 
Ecco. 
Tutto in due giorni e mezzo.
Si può fare!

Abbiamo una bella scorta di rotolini della carta igienica oramai liberati dalla carta... e le idee frullano come nel mixer.
Carta colore colla.
Sì, lo faremo.





Avevo davvero un sacco di idee e argomenti in testa questa mattina, ma poi la pioggia ha lavato via tutto ed è rimasta solo la voglia di casa, calore e tea caldi.


















Che farete voi in questo week end autunnale?
Vi coccolerete, lavorerete ...o magari viaggerete?


Noi saremo qui, a viverci l'un l'altro ^_^

lunedì 6 ottobre 2014

condividere i ricordi con i figli: emozioni fortissime

Quando non scrivo sono altrove.
Lo sapete.
Sicuramente non a dormire, nonostante tutte le mie buone intenzioni.
Scema io. Prima o poi imparerò.




Comuuuuunque, da venerdì mattina mi è stato impossibile accendere il piccì.
Venerdì lavoro 16-23, sabato turno sovrumano 8,30-23 comprensivo di tre ore al freddo e al vento per una partita di calcio, domenica spettacolare: abbiamo partecipato assieme alla mia mamma a un pellegrinaggio a piedi fino a un Santuario che non vedevo da tempo,  a Castelmonte.

Giorni intensi e piuttosto ingombranti: hanno debilitato il mio fisico (le scarpe per correre NON vanno d'accordo con sentieri e strade ricoperte di sassi, specialmente dopo tre ore in salita e due in discesa), hanno fatto saltare tutti i piani di pulizie che avevo programmato (la casa ora sembra è reduce da un tifone violentissimo), in compenso ci hanno portato una sferzata di emozioni fortissime.

Arrabbiatura da presa in giro nei turni di lavoro.
Che quando tra colleghi non funziona, la faccenda è tragica.

Ma felicità infinita nel trascorrere la giornata con i miei pargoli in un posto (Castelmonte, appunto) di cui ho un sacco di ricordi di ragazzina. 
Un posto che fa riflettere, che infonde calma, che rimette in contatto con sé stessi, anche dopo le burrasche della vita.




Una giornata di noi, di pace, di bosco e poco più. Di quadri (migliaia e migliaia ovunque) raffiguranti PGR ossia per grazia ricevuta. Che se anche uno non è credente, ti fanno riflettere sulla tua vita, sulla tua fortuna di ogni giorno.
E quella carica di fede che si respira a ogni gradino del Santuario.
E incontrare persone conosciute, lassù proprio lo stesso giorno per pura coincidenza, venute lì' a "far respirare l'anima".


E il percorso del rientro, ancora tra i boschi, questa volta noi cinque da soli.
Le castagne che ci chiamano "prendimi prendimi".
E si fanno apprezzare fin dal profumo, mentre arrostiscono in padella.




















Un fine settimana intenso, ricco e sconvolgente.

Ieri sera, dopo aver imbustato i ragazzi scatenati, mi sono concessa un momento per riassaporare la giornata, ripensare a quando quegli scalini li percorrevo con i miei amici, a quando comperavamo i nodi di liquirizia che ho dovuto fa assaggiare anche ai pargoli (ma voi ve li ricordate?), a quando quel pellegrinaggio era un appuntamento fisso di inizio anno (scolastico).

E ho ripensato alle facce curiose dei cuccioli nel percorrere quegli stessi corridoi, nello scorrere quei dipinti, nel rendersi conto della propria salute e della propria felicità.

Voi avete mai con diviso i luoghi speciali, gli angoli particolarmente significativi della vostra giovinezza con i vostri figli?
Come hanno reagito?
O avete condiviso con i vostri genitori quelli che sono stati cari a loro?
Che sensazione avete provato?

giovedì 2 ottobre 2014

pensieri positivi, collaborazione fraterna e i nonni: è il 2 ottobre!


All'incirca... 
"La felicità si può trovare
 anche nei momenti più bui.
Se solo ci ricordassimo
 di accendere la luce."

Come iniziare questa giornata meravigliosa se non con una frasina altrettanto meravigliosa attribuita ad Albus Silente in persona?
Se non conoscete Albus Silente, significa che non conoscete Harry Potter e questa non è cosa buona e giusta. 
Rimediate al più presto, anche i film vanno bene.
Facciamo un'eccezione.



Questa mattina (se non fosse già chiaro dal tasso di adrenalina che ho in corpo e che si sta riversando sulla tastiera) sono uscita a correre.
Punto.
Non voglio propinarvi un altro post sui benefici dell'attività fisica, su quanto faccia bene e dia una bella spinta anche al nostro umore.

No, non lo farò.
Però sappiate che uscire di casa con le scarpe più comode che avete e farvi trasportare dai vostri pensieri, potrebbe essere quel qualcosa in più che vi mancava per ricominciare a prendere in mano voi stessi e avere cura della vostra salute.

Se poi è la scusa per uscire di casa in condizioni allucinanti, con i capelli buttati indietro, le scarpine dai colori in-abbinabili e la tutina aderente che mi vergognavo perfino a provare (dico solo che l'avevo comperata per mia figlia... vedete che serve a qualche cosa correre?!?!)...
Perché no?
Comunque una foto in tali condizioni qui non l'avrete mai.
Accontentatevi della versione #primacheparto, #selfietidetesto con l'occhiale salva occhiaia.
Le ombre sinistre dovute alle 4 ore e mezza di sonno ve le risparmio.

Insomma, correre dà anche parecchio coraggio.
Altrimenti non si spiegherebbe quella foto lì e il fatto che io abbia sorpassato un paio di leoni allo stato brado cani enormi senza fare dietro front all'istante.


Ma oggi, giovedì due ottobre, è anche la festa dei nonni.
Si trovano ovunque idee, suggerimenti, ispirazioni per aiutare i nostri piccoli a creare qualche cosa di carino per i nostri nonni.
Anche io mi ero data alla ricerca selvaggia.
Ma poi...
Ma poi ho trovato sul fido MammaFelice un piccolo libricino di pochissime pagine con lavoretti, canzoncina, disegni da proporre ai nostri cuccioli.
Ho scaricato (è gratuito), ho stampato, ho aggiunto alcuni cartoncini colorati e ho appoggiato sul tavolo del salotto, con una scritta sopra.
Ho pensato che, per quanto la grande sia grande e il piccolo sia piccolo, con la mediazione e la genialità del medio, qualche cosa avrebbero potuto tirare fuori.
Da soli, senza mediatori culturali a separarli in caso di scontro nucleare.

Niente aiuto da casa, telefonate ai parenti, aiuti dal pubblico.
Tutto un lavoro da fare solo loro tre, parlandosi e integrando le idee.

Voi non ci crederete, ma ci sono riusciti.
E nessuno è stato morso.

Io ero al lavoro, quindi non ho messo becco.

Penso che questo sia il regalo più bello che i nonni possano ricevere dai loro nipotini: il risultato di armonia e di un lavoro condiviso, per mettere in evidenza la cosa più importante: quanto vogliono bene ai loro nonnini.


Siccome il nonno-tecnologico ci legge sempre, non posso anticipare qui il frutto del loro brainstorming pacifico, quindi questa sera aggiornerò il post con le foto del loro manufatto.
Avete pazienza, vero? ^_^

Che fate voi per i nonni della vostra famiglia?
Li avete vicini?
Sono ancora con voi?
Dedicate loro un pensiero?

Ma quanto ci piace questa festa, anche se abbiamo iniziato a onorarla solo da alcuni anni!

Auguri a tutti quei nonni 
che amano i propri nipotini 
e che lasciano per sempre 
nel loro cuore 
insegnamenti di saggezza 
e amore incondizionato. 

Auguri ai nostri nonni!!!
Vi vogliamo... benissimo !


Aggiornamento

Come promesso, a regalo consegnato nelle mani nonnifere, ecco il lavoro a sei mani dei nipotini ai loro angeli preferiti: i nonni!


Fuori...





...e dentro!

Sono riconoscibili le tracce dell'arte cinquenne, undicenne e tredicenne.
Ben miscelate e simpaticamente coniugate ^_^

ps: un uccellino mi ha raccontato che qualcuno ha versato gran quantità di lacrime, quando gli è stata criticata la barba disegnata sul volto del nonno...



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