martedì 30 settembre 2014

colore e organizzazione: la carica giusta!


Benvenuti al mio tavolo!

Così si presenta 'stamattina la tavola della mia cucina, ingombra di qualsiasi cosa, dai libri finiti di copertinare (almeno questa ennesima rata... ma quando finiscono?), l'impegnativa per un controllo di routine per il piccoletto (e dopo 4575846488 telefonate in due giorni per prenotare la visita, il numero risulta ancora occupato), scatole con il necessario per gestire l'agenda, tazza di tea verde alla vaniglia, agendazza.
Oggi mi pare di avere ore a sufficienza per recuperare tutte le faccende e gli impegni che dovevo combinare ieri, ma che, una volta impostato il piano d'attacco, ho dovuto rimandare perché al conto mancavano tre ore.
Solo.
Perché tocca anche andare al lavoro, ahimè.


"Ma coma fa a far tutto?". (link al trailer).
Diceva il film.
Faceva in modo un tantino irreale, la nostra Sarah Jessica Parker.

Nella vita reale basta una bella agenda, un orologio, energia e voglia di fare.
I tanti impegni che ci sono da sbrigare vanno organizzati, pensando ai tempi necessari, agli spostamenti, a quei momenti che diventerebbero tempo perso.
Non sto assolutamente dicendo che si debba riempire ogni minuto libero di cose e cose e cose, ma spesso ci si trova dover affrontare periodi impegnativi e si rischia di farsi sopraffare, di perdere la bussola.
Agendarsi e dotarsi di orologio, innanzitutto.
E poi fare una bella lista, scriverla, seguirla passo passo.
Vedrete a fine mattinata (o pomeriggio) quante cose ci stanno in quattro ore.

Ma è fondamentale fare una cosa, per riuscire a essere sempre attivi ed energici:

Ritagliarsi dei tempi solo per sè.
Assolutamente.
Imprescindibilmente.

Chi legge, chi si diletta in cucito, in cucina, in pittura, in di-tutto-un-po'...

Io corro.

L'avevo già detto?

Io corro e scarico le nevrosi del lavoro.
Corro e respiro.
Corro e seguo il mio ritmo.
Corro e mi immergo nella pista.
Corro e scendo dal mondo.
Corro e mi ripaga la soddisfazione.
Corro e brucio calorie.
Corro e mi sento libera.
Corro e mi alleggerisco ad ogni passo.
Corro e non spendo un euro di palestra.
Corro.

Poi corro a fare la doccia e inizio la giornata con l'adrenalina che mi aiuta a mantenere alta l'attenzione.
E poi, dopo pranzo, quando possibile, mi ritaglio una mezz'oretta di recupero.
Perché c'ho un'età.

Ad esempio oggi, tra le millemila, c'è anche in progetto una bella tortina, per le merende degli studenti.
Che gusto?
Accetto proposte nuove da aggiungere alle classiche vaniglia, limone e cioccolato!!!

giovedì 25 settembre 2014

mamme crescono

Oggi è il suo tredicesimo giorno al liceo.

Io la guardo.
La osservo.
La studio.
Come se non la riconoscessi.

Io, mamma apprensiva, mamma attenta, mamma curiosa e irrequieta... io sto cambiando.
Crescere con lei, la quasi-quattordicenne è stato naturale fin dal primo giorno.



"Mamma, domani avremo un'ora di lezione in meno, potrei fermarmi con i miei compagni a chiacchierare e fare due passi? ... prendo l'autobus solito".
"ok, se decidete di andare in giro, però, avvisami.".
Lei mi guarda con occhi pallati e increduli "...occhei...".
Poi lei non chiamerà, perché quando è in giro con i suoi nuovi compagni di classe, si scorda di avere una famiglia, ma questo è un altro discorso.

"Mamma, senti, ci stiamo organizzando per andare a salutare i prof delle medie... dovrei prendere un'altra linea di bus..."
"Ok, avvisami che ti passo i biglietti singoli che mi sono avanzati. Con il tuo abbonamento non puoi salire su quella linea.".
Occhio pallati e "...occhei...".

"Mamma so che a te non piace per niente, ma sabato vorrei andare al centro commerciale con le  mie amiche... daaaaiiii, è tanto che non te lo chiedoooo.... solo questa voltaaaa...".
"Si può fare... tanto anche io dovrei portare lì tuo fratello a comperare le scarpe nuove. Facciamo così, verso le tre ti lascio lì e ci sentiamo verso le sei-sette... ok?"
"...senti... ma potrei andare in quel negozio... quello che mi piace tanto... una mia amica ha trovato una maglietta bellissima... posso comperarla anche io? è proprio come piace a me, e anche il colore... e ci sono i saldi, eh!"
"In effetti sei a corto di t shirt... se ti piace davvero e sai che si abbina ai soliti pantaloni, facciamo che la puoi prendere... ricordami che ti lascio i soldi.".
Di nuovo, occhi pallati e "...occhei...".

disegno della mia cucciola <3


Papolo mi ascolta e si meraviglia del fatto che io sia così tranquilla, così ...diciamo permissiva, davanti a quasi tutte le richieste che lei avanza.

E anche io mi ascolto.
E fatico a riconoscermi.
Sono sempre stata piuttosto rigorosa (che secondo me è un bene), alle volte debordavo nell'essere rigida (che invece è l'eccesso di rigore, non prevede eccezioni o elasticità).
Un po' per paura, un po' per ansia.
Un po' perché se ne sentono così tante che la sola idea di lasciarla andare in giro da sola mi metteva i brividi.
E poi è femmina. E di uomini orribili è pieno il mondo.

Mentre ora che ha iniziato il liceo mi pare che tutto sommato, si può fare.
Non so come, non so quando, non so dove... ma qualche cosa è scattato nella mia testa.
Lei ora è autonoma, si alza al mattino alle 6-6,15, fa colazione, si prepara e prende l'autobus presto per arrivare a scuola mezz'ora prima della campana.
Fa tutto da sola.
E io la lascio fare.
Acquisisce ogni giorno un po' di sicurezza in più.
La sua autostima si sta rafforzando.
All'inizio temeva addirittura di perdersi nel tragitto fermata del bus - scuola.
Ora elabora vari piani di spostamenti, in caso dovesse perdere il solito bus, o in caso all'ultimo momento ci fossero variazioni di orario delle lezioni.
DA SOLA.

Pian piano lei si sente più sicura, si conquista un'autonomia che non avrei certo pensato arrivasse adesso e tutta in una volta.
Non pensavo che sarei stata capace di lasciarla andare così, con serenità.
Andare per la sua strada, intendo.
Decidere con la sua testolina di adolescente.
Mi vedevo in ansia perenne, in agguato dietro l'angolo o dietro le tende per essere sicura... di cosa, poi? 
Che fosse viva? 
Che non frequentasse gente poco raccomandabile? 
Che non la tirassero sotto mentre attraversa la strada?

Ecco, è questo il punto.
Cosa potrei farci io nel caso lei facesse una di queste cose, o le capitasse un incidente? 
Nulla.
Non è certo per il mio pensiero costantemente rivolto a lei che la sua vita sarà (spero) lunga e felice.
Non sarà certo per la mia paura se lei si salverà da compagnie strane.

Lei ora cammina da sola, sceglie la propria strada, incontra i compagni di viaggio che io non conosco.



Lei è cresciuta.
E con lei anche io.

martedì 23 settembre 2014

iniziare con il piede giusto

Ho iniziato.
Robe da non crederci, ho iniziato il programmino di faccende di casa strutturato da Linda con le settimane dedicate a singole stanze.
Soddisfazione massima, già al primo approccio.
Si tratta di pulizie organizzate, miste al famoso decluttering.
Ma un pochino al giorno, con il timer alla mano.
Mi piaaaace.
Oggi per me era prevista in cucina la parte di decluttering, appunto, e nonostante io abbia da mesi iniziato a eliminare ciò che restava in fondo a cassetti e mobiletti a prendere polvere... ho buttato fuori un bel po' di cosette.

Purtroppo oggi era il giorno di recupero di papolo.
Era a casa.
Dico purtroppo perché lui e l'ordine proprio non si conoscono. quindi mi guardava lievemente alienato.
Il peggio è successo quando è andato a rovistare nel cumulo di cose da eliminare e ha tirato fuori "quei bicchieri lì che non posso fare senza"
"ma amore, saranno tre anni che non li usi!"
"non dire così... e se capita l'occasione?"

Ho capito che queste cose vanno fatte in solitudine.
Altrimenti diventa un tira-molla.
Anche la grande avrebbe voluto tenere "quella ciotolina che mi piace tanto"
"per farci cosa, di grazia?"
"non so, ma mi piace".

Basta, eh!
D'ora in poi li sbatto tutti fuori casa, quando lavoro!


Meno male che c'è il piccoletto, che con la sua energia (nonostante oggi sia stato all'asilo fino alle 16!) ha travolto l'equilibrio instabile trascinandomi in una interminabile partita di Pictureka... non so se conoscete tutti...


Vi giuro che ho iniziato a vederci doppio, con quei disegnini minuscoli e intrecciati da riconoscere nella mischia!

A tenermi ben salda sulla sedia ci ha pensato sempre lui, il nanerottolo che non ha smesso di chiacchierare per due secondi di fila.













E comunque il pomeriggio è stato molto istruttivo: abbiamo capito che il nord si è spostato.
Dove?
"Prima era di là, adesso è di qua. Vedi che si è spostato?"

E come dargli torto?






Da domani ci mi attende un gran lavoro (ma in effetti non pesante) di dettagli nella riorganizzazione degli spazi in cucina: se prima mi veniva il mal di mare perché non sapevo da dove iniziare, ora so che un pezzetto alla volta riuscirò a ri-impossessarmi di tutti gli spazi.

Però vi confesso: 
stare in cucina per tutto quel tempo senza cucinare nulla... mi mette agitazione, eh!

domenica 21 settembre 2014

se hai voglia di dolcetto, bastano 4 minuti

Un altro week end a casa... mi sto abituando troppo bene.

E come si fa a non approfittare di tutto questo tempo per...
...cosa? mica stavate pensando "per fare pulizie" o "per fare decluttering", o "per riordinare la camera del pazzo"... vero?
Tra l'altro: per la camera mi sono bastati 5 minuti: ho messo tuuuuutto in un sacco enorme che ho appoggiato sul letto assieme ai cestini da svuotare, ho spazzato tutto quello che stava sotto al letto... et voilà: lui è strisciato in casa in stati pietosi rientrato dalla gita e dopo la disinfezione in autoclave doccia si è ritirato in clausura a sistemare il tutto.

Nooooo. in questo tempo che abbonda si fanno esperimenti!

Era già da tempo che una ricettina sfiziosa mi stuzzicava... la colazione di una domenica mattina è stata l'ottima occasione per testare.
Cosa rapida e pulita.
Ok, magari pulita solo per chi parte con le idee chiare e rispetta le ricette alla lettera... a me piace variare, provare combinazioni e sapori differenti.
Però è davvero speedy. 
Quattro minuti netti dal nulla alla torta bella e cotta.

L'avete sentita senz'altro nominare, la Tortazza, la torta nella tazza.

L'ultima volta che l'ho letta è stata su La casalinga ideale della incredibile Giorgia e, molto ingolosita, ne ho salvato la ricetta.
Servono solo un cucchiaio, un cucchiaino e una tazza tipo mug. Io ho aggiunto un mini frullatore, giusto per dare quel tocco di sporchevole in più.

Gli ingredienti base li trovate da Giorgia, io propongo le mie modifiche: tanto per cambiare ho provato a sostituire l'uovo, che secondo me si sentiva troppo, viste le dosi ridotte degli altri ingredienti. 
La prima tortazza (con gli ingredienti originali, al latte) è stata un successo.

...non è la foto scura, è la torta al cioccolato!


La seconda versione è stata questa, senza uovo e con farina e zucchero rivisti.

3 cucchiai di farina (io ho provato con quella di grano saraceno)
1 cucchiaio di cacao amaro
3 cucchiai di zucchero di canna
1/2 cucchiaino di lievito per dolci
1 cucchiaio di olio di semi di mais
1 pizzico di sale
1 tazzina da caffè di latte a scelta
1 cucchiaio di farina di ceci 
3 cucchiai di acqua

Mescolare tutto in una tazza mug (io ho utilizzato la tazza del frullatore per essere sicura di non avere grumi!).
Acqua e farina di ceci sostituiscono l'uovo.
Infornare nel microonde per 3 minuti alla potenza di 800°C.
Estrarre senza scottarsi e assaggiare, appena la temperatura lo consente.
Io mi sono scottata, per la cronaca. Troppo golosa.

La terza versione è stata uguale alla seconda, ma con la tazzina da caffè... di caffè, al posto del latte. 
For adults only, cacao e caffè... tutta da provare!


La consistenza non è certo quella della torta classica, è più densa, quasi gommosa, comunque ben cotta!
Comunque è ottima, la immagino accompagnata da frutta cotta, crema....
Ok, ora basta altrimenti mi viene lo sbavetto.


Tutto il resto del week end è stato casa e giardino e parco.
Il paradiso.

Purtroppo ora devo prepararmi per un turno del cavolo (così, in mezzo al nulla) al lavoro. Tipo 19-22.
Per tornare domani a riprendere le redini della selvaggia dimora.
Non vedo l'ora: incredibile ma vero ho deciso di iniziare a seguire il sistema elaborato da Linda su ORDINATA MENTE. Il mio sistema mi ha stancata.
Linda sei avvisata: se ti fischieranno le orecchie, sappi che sono io ^_^

Un buon inizio settimana a tutti ^_^

E ditemi: 
cosa gustate voi a colazione, quando avete un po' di tempo e volete viziarvi?

sabato 20 settembre 2014

tempo di recupero, chi dorme e chi no

...amiche paperelle che mi aspettate ogni mattina, vi tocca attendermi ancora un po'...

Se Maometto non va alla montagna...

Ecco, venerdì pomeriggio il tracollo ha avuto la meglio. 
Ancora in tavola, gli occhi mi si chiudevano e ho pensato bene di appoggiarmi una mezz'oretta sul divano... così, tanto per recuperare le forze in vista di un pomeriggio di faccende.
Mi ha svegliata papolo dopo due ore abbondanti di ronfamento.
Unico effetto collaterale: adesso sono bella sveglia.
Per il resto va tutto bene: il mondo non ha cessato di ruotare, nessun cataclisma si è scatenato sulla nostra casa, non è scoppiato nessun incendio.

Ho perfino finito di copertinare i libri degli studenti di casa, anche se una parte dei testi ancora è in stampa.  #robedanoncrederci

Così ho pensato di vivere questi giorni di recupero fisico e di organizzazione generale con mooooolta calma, anche se calma è un concetto piuttosto relativo, da queste parti.

Ma soprattutto non voglio sprecare energie per combattere contro gli eventi: la vita è spesso come una scatola di cioccolatini... diceva quello...
La nostra è più banalmente come una pesca di beneficenza...

...prima o poi ci capiterà anche un biglietto rosso, no?!


Veniamo a noi e alla nostra calma.

Vogliamo parlare delle condizioni allucinanti in cui il disgraziato medio ha lasciato la propria camera quando giovedì è partito per la prima gita scolastica?


Ho arieggiato i locali, ho lavato le lenzuola, ma sono molto indecisa: gli faccio trovare tutto in discarica, oppure sistemo io e gli presento il conto?
Torna sabato sera, non vedo l'ora.





...rifletto rifletto rifletto...


Comunque agli incedi pensa il nostro papone, che per cena si è fatto cuoco e ha esaudito il proprio desiderio di grigliata.

Sì sì, vedete bene che è una griglia elettrica, ma lui riesce a fare anche questo.

Insomma eccolo qui, il nostro concetto di calma.

L'aggggenda dice che sabato si faccenda tutta casa, visto che venerdì qualcuna ha dormito.
Fortunatamente posso sempre contare sul mio aiutante di fiducia, il cinquenne-tuttofare che ha dato il sostegno al papo per la cena. 
Non so se mi spiego.

In ogni caso... voi che fate sabato e domenica?
Spero riusciate a uscire di casa e relaxarvi a dovere!





Ultima nota di oggi: il blog BIMBA CREA della simpaticissima Annamaria (che scrive e crea da oltreoceano) festeggia in questi giorni due anni dal giorno del primo post... che ne dite di andare a trovarla???
Potreste essere fortunati ^_^






mercoledì 17 settembre 2014

ascoltare il proprio corpo

Oggi proprio me lo devo dire: sei una pirla!

Perché andare a cercarsele è cosa brutta e cattiva.
Andare a correre e rimanere a mezza strada a causa di dolori teribbbbili è da stupidi, soprattutto se a pensarci a posteriori sarebbe bastato prestare più attenzione ai segnali che il corpo mi stava dando.

Perché noi donne-aspiranti-Wonder-Woman (anche inconsciamente...) non ci fermiamo davanti a nulla, nemmeno a quel dolorino lì, a quel fastidio lì, a quel sintomo che ci sussurra 
"heyyyyy, dove pensi di andare? lo sai bene cosa ti sto dicendo: 
fermati, prenditi cura adesso di te, 
prima che io sia costretto a darti lo stop a viva forza!"
Ma noi NO. 
Noi avanti-tutta.
Capre.

Se uno dei nostri bimbi ci dicesse "ho il mal di pancia", "mi fa male un ginocchio", "mi pare che la testa mi scoppi"... noi non ci fermeremmo ad ascoltare la situazione con attenzione, forse?
E allora, perché non lo facciamo con noi stesse?

Parlo al plurale, perché so per certo che spesso e volentieri sentiamo un fastidio e ci diciamo "adesso passa", "non posso fermarmi", oppure "no, la mattinata dal medico proprio noooo!".

Quando impareremo che noi, il nostro corpo, la nostra salute in generale è importante sia per noi, che per tutta la nostra famiglia?

Vabbhe, scusate lo sfogo e il mea culpa, ma oggi mi detesto perché ho dovuto rimandare (quasi) tutti gli impegni a causa di cose così, sottovalutate e inascoltate.
Stupidaggini che si trasformano in problemini seri.

Non voglio tediarvi con i miei acciacchi causati (questo lo so per certo!) dallo stress e dalla tensione che mi porto avanti dall'estate (estate??? sì, dai, quella stagione che avrebbe dovuto stare tra giugno e settembre...).

Ma la riflessione che voglio fare con voi è proprio questa: quanto ci ascoltiamo?
Quanto diamo peso ai segnali che il nostro corpo ci manda?
E quanto invece ci trascuriamo con la scusa del "non ho tempo adesso"?

lunedì 15 settembre 2014

un lunedì per cominciare, un po' di colore per sorridere

E finalmente questo tanto atteso lunedì 15 settembre è arrivato.

...allelujaaaaa.....

La mia mattinata è stata intensa e fruttuosa, la questione ora sarà mantenere questo ritmo, ma pensiamoci un giorno alla volta, altrimenti la magia si spezza!

Inizio anno scolastico significa aggiungere alle millemila vecchie scadenze, una miriade di nuove voci soprattutto relative alle scuole, alle nuove attività, alle procedure da imparare (pure i buoni pasto funzionano in modo differente da quest'anno, tanto per dirne una...), ai nuovi orari.
Nuovi conti da tenere, nuove faccende da organizzare.
Ringraziando il cielo in queste due settimane sono a casa, altrimenti la vedrei difficile, parecchio difficile.

Si tratta infatti di riprendere in mano tutta l'organizzazione familiare, partendo dal nostro quaderno di bordo (ne avevo parlato qui), che prima era suddiviso per argomenti (scuola, mediche, orari generali...), mentre ora si sta modificando in sezioni per persona, così che trovare le informazioni sia più agevole.
Non avendo tantissimo tempo a disposizione giorno per giorno giorno, almeno una volta al mese sistemo le scartoffie degli ultimi 30 giorni, archiviando quello che va conservato (bollette, referti medici, fatture del dentista e simili) ed eliminando ciò che non serve più. 
Tanto per capirci, questa è la mole di lavoro arretrato dal primo agosto al 15 settembre ...

... #celafarò !

Sto anche elaborando una sintetica agenda settimanale nello stesso quadernone in cui sistemare tutto ciò che riguarda la singola settimana, così da non dimenticare nulla e da eliminare le montagne di cartelline e fogli sparsi sul ripiano della cucina.
Cioè vi infilerei le buste trasparenti che contengono prenotazioni, bollette, consegne delle scuole.
Chissà se riuscirò a rendere più immediato l'accesso anche all'altra parte adulta della famiglia, che tiene più che volentieri le distanze da tutto ciò che è burocrazia...

Lavori in corso oggi, quindi, per iniziare con una marcia nuova.
La mia tavola si presentava così, quando oramai avevo già sistemato il grosso del lavoro...


Ma di certo non posso portarmi in giro mezza casa, no?
Quindi utilizzo da sempre una agenda da portare in borsa, con tutte le cosine che servono al volo, idee, orari, piccole e grandi incombenze.
E perché non rendere tutta 'sta noiosa organizzazione un po' più sorridente e colorata?
E quindi ecco il pezzo forte delle mie giornate: la mia inseparabile segreteria agendozza!




Ritagliarmi qualche attimo per abbellirla e annotarmi tutto-tuttissimo è un'abitudine che mi rilassa e mi dà sicurezza, permettendomi di fare il punto delle mie giornate senza farmi venire l'esaurimento nervoso.
Perché pur sempre di faccende e cartacce si tratta!

Insomma, spero di avervi dato qualche ideuzza per dare un tocco di freschezza alle mansioni di noi #familymanager ^_^


Ma oggi c'è di più: se volete curiosare dentro casa nostra per spiare cosa succede in quel momento di panico-e-smarrimento che è l'inizio delle nostre giornate, potete andare da Koko, che oggi ci ha gentilmente ospitati per parlare di organizzazione mattutina!




Siete curiosi? 
Volete condividere le vostre tecniche di risveglio-speedy, o avete bisogno di qualche consiglio per dare un filo logico a quello che succede dal trillo della sveglia al momento in cui uscite di casa per andare al lavoro?
Per tutto questo e per qualche sorriso sulle nostre disavventure di donne-che-vorrebbero-essere-puntuali-sempre, passate a leggere il post di oggi... a casa ORDINATA MENTE !

domenica 14 settembre 2014

piccolo riciclo e biscottini con sorpresa

Alla fine, il nostro week end è stato... di tutto e di più.
Soprattutto (chiaramente) diverso da quello che avevo in mente.

Avevo preventivato riorganizzazione camere, stiro e ultimi copertinamenti dei libri di scuola... ma ciò che riesco a fare quando i figlioli sono in casa è ben poco, specialmente se sono incontenibili a causa del tempo ballerino (che poi, di rock&roll, mica ballerino di valzer!) e in preda alle ansie da rientro alla scuola dell'infanzia.

Libri copertinati: celo.
Stiro: manca.
Riorganizzazione camere: manca.

Al posto di queste faccende parecchio noiose, io e nanerottolo abbiamo dato sfogo a tutto ciò che ci è venuto in mente.

Vi piace il nostro fuori porta ricicloso & propiziatorio?
Qualcuno si è fatto prendere la mano dai i glitter...


L'avevo visto chissà-dove proposto come fiocco-nascita, ma a noi pace un sacco così: a dare il benvenuto davanti alla porta di casa.
Tanti rotolini della carta igienica, cartoncino giallo, colori, occhietti, un piccolo pon pon e colla a caldo.

Ma quello che ci ha dato maggiore soddisfazione è altro.
Molto più apprezzato dal resto della family.
Si tratta di dolci semplicissimi... siete pronti?


Biscottini integrali con sorpresa


ingredienti:
  • 500gr farina integrale (tenetene un po' di più in caso serva per asciugare l'impasto e per la lavorazione nella stesura delle sfoglie)
  • 125gr fecola di patate
  • mandorle/nocciole tritate (contate due belle manciate)
  • 175gr zucchero di canna
  • 2 pizzichi sale
  • 1 bustina lievito vanigliato
  • 2 cucchiai miele
  • aroma vaniglia/mandorla
  • 125gr olio di semi di mais
  • 250gr latte (noi di riso, che ci avanzava)
  • Mandorle intere solo sgusciate (un etto circa)
Fondamentale: stampino a forma di ometto.

Mescolate tutti gli ingredienti secchi e poi aggiungete quelli liquidi, aiutandovi con un mestolo di legno. 
Lavorate bene fino a ottenere una palla morbida e non appiccicosa.
Aggiustate con la farina o con poca acqua se l'impasto dovesse essere troppo appiccicaticcio o troppo duro.
Stendete sfoglie di tre millimetri circa.
Ritagliate con lo stampino gli ometti, applicateci sopra una mandorla e chiudete le sue braccine sopra, a mo' di abbraccio, pressando quel tanto che basta a far attaccare le estremità.
Infornare su una teglia coperta da carta forno a 180°C per 15 minuti circa.
Far raffreddare su una griglia... e gustare!




Belli e buonissimi, vi assicuro!
Noi abbiamo dovuto utilizzare le nocciole tritate al posto delle mandorle, vista un'incursione del fantasma della dispensa che ci ha saccheggiato la frutta secca.
Ma il risultato è ottimo anche così.

Per la colazione di domattina siamo a posto: energetica, sana e profumata.
Poi dovrò trovare quel famoso lucchetto per chiudere sotto chiave il barattolone dei biscotti, se vogliamo gustarne anche nei giorni seguenti...



Intanto mi pregusto la mattinata di domani: silenzio e pace.
So già che dopodomani il caos e i bacetti a sorpresa del cucciolo mi mancheranno, ma domani no, ne sono certa: ho fatto abbondante scorta in queste ultime settimane.

Domattina, una volta consegnati i figlioli nelle relative scuole e spedita la grande alla fermata dell'autobus... io esco!
Esco a corricchiare e se pioverà, camminerò.

Yeeeeaaaahhhh!
Si ricomincia!

Felice io, sapevatelo ^_^

Chi è dei nostri? 
Chi esce a sfogare pensieri e fare la carica di energie?
E chi. invece, ha altri modi per svuotare la mente?

venerdì 12 settembre 2014

inventori, trottole e ciuffi blu

Un tranquillo week end di relax ci attende.
Si fa per dire, ma io ci spero davvero.
Per lo meno sarò a casa, che non è poco!

Sono vittima di quel calo di energie tipico del preciso momento in cui dici "ehi, che bello, sono a casa per un paio di settimane!".
So che sapete cosa significa...

Intanto le scuole dei fratelloni sono iniziate, senza grossi traumi, a ritmo tranquillo e con lente mattinate di accoglienza. 
La grande al liceo linguistico si sta rendendo conto che esistono compagni di classe simpatici e alla mano (oltre a ragazzine truccatissime e con la pancia di fuori), mentre il medio alle medie (assonanza perfetta) se la gode pensando che dal 18 al 20 settembre sarà già in gita.
Ah, le scuole di oggi!
Il nanerottolo ancora gironzola per casa, in attesa che arrivi lunedì per tornare alla scuola dell'infanzia.
Nel frattempo sfoga tutte le sue ansie su qualsiasi cosa gli capiti a tiro.
Visualizzate Taz, quel personaggio dei Looney Tunes non ben precisato che si muove roteando vorticosamente su se stesso? ...ecco. 
Quello è lui, il piccoletto pazzo.

Vuoi mettere il medio, che sparisce dopo pranzo in camera per riemergere dopo quattro ore esibendo il suo nuovo "guanto da notte"?




Si infila normalmente 
(con tutto l'aggeggio allegato)
 e quando si piegano le dita... 
si accende una lampadina!
Lo scopo è ignoto, 
ma qui siamo tutti ammutoliti.







Fierissimo lui.
E ammiratissimi noi.










Forse sarà colpa della pasta fredda prodigiosa che ho inventato a pranzo ravanando nel frigo...



... a base di pasta integrale, ceci lessati, formaggio feta a pezzetti, zucchine a julienne crude, qualche olivetta a rondelle e qualche cucchiaiata di jogurt greco?






Forse... ma più probabilmente è proprio nel suo dna, questa passione per i progetti fantasmagorici.




Io e la quasi quattordicenne lottiamo per la qualsiasi, ma andiamo d'accordo sulla sua nuova cura adolescenziale per se stessa.
Finalmente ha preso consapevolezza del proprio corpo, che non è solo uno strumento che reagisce alle sue richieste, ma anche un bene di cui prendersi cura. 
Infatti, tra l'altro, oggi abbiamo ritoccato il ciuffo blu.
Eh, pure parrucchiera, adesso...

Direi che mi è andata bene guardandomi in giro: certe teste teenageriane sono davvero ...all'avanguardia!








E quindi, dopo l'ennesima giornata di corse alle librerie (in cui i libri scolastici ancora non sono arrivati, aaaarrrrggghhhh!) mi sono regalata un'ultimo colpo di testa, dal mondo di Gorjuss, che ho conosciuto da poco, ma che è meraviglisisssssssimo....

...un quadernino tutto per me <3

Voi lo conoscevate? Su google immagini si apre un mondo. Sapevatelo.

Questo week end sarà all'insegna della riorganizzazione delle camerette, che ancora una volta crescono insieme ai pargoli e alle loro esigenze!

Che fate voi in questi giorni?
Relax familiare o giornate fuori porta in posti meravigliosi?
O come me, sarete alle prese con mobili e ferro da stiro?


Maaa....
...la conoscete Manu?



E' una donna creativissima e simpaticissima, il suo blog compie ben due anni!
Se volete giocare con lei, provate a indovinare la risposta ai suoi indovinelli...

giovedì 11 settembre 2014

una ricettina cioccolatosa gluten free: grazie Fortunata!

Yeeeeeaaaahhhhh!

Ho appena terminato l'ultimo turno di una lunga serie di serate lavorative.
Ultimo nel senso che per un paio di settimane sarò a casa per esigenze superiori e in cui potrò dedicarmi esclusivamente ai miei piccoli studenti che riprendono la quotidianità di scuola,  delle attività extrascolastiche, dello sport... e potrò riprendermi qualche serata sul divano.

Ok, non ci crede nessuno.
Nemmeno io.
Lo so già che, una volta imbustati i pargoli, mi fionderò al piccì a pastrocchiare qualche cosa...
Ma tant'è.
Magari riuscirò a stirare quella pila di maglie e pantaloni che mi sogghigna dalla sua cesta.

Intanto, inizio i miei festeggiamenti da serate-riconquistate condividendo una ricetta speciale.

Ricordate la torta al coccolato di qualche giorno fa?
Ebbene, la meravigliosa blogger Fortunata nella sfortuna ha voluto regalarmi la sua versione di questo dolce: una torta al cioccolato senza glutine, fermo restando la caratteristiche veg: non ci sono nè uova, nè burro.
E se fate attenzione, ci troviamo anche alcuni trucchetti per una resa ottima che io stessa non conoscevo.

Per me è un onore poterla pubblicare, perché spesso chi è affetto da celiachia si trova a dover rinunciare a troppe prelibatezze, magari ripiegando su prodotti pronti.

Passo subito la parola a lei, o meglio, alla mail che lei mi ha mandato.


                               
Ciao, Carla! 
Ti mando la ricetta della torta al cioccolato rivisitata per i celiaci (come me, sigh!) 
Premetto che ho sostituito gli ingredienti con quello che avevo in casa, ad esempio la farina di grano saraceno è naturalmente senza glutine ma io non l'avevo a disposizione in quel momento! 




Ingredienti *** 
120gr farina di riso 
100gr fioretto di mais (per dare un po' di sapore "rustico" in sostituzione della farina integrale, ma in alternativa 220 gr di mix per dolci consentito sostituiscono perfettamente la farina di riso ed il fioretto) 
70gr amido di mais (maizena)  (per una ricetta senza uova direi che ci vuole per forza, è meglio della fecola di patate in quanto ad elasticità) 
90gr zucchero integrale di canna (io avevo quello semolato) 
300gr cioccolato fondente 70% 
400ml latte di riso (avevo quello vaccino) 
1 bustina lievito 
20gr. di olio di semi (ho usato quello di girasoli; niente olio di oliva, altrimenti la torta sa di olio!) 

***Utilizzare solo prodotti consentiti, che riportano la spiga barrata o la dicitura "senza glutine", oppure riportati sul prontuario AIC 

Ho aggiunto l'olio perché le farine senza glutine perdono rapidamente l'umidità, senza grassi la torta andrebbe consumata in giornata...meglio 20gr. di olio in tre giorni che una torta intera in uno, no?! 

Prima di tutto ho acceso il forno: 190°C statico, per favorire la lievitazione. 
Ho sciolto il cioccolato con 100 ml di latte (nel microonde), nel frattempo mescolavo gli ingredienti secchi (incluso il lievito) nella planetaria. 
Dopo aver fatto raffreddare un po' il cioccolato (diventato una crema super appetitosa...) l'ho unito nella planetaria a velocità 1. 
Quindi ho versato il restante latte e l'olio. Non ho mai superato la velocità 3 perché il composto era estremamente liquido, rischiavo saporiti schizzi alle pareti! 
Nel frattempo il forno ha raggiunto la temperatura, ho versato il composto in una teglia da 24 cm di diametro, di quelle a cerniera in cui uso foderare in fondo con la carta da forno ed ungo le pareti con il pennello leggermente intinto nell'olio di semi, non c'è bisogno di infarinare. 
Dopo 45 minuti di cottura l'ho estratta, staccata dalla teglia con delicatezza e messa a raffreddare. Non l'ho lasciata in forno spento dieci minuti per evitare che si seccasse. 
Personalmente mi sono accorta che le torte senza glutine vanno sempre raffreddate fuori dalla teglia perché se provi a tirarle via quando sono fredde esplodono! 
Scherzo... ma non tanto: si disintegrano soltanto!!! 
Io la trovo buonissima perché non è troppo dolce, chi ama il cacao amaro la apprezza di sicuro. 
Chi invece ama le torte piuttosto dolci può aggiungere dello zucchero a velo (sempre consentito, mi raccomando!). 
Ah, dimenticavo! Non è una torta adatta alla bagna ed alla farcitura! Essendo senza uova in pochi minuti riprenderebbe la consistenza precottura... 
Va benissimo così com'è, per la prima colazione o per accompagnare un tè pomeridiano. 





GOLOSISSIMA!!!!
ora non ci sono più scuse: anche quell'amico lì, che solitamente deve portarsi la merenda da casa alle festicciole, potrà gustare una buona torta al cioccolato insieme a tutti i compagni di classe/colleghi di ufficio/ ...
vero?






























Bene, a questo punto non mi resta che ringraziare Fortunata per questa delizia gluten free!!!
E direi che la proverò sicuramente: in fondo non è così diversa dalla versione originale e non richiede ingredienti strani, come spesso ci verrebbe da pensare!

Vi auguro una giornata dolce e morbida come questa tortina, ricordando che oggi ricorre un anniversario terribile e indimenticabile: è l'undici settembre.
Penso che non mi dimenticherò mai dove mi trovavo e cosa stavo facendo quel giorno, tredici anni fa, quando l'incredulità e l'assurdità di ciò che stavo guardando in televisione diventava reale minuto dopo minuto.

martedì 9 settembre 2014

#labellezzachevorrei nel giorno del compleanno del mio papà

Oggi è un giorno speciale, un giorno di gratitudine e di affetto.
Oggi è il compleanno del mio papà.

Un papà severo e rigoroso, un papà con l'animo sensibile e amorevole, un papà organizzato e sempre pronto in caso di imprevisti.
Un papà le cui caratteristiche  ritrovo orgogliosamente in me e i cui insegnamenti sono tesori senza i quali non sarei quella che sono.
Un  nonno affettuoso e dedito, disponibile a qualsiasi cosa per i suoi nipotini.

Un augurio grande 
e un enorme grazie 
per tutto quello che sei e che fai.



Scelgo proprio questa giornata speciale per presentare una tag meravigliosa passatami da Chiara del blog Made with love  (era il lontano 2 giugno...mamma mia!)

#labellezzachevorrei.

"La bellezza la trovi ovunque, in un paesaggio che attraversi, in una piccola sfumatura di luce, in un gesto speciale di una persona, madre, compagno, figlio, in un'opera d'arte che suscita emozioni, in una musica che colpisce al cuore".

Ecco le regole:
Chiediti qual è la bellezza che vorresti, intorno a te, nella tua realtà quotidiana o nel mondo, la bellezza che vorresti per te stessa, per chi ti sta vicino.
Pensaci, scrivi cosa è per te la tua idea di bellezza.
Scrivi un post e scegli anche un’immagine, una foto che la rappresenti e infine nomina 3 blogger a cui passare la parola.

Per me la bellezza è quello che resta in fondo al cuore quando togli tutto il resto.
Ciò che rimane alla fine di una giornata di lavoro, in fondo alla sacca del viaggio della vita.
Ciò che ti fa sorridere nonostante la fatica, che ti fa gioire quando sei stanco.

Bellezza sono i braccialettini che hanno portato al polso i miei cuccioli quando erano al nido dell'ospedale, appena nati: il gioiello di maggiore valore che abbiamo in casa.

Bellezza è questa fotografia, che riassume la fatica della salita, la passione (trasmessa dai miei genitori) per la montagna, la soddisfazione del traguardo, la gioia pura di un bimbo alla sua prima volta, lo spettacolare paesaggio circostante, la maestosità della natura.



Dovrei ora scegliere i tre amici a cui passare la tag #labellezzachevorrei ... ma decido di rivolgerla a tutti coloro che passano da qui, come spunto di riflessione e di condivisione.

Ci state?
Avanti, fatevi coraggio!
Quale è #labellezzachevorrei per voi?
Se volete, lasciate nei commenti il riferimento ai post che dedicherete al tema, così sarà più facile non perderne nessuno.

Invito tutti gli amici e le amiche che non hanno un blog a inviarmi le loro parole e le loro fotografie per partecipare a questa iniziativa, così che possiamo condividere la nostra bellezza e renderci conto di quanto sia bello ciò che abbiamo nel cuore.
Sarà mio impegno pubblicare le vostre interpretazioni di #labellezzachevorrei sulle pagine di questo blog, con i vostri riferimenti.
Scrivetemi e mandatemi pure il materiale a carla.seba@alice.it così che io possa pubblicare le vostre ...personali bellezze!

Forza, vi aspetto ^_^

domenica 7 settembre 2014

chiedimelo... chiedimi se sono felice

chiedimi se sono felice

a un tratto ti fermi e dici...
aspetta, sono felice in questo momento...


Stasera, dopo la domenica più mangereccia e familiare degli ultimi mesi, sono felice.
Ma non quella cosa a sprazzo, che ci scrivi uno stato su facebook e via.
No, proprio felice e piena, soddisfatta.
Dopo aver condiviso la giornata con i nostri vecchietti (papà, so che leggi sempre ciò che scrivo, quindi non offenderti: ti ricordo il traguardo che a brevissimo taglierai!) siamo qui, a casa.
Papo e pargoli a letto e io tranquillamente dedita al piccì, in mezzo alla selvaggitudine di questo salotto.
Questo è il mio paradiso.

Rispondo ai vostri commenti e sorrido. Perché ogni parola lasciata qui sotto è un gesto di condivisione e amicizia.
Rileggo i commenti che io stessa ho lasciato a certi post di alcune amiche. E sorrido nel leggere le risposte, i saluti, le pernacchie virtuali.

Ammiro la tortina cioccolatosa che anche domani ci darà il buongiorno.

Riguardo l'agenda tutta piena di appunti, colori, note urgenti. E mi sento come una scolaretta all'inizio di un nuovo anno scolastico.
E mi annuso per bene penne e quaderni, come solo una cancelleria-dipendente può fare.
Come ogni anno.
E anche di più.

E niente.
Volevo solo dire che la felicità è lì, davanti a ognuno di noi.
Basta sceglierla.
Basta volerla assolutamente e inesorabilmente.
Basta decidere ora-qui-adesso.

Perché la vera azione che dobbiamo compiere su noi stessi 
è quella di pensare alla nostra felicità, 
senza perdere altro tempo a pensare al dolore.
Barbara Damiano Manuale pratico della felicità


Voi siete felici?
Cosa state facendo per esserlo?
Oppure cosa ancora vi impedisce di raggiungere la felicità?

selvaggi crescono... a forza di colazioni gustose!

Sabato.

E' finalmente sabato e oggi si è condensata un'intera settimana di faccende di casa, di lavatrici, di tortine per le colazioni, di progetti per i prossimi giorni.

Qui è tutto un fermento di novità, soprattutto scolastiche, visto che la grande inizia il primo anno di liceo linguistico, mentre il medio passa dalla scuola primaria a quella secondaria di primo grado (ossia inizia la prima media). 
Il nanerottolo quest'anno sarà un "grande" alla scuola dell'infanzia e temo che alle maestre tremeranno i polsi non poco, visto il suo caratterino da boss che è esploso quest'estate. 

"Mamma, devo ricordarmi di dire a papà che si è bruciata la lampadina in camera mia, dammi un'agenda, così me lo segno e gliela faccio cambiare prima di sera."
Povere maestre.
Dopo tutto un frullare di colori a dita, acquerelli, annotazioni sulla fantomatica agenda ("questa è mia, mamma, tu puoi prenderne pure una nuova!") e semina di biglie per tutto il salotto, sua signoria il cinquenne si è dato al giardinaggio con il papà e il fratellone.
"Papà, devi tagliare l'erba più spesso, eh!".
Ora mi capite, vero?

La quasi-quattordicenne prosegue il suo percorso da adolescente in crisi di identità: ora in ballo ci sono le attività sportive. 
Sembrava che il basket fosse la sua vita (fino a un mese fa, per lo meno) ora invece solo l'idea di ritrovare le compagne di squadra le scatena forsennati mal di testa.
Chissà.
Intanto dovrà iniziare a cimentarsi nelle sveglie di buon'ora, che mi pare un ottimo inizio per qualsivoglia attività sportiva e non solo.
L'autobus non parte certo alle 10 del mattino!

L'undicenne si sta imbarcando nella preadolescenza.
Aiuto.
Puzza smodatamente, ha rivoluzionato la disposizione della sua camera, si fa consigliare dalla sorella in fatto di abbigliamento e di musica.
Fino a un mese fa il suo mondo si limitava a libri, topolino, pallone, studio di tutti i fenomeni fisici sperimentabili e riproducibili, qualsiasi-cosa-si-muova-sulle-rotelle e fare guerra alla sorella.

Insomma qui si cresce.
Troppo.
Però son soddisfazioni, diciamocelo!

Papolo procede con le mansioni sempre più complicate del lavoro (alleluja, pare che in questo caso le cose vadano per il meglio, anzi, per il meglissimo).
Disordinato ancora di più, visto che ha un mare di scartoffie da organizzare tutte le sere.
Urge corso di "manutenzione cartelline e raccoglitori-portalistini" altrimenti dovrò strangolarlo, mio malgrado.

E alla fine io. Sempre indaffarata, ancora alle prese con la gestione dei quattro scalmanati, di una casa oramai selvaggia e di un lavoro che mi sta dando un carattere sempre più paziente, ma anche un polso sempre più fermo.
Anche questi sono traguardi.

Tipo oggi: serata all'insegna del concerto dei Modà trasmesso in tv, ma solo come sottofondo allo smociamento del pian terreno.
Sarà questa "piccola" distrazione, ma ho dovuto ripassare tre volte lo straccio, che mi restavano sempre le righe sulla piastrelle.
Fastidissimo allo stato puro.
Acqua e aceto hanno risolto una volta per tutte. Oh!

Per godermi la combriccola, attendo domani, iniziando da una colazione profumatissima e golosissima: la torta al cioccolato ottenuta elaborando un tantino la versione di Marco Bianchi ("50 minuti 2 volte alla settimana" insegna).
Ecco la nostra versione.


Torta al cioccolato
  • 120gr farina di grano saraceno
  • 100gr farina integrale
  • 70gr fecola di patate
  • 90gr zucchero integrale di canna
  • 300gr cioccolato fondente 70%
  • 400ml latte di riso
  • 1 bustina lievito



Si mescolano gli ingredienti secchi mentre si fa sciogliere a bagnomaria il cioccolato con 100ml di latte,
Si unisce il cioccolato e in seguito il latte rimasto, mescolando con molta cura.
Si versa il tutto in una teglia (unta o con carta forno) e si inforna per 45 minuti a 190°C. Si lascia la torta altri 10 minuti nel forno spento e poi si estrae e si fa raffreddare fuori dalla teglia.

Ve l'ho già detto che adoro questi dolci senza uova, né burro? Sono perfetti per iniziare la giornata con carica e gusto!

....ecco l'interno, piuttosto compatto e non umido :-)


Insomma, pare che #celafacciamo .

A iniziare con grinta questo anno speciale, a non farci sorprendere dagli imprevisti, a tenere alto lo sguardo per spiccare il volo.
Perché questo è quello che voglio trasmettere ai miei cuccioli: 

guardare avanti, 
sognare e impegnarsi per realizzare i propri sogni più grandi, 
ma partendo dai piccoli passi quotidiani, 
per dare una base solida a ogni giorno che inizia.

Partendo da questo desiderio per loro, è molto più facile per me riprendere in mano le mie giornate, perché so che l'esempio dei genitori è lo stimolo più grande che si possa dare a un figlio.

Intanto attendo con ansia sempre crescente quel benedetto 15 settembre.
Per vederli spiccare il loro volo, 
E sentire il silenzio.
E sentire la loro mancanza.
E ricominciare a pensare a me stessa.


Che fate voi domenica?
Noi si va alla rievocazione storica a Cordovado (PN), con tanto di sfilata, palio, banchetti, sbandieratori e bande di percussioni da sballo!

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