mercoledì 27 agosto 2014

bandiera bianca

Come succede sempre, ad ogni salita segue una discesa (e ce la fa godere ancora di più), ma anche ad ogni tratto di piano segue una scalata in verticale.
E' una sorta di legge di Murphy.

Infatti.

Questi giorni corrispondono alla scalata a mani nude.

Doloroso accettare, doloroso ignorare, faticoso mantenere tutte le clavette da giocoleria in volo mentre si fa un triplo salto mortale carpiato all'indietro con atterraggio in perfetta verticale.

E le questioni di lavoro sono fuori dal conto, che solo per quelle ci vorrebbe un billico.

Niente, abbiate pazienza, devo rimettere qualche pezzo a posto. E non parlo di vestiti negli armadi.

Tanto per dire, oggi sono uscita in tenuta nera (pantalone alla caviglia e maglia asimmetrica), occhiale a goccia e a specchio... rendendomi piacevolmente conto di avere ballerine blu acceso in tinta con la borsa shopper e anello metallico rosa perfettamente in accordo con la borsa in tela per gli acquisti.
Robe che così coordinata non mi sono vista mai.

Appunto, non so più nemmeno quello che faccio.

#noncelapossofare

Bandiera bianca.

Domani si inizia dalle basi: seduta dalla parrucchiera di fiducia.
Speriamo che si ricordi di me...

sabato 23 agosto 2014

indirizzi utili dalla rete

Umamma, le vacanze!

Non le mie ferie, intendo le vacanze dei figlioli...
Questo è il motivo di tanti giorni lontana da queste pagine, come per molte di voi. Lo sappiamo che passare il nostro tempo con i nostri bambini è la migliore occupazione, no? 
E' anche il miglior modo di perdere la luminaria, devo dire, ma riesce sempre a ricaricare la nostra energia interiore, poco da fare.
Chiaramente non parlo della stanchezza cosmica conseguente a ore e ore di "mamma, giochiamo a...".
Se non ci fossero loro, a quest'ora sarei già ricoverata alla neuro a causa di stress e cervellotiche situazioni non comprensibili ai più (nemmeno a me...).

Questa settimana il mediolo è dalla nonna, a fare l'uomo di casa senza contendenti.
Qui invece siamo sconvolti da crisi di gelosie e lotte tra il cinquenne e la quasi-quattordicenne che non mi sarei mai aspettata. In realtà ne sono contenta: è sintomo del loro forte legame. 
Tesorini miei, magari a morsi #ancheno.
Ma non si può avere tutto.

Oggi ci siamo dedicati ai cuginetti, che vediamo davvero sempre troppo poco... ma ci siamo talmente impegnati con forbici, colla, washi tape e perline, che la mattina è volata!
Che ne dite, sono stati bravi i miei gioiellini?

 Versione LEI




Libretti con i sacchetti di carta, dall'idea della mitica IsLaura su Mammafelice.
 Versione LUI


e le perlineeeee <3



Quindi veniamo a noi.
Noi che #ciproviamo, a fare tutto.

Dopo il mio avvento su facebook, il mio tempo si è ulteriormente dilatato: da 28-30 ore, siamo passati a 32-34 ore giornaliere di attività varie, dalle solite (figli, lavoro e faccende), alle social (maronna come sono moderna!).
Ma, se di fb si sente dire di tutto, dalle stelle alle stalle senza soluzione di continuità, io ci sto trovando un sacco di cose mooooooolto interessanti da utilizzare nella mia vita reale.

Anzitutto nomino il gruppo Io Decluttero che ho conosciuto grazie a Koko.
Un mondo di donne alle prese con la liberazione della propria casa da tutto ciò che è diventato inutile e inutilizzato, da ciò che ingombra senza un motivo logico.
Dico solo che, dopo un lungo periodo in cui cestinavo una cosa al giorno e pensavo di essere bravina, ho preso il toro per le corna e ho affrontato una volta per tutte le mie ante del guardaroba con il seguente bottino:


No, non andrò in giro in mutande, promesso. 
Ma è giusto per dire: quanti abiti conserviamo nell'attesa di tornare alla linea dei vent'anni? quanti capi abbiamo acquistato in preda alla pazzia dei saldi, per poi renderci conto che le prime due volte in cui li abbiamo indossati sono anche le uniche, magari in cinque anni?
Ecco, basta.
Via via via.
Non nella spazzatura, ma donandoli a chi ne può avere bisogno, o anche solo a chi possono piacere.

Il gruppo Runningformummies (a cui mi aveva indirizzata Siro) lo avevo già nominato: mamme che corrono, non solo dietro ai figli! 
Ma non solo: che camminano, che pedalano... che si muovono!
E qui il mio stato di astinenza inizia a galoppare.
La scuola ricomincerà, io lo so. 
Io riavrò le mie uscite mattutine.
Attendo fiduciosa.

E poi Oggi voglio! a cui sono approdata grazie a Squitty per tutte quelle persone che, stufe di DOVERE sempre, hanno deciso di VOLERE altre cose, magari piccole (lo smalto alle unghie? leggere un libro? riposare? ...qualsiasi cosa di possa davvero desiderare!!!)

Ecco, millemila appassionate di tutto ciò che è agende, ordine, colore e creatività per dare un filo logico alle nostre giornate. Ma pazze scatenate davvero.
Nel mio piccolo, per ora di nuovo ho solo aggiunto un quadernone che mi serviva, delle matite troooooppo simpatiche ... la mia agenda coloratissima ce l'avevo già!



E i due gruppi a cui mi sono iscritta con tanto entusiasmo, ma a cui ancora non ho contribuito... le vacanze, si diceva... MAMME BLOGGER e Donne armate di pistole a caldo e di creatività
Penso che si presentino abbastanza bene da soli, no? 
Un altro milione di persone energiche e coloratissime... favola favolosa!

Insomma, a conti fatti, magari il mio tempo è stiracchiato, ma sto imparando un sacchissimo di cose nuove.
Ok, così non sono più tanto moderna, ma è vero.

Tra i vari incontri sulle pagine blu, ho avuto il piacere di imbattermi nella pagina di Marco Bianchi.
Se non lo conoscete, andate a vedere il suo blog (è una pagina di cucina e nutrizione meravigliosa) e magari, se vi capita, leggete uno dei suoi libri (li trovate citati sia nel blog che su fb).
Io sono impazzita letteralmente per le sue ricette sane&buone, che seguono le indicazioni del dott.Veronesi  in campo di prevenzione di malattie, in particolare antitumorali.
Dico solo che le nostre polpettine lenticchie e quinoa sono state spazzolate.



E domattina ci facciamo colazione con la Torta cioccopere (si trovano tutte le ricette sul blog) che sta inondando la casa di un profumo strepitoso.


Con questo post, insomma, voglio condividere alcuni spunti interessanti (spero) per alcune delle incombenze di noi donne, mamme, familymanager alle prese con tante intenzioni e davvero poco tempo.
Spero vi possiate trovare qualcosina di utile...

E voi volete condividere con me e gli altri lettori qualche dritta che avete scoperto ultimamente e vi sembra interessante?
Forza, fatevi avanti!

lunedì 18 agosto 2014

vaneggiamenti di una domenica di agosto

E anche questa domenica è andata, finalmente un po' di sole, un po' di mare (tra un telo e l'altro, giuro che ho visto la sabbia!) con soli due figli su tre da scorrazzare per onde e docce ghiacciate ci si sente anche un po' disoccupati, ammetto.
Soprattutto se dalla nonna è rimasto il medio, ossia quello che ha solitamente le idee più balzane e imprevedibili.
Ma quello che chiacchiera di più ce l'abbiamo ancora con noi. Lo sanno bene tutti coloro che hanno avuto la sventura di capitare attorno a noi in spiaggia. E che magari speravano in una pennica dopo pranzo...

Dapprima narrandoci l'intero film Dragon trainer 2 (visto ieri pomeriggio... bello bello, ma mi ha messo un tantino di ansia e non ho ancora ben chiaro il perché, o forse sì, ma non avrete spoiler da me!), poi parlando del più e del meno. Di qualunque più e meno.


Ma la mia riflessione del giorno è sorta mentre guidavo verso il mare, prima di incontrare la fila chilometrica, per essere precisi.
Ed è nata nel percorrere un sottopasso (sotto i binari del treno, se non sbaglio). 
Un'improvvisa discesa e una rapidissima salita.
Ed è finalmente nata la paginetta carla sono io.
Alleluja.

Come reagite voi quando ci sono questi rapidissimi sali-scendi?

Io me li godo tutti, lasciando liberi il mio stomaco e il mio cuore di salire a piacimento verso la gola (perché la sensazione è proprio quella!).
Ma una volta non era così, per me.
Una volta detestavo questi percorsi e questo salire dei miei organi interni, quasi potessi davvero vedere uscire il mio cuore dal petto.

Ma oramai 15 anni fa qualche cosa è cambiato: ho trovato la mia dimensione e la mia perfetta libertà di essere ciò che sono.
A qualunque condizione, io avrei reagito con tutta ma stessa. 
Me lo sono ripromessa.
Cosa è successo 15 anni fa? ...una cosa banalissima: ho incontrato lui, l'uomo della mia vita.
E la mia vita è cambiata: è diventata Vita.
Non sto dicendo che sia merito suo, di lui, l'essere più disorganizzato del pianeta Terra, no.
(...anche oggi si è dimenticato di passare al bancomat almeno per pagare il parcheggio e il gelato, sob, incorreggibile!)
E' però successo qualcosa che mi ha fatto cambiare prospettiva e prendere decisamente più consapevolezza di me stessa.
Ed è grazie a quel momento lì che io sono come sono.

Ecco, la riflessione che ho fatto è pressapoco questa.
Abbiate pazienza, che sono piuttosto contorta.
Chi ha a che fare con le tossicodipendenze (come me, che ci lavoro), sa che lo sviluppo della persona si inibisce, si blocca al periodo dell'adolescenza (quando generalmente ci sono i primi approcci decisi con le sostanze), perciò non viene raggiunto il periodo della maturità nei tempi normali (ok, ognuno ha un'età di maturazione diversa, ma solitamente a trent'anni si pensa che una persona sia diventata adulta a tutti gli effetti, no?).
A me è successa un po' la stessa cosa: mi sono intossicata di Vita e di Emozioni e non mi riprendo più.

E' questo, in fondo, il cuore pulsante di questo blog. 
Un'eterna ragazzina. 
Il che non è sempre un bene, ma questo è un altro discorso.

giovedì 14 agosto 2014

mare, vento, noi

Giornata di mare, giornata di vento, giornata di imprevisti, giornata di sorrisi, giornata di tanto e di niente, giornata di nodi che vengono al pettine, giornata di coccole.





Giornata speciale, iniziata con la situazione meteo a Lignano, che la sorprendente simpatia di Giulia mi ha mandato via messenger...













Continuata con la lavatrice da stendere e quella da far partire, con la colazione speedy dei marmocchi, con la preparazione delle borse mare, con la dimenticanza di quel paio di cosette per cui devi assolutamente ripassare da casa, con il pieno di carburante e il prelievo al bancomat... e a questo punto con l'attesa della fine turno del marito, così da portarci anche lui, al mare.

Mare che ci ha aspettato tutto scompigliato e ventoso, tutto sabbioso e agitato.




Un trattamento di esfoliazione di quelli gratis e iodio che ti viene sparato nel naso a mille chilometri al secondo. Sabbiature a secco fin dentro le orecchie.
Praticamente una beauty farm.
Naturale e gratis.

Il papolo si è assopito quella mezz'oretta e si è risvegliato per l'altoparlante che chiedeva gentilmente ai signori bagnanti di chiudere gli ombrelloni a causa del vento forte.
Ma pensa tu.
Un vento che si è portato via palloni, braccioli, carte di patatine e cappellini.

Vento che ha strappato dalla mia mente tanta tanta robaccia che si andava accumulando in questi ultimi tempi.

Grazie vento.




Mi è rimasta la mia piccola e calda famiglia.
Abbiamo rinunciato a un'oretta di mare stamattina per attendere papone, ma è stato un colpo gobbo: nulla ripaga quello che noi cinque ci doniamo quando stiamo tutti insieme.

Guidare sulla strada di casa e sentire un gran caldo nel petto, il cuore che si gonfia e i peli che si rizzano sulle braccia per la grande emozione di una folgorazione: qui c'è tutto quello che conta.
Noi.
Il mondo fuori è come quella roba che il vento strapazza e sbatacchia qua e là, instabile, imprevedibile; magari ti si appiccica addosso per un po', magari ti dà fastidio sentirtelo addosso, o al contrario, senti una lacerazione quando le cose e le persone care ti vengono strappate via.
Ma quello che conta davvero è qui, vicino a me, radicato così forte, che non basterebbe un uragano a separare i nostri pezzi. Perché siamo un unico corpo. Noi cinque.

Il sorriso si allarga lieve e lo sguardo si posa sul piccoletto che si è addormentato con la testa di lato e la bocca aperta, sul mediolo che (forse) dorme con gli occhiali da sole addosso, la grande che ascolta musica e whatsappa con i suoi millemila contatti. Sul papolo che qui, accanto a me, sento come una parte di me stessa.

Noi.
Non c'è vento che tenga.

martedì 12 agosto 2014

sole, mare e "le copertine dell'amore"

Caro signor fabbricante di costumi da bagno, mi potrebbe spiegare a che cosa servono le tasche che lei e (quasi) tutti i suoi colleghi applicate ai costumi da bagno tipo boxer, specie nelle taglie 0-12 anni?

Ecco, se qualcuno conoscesse la risposta a questo quesito, avrei davvero un gran piacere di conoscerla.

Secondo me servono a portare a casa quel chiletto di sabbia che-non-si-sa-mai.
Chessò, a ricordare ai piccoli estimatori delle spiagge quanto si siano divertiti a costruire castelli, a scavare buche, a lanciarsi vicendevolmente manciate di magnifica sabbia per l'effetto impanatura, conosciuto dai più.
E a ricordare alle mamme tutti quei momenti di imbarazzo in cui hanno chiesto, dapprima gentilmente e in seguito con tono minatorio, di lasciare la sabbia a livello zero, all'altezza piede, affinché il vicino di ombrellone non affogasse il proprio pargolo nel secchiello prontamente riempito d'acqua salata quel centinaio di volte nell'arco di mezz'ora.

Insomma, oggi siamo andati al mare, io e le tre belve.
Il papo... lo abbiamo lasciato dormire dopo la notte di lavoro.
Dopo quella manciata di commissioni imprescindibili (bolletta da pagare, rifornimento di carburante, scorte di acqua contro la disidratazione...), siamo riusciti a lasciare la città per tuffarci nella bolgia di vacanzieri di metà agosto.
Spiaggia libera, per noi, ossia "chi prima arriva, meglio alloggia".
Noi siamo arrivati dopo, in ogni caso.

Mica ce la facevamo scappare una giornata così???



E mica la potevamo lasciare tutta lì, quella bella sabbia!













Insomma, dopo la gita domenicale all'IKEA, dove al solito ho lasciato un pezzetto di cuore, una giornata all'aperto ci voleva proprio.

Bagni ad oltranza, sabbiature a go-go, risate e giochi e abbracci e tuffi.

Abbiamo deciso: questa settimana, a giorni alterni, noi si andrà al mare.
Così, per par condicio.
Un giorno là e uno a fare le faccende e i compiti, mi pare perfetto.
So già che al termine di questi sette giorni di ferie potrò costruire un intero villaggio in sabbia, nella mia lavanderia.
Pazienza.
Sono momenti meravigliosi e insostituibili.

Devo solo capire come abbronzarmi la faccia e la panza, visto che oggi sono riuscita a stare distesa a pancia in su per un paio di ore (il piccoletto a vista che la fiducia è cieca, ma la malasorte ci vede benissimo) e la mia schiena è colorata.
Solo quella.
Non si spiega.


Ma prima di lasciavi a fantasticare sulle tecniche di girarrosto da suggerirmi per abbronzarmi tutta, voglio condividere un'iniziativa superfantastica, rivolta alle belle e brave mani  che sanno fare a maglia, lavorare con l'uncinetto e quant'altro.
Non le mie, che nel campo filati ho seri problemi di coordinazione mano-cervello.
Ma so che tra di voi, gentili lettori c'è qualcuno abile, eh, non fate finta di nulla!!!


Ho letto da Daniela, di questa cosa: fare dono ai bimbi appena nati che non possono andare subito a casa con le proprie famiglie, ma che devono rimanere in ospedale per cure o assistenza specifiche, di copertine calde e utilissime. 
Come? qui troverete tutte le informazioni utili per collaborare a questa iniziativa: c'è parecchio tempo per organizzarsi, visto che si parla di consegnare il materiale entro il 30 novembre per poterlo recapitare a Natale... 
Forza gente: non ci sono scuse, tanti bimbi e le loro famiglie apprezzeranno il vostro contributo!

Ditemi: c'è il sole da voi?
No, perché qui, in questo momento, sta diluviando... di nuovo!

venerdì 8 agosto 2014

cena a base di carrucole e piccoli attimi di creatività

"Non voglio le carrucoleeeee!"

"Le carrucole non mi paccionoooooo!"

Questo è ciò che sta nel suo piatto, oramai freddo.




Omelette con farina 00 e farina integrale ripiene di formaggio filante, tre fette di melanzane pastellate (con la stessa pastella delle omelette) e fritte.
Visto che le carrucole non gli piacciono, abbiamo evitato di costringerlo a mangiare la parmigiana.
Ma 'ste carrucole proprio non gli vanno giù.
Alla faccia di tutto il filante formaggio che la tredicenne ci ha infilato dentro.

Perché poi abbia deciso che le melanzane si chiamino carrucole, questo non è dato sapere.
Che c'azzecca? bha...

E niente, oggi io sono stata rapita dal ferro da stiro e questo ha creato la situazione giusta per portare la tredicenne in cucina: "o cucini tu, o restiamo digiuni!".
Ogni scusa è buona per insegnarle qualche cosa, diciamolo pure.
Ho dovuto arrendermi all'evidenza che lei ha la medesima capacità organizzativa del papà (zero assoluto, non ha idea di dove siano pentole e padelle). Tra l'altro, sto ancora cercando la mia pentola media super-antiaderente preferita, dall'ultima volta che lui ha svuotato lo sgocciolatoio. La settimana scorsa.

Passo passo, invece, la cuoca ha affettato le melanzane, le ha salate e poste sotto un peso, le ha grigliate e ha composto la parmigiana con la salsa di pomodoro che avevamo già cotto e parecchio formaggio.
Poi ha preparato la pastella e ha fritto una parte delle fette di melanzana.
Le omelette le ho fatte io, altrimenti avremmo rischiato di cenare a mezzanotte.
Incredibile, ma vero: abbiamo pasteggiato in orario umano.
Anche se il piccoletto ha lottato strenuamente contro le carrucole e ha scelto di andare a letto con una misera fetta fritta e mezza omelette nella pancia.

Ma questi giorni, per il nanerottolo, sono stati intensi e creativi, a cominciare dai reggi-telefono, realizzati con i rotolini della carta igienica.
Superman e Batman i soggetti scelti dal fratellone, il famoso (???) SuperSuper quello scelto dal piccoletto.
Qui esposti a favore di fotocamera, con riproduzioni precise di cellulari di ultima generazione.



A me non è restato che darmi allo stiro, quindi.
Niente nemmeno in tivvù per rallegrare l'atmosfera.
Per non farmi prendere dalla depressione da ferro da stiro, ho dovuto preparare un dolcino veloce veloce: nocciole, mandorle e anacardi tostati e poi tuffati nel cioccolato fondente sciolto a bagnomaria e reso speciale da un pizzico di sale (avevo visto una tavoletta della Lindt e non ho resistito alla tentazione di riprodurla: curiosa e golosa che non sono altro!). 
Frigo per mezz'oretta et voilà!

...ma buooooone!


Che altro?
Nulla, solo stiro tutto il pomeriggio, oltre a mezza mattina.
Devo perfezionare l'arte dello stendinaggio, ma soprattutto devo riuscire a impedire che, una volta riposti i capi nella bacinella in attesa di essere semplicemente piegati, qualche anima frettolosa passi e rovisti ribaltando e spiegazzando TUTTO ciò  che sta nella suddetta bacinella. 
E dico TUTTO, proprio tutto.
Così che io possa divertirmi le ore a giocare alla bella stirerina, al venerdì pomeriggio.
Tanto domani lavoro tutto il santo giorno. Un bel 10-23 da pazzi, lo so già.

Però la prossima settimana sarò a casa (recuperi-recuperi-recuperi... come amo i recuperi, io!) e magari riuscirò a recuperare alcuni dei pezzi che sto tralasciando con immenso dispiacere...

E magari riuscirò a portare le mie belve al mare. Chissà.

Ma ditemi: che si fa dalle vostre parti?
E anche: come fate voi per i cibi che i vostri pargoli non amano? Insistete o evitate proprio di proporglieli?


Intanto vi auguro un buonissimo week end!!!


martedì 5 agosto 2014

un anno di firmatocarla

Ma guarda te, che mi passava sotto agli occhi senza che me ne accorgessi!

Raghi, con oggi è passato giusto un anno dalla mia pazzia di aprire questo piccolo e sgangherato blog... non ci posso credere.

Ci avevo pensato a lungo, ci ho studiato sopra, ho visitato e conosciuto un sacco di blog prima di decidermi a rendere file quello che era solo idea.

Perché mi sia venuta la balzana idea, poi, resta ancora un caso da risolvere alla neuro.

Non sono una professionista del ramo, questo è evidente.
Non sono una cuoca provetta, poco ma sicuro.
Non sono una creativa dedita e appassionata, riproduco e personalizzo.
Non sono una scrittrice giornalista, scrivo quello che mi passa in testa, esattamente come compare lì.
Non sono una critica letteraria.
Non sono fotografa.

Sono solo una donna, una mamma, una FamilyManager, una moglie, una lavoratrice part time (ah, non me n'ero accorta che fosse solo part time...), una persona come milioni di altre che ha fatto una scelta: ho voluto un punto di vista positivo. 
Lo esigo. 
La mia vita è fortunata.
Ho tre figli meravigliosi, un marito... un marito, una casa col mutuo appiccicato per il resto dei miei giorni, l'auto che funziona e ci contiene tutti, un lavoro che ho scelto per passione, un conto in banca da paura (presente la sensazione quando stai sul bordo di un burrone, ecco...), una famiglia che ci fa stare sempre con il fiato sospeso, mille cose da fare e millemila progetti campati in aria a cui so rispondere solo 
"perché no?".

Ecco, a questa personcina che sono mancava solo una cosa: provare a diffondere la speranza, il sorriso, la testimonianza che...   
...si può fare!

Alle volte rileggo alcuni post datati e mi dico che sembrano un vanto, come se io scrivessi degli affari nostri per sfoggiare e raccogliere consensi e complimenti.
No, non è così.
Scrivo qui le nostre disavventure, le mie paturnie e le mie gioie per imparare io stessa e contagiare altri 
a vedere il buono delle cose, 
a sorridere delle scivolate, 
a prenderla con filosofia, 
ad attribuire a ogni evento la giusta importanza.
Senza farmi travolgere, 
alla ricerca della felicità, 
della consapevolezza.
Con l'intento di spargere sorrisi
contagiare con la speranza
arricchire con qualche idea simpatica.
Senza la pretesa di insegnare o di avere la verità in tasca.

E in realtà, a distanza di un anno, devo dire che è successo questo e molto altro.
Ho raccolto tantissime amicizie, ho conosciuto (anche di persona) delle donne meravigliose, appassionate e positive.
Ho imparato che se non mi organizzo bene, il tempo manca e mancherà sempre.
Ma che se si desidera qualche cosa, basta un pizzico di passione e tanta buona volontà e il primo passo è già fatto.

Non organizzerò eventi scoppiettanti per questo primo anno, perché non ne avrei il tempo, già così ho sforato le 30 ore quotidiane...

Ma voglio ringraziare di cuore
tutte e tutti voi 
che passate qui a leggere, 
che lasciate un saluto o anche no, 
che mi fate sentire 
che la strada 
che stiamo percorrendo insieme 
è quella giusta.


          Quindi vi lascio un    
grazie 
enorme e ...                             


buon primo compleanno, firmatocarla !


Un ringraziamento speciale a Iole per i suoi simpaticissimi gadget, come i palloncini che oggi (e solo oggi!) svolazzano per il blog ^_^

lunedì 4 agosto 2014

pic nic, fotine e qualche ideuzza creativa. tutto qui.

Lunedì.

Un nuovo lunedì alle prese con valigie, montagne di panni puzzosi e lavatrici a cascata.
Ma anche un lunedì per ricominciare la vita a cinque, finalmente!


Ieri la nostra grande ha terminato il suo campeggio montano e, visto che eravamo in zona, siamo andati a fare un bel pic nic a Sappada (BL), sui bei prati che d'inverno si tramutano in larghe piste da sci.
Detto fatto, il tempo è stato splendido: con i 25-27 gradi al sole si stava una favola.
E rivedere i nostri pargoli di nuovo insieme e (momentaneamente) in pace e serenità è stato impagabile! 
Tante risa, tanti racconti e tantissima fame, a giudicare dalla velocità in cui sono state spazzolate le focacce e la frutta!



Finiti i viveri, abbiamo fatto un bel giretto per far visita ai nostri amici cerbiatti: a Sappada, infatti, c'è un bel prato recintato, ricco di vegetazione, alberi e rocce, mangiatoia e acqua dove vive una numerosa famigliola cornuta... noi abbiamo distribuito equamente fiori ed erbetta fresca.


























hey, che c'hai da guardare?







Piccola tappa alle cascatelle 
che ogni sera dalle 21 alle 23 
vengono illuminate 
(acci, la sera proprio non ce la possiamo fare!).


















Quest'anno mi sono ricordata di immortalare anche una caratteristica via crucis (ogni casetta è una piccola cappella in cui si trova il quadro raffigurante una delle tappe della via crucis classica).







E anche il ponte di legno, che io trovo caratteristico e sempre ben curato... 
























Che altro desiderare dalla giornata?

Nulla!
Infatti, a quel punto si sono aperti i rubinetti ed è venuto giù il cielo in venti minuti netti.
Impressionante davvero.
Ci siamo ritrovati in men che non si dica in auto, guidando verso casa, praticamente dentro a una nuvola che risaliva la montagna.

E a casa, dopo la crisi-pennica di rito, valigie da svuotare, panni da suddividere, scarponi radioattivi da disattivare...

...
"mamma, dammi un sacchetto, devo fare un libricino anche per mia sorella"
Un momento meno adatto no, eh?
Ma se c'è una cosa che viene prima della lavatrice, è la creatività e l'iniziativa dei miei pargoli.

Quindi, sulla scia di questo progetto con sacchetto di carta di Laura su Mamma Felice e del primo tentativo semplice e piccolino di alcuni giorni fa, il nanerottolo ha voluto assembrarne uno tale e quale a quello che vedeva fotografato nel post di origine.
Tiè.
Meglio della lavatrice, di sicuro.







Servono solo: un sacchetto di carta, colla, pinzatrice e forbici. E poi tutto ciò che si vuole per abbellire e personalizzare!





















Finito questo, mentre stavo salendo le scale destinata ad un faccia a faccia con i panni, il mediolo mi ha chiesto se avessimo ancora dei fili per gli scoobydoo. Chiaro, no?
E via di fili, nodi e intrecci, che abbiamo visto certi video su You tube da mal di mare e ho dovuto spiegare tutte le tecniche (poche e ben confuse..) di persona. 
Ma voi del tubo: se dovete spiegare come intrecciare quattro fili, almeno state con le mani nell'inquadratura, no?





Comunque, visto che ci siamo...

Ecco, c'è un'altra cosa che avevo perso e proprio ieri mi è tornata in mano: un gettone per prelevare i carrelli della spesa. 
Geniale sul serio!
Avete mai notato che la palettina dei Kinder merendero (pubblicità gratuita, ma questa volta ci è utile, altrimenti col cavolo che avrei saputo fare il giro di parole per spiegare di che parlavo!) ha esattamente la stessa dimensione della moneta da 1 euro?
Neanche io, tranquille.
Fino a che non ho letto e visto in un certo post di questo trucchetto facile facile



Ecco fatto: un gettone sempre a portata di mano, che posso anche attaccare al portachiavi.
Sì, dai in quel post lì. 
Di quel blog lì.
No, sul serio...  me lo sono perso.
Ho dimenticato dove avevo visto questo progettino.
Giuro che era proprio carino, con la palettina colorata con lo smalto, perfino.
Ma, nonostante la mia smemo-memoria (e lo smarrimento della nota in cui mi ero scritta il blog, cavoli!) questa dritta è troppo drittissima per non condividerla.
Chiunque avesse memoria del post a cui anche io posso essermi ispirata, fatemelo sapere, sarà mia cura aggiungere il link.
E perdonate la mia disattenzione.
Me tapina.


E ora vado, che queste bellizzzzime biglie attendono solo di essere aspirapolverate ripescate da sotto al divano.



Buona settimana a tutti ^_^

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