sabato 28 giugno 2014

cucina: trattamento rilassante. e i figli?

E' stata una settimana dura, impegnativa.
Avevo bisogno di ripigliarmi, davvero, tra le mie quattro mura preferite: casa mia.

I ragazzi a casa da scuola, la fine degli esami (andati bene, attendiamo i voti finali, ma quello che conta è che l'esaminanda sia soddisfatta, no?), le faccende tralasciate, i pensieri vagabondi, il vortice di facebook (forse mi sto riprendendo, eh!), le ferie che si avvicinano e fanno sembrare tutto ancora più pesante (ancora una settimana, solo-una-ancora, #celapossofare).

Mi sono accorta che la cucina è la mia valvola di sfogo, in assenza di possibilità di uscire a correre.
Lì dentro mi sento impegnata, scarico, mi rilasso, ma soprattutto mi sento utile
Probabilmente il valore del cucinare per gli altri mi fa sentire che nonostante la montagna di polvere, di panni da sistemare e di stanze da riordinare... qualcosa di tangibile lo produco.
E mi sento bene.
Mi rigenero.

E venerdì ne avevo bisogno.
A monte tutti i progetti di pulizie... voglio produrre!
E voglio cose buone.

Al mattino avevo adocchiato alcune ricette postate da Ester ( Kosenrufu Mama ) e non ho proprio potuto rimandare: salsa tahin a me!
E visto che c'ero... anche hummus.
Che poi, vai tu a spiegare la differenza tra hummus e humus ai figlioli piuttosto preoccupati...
In ogni caso li abbiamo assaggiati e queste ricettine non le lascio più. Troppo meraviglia! 
E pure veloci da preparare, che altro si può desiderare???

salsa tahin
hummus

Messa su la minestra (la temperatura ancora instabile non mi ha ostacolata), ho scaricato un paio di schede di pregrafismo che al nanerottolo promosso grande piacciono da matti.
Grazie Marina ( La mia vita semplice ) per tutto il materiale che metti a disposizione! 
Mi hai salvata da crisi isterica da stanchezza del nano...



E poi, mentre impastavo le pizze per la cena, i maschiotti si sono immersi in un progetto che da mesi avevamo adocchiato su Madre Creativa della creativissima Floriana.





I lego sono i nostri migliori amici, oramai...




...e ci hanno aiutati non poco!

















Si ritaglia e si pittura.



















Bambini occupati = mamma (quasi) libera.

Impasta che ti impasta, si è parlato della luna. 
Mi sono scompisciata... ho sentito l'undicenne spiegare al cinquenne la differenza tra satellite naturale e satellite artificiale, ma il piccolo non è ancora convinto: sulla luna si può camminare. Punto. Non è e non sarà mai un satellite. 
Diciamo che il fratellone sta facendo valere la scheda delle competenze che abbiamo ritirato ieri: si evidenzia la sua propensione per l'ambito scientifico!
Dico solo che due giorni fa ha costruito un mini ventilatore da scrivania utilizzando pezzi del vecchio pc che lui stesso ha provveduto a smontare completamente..
Vabbhe. Quando uno ce l'ha nel sangue... 
Ora ce l'ha anche disseminato per tutta la camera: viti, vitine, fili e morsetti... la visualizzate la scena? pare sia passato un tornado nel laboratorio di Archimede Pitagorico. Qui di lato ciò che resta del ventilatore... pezzi vari, viti, fili, struttura in legno che lo sosteneva.

Intanto che l'impasto lievitava, chiaramente avevo del tempo a disposizione. 
Che fare? 
Passare l'aspirapolvere?
Naaaaa... molto meglio provare una certa collana che avevo visto da Simona di HobbysSimo, visto che la mia fettuccia rossa ancora attendeva annoiata.
Quindi annoda qui e annoda lì...




...collana e bracciale sono nati e attendono solo qualche altro accessorio, come un ciondolo, ad esempio. 


Tra colori, pennelli e nodi è passato tutto il pomeriggio, giusto in tempo per la cena pizzosa.




Caos creativo... ehmmm...














I love zucchine. 
Ovunque. 
Comunque.







Ma in tutto questo, la tredicenne dove stava?
Lei ha fatto gavetta: ha aiutato ora me, ora i fratelli, ma soprattutto si è beccata la parte lavaggio nel grande meccanismo della cucina.
Ha concluso che quando andrà a vivere da sola (campa cavallo, si diceva, no?), utilizzerà solo piatti e posate di plastica. 
Seeee.... vedremo, che sono proprio curiosa!

Vi dirò, se al mattino avessi dovuto stimare cosa sarei riuscita a fare durante la giornata, considerata la mia condizione da straccetto per i pavimenti, non mi sarei mai aspettata tutte queste piccole soddisfazioni.

Il potere del tempo trascorso 
in casa con i figli!!!

Non ho altre spiegazioni.

Anche a voi capitano queste giornate così impreviste e sorprendenti?
Raccontate, raccontate...

Ora però è ora di tuffarmi tra le braccia di Morfeo... 

byeeeeee ^_^

mercoledì 25 giugno 2014

robe da non crederci

Ed eccoci all'ultima settimana di scuola anche per il cinquenne. 
Questa situazione di due-a-casa-e-uno-a-scuola non ci fa ancora sentire davvero in vacanza, eh!
Poi il meteo nuovamente instabile, poi il lavoro che mi sta facendo prendere dei nervosi pazzeschi, poi ...no, bon ,basta così, per carità!!!

Fatto sta che domani si ritirano le pagelle dei due grandi e l'attesa è ansiosa.
Molto ansiosa.
Il medio perché queste sono le ultime valutazioni della scuola primaria, la grande perché ancora non sa come siano realmente andati gli esami.

immagine da clipart gratis

L'immagine è volutamente sciocca.

E' sciocca come io oramai considero la scuola.
Non parlo degli insegnanti, loro sono persone e quindi o si è fortunati a incontrare seri professionisti, oppure si è sfortunati a incappare in figure alquanto deludenti.
Noi siamo stati moooolto fortunati, almeno per ora.

Ma provate a mettervi nei nostri panni.

A mia figlia viene comunicato il mercoledì in tardo pomeriggio che avrebbe sostenuto l'orale nel lunedì seguente, alle ore 17.
Inizia l'ansia vera, quella che ti fa percorrere il count-down dei minuti con la tachicardia a mille.
Lei sostiene di aver avuto dei problemi seri nella prova scritta di matematica, non è soddisfatta.
Quindi intende fare di-tutto-di-più per l'orale. Vuole rimediare.
Si mette sotto a riempire la chiavetta usb con un sacco di slide che accompagneranno la presentazione della sua tesina.
Alla fine si contano 138 slide, con foto, nomi, brevissime note. 
Ottimo lavoro! Magari un tantino esagerata, ma se tu ti senti sicura così, occhei.

Dopo l'ultima prova scritta del giovedì (le detestate prove invalsi) un professore la ferma e le chiede-se-le-andrebbe-bene/comunica che il suo orale verrà anticipato a sabato pomeriggio, ore 17. No, anzi, visto che ci siamo, ore 15.
A me non pare tanto normale che ci siano questi spostamenti di date e orari, non sono dati ufficiali?
Ma lei in fondo (nonostante l'ansia) non è dispiaciuta, così sabato sera potrà andare a un pigiama party in tenda a casa di un'amica. 
Tema Percy Jackson, non dico altro.

Indaghiamo, però. 
E scopriamo che i genitori di una compagna hanno chiesto alla scuola di posticipare l'orale della figlia dal sabato al lunedì, perché la ragazza il sabato ha un saggio di-qualche-sport-onestamente-non-mi-interessa.

Ma dico 
stiamo scherzando???

Cioè... la scuola acconsente a una richiesta di questo genere?

Mi chiedo dove sta la serietà dell'istituzione, dove sta la credibilità, che fine abbiano fatto le priorità.
Io sono basita.

Oltre al fatto che a mio avviso è già grave che i genitori ritengano più importante un saggio piuttosto che gli esami di terza media... che la ragazzina in questione 15 giorni prima degli esami fosse a Londra per il concerto degli OneDirection.... che in ogni caso lei è arrivata agli esami con la media del 9... 
Allora ci sono persone che POSSONO. 
Ecco, allora ditelo.

No, perché la mia ragazza è arrivata agli esami con la media matematica del 8,96, ma per praticità è stato scritto 8.
E lei era a scuola tutti i santi giorni, fino all'ultimo.
Lei come tutti i compagni, quelli bravi e quelli che sono stati ammessi agli esami per grazia ricevuta. Tutti.
Tutto pirletti, evidentemente.

Onestamente faccio fatica a capire certe scelte.
Onestamente me ne frego e vado avanti per la mia.
Ma la rabbia per l'ingiustizia e il favoritismo da parte di un'istituzione, quella resta.

In ogni caso siamo fieri della nostra ragazza, siamo felici che lei sia soddisfatta delle sue prove, anche perché ha potuto partecipare alla festicciola in tenda. Eravamo stati perentori: fino alla fine degli esami non si esce!
Sono soddisfazioni vere.

Detto tutto questo, mi piacerebbe conoscere il vostro parere, qualunque esso sia, riguardo la scelta della scuola di accettare la richiesta di posticipare un esame per questo genere di motivi.
Intendo dire che magari io sono troppo rigida, in queste cose. Non so.

domenica 22 giugno 2014

bevande fresche? #melefacciodame !

Fa caldo.
Amò, fa caldo.

Questa estate ballerina ancora non sembra aver deciso quale strada percorrere, ma di certo ci sta riservando giornate calde. 
Il bisogno di introdurre liquidi si fa sentire di più, anche in chi solitamente non ha la buona abitudine di bere i canonici bicchieroni quotidiani, vuoi per noia (l'acqua sana è insapore, eh!), vuoi per dimenticanza, vuoi per pigrizia, o vuoi anche perché le situazioni possono rendere difficile andare al bagno ogni mezz'ora (ad esempio quando siamo al lavoro).

Ma arrendiamoci all'evidenza: è necessario aumentare l'apporto di liquidi. Punto. 
Si suda, si traspira di più.
E poi sappiamo già che bere molto aiuta a espellere tossine, a purificare il nostro organismo, a mantenere la pelle bella elastica e ha ancora circa un milione di altri effetti benefici.

Ma che mi bevo? 

In commercio troviamo un sacco di tea, di beveroni vitaminici, di pastiglie effervescenti e via discorrendo.
Ricordiamoci innanzitutto che assumere frutta e verdura fresche in buone quantità ogni giorno ci permette di introdurre vitamine sane e libere da strani additivi e dolcificanti.
Detto questo, io le mie bevande dissetanti e reidratanti dell'estate da quest'anno me le produco da me.

Ho seguito con grande piacere un post di Alcesti nel suo L'angolo del focolare sulle bevande estive, in cui propone tre delle sue ricettine: il cappuccino freddo, il tea freddo e il mojito (analcolico).
A queste io aggiungerei anche l'acqua aromatizzata, che io produco periodicamente non solo in estate, per le proprietà rinfrescanti, ma anche depuranti, purificanti e drenanti di cetriolo, limone, menta e qualsiasi altro ingrediente decidiamo di utilizzare.

La mia nuova abitudine è il tea freddo ottenuto dalla sola infusione in acqua fredda.
Ottimo per qualsiasi momento della giornata, dalla colazione, al break di mezzo pomeriggio: basta aggiungerci un paio di frutti.




Semplice semplice, serve solo: acqua fresca, un vaso o una caraffa con tappo (io utilizzo un vaso grande della nutella ...ehmmm...), e una bustina del tea o della tisana o dell'infuso che più ci piace.
Si può fare anche in vacanza, no?
In questo momento mi sto sorseggiando un bel bicchierone di tisana depurativa ^_^




Riempite con acqua il recipiente che avete scelto, immergetevi la bustina che preferite, facendola scendere ben bene nell'acqua, tappate il contenitore (così non assorbirà altri odori ) e infilate il vaso nel frigo.
Attendete una manciata di ore (io la preparo la sera, così al mattino è bella pronta) e togliete la bustina, strizzandola per bene, come fareste con il tea classico.
Il vostro tea è pronto.
E non avrete scaldato nulla, tantomeno la vostra cucina!

Che ne dite? 
Proverete anche voi questa semplice bevanda estiva?
E avete già curiosato le altre proposte di Alcesti?
A me quel mojito lì mi stuzzica ...
Voi avete delle bevande casalinghe da condividere?

venerdì 20 giugno 2014

cucciola

Cara Cucciola mia,

questo è un periodo vorticoso, per te.
Ti vedi uno schifo, ti senti uno schifo.
Hai mille desideri, mille sogni, mille progetti davanti a te.
Il caos che in questo periodo mostri fuori da te (hai provato a guardare la tua camera, la tua borsa come la vedrebbe un estraneo?) rispecchia quel caos che hai dentro.
Dici cose, fai cose (tendenzialmente in contrasto con quello che dici), desideri raggiungere determinati obbiettivi ma poi agisci remando contro alle tue intenzioni, senza nemmeno rendertene conto.
Nelle amicizie, nella gestione del tuo tempo, nel rapporto con noi che siamo la tua famiglia, nello sport... ovunque sembra essere assente un briciolo di logica e razionalità.
Perché adesso tu non sei razionale.
Agisci d'istinto, ti difendi dal mondo, ti muovi da sola in mezzo alla giungla.

Calma, propongo una tregua.
Deponi le armi, il telefono e il piccì.
Guardami negli occhi, che tra verdi ci intendiamo.

E' impossibile fermare gli eventi, ma possiamo rallentare, facciamo un passo alla volta anche andando controcorrente. Piccoli passi saldi per non farci travolgere dalla potenza del fiume del Fuori.
Iniziamo a mettere ordine fuori, così che pian piano tu possa trovare dei punti fermi a cui aggrapparti.
La tua camera di tredicenne sta diventando il nido di una liceale, un pezzo alla volta va scelto, va messo al suo posto, va selezionato in base a ciò che ti vuoi portare dietro nella nuova grande esperienza che inizierai l'anno prossimo, tra ricordi e cimeli di ragazzina che diventa ragazza.
L'armadio: vuoi mettere la carica del mattino nell'aprirlo e vedere solo abiti che ti piacciono e che ti fanno sentire bene? Restituiscimi le mie cose, ad esempio; elimina ciò che non è più di misura, ciò che vorresti-ma-non-ti-va-più, ciò che non ti fa sentire te stessa. Quando sarà necessario, andremo a scegliere capi nuovi che amerai veramente. Vedrai che soddisfazione.
E i pasti: fidati di me, lasciati guidare nell'alimentazione. Se hai fame, pensiamo assieme a cosa sia meglio, anziché raccogliere dalla dispensa la prima cosa che ti capita a tiro per poi pentirti e sentirti in colpa.
E poi usciamo, andiamo a farci le nostre belle camminate, tra chiacchiere e confidenze.

Questo e altro ancora si può fare per iniziare una vita nuova, da grande.
Non "ok, vedremo".
Non "ok, ci provo".
Non "da lunedì".
Non si può dire "speriamo" e attendere gli eventi, nella propria vita.
La vita è tua, è nelle tue mani.
Dì "lo voglio!" e metticela tutta.
Dalla colazione del mattino (no, mezza tazza di latte e cacao non basta), alla doccia rigenerante del risveglio, a ogni singolo pezzetto della tua giornata.
Chiediti "lo posso fare in un modo diverso?", "lo posso fare in modo migliore per me?".
E inizia da lì.
Iniziamo da qui.
Cerchiamo insieme le risposte, cerchiamole dentro di te.
Sei tu a costruirti la tua vita, non affidarla al caso.

Ti ho detto questo e altro ancora ieri sera, dopo che ci hai ringhiato contro per tutto il giorno.
Ti ho ascoltata per un'ora intera. Eri un fiume in piena, come ti conosco io.
E ho capito quanto ci assomigliamo. Non so se esserne felice, perché io so quanto si soffre.
E stamattina sei scesa a colazione con il sorriso.
Erano parecchi giorni che non se ne vedevano, sul tuo viso.
Sì, tu lo vuoi.

giovedì 19 giugno 2014

speriamo che ce l'ho fatta

Care mie, ma come diavolo avete fatto voi? 
Come è che c'avete quelle belle pagine, quei profili curati su Facebook e dite che ne sapete poco?

Se ieri mi sono buttata, ci ho sbattuto la testa e ho fatto ammenda studiando e curiosando in giro (grazie grazie grazie Siro, ora che mi hai detto che non è stalking ringraziare a ripetizione, ti ringrazierò forever and ever, sallo) (grazie grazie anche a Marina, che ha colto la mia disperazione e mi ha offerto un salvagente, ma io son testona e forse ho imparato a nuotare. Forse), oggi sono un po' soddisfatta. 
Grazie anche a tutte le altre amiche esperte che mi hanno un po' rincuorata, in fondo anche Cecilia ha ragione: è molto più semplice a farlo che a spiegarlo.

Un po' perché comunque devo ancora studiarci bene su.
Ma ho capito la differenza tra profilo e pagina, che non è poco.
Probabilmente ci saranno ancora cose che vanno sistemate e confido nelle vostre critiche. Anzi, le esigo.

Quindi, sempre pronta a mettermi in discussione e specialmente ad imparare cose nuove, ecco 


Ora spero che le amiche che ieri avevano fatto le piroette con me all'inaugurazione del pastrocchio  che ho eliminato mi perdoneranno. Lo so che lo faranno. 

E nella colonna a sinistra c'è anche il badge.

Non chiedetemi tante cose, che stanotte ero come un'invasata.
Non sopporto di lasciare le cose a metà.
Tantomeno di sbagliare e mollare.

Se vorrete ci vedremo anche là (sicure di non averne abbastanza? eh?) e chissà che non provi qualche altra diavoleria che trovo in giro.
Sì. 
Quando avrò tanto altro tempo da impiegare lontana da casa e figli, però. 
Cosa rara, anzi, rarissima.

Ora, appunto, è il momento di risvegliare le ire dello yeti di casa: l'undicenne in vacanza.
Se sentire strani versi gutturali è lui, tranquilli.

Buonissima giornata a tutti ^_^

mercoledì 18 giugno 2014

facebook o non facebook, questo era il problema

Oggi studio.

Ho le questioni di lavoro che mi escono dalle orecchie e ho deciso che fino al pomeriggio mi prendo una pausa.
Che non è normale pensare alle relazioni, ai progetti e quant'altro da quando ci si lava i denti al mattino, a quando si crolla sul cuscino a mezzanotte inoltrata. Eh no.
Il risultato è che ci si abbiocca in ogni dove, anche nel parcheggio davanti alla scuola nell'attesa che la pargola nevrotica esca da uno dei mille scritti di questi giorni.
Non pare bello. Nonnnò.

Allora che mi studio?
Qualche cosa che piace, ovviamente.
Non so ancora se mi piace, ma mi incuriosisce e penso che sia molto utile per mantenere e stabilire nuovi contatti.

Mi vergogno anche un pochino.
Perché se io faccio qualcosa a costo zero, è zero davvero.
In questo caso, però, zero è anche il mio livello di conoscenze.
E speriamo di non fare brutte figure, valà...

Insomma, bando agli imbarazzi, se volete potete trovarmi anche sulla mia pagina di facebook.... panico da prestazione.


https://www.facebook.com/firmatocarla 

ancora non ci credo.

I consigli e le dritte sono bene accetti, anzi, sono proprio esplicitamente richiesti in ginocchio e sui ceci.
Sarebbe bello costruire quella pagina insieme, no?

Ad esempio... come faccio a visualizzare la pagina come pubblico, santocielo? Non riesco più a vederla da fuori, come la vedete voi! Ma si puòòòò????

Heeeeeeeelp!


Attenzione, pericolo, lavori in corso!!!

"Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate..."


images/Gif_free/ga_cz004.gif

Come volevasi dimostrare, le cose sono più complicate del previsto, quindi ho disattivato l'indirizzo.

Facciamo così.
Voi state lì e tenete le dita incrociate...

A presto.
Spero.

lunedì 16 giugno 2014

stress e angurie

Che ve lo dico a fare?
Sono senza parole.
Sono talmente tesa e ansiosa per questi benedetti esami della grande, che parlerei solo di quello.
Di quanto lei sia fuori da ogni grazia e di quanto stia facendo saltare i nervi anche a tutto il vicinato
Guai a parlarle.
Guai a guardarla.
Guai a incitarla.
Guai a passarle vicino.
Guai a passarle una dritta.
Evitatela e basta.

Ci diciamo che passerà. Che gli esami finiranno e che la nostra Cucciola grande tornerà quella che conosciamo.
Speriamo.
Altrimenti la diseredo. 

Detto questo, godiamoci la bella frescura portata dalle piogge di questi ultimi giorni. Il condizionatore è ancora rotto.
E diciamo anche una preghierina perché i disastri che questa perturbazione sta disseminando per l'Italia possano finire.
Qui siamo fortunati.





Magari ci possiamo rigenerare con una bella fetta di anguria tenuta in fresco per il dopo cena di sabato.














Oppure preparando 
un'anguria di gelato...
 l'avete mai provata? 










Forza: munitevi di gelato verde, bianco e rosa. I gusti si possono scegliere, visto che a questi colori corrispondono differenti possibilità. Noi abbiamo scelto pistacchio, limone e fragola.

Una terrina semisferica, pellicola per alimenti, cucchiai, gocce di cioccolato al latte/fondente/bianco a piacere.
Un congelatore.



Passo uno:  foderare bene una terrina semisferica con della pellicola per alimenti. Consiglio: fissatela bene all'esterno, magari anche con un elastico. Tenderà a staccarsi continuamente, alla prima lavorazione.









Passo due: ammorbidire rapidamente il gelato verde mescolando con un cucchiaio. Non attendete che si ammorbidisca per la temperatura, altrimenti perderà consistenza e si scioglierà.










Passo tre: spalmare il gelato verde nella terrina foderata, in uno strato consistente di un centimetro abbondante. Riponete immediatamente in congelatore. Dopo una mezz'oretta, verificate che si sia ricongelato e approfittate per aggiustare eventuali colature. Lasciare ancora in congelatore finché la consistenza solida riprende del tutto.






Passo quattro:  ripetere i passi due e tre con il gelato bianco, sovrapponendolo a quello verde.











Passo cinque: ammorbidite il gelato rosa aggiungendo anche le gocce di cioccolato che avete scelto, a rappresentare i semini e a dare quella croccantezza golosa alla vostra anguria. Poi riempite lo spazio all'interno degli strati precedentemente congelati e livellate bene. Riponete in congelatore per almeno un paio d'ore.







Passo sei, momento di servire: estratta la terrina dal congelatore, rovesciare il gelato solidificato su un piatto da portata e togliere accuratamente la pellicola.
Tagliare a fette e servire subitisssssimo nei piattini, meglio se tenuti precedentemente in fresco per mezz'oretta!






Passo sette:  accaparrarsi il piatto da portata e sbafarsi quel che resta, prima del completo scioglimento del gelato ^_^ 





Che ne dite?
Potrebbe risollevare anche la giornata più calorosa?
Secondo me va benissimo anche sotto la pioggia....

sabato 14 giugno 2014

siamo qui, giuro

Buongiooooooornooooo!

Rieccomi dopo tanti giorni (tanti per me...) di frullatore ad immersione, di giri in lavatrice e di grandi maratone quotidiane.
Di solito, nonostante tutto, trovo il tempo per passare di qui ad aggiornarvi sulle nostre carambole, magari nottetempo.
Se non ci sono riuscita... potete immaginare i ritmi di questi giorni.
Siamo anche rimasti senza elettricità, mercoledì. Alla faccia del terrore da guasto al condizionatore, per altro ancora fuori uso. 
A proposto.
Caro signor tecnico dei condizionatori, se non ti fai vivo entro oggi, diffondo la voce della tua assoluta mancanza di affidabilità e serietà. Che se anche hai l'agenda piena (beato te) magari potresti semplicemente dire: non riesco a passare da voi prima di agosto.
Che non sei l'unico signor tecnico dei condizionatori al mondo, sallo.

Sono viva, sono qui.

Stamattina ho accompagnato la mia Cucciola tredicenne a scuola, per il primo scritto degli esami di fine terza media.
Stamattina mi veniva da piangere: è grande davvero.
Non posso più accompagnarla per mano verso le sfide della vita.
Oggi è scesa da sola dall'auto e con un breve gesto della mano mi ha salutata.
Ciao.
Io sono grande.
Io vado.
Da sola.
Io ce la posso fare.

E io piango perché sono orgogliosa di quello sguardo che non ha nulla a che fare con "aiuto, vado al macello, alle torture, alla guerra", ma trasmette sicurezza, consapevolezza, (incoscienza), autonomia, so-quello-che-devo-fare.
Sono onestamente stanca, ma ho il cuore gonfio.
Un po' anche tronfio.

E poi mediolo, che con il suo ulteriore balzo in alto (aaarggghhhh 153 centimetri all'oggi), tra nove centimetri mi raggiunge. 
E quasi mi guarda dritta negli occhi.
E ha un pelo sotto l'ascella.
E puzza come un caprone, nel suo nuovo fisico secco e scattante.
E l'anno prossimo prenderà il posto della sorellona alle scuole medie.
Che paura. 

E il piccolo.
Che poi è promosso grande e se ne va in giro vantandosi per essersi fatto regalare il dvd di Frosi (Frozen, per gli amici) e non vede l'ora di riguardarlo per la centesima volta, stasera, insieme ai cuginetti, dopo una cena estiva che attendiamo da tempo.
Cinquenne che mi fa venire voglia di ricominciare daccapo, perché un piccolo in famiglia quasi non c'è più.
Bambino che cresce, pulcino che si rintana tra le mia braccia quando nel cuore della notte si risveglia "che ho sentito una voce che veniva dal niente". 
E al mattino mi sveglia a furia di bacetti.

E il papo, che ieri ha dovuto farmi acquistare un telefono nuovo, più grande e complicato del precedente, che (oltre a seri problemi di identità e a restare acceso) ieri aveva anche seri problemi di connettività. Che poi alla sera, mentre ero al lavoro, al tiggì hanno detto che Wind si scusa per i problemi causati ai propri clienti.
Ma ora papo è soddisfatto (io lo sentivo sghignazzare compiaciuto, mentre mi whattsappava del servizio alla tv).
Lui ci tiene più di me, poco da fare.
Fortunatamente esistono quelle cose lì che paghi telefono e ricarica assieme ogni mese e nulla più. 
Magari a vita, ma pazienza, tanto questo telefono qui verrà con me nella tomba, giuro.

E insomma finalmente è sabato.

Due giorni di casa, famiglia, estate, caldo e fresco, anguria, spaghettata, bolle di sapone.

E una grande emozione nello scoprire che nonostante la mia assenza, siete passati in tanti e mi avete fatta sentire in compagnia anche quando arrancavo nei 35 gradi centigradi di questi giorni.

Grazie anche a Laura, la Strambamamma più forte che c'è, che finalmente è tornata a scrivere e condividere le sue meravigliose creazioni, dopo un periodo per nulla facile.

Grazie per il premio (che avevo già ricevuto), che so per certo essere pieno di affetto e amicizia. 
Quindi vale tantissimo e mi riprometto di rispondere alle sue domande quanto prima.




E poi grazie a Chiara che mi ha passato una tag meravigliosa che non vedo l'ora di scrivere.... vedrete anche voi che cose belle!!!

Insomma, come sempre ci sono molti progetti, tante idee e una forte energia nel cuore.

E' il fisico che a volte dice "aò, ma 'ndò vai?".

Quindi questo week-end mi rifugio nella mia piccola grande famiglia, tra abbracci nipotosi e sorrisi sorelleschi, gelati freschi e spaghetti-con-i-mostri da leccarsi i baffi.

E a voi come va, amici?
Che periodo è questo di inizio estate/fine scuole?
Novità?

martedì 10 giugno 2014

lunedì 9 giugno 2014

di sole, di festa, di turche traditrici

Ragazzi,   avete visto che sole?

Lo so che lo avete visto, ne avete goduto, ve lo siete spalmato, ne avete abusato.
Lo so.

Avrei voluto anche io, ma, come capita, i programmi per me erano altri.
Ma non mi scapperà più: d'ora in poi voglio abusarne come i matti, voglio ubriacarmi di caldo e di luce, voglio sentire il calore che entra nella pelle e l'acqua che rinfresca ed evapora.
Sì, lo voglio. 

Sabato è stata una festa immensa. Altro termine non c'è. 
La classe del medio, le maestre, il parco, la grigliata, i dolci, i giochi, le corse.
I bagni, le spintonate, le turche traditrici.

sabato 7 giugno 2014

tutte in forma... quasi

"mamma, ma se voglio, da grande posso fare il poliziotto?"

"Ma certo amorino mio, se lo vorrai..."

"...così posso arrestare il ladro che arriva! (amore mio, non è che mi diventi mentalista e arrivi prima del ladro. così che lo arresti prima che rubi qualche cosa, anziché mentre sta scappando?) ... e anche mio fratello? posso arrestare anche lui se mi prende in giro?"

Quando si dice amore fraterno.

Veniamo a noi adulti.
E' venerdì, ossia il giorno deputato alla fantomatica Tutte in forma per la prova costume!!!!!

giovedì 5 giugno 2014

Amicizia blog? riflettiamoci con un premio

Buongiorno! 

Oggi resto concentrata, promesso.

Allora... si parlava di sorprese che ho ricevuto e qui scatta il giochino.
Sì, perché non avevo mica colto bene i dettagli, ma poi...

Torniamo all'origine.

mercoledì 4 giugno 2014

ricette e link... cose che mi piacciono, profumi che deliziano

 Ma quanto è bello svegliarsi al mattino
 in una casa profumata di vaniglia e caffè?





Un sogno direi. Può fare la differenza. Davvero.

Sarà per questo che stamattina sono di ottimo umore? chissà...
O forse anche il sapere che oggi non ho turni di lavoro, che finalmente io e papo andiamo a cambiare contratti di luce e gas, che la bolletta da euro quattrocentosettantaquattrovirgolasessantuno per energia e gas di due mesi ci ha lasciati superiracondi, imbufaliti, iperadirati ...ma soprattutto molto alleggeriti nel portafogli.

Ma lasciamo perdere.
Parliamo di cose che fanno stare bene.

lunedì 2 giugno 2014

io "quaderno di bordo", e tu?

E allora mi sono decisa.

Ci sto lavorando, la sto migliorando, la sto rendendo più funzionale.
Da un anno e passa, oramai.
La mia super agendona, altresì nota come QUADERNO DI BORDO.

Stiamo parlando di ordine e organizzazione.
Non temete, state proprio leggendo firmatocarla, non è un'interferenza.

Ma andiamo con ordine.

Parliamo di carte, burocrazia e di come sopravvivere a quel mare di carte che ricevete per posta, che distribuiscono al lavoro, che i pargoli portano da scuola, che servono per affrontare il mondo odierno nelle sue mille sfaccettature, che ancora non sono state sostituite dalla tecnologia. 
O che semplicemente come me non vi siete decisi a tramutare in formato digitale.

Quindi: che ne fate voi di tutta quella marea di fogli?

Ecco a voi le mie tecniche di sopravvivenza.
Provate sul campo e garantite.

Da sempre tengo ben catalogate tutte le carte che tanto mi fanno ammattire e che detesto, ma ho scoperto che se le tengo in ordine man mano che arrivano e che disbrigo le pratiche... non mordono. Incredibile.

Quindi ho organizzato il ripiano sotto al piccì incastrandoci tutta la questione: ordinata e a portata di mano, ma non invadente.
Come piace a me!

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