mercoledì 5 marzo 2014

scusatemi, ma lo rifaccio

Ci ho pensato. 
E ripensato.
E ancora riflettuto sopra, un'altra una decina di volte.

Ma proprio non capisco.

Non so cosa si possa fare, ma qualcosa faremo di certo. 
Fateci ragionare un attimo, che poi partiamo in quarta.
Anche in quinta, se esiste una via legale.

Mi ero ripromessa di non sfogare più la mia rabbia e indignazione riguardo a certe assurdità su episodi a me noti e vicini di maltrattamenti e violenze domestiche. 
Avevo anche corretto le informazioni, man mano che il quadro si dipingeva sotto i nostri occhi, venendo finalmente a sapere che le ultime legiferazioni in materia hanno dato una svolta a favore delle vittime.
Magari non sempre, magari dipende, ma finalmente la legge c'è.

La donna, dopo anni di maltrattamenti, realizza che quella che sta vivendo non è vita. Che lei e i suoi bambini meritano di meglio. Meritano di vivere.
Ci mette parecchio, perché non è per nulla ovvio, o scontato riuscire a vedersi con gli occhi degli altri e rendersi conto che quello che hai vicino non prova amore, ma solo possesso. Che la propria vita "gli appartiene" e basta.
Lei si rivolge ad avvocato, a forze dell'ordine, a un centro antiviolenza.
Viene a sapere che non si può agire d'impulso, che c'è il rischio che i bambini vengano allontanati da entrambi i genitori, che se le comunicazioni non vengono fatte nella maniera corretta, a passare dalla parte del torto può essere lei.
Assurdo, ma è così. 
Ci si adegua.

Finalmente le pedine si mettono in ordine, le mosse sono studiate e ci si prepara per il momento della verità: si attende che la convocazione per la separazione venga notificata al "coso" in questione.
Subito prima della comunicazione, si sta organizzando lo spostamento della donna e dei bambini in un centro antiviolenza, onde evitare conseguenze pericolosissime e imprevedibili.
Domani. 
Ci si muoverà domani. 
Si va a concordare tempi e modi precisi.

Al centro (su cui si sono riposte tutte le speranze e in cui ci si è sentite finalmente capite e sostenute) ci si sente dire che non è così che ci si comporta, che se lei si è rivolta anche ad altri (avvocato e forze dell'ordine) significa che lei non si fida del centro. 
Che senza questa fiducia lì non c'è posto per lei e per i bambini.
Che è stato tutto tempo perso inutilmente, se le cose stanno così.
Che ci sono altre millemila donne in condizioni gravi ed urgenti.
Che lei ha fatto perdere tempo.
Che il materiale prodotto assieme a loro verrà consegnato, dietro richiesta dell'avvocato.

L'hanno scaricata.

Non posso esprimere tutte le ingiurie che mi passano per la mente (e che ho ripetuto più e più volte oggi) riguardo a questa persona che ha avuto il coraggio di trattare così una donna in queste condizioni.
Non dirò che in un centro antiviolenza dovrebbero avere chiaro che una donna in questo stato non ha fiducia in nessuno, nemmeno in se stessa. E loro dovrebbero vederlo e sperimentarlo tutti i giorni, se non sbaglio. Ok, l'ho detto.
Non voglio soffermarmi su altri dettagli.

Non avrei mai voluto trovarmi a criticare un centro di questo tipo, di cui io ho una grandissima opinione e penso ancora adesso che siano una delle risorse migliori che siano state istituite per le donne vittime di violenza, stalking e quant'altro.

Vi prego, ditemi che non è così che lavorano questi centri.

Scusate l'ennesimo sfogo, ma qui la realtà sta superando di gran lunga le peggiori tra le proiezioni immaginabili.

Non ci sono più parole.

Precisazione dovuta

Questo non è un blog legale, nè tantomeno divulgativo.
Qui c'è la mia esperienza, ciò che vedo, quindi non è "legge", ma vi parlo delle cose che accadono realmente, che siano logiche oppure no.

Ci tengo a fare una precisazione, visto che l'ondata di rabbia e incredulità forse mi ha reso difficile essere ben chiara.

Il centro non pretende che la vittima non si rivolga ad avvocato, forze dell'ordine o quant'altro.
Durante i primi incontri, la donna è stata informata che ci sono alcuni avvocati che si occupano di questo genere di problematiche, in caso lei non ne avesse avuto uno suo
Proprio grazie all'avvocato e alle forze dell'ordine (che già conoscevano il caso per vecchie segnalazioni) si è saputo del rischio di conseguenze sui figli e del non trascurabile rischio di passare dalla parte del torto, ad esempio per sottrazione di minore e abbandono del tetto coniugale...
Con questi timori, a me pare ovvio che si sia cercato di informarsi quanto più possibile per non commettere errori di forma (che già è una cosa assurda, permettetemi di dirlo: una le prende e poi deve stare attenta a quello che dice e a come lo dice...).
Proprio in concerto con queste altre parti (centro incluso!) si è ritenuto opportuno avvalersi del centro per evitare altre situazioni pericolose per donna e figli, solo per un brevissimo periodo.

A questo punto il centro ha detto, in sintesi: ti sei voluta informare presso altri? adesso arrangiati.

Ci saranno anche delle regole, certo, altrimenti diventa il far-west, ma non è forse diritto di una donna di capire esattamente cosa potrà succedere in conseguenza di separazione e denuncia, dopo anni di buio, oblìo e il vuoto intorno?
Il centro aveva consigliato di fare subito la denuncia.
Avvocato e forze dell'ordine, conoscendo i meccanismi e i tempi burocratici, hanno indirizzato verso la separazione e solo in un secondo tempo, la denuncia.
A quel punto il centro ha detto: hai voluto fare quello che vuoi? non ti sei fidata? mo' arrangiati.

Se questo è un centro che dovrebbe aiutare e soccorrere le donne in situazioni di pericolo e rischio, direi che questa volta ha fatto acqua.

27 commenti:

  1. Il tuo sfogo è assolutamente giustificato! Io non voglio credere a quello che hai scritto...non ci riesco...

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  2. Sono senza parole anche io Carla! È un incubo quello che racconti!
    Se penso alla disperazione di questa donna e...scusami ma qui si tratta di imbecillità, di persone che accogliere e non allontanare...scriverei a tutti, mi farei mandare in televisione, racconterei che questa realtà assurda esiste...e dei bambini ne fanno le spese...forse accetterei anche che i bambini venissero allontanati da me ma a quello str....gli farei....

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  3. Sono basita..
    Ho già visto per esperienza indiretta che la tutela della parte debole è veramente inadeguata e il soggetto a rischio deve tutelarsi anche dalla legge stessa..

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  4. No non e' così che questi centri lavorano. In casi così delicati ci deve essere sinergia e collaborazione, prima dal punto di vista morale poi da quello pratico. Cos'è sta storia che non ci si deve rivolgere ad un avvocato o alle forze dell'ordine? Son pazzi? Pensano forse che storie così si risolvano solo con il dare un altro tetto? In questi posti devono o dovrebbero lavorare psicologi e mediatori, sanno quello che si passa e quanto sia difficile affrontarlo, no non si lavora così e se loro lo fanno, che si vergognassero.

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    1. Grazie carissima... ho aggiunto una precisazione, perché la rabbia mi aveva probabilmente fatto dire le cose in modo poco chiaro. La questione, comunque cambia ben poco...

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    2. Ho letto la precisazione e la mia risposta rimane quella! Non si lavora così! Abbraccio.

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  5. Senza parole...senza parole Carla. Senza parole...

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  6. Sono senza parole.
    Cosa possiamo fare?
    ti abbraccio
    Sara

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  7. Non ci sono parole! Notte Carla!

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  8. Ciao Carla, non ho compreso bene ma se la signora si è rivolta ad un avvocato e alle forze dell'ordine l'intento sarà quello di allontanare il coniuge dalla casa e mettere delle restrizioni alla vicinanza. Penso invece che queste case di accoglienza fungano per quelle persone che non hanno assistenza legale. Da come l'hai descritto ho capito così ma è assurdo anche prendersela con chi ha regole da rispettare per garantire un rifugio a chi non l' ha. saluti. lisa

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    1. Ciao Lisa, questo centro ha lo scopo di proteggere, non di essere l'alternativa all'avvocato. Rappresentano una risorsa in caso di emergenza, permettono una fuga. Ma, come ho deciso di precisare stamattina in calce al post, i meccanismi non sono così chiari...

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    2. Infatti sono pienamente d'accordo che i meccanismi non sono chiari. Resta solo la violenza generata da questi coniugi sulla prole e sulla società. lisa

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    3. scusa, ma non capisco... cosa intendi per "violenza generata da questi coniugi sulla prole e sulla società"?
      la persona violenta è una sola, in questo caso...

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    4. Hai scritto che temeva per l'affido dei figli per cui è in forse anche la buonafede della donna che magari ha una relazione extraconiugale.

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    5. Ah, ho capito cosa intendevi... no, non c'è alcuna relazione extraconiugale.
      C'è solo un mucchio di informazioni buttate là da chi avrebbe dovuto sorreggere una persona in situazione di forte disagio, quasi con lo scopo di spaventarla ancora di più, semmai ce ne fosse stato bisogno...

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  9. Cara Carla sapessi dietro a certi centri vari e associazioni cosa c'è...c'è uno schifo, lo schifo di essere tali soli per populismo o per far soldi a palate Ci sono anche centri positivi e che lavorano davvero,
    Mi dispiace immensamente per questa persona, spero che non demorda e che abbia attorno a sè la solidarietà di persone che la possono aiutare.Sono certa che se diene duro li si aprirà una strada.

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  10. Ho letto e son rimasta senza parole :-(
    Io non so assolutamente niente di questi centri ma mi pare davvero una cosa assurda, ingiusta e triste. Penso che sia come dici tu: una donna in una situazione simile non si fida e quindi andrebbe protetta e accompagnata, sempre e in ogni caso, non abbandonata!

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  11. io rimango basita quando leggo queste cose. l impulso ti fa fare cose di cui potresti pentirti. consiglio a questa persona a te vicina di procedere con cautela per il bene dei suoi bambini, ma cmq di non demordere e provarle tutte. sono vi ina a queste vittime dell ottusita umana. coraggio e avanti per la strada della separazione e poi della fuga il piu lontano possibile per ridare serenita ai bambini. un forte abbraccio

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  12. Carla, purtroppo non ti so offrire chiarimenti in merito alla normativa o ai meccanismi perchè non sono competente, ma non posso che constatare con rammarico che l'esigenza di sicurezza di una donna e dei suoi figli spesso passa in secondo piano di fronte a cavilli normativi o peggio burocratici, e questo non dovrebbe MAI accadere... a volte sembra che chi dovrebbe proteggere le vittime si dimentichi che quello è l'obbiettivo primario, da salvaguardare a qualsiasi costo.
    Mi dispiace, ti abbraccio

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  13. Ma... io mi presenterei con bagagli e bambini al centro " Eccoci qui!" E che fanno? Ti mandano via? Mi sembra tutto così assurdo, contrario al semplice buon senso, modi di complicarsi inutilmente la vita (e soprattutto complicarla a chi di certo non ha bisogno di trovare altre difficoltà e soprattutto, perdonami la schiettezza, gente imbecille con cui interagire!) Che rabbia immensa... abbandono del tetto coniugale... ma sarà abbandono del "carnefice coniugale"? Meglio che mi mordo la lingua...

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  14. non ci sono molte parole... solo fede... :'( ♥♥♥

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  15. Altro che rabbia! Vien voglia di spaccare tutto!

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  16. Io sto male leggendo queste cose.. l'unica cosa che mi auguro è che sia o un sbaglio o un caso isolato e unico, perché si non è così e da spaccare il mondo!

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  17. Cara Carla, sono sconvolta... non riesco a capire il comportamento della persona che lavora in quel centro. La donna in difficoltà deve essere aiutata non presa a calci nel didietro. Certo che una persona si rivolge alle forze dell'ordine e pooi all'avvocato... mi sembra il minimo! Per tutelare se stessa ma soprattutto i bambini. Io non sono del mestiere però credo che se te ne vai portandoti dietro i figli l'altro genitori possa crearti problemi per sottrazione di minore. E se è uno da cui scappi perchè è violento... gli lasci i figli?
    A volte mi chiedo come si lavori in Italia... Di sicuro però ci sono centri con personale pìù molto più preparato di quello che mi pare sul genere " se ci sono io non ci deve essere nezzun altro".
    Non so che dirti. Solo inn bocca al lupo! E tienici informate perrchè questa cosa è sconvolgente
    Ciao

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  18. Sono assolutamente senza parole.
    Daniela

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