lunedì 27 gennaio 2014

27 gennaio - per non dimenticare

Nel 2011 la classe 5^ della scuola primaria del paese è andata in gita alla Risiera di San Sabba, a Trieste.

I bambini sono tornati molto segnati dall'esperienza, è stato spiegato loro il quando, il come, il chi, il dove. 

Ma non il perché.

Forse un perché non esiste.


Sono solo vanità, massacri, ingiustizie, sterminio, ignoranza, malvagità, segreti, abominio, cattiveria, razzismo, cecità, odio... portati a livelli disumani. Impensabili. 

Ma siamo tenuti a pensarci.
A non dimenticare.
A fare lo sforzo (enorme) di spiegare i fatti ai nostri figli. 

Non perché capiscano.
Tutto ciò non è comprensibile. 
Ma perché sappiano riconoscere i segni di una mentalità malata, perché abbiano ben presente dove l'uomo può arrivare.
Perché possano vivere combattendo contro questi dis-valori, questi falsi miti.

Vi lascio solo le fotografie della mia cucciola, custodite con grande cura e attenzione. Perché lei, al ritorno, ha semplicemente detto "Guardate pure le fotografie, io non le voglio rivedere. Mamma, mi dispiace, ma non mi sento di raccontarti quelle cose."
A scuola ne hanno poi parlato, per capire, almeno fino a dove è possibile capire.














































































































































































E aggiungo un film e il libro da cui è tratto. Entrambi meritano di essere presi in mano:

  • "Il bambino con il pigiama a righe" del 2008, regia di Mark Herman
  • "Il bambino con il pigiama a righe" di John Boyne, pubblicato nel 2006.

44 commenti:

  1. Ci son andata pure io in gita, alle scuole medie, e mi ricordo ancora la visita...

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    1. Pensa, da Udine a Trieste è un fischio... e non ho mai avuto la forza di andarci. Un po' mi vergogno, ma mi si spezza il fiato solo a pensarci.

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  2. CArla, mia figlia alle superiori andò con la scuola ad Auchwizt, Nonn fece una foto. Non ci disse niente.
    Le uniche cose che siamo riusciti a sapere sono state che le mancava il respiro come se avesse avuto un peso sullo stomaco, che si aspettava che da dietro ad ogni angolo sbucassero i prigionieri, che vedere i mucchi di scarpe, orologi e oggetti personali vari era impressionante ma quanndo gli oggetti erano dei bambini era ancora peggio...
    Io non ci sono mai stata e nnon so nemmeno se ci andrò mai ma sobo convinnta che sia un'esperienza indescrivibile. Che segna!
    La cosa importabte è che non si debba mai più ripetere.... i campi vanno coltivati a grano non a esseri umani,,,,,

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    1. Io sono convinta che lei abbia fatto le foto per non dover parlare.
      E ho omesso quelle in cui c'erano altri visitatori, in silenzio, con il viso in lacrime.

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  3. Immagino che tua figlia abbia fatto fatica anche a scattare quelle foto. Secondo me queste non sono gite per bambini. E' vero, fa parte della storia, ma fa parte dei capitoli peggiori della storia. Io penso che i bambini abbiano tutta una vita per scoprire di quanti atti miserabili sia capace l'umanità, non c'è bisogno, quando ancora non possono capirne i perchè, di metterli davanti a queste cose. Molto meglio fargli conoscere le opere d'arte del passato e ciò per cui l'uomo può andare fiero del suo operato. Per tutto il resto sta soprattutto a noi genitori, oltre alla scuola, prepararli al "male" che purtroppo c'è stato nel mondo, c'è e, credo, sempre ci sarà.

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    1. Io non sono così radicale, penso che in una quinta si possa fare, se i bambini sono ben preparati.
      Il problema è stata una successiva lezione, in cui un anziano reduce ha raccontato le peggio cose, raccapriccianti e crudeli. Queste hanno fatto i danni maggiori, molti dei bambini non dormivano di notte per gli incubi.
      Va bene parlarne, ma credo che gli interventi vadano calibrati!!

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    2. Non lo so... Per quanto possano essere preparati, secondo me sono ancora piccoli; già alle superiori è diverso, c'è una maggiore maturità con cui vivere le esperienze e un senso critico più sviluppato per capire e valutare gli eventi. Io mi ricordo ancora oggi di una lettura che abbiamo fatto in quarta o in quinta elementare che parlava di padre Kolbe, del modo in cui i deportati si nutrivano per sopravvivere (che non sto qui a descrivere) e di ciò che subivano. Mi ricordo che ne rimasi molto turbata; e si trattava solo di una lettura, figurarsi una gita!!!
      Concordo in pieno sul fatto che gli interventi vadano calibrati.

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    3. Dico che devono essere preparati, certo, in base all'età. Non so se i ragazzini delle medie , nel pieno della stupidera, siano più consapevoli. I ragazzini di oggi sono molto diversi da come eravamo noi...
      Ho presente quei racconti, anche quelli sono stati descritti in classe... una cosa davvero esagerata per l'età, valutando le conseguenze...

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    4. anche io penso che se i bimbi siano preparati e le informazioni sono filtrate in maniera adatta alla loro età sia una gita che si può fare. Io ci sono stata quando frequentavo la terza media. Certo non è giusto esagerare nei particolari. Ad esempio da noi alla scuola infanzia avevano raccontato ai bambini della crocifissione di Gesù con tanto di particolari e dettagli sui chiodi che erano stati piantati in mani e piedi, sangue che colava... questo lo ritengo assurdo.

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    5. Ecco, secondo me è proprio quello il punto: le informazioni e le spiegazioni devono essere tarate sull'età, cosa che spesso si dimentica!
      Anche a me è capitato di ascoltare discorsi e descrizioni decisamente esagerate: non penso che si debba per forza "dire tutto", c'è un tempo da rispettare e c'è un grado di maturità che è necessario raggiungere per comprendere.

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  4. Non vergognartene,io ci abito ancora più vicina di te e ci passo davanti quasi ogni giorno perché i miei suoceri ci abitano praticamente di fronte e non ci sono mai entrata...

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    1. ...io mi vergogno perché lì c'è stata gente comune, come me, che ha lasciato lì sogni e vita, famiglia e amici, dignità.
      Ma non voglio rinunciare, andare a visitare quel posto non è turismo, è rendere omaggio e onore a quelle persone, è dare valore a chi non c'è più per colpa di ideali disumani. Ecco perché mi vergogno...
      Se ci abitassi vicino, penso che la situazione sarebbe la stessa...

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  5. Un luogo terribile, quanta crudeltà in questo mondo! Un abbraccio

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    1. Per questo: guai a dimenticarcene!!!
      Ti mando un baciotto!!

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  6. Credo che il modo migliore per far si che certe cose non abbiano più un nome sia costruire OGGI una società della multiculturalità, una società dove tutti si sentano accettati, dove tutti abbiano pari dignità.
    A presto!
    :-)

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    1. Lo penso anche io!!
      Ma ritengo sia giusto parlare del passato, come monito e promemoria agli spiriti così esuberanti di oggi...

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  7. Ci sono stata anche io con la scuola...rivedere attraverso le foto di quel posto mi ha fatto salire la pelle d'oca...non si deve mai mai è poi mai dimenticare...appena mio figlio avrà un età adeguata gli spiegherò tutto...avrà a disposizione una vasta biblioteca qui a casa con cui documentarsi...un bacione

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    1. Sicuramente sapremo parlare con le giuste parole, perché abbiamo chiaro quale orrore si cela dietro a queste fotografie...
      Un abbraccio!

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  8. Quelle foto mi fanno rabbrividire..... Non bisogna mai dimenticare quanti uomini, donne e bambini hanno perso la vita in modo così orribile, trattati peggio che bestie..... A scuola ci hanno sempre fatto vedere un infinità di filmati e fatto ascoltare testimonianze che molto spesso mettevano nausea.... a volte troppo duri, ma è giusto che i ragazzi/bambini vedano e sappiano dove può arrivare la mente umana..... Però io stessa non posso fare a meno di domandarmi , come è potuto accadere che degli esseri umani arrivassero ad essere così disumani??

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    1. Temo che le risposte che cerchiamo non ci siano. Temo che la mente umana possa fare atrocità. Penso che certi orrori ci sono stati (e a volte ci sono) e per questo siamo tenuti a cercare di comprendere come evitare che si ripetano, come parlare ai nostri figli senza traumatizzarli. Tempi e modalità sono importanti. Ma la sostanziale assurdità resta e resterà per sempre...

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  9. Non ci sono mai stata, ma quando i miei bimbi saranno più grandi ci andremo sicuramente tutti insieme perché capiscano e non dimentichino mai.

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    1. Concordo con te: forse il modo migliore è affrontare le questioni con la famiglia, noi che conosciamo i nostri figli sappiamo trovare le parole più adatte...

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  10. il libro l'ho letto insieme a Chiara, come uno dei compiti per casa, è bellissimo e allo stesso tempo ti fa riflettere tanto!
    per non dimenticare chi ha sofferto e chi ancora oggi soffre.....
    simona

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    1. Credo che leggerlo insieme sia stata un'ottima scelta, hai potuto accompagnarla in un viaggio in quelle atrocità e in quella dimensione. Mica poco!
      Hai ragione: non possiamo dimenticare!!!

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  11. Mia sorella ci è stata con suo marito qualche anno fa e anche lei ha raccontato che le mancava il fiato. Se è rimasta scioccata lei a trenta anni figurati dei ragazzini di quinta elementare. Sono daccordo sul parlarne e ricordare sempre, ma secondo me alcune cose andrebbero affrontare a un'altra età.

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    1. Io penso (ma è solo il mio parere!) che si possa, con le dovute attenzioni, parlarne anche a 10 anni. Non serve soffermarsi sui dettagli più atroci, più disgustosi, più aberranti.
      Non deve diventare un incubo. Lo ha dimostrato Benigni, con "La vita è bella". Lì dentro c'è tutta la verità, ma non si rimane scioccati, se si conoscono le vicende dal punto di vista storico....

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  12. Che pagina vergognosa della nostra storia, parlarne anche ai bambini e' un dovere che poi invece, a quanto ne so, e' un argomento che a scuola affrontano superficialmente.

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    1. Mi sa che hai proprio ragione: anche se esistono materiali (basta guardare il post di Mamma Claudia alias Pollon72 più sopra, per rendersi conto della quantità di letteratura per bambini su questo argomento...), ci si affida alla sensibilità e alla personalità delle persone. A me spiace dirlo, ma in questo caso le maestre della grande non hanno fatto un lavoro adeguato: la testimonianza di un reduce, con tanto di dettagli atroci, ha colpito e direi traumatizzato molti bambini che non dormivano di notte.

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  13. Eccomi! Sto finendo il mio giro, dal tuo commento è partita una rifessione che mi ha portato a scrivere un secondo post. Convengo che le maestre della tua grande non hanno avuto molto riguardo per la sensibilità di questi bimbi (hai letto il post che ho linkato per spiegare perchè non intendo portare la mia bimba in certi luoghi prima che sia abbastanza grande per gestire l'ondata di emozioni che ne scaturirebbero?), per questo, per risponderti, io sono d'accordo con l'approccio aperto della maestra della mia che le ha permesso di ri-raccontarsi quel che ha sentito nella maniera che era in grado di accettare e comprendere.

    Grazie!

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    1. Grazie Cì, di tutto il materiale che hai raccolto, c'è davvero molto su cui riflettere!!!
      Mi sento solo di fare una precisazione, a scanso di equivoci. Penso che piuttosto "dire e non dire", sia meglio non dire, se si pensa che un bambino non sia in grado di capire e accettare determinate informazioni. Non volevo dire che si deve dire tutto subito. Anzi. Prima di tutto viene il rispetto del bambino stesso!!!
      Al più presto passo a leggere il nuovo post ^_^ (martedì proprio non potevo ...).

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  14. Dalla risposta del tu piccolo si percepisce la sensibilità del tuo bambino , mi sa che molte persone non vogliono sapere o fare finta che queste cose non siano successe davvero..un po io sono fatta cosi ..lo so è sbagliato ,ma a volte preferisco non sapere che pensare che delle persone ..grandi o piccoli che siano abbiano dovuto passare certe crudeltà.

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    1. Io invece non riesco a non sapere. Mi sembra sempre così assurdo che un uomo possa giungere a tali livelli, che voglio sapere per cercare di cogliere i segnali...
      Ma la tua idea è comprensibilissima: il dolore è davvero enorme.

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  15. ho il libro, devo leggerlo. assolutamente.

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    1. Sì, Federica, te lo consiglio, è un punto di vista diverso dal solito.

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  16. È per colpa mia che hai tolto il post del martedì? :'(

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    1. nooo Annamaria ^_^
      e' che oggi lavoro 8,30-23 e non ho tempo di lavorarci...e' nato male e ho deciso di eliminare... era proprio ingarbugliato o_0 ..

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  17. abbastanza toccante come gita, solo a guardare le foto ... ma è giusto sapere e ,come dici tu,non dimenticare ...ciao :)

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    1. Ciao Simona! Ritengo sempre di più che si debba sapere e ricordare, altrimenti è come se non fosse mai successo, no?

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  18. Io qualche anno fa sono stata ad Auschwitz... nessuna voglia di fare foto, nessuna voglia di raccontare... uscita avevo voglia solo di qualcosa di bello... un fiore, una poesia, un abbraccio... per togliermi il macigno dallo stomaco e ricordare che, per fortuna, l'essere umano è capace anche di grandi e buone cose...

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    1. Caspita Chiara, posso solo immaginare...
      Visitare uno di quei posti deve essere come visitare l'inferno, nonostante sia tutto immobile. E' una di quelle cose che vorrei fare: per rispetto, per onorare la memoria, per tatuarmi nel cuore quelle sensazioni. Ma non è facile decidere di partire...

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    2. Anche io ci sono stata e penso che sia un posto da visitare. Me lo ricordo come silenziosissimo, con tanta gente di tutte le nazioni che seguiva in fila indiana la guida del proprio gruppo, chi camminava, chi pregava... Penso che la visita sia consigliata a tutti ma comprendo benissimo quelli che non se la sentono di entrare in un luogo che ha visto tanto dolore e crudeltà

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    3. Grazie Claudia, la tua esperienza si aggiunge alla mia convinzione di andare a visitare quei luoghi. Ho sempre pensato che la distanza dai campi più conosciuti fosse il motivo per il quale non ci sono ancora andata. Ma la Risiera di San Sabba è a un ora di auto da casa mia. E non è facile decidersi.

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    4. Giusto... In effetti io ci sono stata perchè ho partecipato ad un viaggio in compagnia di alcuni colleghi di lavoro durante il quale abbiamo visitato diverse città della Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Croazia... Se dovessi partire apposta per andare a visitare Birkenau non so... Puoi sempre pensare ad un viaggio in Polonia in cui sono città davvero carine e dedicare una mezza giornata a questa visita particolare

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    5. Anche questa è un'idea...ci penserò.
      Intanto mi sono scaricata gli orari di apertura della Risiera.

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