sabato 31 agosto 2013

un pomeriggio tra noi

I need your heart.

Classica t-shirt fresca e colorata da teenager, con le frasi dell'età, con le passioni del momento. Finalmente qualcosa di brillante, di leggero e divertente. Il periodo black sembra finito...

Oggi il papo ha rapito i maschiacci per una spedizione punitiva nonnesca, in cui (forse) smonteranno il lavandino del bagno, per (forse) sostituirlo con un mobiletto e lavandino annesso. I forse sono d'obbligo, conoscendo le capacità organizzative degli uomini di casa (buona manovalanza, ma a progettazione siamo pareeeeechio carenti). 

Conseguenza diretta è la casa in esclusivo usufrutto delle donne!!! E che ce ne facciamo noi di tutta la casa, quando possiamo andare a far compere (qualche cosa per iniziare la scuola, dal momento che i vestiti della scorsa primavera sono decisamente piccoli...quand'è che i nani smettono di crescere? ...santi saldi miei...). Fare acquisti pensano agli acquisti, vedendo ciò che guardiamo...in religioso silenzio...non ci sembra vero.
Tutto sommato la mia dodicenne-quasi-tredicenne non ha grandi pretese, sa dove desidera andare e cosa veramente le serve. 

Bimba mia, quanto sei cresciuta? Era ieri che ti ricorrevo tra gli scaffali perché non sopportavi spese, acquisti, negozi di alcun genere. Oggi, mentre pranzavamo (fuoriii!!!) da sole, con calma, gustandoci un veloce pasto faccia a faccia, ti ho guardata a lungo, tra il ciuffo che tiri sempre in là, gli occhiali che non vedi l'ora di togliere, le unghie che finalmente non ti rosicchi più, la riga di matita sugli occhioni verdi...e mi hai detto di smetterla, di non guardarti,... come faccio a non guardarti? Sei sempre la mia cucciola, la prima bimba che ho messo al mondo. Insieme a te io sono cresciuta, sono diventata mamma e ho scelto la mia strada. Ed eri così piccola, la mia scatenata piccola cucciola. Adesso sei lì, con la felicità di una ragazzina nell'aver trovato ben due magliette e un paio di jeans, come fossero fatti d'oro. Sei tu il mio oro, il mio premio nella vita.

La passeggiata è proseguita lenta, me ne sono gustata ogni singolo minuto.

venerdì 30 agosto 2013

in corsa


Finite le ferie da ormai un mesetto, mi rendo conto che l'affaticamento non è tornato, nonostante i ritmi serrati che il lavoro impone, visto l'alternarsi delle ferie dei colleghi.

Meglio. Non sempre la carica con cui si torna al lavoro dura a lungo.

Ma, riflettendoci, mi rendo conto che non sono capace di rilassarmi, quando tutto è calmo e i ritmi sono rallentati. Non riesco a fare quelle quattro cose che la vita familiare richiede con la stessa grinta. Se mi rilasso, non faccio proprio nulla. E mi stufo presto. Ecco la verità.

Da quando la nostra famiglia è nata, la mia vita assomiglia a una giostra, è tutto un appuntamento, una corsa, un gioco del tetris per riuscire a fare tutto. Certo, con tre figli non può essere altrimenti, soprattutto (mea culpa) dal momento che faccio un sacco di fatica a delegare. Se riesco, non chiedo una mano. Il fatto è che generalmente ci riesco, seppure ignoro ancora come sia possibile.

La mia vita mi piace così, anche se sempre di corsa, anche se sempre con l'orologio sotto controllo, anche se il tempo per me si è drasticamente ridotto...praticamente alla notte.

La mia vita mi piace così. Sono fortunata ad avere un lavoro molto impegnativo, ad avere una famiglia meravigliosa, e parecchio impegnativa pure lei. Sono felice di correre tutto il giorno, perché so che alla sera  (tardi) ritorno sempre nel posto in cui desidero essere. Non è poco.

Questa è la mia vita: una serie di montagne russe che mi mettono sempre alla prova. La adoro.

mercoledì 28 agosto 2013

occhi dimagriti

Il Nano Piccolo mi si getta tra le braccia appena torno dal lavoro. Mi ricopre di baci come se non mi vedesse da un mese. L'ho portato dai nonni stamattina, è stato lì con fratelli e cugini...

"Mamma, guardami! vedi che ho gli occhi piccolini? Ti ricordi che occhi grandi che avevo prima? Lo vedi, vero mamma?"

Lo guardo (che in una giornata intera gli scontri tra nani di varie misure possono essere pericolosissimi, anche a livello fisico...), lo rimiro da tutte le angolazioni...ma mi pare di non scorgere contusioni di alcun tipo...

"Ma non vedi che sono sgonfiati?"

...

"Con tutte le lacrime che ho perso oggi, mi si sono dimagriti gli occhi, mamma!"

solidarietà nella coppia


Alle volte sarebbe bene riflettere su ciò che abbiamo. Su ciò che viviamo. 
Su ciò che diamo per scontato.

Alle volte spulciando nella rete si trovano informazioni che dovremmo già sapere, che dovremmo avere dentro di noi per esperienza, o perché ce le hanno date negli anni, o per semplice vita vissuta.

Chi è sposato, chi convive, chi decide di vivere una vita di coppia (in qualunque forma) dovrebbe conoscere ciò che per legge deve caratterizzare una coppia.

La definizione di coppia parla (anche in termini di legge) di solidarietà umana tra le parti. La solidarietà umana è reciproca e riguarda il comprendersi, il sostenersi, il rispettarsi.

Riflettiamo mai sul senso vero di queste semplici parole?

martedì 27 agosto 2013

torta 13, un nome-un perché


La mia torta preferita.

Non perché sia quella che mi piace di più (mi piace, mi piace...), quanto perché è quella a cui sono più affezionata: è la prima che ho imparato a fare tutta-da-sola. E ne ricordo a memoria gli ingredienti. Un record mondiale, secondo il mio sistema di memorizzazione!!! L'ho imparata a 13 anni, in occasione della gara di dolci organizzata durante un campo estivo per ragazze. Grazie Marghe. Ovunque la vita ti abbia portata.

Probabilmente ricordo la ricetta soprattutto perché l'ho preparata talmente tante volte, nelle sue infinite varianti...che ormai si fa da sé!!!
Ma ora vediamo gli ingredienti   
  • 5 uova
  • 13 cucchiai di zucchero
  • 13 cucchiai di olio di semi
  • 13 cucchiai di farina 00
  • 1 bustina di vanillina
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 1 pizzico di sale
Mescolare bene i 5 tuorli con lo zucchero, poi aggiungere uno alla volta l'olio, la vanillina, il sale. Aggiungere, mescolando sempre molto bene, la farina e il lievito setacciati. Montare a neve gli albumi e incorporare al resto, con movimento dal basso verso l'alto.
Versare l'impasto in una teglia imburrata e infarinata, che poi verrà infornata (a forno ben caldo, 180°C) per 40-50 minuti.
Controllare con uno stuzzicadenti o con il forchettone che l'impasto sia ben asciutto. In caso di necessità, prolungare di 5 minuti la cottura. Spegnere poi il forno e lasciar riposare per 5 minuti prima di estrarre la torta.

Il motivo del nome è facilmente intuibile...

Come è facile capire, questo dolce può essere tranquillamente utilizzato come una semplice base, a mo' di pandispagna.
Le variazioni all'impasto base che utilizzo di più:
  1. aggiungo 2 mele, o 2 pere (o 1 e 1..) a cubetti di mezzo centimetro circa.
  2. aggiungo scaglie di cioccolato.
  3. sostituisco parte della farina (5 o 6 cucchiai) con: nocciole o mandorle tritate finemente, oppure con farina integrale, oppure con cocco grattugiato.
Oltre a queste modifiche, questo dolce, già nella versione base, si presta molto bene a farciture con crema pasticcera (che proporrò più avanti, nella versione "al microonde"...), o al cioccolato, o...fantasia!

Per me è sempre un passepartout! 

lunedì 26 agosto 2013

come un segugio


Viaggio tra i ricordi di qualche anno fa, dall'asilo (che nemmeno si chiama più così) fino all'Università.

Alcune cose mi mettono nostalgia. Tutto il resto...naaaa.

L'odore particolare della cartoleria è proprio speciale, diverso da ogni altro odore. Sa di nuovo, sa di buono. Di carta stampata, di gomme intonse. Di carta scrocchiante, di colori perfetti.

E ogni anno, insieme al materiale che devo comperare per l'anno scolastico alle porte dei miei tre studenti in erba (oramai le offerte dei supermercati son già vecchie di un paio di mesi!!), non resisto alla tentazione di trovare qualcosina di nuovo e profumato per me, per il mio angolo... e quando mi siedo alla scrivania annuso come un segugio. 

Ma di nascosto, che questo odorino delizioso dà dipendenza...

luglio e agosto, jeans miei non vi conosco


Non so voi, ma io d'estate divento claustrofobica.

Mi danno noia collane, camicie e magliette tipo polo (con colletto e bottoni, per intenderci), ma anche borse con tracolle troppo strette, t-shirt aderenti, scarpe e calzini... ma soprattutto i pantaloni strech e quelli in tessuto pesante. Come i jeans. I miei adorati jeans.

Ma oggi la temperatura si è abbassata, la pioggia che va e viene, la brezza è diventata ventaccio... e vaiiii!  i miei amati pantaloni sono di nuovo alle mie gambe! 

Poi questa rimpatriata diventa una controprova-costume: dopo le spumeggianti abbuffate di gelato, bibite fresche e frutta a ogni ora, anche qui la vera-verità si capisce solo quando si reindossano i capi dell'altra stagione. Se mi vanno ancora bene, tutto è filato liscio. Che, diciamoci la verità, con un misero costume addosso non si capisce mai se la misura dei punti critici è decollata verso numeri indesiderabili, o se tutto è rimasto sotto controllo... d'estate, lo specchio, una volta deciso che quel costume mi va bene, lo evito come la peste!

Per quest'anno quindi (festa e giubilo) la pace con l'armadio l'ho già fatta. La bilancia non so nemmeno dove sia. I miei jeans non mentono mai.

venerdì 23 agosto 2013

davanti agli occhi


Oggi è una giornata strana.

Mi sono alzata, mi sono preparata per la nuova giornata come al solito. Ho svegliato le mie meraviglie, come tutti i giorni. Ci siamo dedicati alle pulizie settimanali, con più decisione del solito, dal momento che finalmente i lavori sporchevoli del bagno sono terminati. Niente più polvere di legno, di cemento, colla di vario genere... Quindi: al lavoro!!

Poi... ho letto il giornale. 

Qui tutto si è bloccato. La notizia è già in giro da un po', ma la foto è un macigno. Non va più via dai miei occhi. Hanno usato le armi chimiche. Sui civili. Sui bambini. Sulle famiglie. Centinaia, migliaia di persone che nel sonno se ne sono andate. Per sempre. Senza poter lottare per la vita, per quella dei loro cari. Per le cose che contano. Altroché bagno. E polvere. E colla...

Alle volte si leggono cose come questa e vien voglia di non accendere più la tv, non comprare più il giornale, non informarsi nemmeno in rete. Vien voglia di essere ciechi e sordi al mondo.

Ma non è giusto. Non è giusto nei confronti di chi paga per la stupidità di pochi, non è giusto per le vittime. Non è giusto perché questo è il mondo in cui viviamo.

E sarebbe ancora facile abbattersi pensando ai miei figli, al futuro che li attende.
Devo alzarmi ogni mattina per contribuire a farli diventare persone migliori, senza isolarli e farli vivere in una bolla. Devono vedere, capire, ricordarsi che le persone stupide, insensate ed egoiste esistono. I miei figli devono poter capire che genere di persone vogliono diventare.

giovedì 22 agosto 2013

memorie di vita scout nell'Udine 7



Il mio Quaderno di caccia (di una vita fa) è ancora qui con me.

Lo conservo gelosamente, lo riguardo con i miei figli.


Facevo parte del gruppo UDINE 7 , prima il branco, poi il reparto e il noviziato...ricordi ancora vivi di esperienze irripetibili, campi, persone, uscite...

Canzoni al fuoco di bivacco, tende umide e pioggia battente, camminate infinite.
Tappe, specialità conquistate, scenette terrificanti, nodi umidi perché restassero ben solidi alle ispezioni...

Scout si resta nell'anima. Ovunque la vita ci porti.

regole imprescindibili


Mettiamo che tu abbia una bella-cameretta-tutta-tua, che disponga anche di una meravigliosa-scrivamia (insomma, hai 4 anni e mezzo, eh!!) dotata perfino di cassetti (3 per la precisione)...

Visualizza bene. Ecco. 

Mettiamo poi che tu voglia preparare un bel cartello, dove illustrare ai visitatori della tua bella cameretta le regole di comportamento che vigono a tuo imprescindibile giudizio. Tipo "io posso darti un libro in testa e tu devi stare fermo", oppure "se sei mio fratello, devi chiedermi se puoi giocare con i miei giochi, poi io ti dico di no e tu non devi protestare" (cito testualmente, per questo utilizzo le virgolette...). Il tutto raffigurato con una serie di disegni molto dettagliati, dal momento che non sei capace di scrivere altro che il tuo nome (ricorda: 4 anni e mezzo).

Visualizzato? Bene.

Domanda. Dove ti metteresti, armato di foglio e pennarello nero, per produrre il capolavoro da affiggere sulla porta?

Lui sul letto.

mercoledì 21 agosto 2013

dono inatteso


Alle volte conosci persone per caso. A scuola. Dal medico. Dalla parrucchiera. Al supermercato. Al lavoro.

Alle volte proprio non c'è feeling, al di là della situazione. Alle volte c'è subito intesa. Alle volte, dopo un primo periodo di frequentazione, si crea un buon rapporto.

Alle volte le persone ti sorprendono. Alle volte vanno in ferie e tornano con un pensierino per te.

Questa volta sono rimasta senza parole. Proprio non me lo aspettavo. Grazie!!!

martedì 20 agosto 2013

la MIA ora


Oggi è il 20 agosto. Ancora tre settimane circa di mattine dedicate ai miei pargoli. Ancora tre settimane lontana dalle mie uscite mattutine.

Quanto mi manca la mia camminata fuori dal mondo! Così la chiamo io, fuori dal mondo: dai pensieri complicati, dai conti che non tornano, dalle questioni di lavoro, dalla caotica routine che mi aspetta (comunque) al rientro.

Le uscite che amo di più sono quelle che facevo al mare, sul lungomare di San Benedetto del Tronto (AP): il viale ha un che di paradisiaco e al mattino lo spettacolo è splendido. Pace.

Ma i nove mesi di scuola (con le pause delle varie vacanze scolastiche, delle malattie filiali, degli orari ballerini del lavoro) non me li toglie nessuno. Consegnati i vari nani alle relative scuole, parto per un'oretta di nulla: silenzio, mente libera di volare, pensieri leggeri. Quella è l'ora più positiva della giornata, in cui mi ricarico per affrontare il mondo. E talvolta la soluzione a un problema complicato arriva come per incanto. Altre volte si trova ispirazione per uno scritto. Altre ancora arriva il coraggio per una nuova avventura.

Ancora tre settimane. Non vedo l'ora.

torta allo yogurt, gusto a scelta!!


Oggi propongo una ricettina sfiziosa, ottima per colazione e merenda. Io la taglio in monoporzioni che surgelo e le infilo nello zaino dei nani-scolari per l'intervallo della mattina.
Personalmente preparo un impasto abbondante (quello che indico di seguito), così da utilizzare una teglia rettangolare (30/35 x 25centimetri circa).

Ingredienti base, la misura è il bicchierino dello yogurt da 125g. (qui abbreviato con b )
  • 2b yogurt naturale
  • 2b olio di semi
  • 4b zucchero
  • 6b farina 00
  • 3 tuorli d'uovo
  • 5 albumi
  • 1 bustina lievito
  • 1 bustina vanillina
  • 1 buccia grattugiata di limone
  • 1 pizzico di sale.
Amalgamare yogurt, olio, zucchero, tuorli, vanillina, sale, buccia di limone e per ultima la farina con il lievito setacciati.
Montare a neve gli albumi e unirli all'impasto mescolando dal basso verso l'alto.
Versare nella teglia rivestita di carta forno (o imburrata e infarinata, come preferite), infornare in forno caldo  a 180°C per 40 minuti, al termine dei quali è bene controllare con uno stuzzicadenti (o il forchettone lungo) che l'interno sia asciutto. Quando l'impasto risulta asciutto, spegnere il forno, lasciar riposare 5 minuti e poi estrarre dal forno.

Varianti.
Personalmente cambio spesso il sapore del dolce utilizzando yogurt di vari gusti (caffè, frutta a scelta). 
La nostra preferita consiste nell'utilizzare yogurt agli agrumi, buccia grattugiata di un limone e una arancia, il loro succo spremuto, inoltre sostituisco la vanillina con gli aromi degli agrumi.
Se ne ho, aggiungo della cioccolata a scaglie per dare un tocco più goloso.

La merenda è presto preparata, senza conservanti, coloranti e cremine strane!!

domenica 18 agosto 2013

ruffiano

"Sai che sei la più bella bellissima mamma mamma mamma mamma del mondo?..."

Mi sa che per il nano piccolo "mamma" è un grandioso complimento. Grazie amore mio.

"...mi dai una pesca?"

Aaahhhh....!!

letture appassionate


Io me ne rendo conto, che non ho più 15 anni. E nemmeno 20.
Penso sia stata colpa del momento particolare in cui c'è stato il nostro primo incontro.
  Io e Twilight.

Confesso: durante la mia terza gravidanza (tenete conto dell'ormone sconquassato) ho scoperto per caso i libri della saga vampiresca più sdolcinata, appassionata e leeeeenta dell'universo. E ho letto tutti i libri per ben 4 volte. Quando ho ripreso in mano il primo tomo per la quinta volta, mio marito mi ha chiesto (un po' preoccupato, a dire il vero) se per caso avesse dovuto farsi crescere i canini...

Nel frattempo il pupo è nato e avevo tutte le ore dell'allattamento da dedicare alla lettura. Una tragedia. Leggevo le vicende e mi ci appassionavo sempre più.

Ormoni? Pazzia? Esaurimento?

Non lo so, ma ancora adesso amo sprofondare tra i pensieri della protagonista e ricordare con potenza quei sentimenti di assoluto innamoramento, oppure di distruzione del proprio piccolo mondo quando tutto sembra finire. Determinazione assoluta, propria dei sentimenti di quell'età.
E la capacità di Stephenie Meyer di descrivere sensazioni, dubbi, angosce, il ribollire delle emozioni e lo squarcio nel petto quando il dolore è straziante. E il filo dei pensieri che si susseguono senza tregua.

So di non avere più 15 anni, ma voglio tenermi quella forza, quell'entusiasmo, quella capacità di emozionarmi. Sempre.

sabato 17 agosto 2013

linee d'espressione



Un paio di giorni fa, mentre sistemavo la cucina (un'occupazione che mi capita parecchie volte nell'arco di ogni singola giornata, per la verità) con il maritino che bazzicava (tra i piedi, diciamocelo) in cerca di qualcosa da azzannare al volo (anche questo capita di frequente, troppo di frequente) in tv faceva da sottofondo una vecchia puntata di Desperate Housewives", le improbabili amiche che vivono in Wisteria Lane e se ne combinano di cotte e di crude, amicandosi, litigandosi, ammazzandosi e sottraendosi i mariti con grande disinvoltura. 
In quello specifico frangente (al secondo o terzo boccone dello spuntino di Papo, all'incirca) Lynette Scavo stava cercando di dissuadere il marito Tom Scavo dalla balzana idea di sottoporsi ad un intervento di chirurgia estetica per cancellare le rughe dal viso, per fare migliore impressione ai colloqui di lavoro (anche in Wisteria Lane c'è crisi???) dal momento che gli anni (???) si cominciano a notare.

Papo a questo punto si passa le dita sulla fronte, proprio su quelle linee che da qualche anno si ostina a definire "di espressione".

A quel punto Lynette spiega al suo Tom : "quando io guardo il tuo viso non vedo le rughe, vedo tutta la nostra vita insieme". Ne segue un elenco di avventure-sventure legate a ogni singola grinza sul volto del marito.

Silenzio in cucina. Un sorrisetto si dipinge all'angolo della bocca di Papo.

venerdì 16 agosto 2013

la luce in fondo al tunnel



Forse presto sarà finita. La ricostruzione del bagno.

Giusto in tempo per interferire con le nostre ferie, un bagno ha deciso di abbandonare la sua primaria funzione, per diventare ufficialmente una fontana. Semplicemente i tubi hanno iniziato a trasudare l'acqua, anziché portarla fino ai relativi rubinetti. 
Così il Papo-numero-uno-per-noi ha deciso di fare tutto lui: demolire (fin qui quasi tutto bene), tracciare i nuovi percorsi dei nuovi tubi, creare il nuovo impianto di tubi-annessi-e-connessi, richiudere, ripiastrellare, posare tutti i nuovi sanitari e rifinire il tutto con i vari accessori. Nuovi. Santo bagno nuovo.

Era il lontano 10 luglio 2013.

All'oggi mancano solo le rifiniture. Non ci pare vero.

Lascio alla vostra immaginazione le code e le lotte intestine che possono prendere vita all'interno di una normale famiglia di cinque persone se all'improvviso eliminate un water, o (nel caso abbiate una figlia dodicenne) una doccia.

Tanto per capirci, il Papo ha creato sul nuovo wc una segnaletica dedicata ai due figli maschi.

giovedì 15 agosto 2013

riflessioni di ferragosto


"Non ci sono istruzioni per l'uso della vita. Ognuno ha la sua matita."*
Si sbaglia. Si cade. E ci si rialza.

Si prende in mano la propria vita e si decide cosa fino qui è giusto, cosa è sbagliato, cosa si può correggere, cosa si deve eliminare.
Ogni momento è quello giusto per fermarsi e farsi una foto. E decidere se continuare o cambiare rotta.

Ci vuole coraggio per dirsi ho sbagliato.

Ci vuole molto coraggio per decidere di cambiare.

Ci vuole molto più del coraggio per cambiare veramente.


*Pausini L.

mercoledì 14 agosto 2013

ingegno nanesco


Come chiamare questa creazione artistica, nonché stazione portatile per attacchi di creatività fulminanti? Ancora non è stata battezzata, ma è l'ultima idea del medio di casa, per essere sicuro di avere tutto il necessario, anche in viaggio, dove sia necessario creare qualcosa. O soddisfare il bisogno di esprimersi.

Il mio inventore preferito è una fonte incredibile di ispirazioni, sicuramente in futuro vi mostrerò alcune composizioni, per lo più costruite utilizzando materiali riciclati, elaborate in famiglia. La stessa valigetta è opera sua.

E con un bagno in ristrutturazione saltano fuori i materiali più riciclosi che ci siano!! 

ero infiammabile



Io ho un problema.
E' il primo passo per risolverlo, lo so: la coscienza di averlo.
Ma non ho idea di come fare a risolverlo. In realtà non so se lo voglio risolvere...

Partiamo dal principio. 
Ero una persona di gran cuore, ma facilmente infiammabile, diciamo un po' troppo infiammabile. Paladina di ogni causa, arrabbiata col mondo per ogni virgola, me la prendevo con chiunque non accettasse un sano confronto con me, spesso alla ricerca di dibattiti sui più vari argomenti. Da quando ero ragazzina ho imparato a sostenere le mie tesi con fervore, ma anche a cedere il passo davanti ad argomentazioni migliori delle mie. 

Questa capacità l'ho mantenuta. Quella per i confronti. 

Il fatto è che adesso mi fermo molto prima di arrivarci. Alla discussione.
Per lavoro devo sostenere frequenti scontri e dibattiti. E' come se ne avessi abbastanza lì. 

Non riesco più a prendermi una sana arrabbiatura. Io ci provo, ma poi qualcosa succede prima che le parole prendano forma e nella mia testa si costruisce una foto dell'altro, delle motivazioni delle sue azioni, di tutti gli elementi a sua difesa.
Mi capita ancora di arrabbiarmi, ma solo per fatti o comportamenti altrui che sorpassano ogni limite di rispetto e di onestà. In particolar modo se fanno un torto ai miei cari.

Vorrei essere tagliente e spietata, determinata e categorica. Nulla, invece. Divento comprensiva e accogliente, mi viene quel tono di voce calmo e pacato del vecchio-saggio e dico la mia (sì, perché la dico comunque), facendo tutti quei ragionamenti contorti lì, che da adolescente non sopportavo. 

Voglio arrabbiarmi ancora, per le piccole cose della vita. Voglio alzare la voce e fargli-un-culo-tanto. Ma non ci riesco. 

Come la fiamma sotto le braci.

martedì 13 agosto 2013

ferie e ferie


Nostalgia canaglia, che ti prende anche quando non vuoi...
Quanto vorrei essere nell'anno scorso, quando le ferie sono state "ferie" sul serio!! O forse è meglio dire: quanto vorrei essere andata in ferie come l'anno scorso! Così è più semplice il concetto...

Quest'anno, per una serie di motivi abbiamo trascorso le ferie a casa, con i tempi delle vacanze, con i giochi delle vacanze, con i gelati delle vacanze...ma con la casa di casa

L'importante è saper godere di quel tempo senza tempo, di quel relax senza scadenze e di quella libertà che solo le ferie "in ferie" ti concedono. Quelle in cui stacchi la spina e ti scordi di avere una vita impegnata.

Appunto. Quest'anno, nonostante gli sforzi profusi affinché il mondo si dimenticasse di noi per due misere settimane, è successo di tutto: il bagno che decide di esalare l'ultimo respiro, i messaggini dal lavoro, le telefonate di amici che avevamo dati per dispersi, le ore di sonno arretrato che decidono di presentare il conto tutte insieme...e chi più ne ha, più ne metta.
Ma santo-cielo, è mai possibile che nessuno sa che esistiamo per tutte le altre 50 settimane e in quei frangenti tutti si chiedono dove cavolo siamo finiti??? Che è successo, la fine del mondo?


Bella la scorsa estate: mare, sole, castelli di sabbia, piste per le biglie, ancora sole, ancora mare, passeggiate all'alba, passeggiate la sera, pisolini in spiaggia, e poi un sacco di ghiaccioli, di scivolate sui giochi del lungomare, di capriole sulle reti, di bagni infiniti con braccioli e tavoletta per imparare a non-affogare... e tante risate, tanti sorrisi stanchi e rilassati.

Manteniamo vivo il ricordo. E segnamo in agenda, al mese di marzo: inizia a pensare a due anni fa... 

E le vostre vacanze come sono andate, o come le trascorrerete? Fatemi venire un altro po' di nostalgia...

lunedì 12 agosto 2013

ris-polvero di stelle


Eccolo, il mio supermitico Cercastelle!

Da bambina amavo alla follia i formaggini Susanna, che la nonna non faceva mai mancare nel suo frigo-delle-meraviglie. Immaginate lo stupore quando, in seguito a una raccolta punti, arrivò a casa il pacco. Quadrato, perfetto. Includeva perfino le istruzioni per l'uso e una semplice spiegazione firmata autografa "Invernizzi Susanna"...

Bando alle divagazioni sdolcinate. Veniamo ai giorni nostri.

Cercare le stelle direttamente, scrutando il cielo nelle notti estive (e non solo) può essere molto poetico, ma spiegare a un nano irrequieto che deve individuare le luci e poi immaginare di unire i puntini può non essere così facile.

Tadaaa! Ecco la soluzione!

Il marchingegno sopracitato permette di capire quali stelle e costellazioni sono visibili sopra la tua testa incrociando la tua posizione con la data e l'ora. Così sai perfettamente cosa cercare nel cielo quando il sole tramonta.

I selvaggi di casa lo hanno trovato parecchio interessante, per qualche minuto la calma ha regnato. Qualche. Poi ho dovuto mettere in salvo il mio Cercastelle prima che finisse dritto dritto contro la finestra. Ingrati. 

La serata è trascorsa brevemente cercando l'orsetto piccolo, la stella grande e la caffettiera. Missione compiuta!!

abitudini da modificare!!

Una serata in famiglia: cena per stare tra noi, molto romantica, stile 5 cuori e una capanna.

Spesa di gruppo (mamma-suicida con tre belve al seguito) per scegliere insieme e poi preparare con ammmooore il pasto serale.

Acquisto in preda all'euforia dell'idea della famigliola riunita attorno allo stesso tavolo.
.

Commenti.
Gli acquisti non si devono mai effettuare sull'onda di emozioni incontrollate. 
Specialmente se si tratta di bibita contenente caffeina e voi avete bisogno di dormire. 
Voi dormireste, ma qualcun altro vi chiamerà parecchie volte per : fare la pipì, fare quattro chiacchiere, fare di nuovo pipì, ammirare insieme la sfumatura del punto luce verso la finestra, controllare sotto il letto, bere un bicchiere d'acqua, fare la pipì ancora una volta perché ha bevuto l'acqua, raccogliere il pupetto delle nanne che è volato fin sulla "scrivamia" (da solo), aprire "un piccolo pochino la porta che se no soffoco". Tutte puntate della stessa tragggica notte, ben separate tra loro da circa 20 minuti.

Cambiate assolutamente le preferenze riguardo le bevande per festeggiare, la sera.

domenica 11 agosto 2013

era così facile...

Serata in sagra. Evvivaaaa!!! Tutti in macchina. 

In auto, nei dieci minuti che servono a trasferirci dal garage al parcheggio del paese, le conversazioni vanno dalle aspettative sui compagni di classe che si potrebbero incontrare, al menù che oramai conosciamo a menadito (lo stesso classico da anni e anni), alle giostre che troveremo (sempre quelle, pure loro), ai premi della "pesca" che abbiamo vinto gli anni scorsi, alle speranze per i premi da portare a casa quest'anno...

Interrompo queste idilliache peregrinazioni della fantasia per ricordare (da mamma-rovina-atmosfera quale sono) che saremo in un bel parco, uno splendido grande spazio verde che non va imbrattato con piattini, fazzoletti, o bigliettini della pesca. Proseguo il sermone ricordando che ci sono dei volontari del paese che si occupano di rassettare raccogliendo dai tavoli le stoviglie e tutto quello che c'è da buttare. Non è il caso di seminare i nostri rifiuti tutto attorno al tavolo...e oltre.

Tutto chiaro?? Sì, mamma-spegni-entusiasmo, sì.

Attimo di silenzio (silenzio...) per ritrovare l'argomento interessante. A interrompere la pausa ci pensa il nano piccolo, pescando nella memoria e facendo un rapido collegamento.

"Ma io un giorno ho visto un cagnolino con la coda come una scopetta (un volpino, per capirci), è un cane pulitore. Lo portiamo anche lui?".

Pratico. Ovvio. Come hanno fatto a non pensarci quelli della sagra?

sabato 10 agosto 2013

ai commentatori delusi

Mi scuso con tutte le persone che sono venute a visitare questo blog : ho saputo che alcuni di voi hanno lasciato commenti, ma non si sono poi visti pubblicare. Ci tengo a dire che personalmente non ho ricevuto commenti oltre a quelli che già si trovano nei post.  Ho inserito la moderazione, spero la situazione si sblocchi al più presto. Rispondo tendenzialmente a tutti, se ricevo i vostri contributi!!

In seguito provo a togliere anche la moderazione... Vedremo... 

1987-2012


Questa foto è un legame. 

E' un pezzetto della nostra storia. E' un ricordo mio, è un ricordo dei miei figli. A ognuno il suo, ma per tutti lo stesso.

Nella mia infanzia ho ricordi di un'estate trascorsa a Rimini, con tutta una serie di giri turistici in quelle città che vai a visitare solo se capiti in zona. Dopo San Marino, Loreto, Recanati e un centinaio di altri luoghi in zona (le vacanze erano di quindici giorni, ma nella mia memoria di bambina che soffre il mal d'auto probabilmente i numeri sono leggermente alterati...), siamo arrivati ad Ancona.

La memoria ha conservato scorci meravigliosi, mare blu e pietra bianchissima, il porto trafficatissimo e le viuzze minuscole...

E poi questa fotografia: il leone di pietra su cui la mamma mi ha fatta sedere per fare una foto. E mi sono scottata le chiappe (questo lo ricordo molto bene) perché la statua è in piena battuta di sole. Era luglio. Luglio 1987.

La fotografia lì sopra invece è del primo luglio 2012. E' una foto dello stesso leone. La stessa calura. La stessa posa. Questa volta le chiappe se le sono scottate i miei figli. 

E se lo ricorderanno. Per sempre.

Non è bello avere dei ricordi comuni coi figli? E come condividere lo stesso pezzetto di vita, anche se a qualche anno di distanza...

giovedì 8 agosto 2013

crescendo

Conoscere i propri figli non è una cosa così scontata. 

Finché sono piccoli e in molte cose dipendono dalla mamma, sembra che tutto sommato si tratti di creature semplici, dove a un bisogno corrisponde l'esigenza della sua soddisfazione. 
Crescendo, poi, sanno esplicitare pensieri e necessità. Alcuni attraversano la fase della cozza: ti stanno appiccicati sempre-e-ovunque come se tu fossi uno scoglio, il loro posto sicuro. Altri sono più indipendenti, ma più di tanto non si allontanano.

Poi crescono, sul serio. Soprattutto nell'animo. 

Da qui ho incominciato a dubitare di quel che so sui miei figli (almeno su quelli più grandi). Talvolta ci sono degli scontri in cui sento la consistenza che è cresciuta assieme al fisico: ci sono idee da difendere, ideali tutti loro da perseguire, passioni private da coltivare.

Ne sono orgogliosa.

E' come quando semini: finché la pianta non è bella alta, con le sue fronde, i suoi fiori e i suoi frutti non hai la certezza di aver fatto un buon lavoro: avrò seminato nel terreno giusto? Avrò usato il fertilizzante adatto? Avrò bagnato a sufficienza? Forse è necessario un tutore affinché non si pieghi, forse è troppo esposta alle intemperie.. dubbi e pensieri. Per sempre. 

Poi un bel giorno la mia dodicenne arriva a casa col sorriso un po' imbarazzato sul viso (che lei critica sempre e che io adoro) e butta là "La prof ci ha fatto scrivere un poesia, ma ti pare? Come si fa a scrivere una poesia così, su ordinazione?! Bhe, io ho fatto quel che ho potuto. Fa schifo, lo so, anche se mi hanno fatto i complimenti. L'ho buttata giù in dieci minuti, proprio alla fine, dovevo!!".
Un paio di giorni dopo, in attesa che si calmassero le acque sulla questione, le ho chiesto se potevo leggerla, se non le dispiaceva. 

Ho letto. E ho pianto. 
Il tramonto

Il sole color dell'oro
con bianchi batuffoli si adagia
nel grigio giaciglio di montagne.
Poco a poco il letto modesto diventa reggia:
la panna si colora d'un lieve rosa
e il granito rosseggia come fuoco
Arrivan poi le dolci coperte scure
che tutto cullano e fan sognare.

PS: l'autrice mi ha dato la sua approvazione per pubblicare il testo. Non si sa mai.

gel???

Dentista, controllo periodico alla dentatura del Medio.

Il fanciullo è molto bravo e puntuale nell'igiene quotidiana dei denti, tanto da ricevere puntualmente i complimenti del dottore, ad ogni controllo. Ovviamente questi elogi vengono esibiti ogniqualvolta la mamma-dittatrice riprende il soggetto sui tempi-flash dedicati a tale pratica. Madre-esagerata, se lo dice il dottore!

Qualche mese fa, vista la crescita rapida dei definitivi e la loro disposizione un po' incerta, ci viene suggerito di fare una piccola seduta con l'igienista, così da illustrare al provetto-lavatore-di-denti i segreti riguardo l'uso del filo interdentale. Non starò qui a raccontare del sogghigno della madre-vendicatrice a tale prospettiva: i soliti 50 secondi, a questo punto non basteranno... Quindi siamo tutti d'accordo. Fissiamo l'appuntamento.

Arriva la fatidica data. 

Scocca l'ora della verità: ce la farà il pargolo a stare fermo una mezz'oretta sulla poltroncina, senza far cadere tutta l'attrezzatura, senza cadere lui stesso, senza fare danni agli strumenti (non voglio pensare a quanto costerebbe risarcire un guaio...)? 
Dopo una decina di minuti di lavoro (i denti presenti all'appello non sono così numerosi, tra quelli da latte caduti e quelli definitivi in crescita) la gentilissima igienista spiega al nano (che non sta fermo due-secondi-due, manco avesse la tarantolite) "Adesso dovrai avere un po' di pazienza (...pazienza??? a chi sta parlando???): dovrai stare fermo 10 minuti con la mascherina che ti applico, serve tempo perché il gel faccia reazione, sei tranquillo?".
E lui, dimenandosi ancora di più sulla poltroncina "sìììì, finalmente avrò anche i denti pettinati!!!".

mercoledì 7 agosto 2013

piacevoli scoperte

Nella vita capita di incontrare persone molto diverse tra loro: qualcuno ci somiglia, qualcuno no, qualcuno con cui nasce subito l'intesa, altri con cui proprio non c'è feeling, chi è sempre impegnato, chi è più rilassato, alcuni eleganti, alcuni ruspanti, altri carini, taluni antipatici, e molti altri ancora.

Alle volte la nostra percezione non corrisponde a quella degli altri. Spesso non è definitiva, ma cambia nel tempo.

Grazie a differenti contesti, nell'arco della vita ci si ritrova con una serie di cerchie più o meno intime: gli Amici, gli amici, i conoscenti. 
Poi ci sono i colleghi, i compagni di studio o di squadra e i familiari. Questi ultimi gruppi non si scelgono. Capitano. Magari uno che è stato un buon compagno di scuola per 5 anni, poi prende una strada che lo allontana, se non è diventato un amico. Invece i familiari...restano parenti per sempre, può essere più difficile orientarsi tra loro.

Talvolta accade di non essere molto fortunati: ti ritrovi con un pugno di mosche nell'attimo più bello della tua vita. O peggio, in un momento di difficoltà.

Talvolta, invece, accade di essere fortunati: incontri lungo il tuo cammino alcune persone che sembrano essere destinate proprio a quell'incontro. Una di queste, magari, dividerà la sua vita con te. Forse per sempre. O forse no, capita.

Altre volte si viene sorpresi da persone che in realtà non sono nuove conoscenze, semplicemente la vita non vi ha dato l'occasione di conoscervi bene al primo impatto, ma in seguito le cose cambiano: si tratta di sorprese che capitano per caso, di incontri che lasciano il segno.
A me è successo.

Sono sposata da 13 anni, quindi da 13 anni il mio parentado si è allargato (parecchio, a dire il vero).
Ancora non conosco parte dei nuovi parenti. Altri non li ho proprio mai visti.

Devo però riconoscere a una giovane-nuova-parente il titolo di piacevole scoperta "in ritardo": fino a qualche mese fa non c'era stata per me l'occasione di vedere tutta la sua bellezza e la sua dolcezza. Mi ha colpita molto quell'aura serena che si respira standole accanto. Ora questo è ancora più evidente, soprattutto vicina al suo compagno e alla piccolina che si porta dentro e che presto verrà al mondo per allargare la famiglia: uno splendido Dono tanto atteso. 
Sarà una mamma meravigliosa!

Alla piccolina ricordo solo di non far tribolare troppo la proprietaria della pancia, in questi ultimi tempi: "ehi! sei solo di passaggio lì, mi raccomando!".

Ti aspetto con gioia anche io, cara "dolce alien"!!   ;-)

lunedì 5 agosto 2013

olfatto sensibile

Finalmente ho un'ora libera (non me lo spiego nemmeno io).

Come non detto: avevo un'ora libera.


La figliolanza sta scontando un castigo a seguito di inenarrabili-e-imbarazzantissimi guai combinati durante il sonno del Papo, che lavora qualche notte e di conseguenza alcune malaugurate mattine desidererebbe anche riposarsi.

Quale peggior punizione che seguire con disciplina ferrea la madre-despota al centro commerciale? Per lasciare un po' di silenzio al nostro Lavoratore Notturno avevo pensato di portarli al parco, ma dove sta la punizione? Probabilmente quella a soffrire (38 gradi...) sarei stata io. 

Quindi...tutti in marcia!! 

Arrivati sul luogo della tortura, io-madre-inflessibile adocchio un negozio di make up che avevo visitato solo in rete: è fatta, abbiamo una destinazione! Iniziamo a strisciare tra gli espositori in religioso silenzio, nessuno osa uscire dalle righe. In fondo è una punizione con l'aria condizionata, che vi lamentate?

Poi una vocina squillante rompe il silenzio "Ma che puzza di femmine, qui dentro!".

Incominciamo!!

archivio familiare - firmatocarla

Eccoci! 
Nel cuore della notte sono arrivate idee e scelte, decisioni che vanno prese e non si possono rimandare. Arriva sempre un momento così, in cui prendere tempo non è più possibile. Io personalmente tendo a non rinviare troppo: le situazioni si appesantiscono e sembrano macigni.
Ora però è fatta! 
E finalmente l'estate è esplosa, dandomi la carica che mi mancava. Magari poteva esplodere un po' meno, ma va bene così...è estate, in fondo! E sono arrivata qui, chi l'avrebbe mai detto che avrebbero coniato per me la trentunesima ora del giorno? Ed è tutta mia: posso dire, raccontare, riflettere...senza urla e strepiti che solo-se-sei-al-telefono si riescono a udire, giusto per attirare un po' l'attenzione. 

E qui c'è il silenzio. 
Praticamente un'oasi, si può perfino sentire lo sciacquio delle onde...


Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...