lunedì 25 novembre 2013

25 novembre 2013

Oggi è la Giornata Mondiale Contro La Violenza Sulle Donne.

E lo scrivo tutto maiuscolo. Non so se ci capiamo...

Basta leggere un quotidiano, basta girare un po' un Rete, per imbattersi in numeri davvero impressionanti.
"Più del 70% delle donne nel mondo ha subito violenza almeno una volta nella vita" ha affermato il segretario generale della Nazioni Unite Ban Ki-moon.

Andando a leggere su www.ilgiornale.it oggi si trovano dettagli e testimonianze illustri, se non fosse ancora chiaro il concetto. Ci ricorda anche l'origine di questa ricorrenza: il 25 novembre è stato scelto come riferimento in onore delle tre sorelle Mirabel, eroine della lotta di liberazione della Repubblica Dominicana, torturate e uccise nel 1960 dagli agenti del dittatore Rafael Trujillo.

Il rischio è di parlare, parlare, parlare.... ma in fondo ignorare realmente di cosa si tratta. Cosa ne sappiamo?? Cosa ne sappiamo, noi, della crudeltà, della mancanza di rispetto, dell'ignoranza affettiva, dei soprusi, della violenza psicologica serpeggiante e ancora più devastante...?

Se ne sappiamo, allora cosa stiamo facendo per aiutare chi ne è vittima? Ma si può davvero fare qualcosa?

Questi sono gli interrogativi che mi assillano, che non trovano risposta.

La violenza nelle case, al sicuro da occhi indiscreti, è come un gas velenoso: ti si insinua dentro, ti avvelena l'anima, ti costringe a restare in quella situazione, ti acceca e ti lascia vedere solo quello che lui vuole che tu veda. Ti costringe a tagliare i ponti con tutti intorno a te. Ti obbliga a guardare il disastro che c'è dentro casa con la speranza nel cambiamento, con l'illusione che le cose veramente prima o poi cambieranno. Con l'utopico pensiero che un'altra possibilità sarà quella risolutiva, che questa volta sarà diverso. E queste cose, tu le vuoi veramente, senza renderti conto di quanto siano assurde.

Poi effettivamente le cose cambiano, i modi di vivere nella violenza sono talmente tanti, che un pugno, o un calcio (che potrebbero portare alla denuncia), si trasformano in parole brusche, in situazioni senza uscita, in sacrifici venduti per "frutto dell'amore". 

La violenza non è solo lividi e corse all'ospedale. 

La violenza è anche pressione psicologica, è soffocamento nei problemi quotidiani, è essere sempre reputate ovvie e scontate, è sentirsi obbligate verso chi ci priva dell'aria, verso chi ci fa sentire una schifezza, verso chi ha bisogno di dirci bugie sempre anche senza motivo. E' violenza anche pretendere un'altra possibilità, dopo anni e anni di violenze, dopo anni e anni di pesantezza, dopo anni e anni di tentennamenti.

Non c'è un altro modo per definirle : sono tutte forme di violenza. Apriamo gli occhi e alziamo le antenne... i dati ci dicono che anche tra i nostri familiari, amici, conoscenti, vicini di casa si vivono queste situazioni. Andiamo incontro a chi non ha più la vista, a chi è stata privata della vita e non ha la forza e il coraggio per lasciare quella tortura quotidiana.

E non lasciamoci fermare dai va tutto bene, non preoccuparti, tranquilla è tutto sotto controllo ... la cosa più difficile è rendersi conto che queste situazioni le abbiamo in casa nostra.

18 commenti:

  1. Parole sante! Purtroppo vissute in prima persona fino ai 18 anni. Ma il peggio è veramente che ti rovinano psicologicamente. Grazie per essere passata dal mio blog. Ciao

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    1. Benvenuta Annamaria! Grazie della tua testimonianza, perché queste situazioni sono davvero molto vicine e fanno soffrire davvero tantissimo...un abbraccio sincero!

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  2. Questi dati sono spaventosi. E come dici tu, i numeri dicono che potrebbero riguardare anche persone che conosciamo...io sto cercando di pensare se potrebbe essere così nel mio caso.....non mi pare di conoscere qualcuno in questa situazione, ma è oltremodo vero che bisogna tenere sempre le antenne alzate.
    Daniela

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    1. Grazie Daniela, davvero ci sono tante situazioni molto più vicine di quanto si creda... proprio pochi giorni fa ho saputo di una famiglia che conosco, all'apparenza "normalissima", in cui si vive nella paura e nella sofferenza, e dove l'aspetto economico sembra essere il legame che fa rimanere la condizione così come è...E' molto difficile reagire, prendere una posizione...

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  3. mi sta molto a cuore tutto questo.. penso che una donna deve trovare tutto il coraggio che ha per dire basta ..anche capisco quanto possa essere difficile ma si deve trovare una scossa dentro di se e rinascere ...

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    1. Il problema è che colui che ti soggioga, ti mette nella condizione psicologica per cui non pensi che ci sia un altro modo di vivere, ti convince giorno dopo giorno che sei una nullità e che in fondo quello che ti fa (o come ti tratta, o le privazioni cui ti costringe...) è ovvio e te lo meriti. Ti convince che tu quell'orrore te lo meriti davvero...
      E' come un veleno: vedi tutto distorto e spesso, se non interviene pian piano qualcuno da fuori, non te ne accorgi nemmeno.

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  4. Bellissimo post.....purtroppo è un argomento sempre attuale e difficile da trattare...anche perchè esistono varie violenze, non solo quella fisica....e quando la violenza è psicologica è pure peggio....non ha segni evidenti ma fa male davvero...un baciotto carissima

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    1. Sai una cosa? La violenza psicologica è alla base di quella fisica: l'annullamento della personalità, l'incapacità di reagire, la chiusura al mondo sono pezzi di quello stesso puzzle. Purtroppo.

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    2. quella psicologica so un pò che vuol dire....in modo molto blando perchè non gliel'ho permesso...ma quelle frasi tipo: senza di me tu non vali nulla, se lasci me nessuno ti ama perchè non vali, so cosa significano....bisogna avere la forza di reagire, ma soprattutto trovare qualcuno che ci aiuti a capire che non è cosi come ci fanno credere....un baciotto cara mia

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    3. Cavoli! sei stata davvero molto forte a uscirne!!!
      grazie per averlo voluto raccontare a noi, Manu!
      ti abbraccio !

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  5. ciao ho conosciuto il blog tramite kreattiva ti seguo volentieri maryentuttoditutto.blogspot.it

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    1. Mi fa molto piacere la tua visita: ricambierò sicuramente!! ^_^
      Benvenuta!!!

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  6. questi dati sono davvero agghiaccianti !

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    1. Davvero spaventosi! E ancor di più quelli che cita Giorgia de www.lacasalingaideale.it nel post che ho condiviso con Google+: percentuali riguardo i carnefici e un numero. 128 donne ammazzate quest'anno. Circa una ogni due giorni. E sono solo i casi che finiscono al peggio... assurdo.

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  7. La cosa che più mi spaventa, però, è che tutti pensano ad incoraggiare le donne a farsi avanti e denunciare (GIUSTISSIMO, per carità!!!), ma si dovrebbe partire dall'educare gli uomini a rispettare le donne... Se gli uomini fossero Uomini e non solo maschi, questo non accadrebbe!!!

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    1. Sono assolutamente d'accordo con te...quella che sottolinei tu, è una differenza fondamentale.

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  8. a me queste cose fanno molta paura, per fortuna non le ho mai provate

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    1. Anche io sono fortunata, per me stessa, ma non per tutti quelli che vorrei...

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lascia un segno del tuo passaggio ^_^
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altrimenti rischi che le tue parole finiscano nel cestino
senza che io me ne accorga!

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