mercoledì 4 settembre 2013

un sms mi ribalta i programmi


Gli orari del mio lavoro sono piuttosto ballerini e soggetti a imprevedibili cambiamenti. Ma io lo so, amo il mio lavoro (e ringrazio il cielo ogni giorno per questa fortuna), mi adatto facilmente alle repentine virate nei programmi. Se per facilmente si intende: impiegare solo cinque minuti per ridistribuire gli orari e gli spostamenti di quattro persone (generalmente in luoghi differenti) con margini di approssimazione di due minuti.

Ma anche una volta al lavoro, non è detto che poi le cose vadano come uno se le è immaginate. Tipo, penso: finisco il turno alle 23, poi mi fiondo a casa dove russano tutti, mi dedico con un po' di santo silenzio alle mie faccende, tipoooo...qualsiasi cosa, dallo smalto, alla doccia, al lavaggio pavimenti, allo stiro arretrato, fino a questo blog sgangherato. A meno che...

A meno che alle 21,55 non arrivi uno sms come "la mamma si è tagliata con un bicchiere, è in pronto soccorso col papà, ti faccio sapere quando so altro" firmato la-tua-dolce-e-non-sempre-foriera-di-buone-novelle-sorella.
A quel punto dico (probabilmente a voce troppo alta) ok. Dopo passo in pronto soccorso, tanto sono fuori casa lo stesso. E lì la serata cambia definitivamente.

Decido che in fondo alle 22,30 il mio orario termina e mi fiondo in ospedale.
Ommaronnasantissimadelcielo. Ma tutti stasera si sono fatti malissimo, al punto di dover intasare il pronto soccorso in questo modo? Trovo i miei (provati) genitori in un angolo, almeno hanno un posto a sedere. Son lì dalle 22, minuto più, minuto meno. E come ogni altro paziente della sala, aspettano. E vedono arrivare altre persone, alcune con evidenti malesseri, altri senza sintomi evidenti, ma con gran pacchi di carte accanto a sé.

Tanto per farmi del male (ho ancora i brividi lungo la schiena) mi faccio raccontare i dettagli più sordidi dell'incidente. La faccenda non è grave, ma i punti saranno probabilmente necessari. Aspettiamo.

Aspettiamo ancora, così mi prodigo nei racconti degli ultimi avvenimenti di casa (soggetti: i miei nani) e loro ricambiano con le narrazioni delle ultime scorribande dei miei amati nipotini. Sorridiamo come ebeti immaginando i pargoli in azione.

Le 00,45 e nulla si muove, per noi. La mamma, fortunatamente, non è grave, quindi in molti le passano avanti.

L'una di notte ha strani effetti sulle persone, specie quando si allunga verso le due. Gente in cerca di posizioni assurde, al fine di non addormentarsi. Una ragazza con il collo piegato a 85°, che solo a immaginare quando si sveglierà provo dolore al mio, di collo. Un ragazzino col bracciale identificativo del paziente del pronto soccorso che irrequieto passeggia nervosamente in giro; cosa avrà? perché è qui se zompetta così agilmente tra infermi e familiari? bho, certo non vorrei essere in lui, in ogni caso. E la signora con la pressione troppo alta, che non riesce a calmarsi nemmeno con un caffè...ma che è, ti pare il caso?? O il tipo in calzoncini e canotta con un ginocchio gonfio come un pallone da basket, che non si stacca dal telefono. Oppure la coppietta laggiù in fondo: lui le porge l'ultima sedia, va a prendere un bicchiere di caffè, poi una bottiglietta d'acqua, poi una merendina...quanto amore, quanta attenzione...ma...il bracciale del paziente ce l'ha lui...

Fino poi a un piccolo lamento. Un piccolo suono che risulta familiare, a una mamma. Il vagito di un bimbo, è inconfondibile. Così, a due posti da noi, scopriamo esserci una signora (familiare di una paziente) con un cucciolino di due mesi. Un angioletto che dorme profondamente, con il visino appoggiato al petto della sua mamma. E non si sveglia nemmeno col campanello (una sirena da stazione dei pompieri...) dell'accettazione al reparto. Una creatura meravigliosa, in mezzo a tutta quella sofferenza, a quei dolori, a quelle persone bisognose. Un cucciolo che ha con sè tutto quello di cui ha bisogno.

Alle 02,05 arriva il turno della mia mamma (ola da stadio, non molto partecipata, che qui tutti dormono). Il papà finalmente decide che può lasciare la sedia per andare in bagno. Ricevo un altro sms, dal maritino. Testuale : thdfinskd. Comeee? ah, si è svegliato e alle 02,15 non sono ancora arrivata, sicuramente quel messaggio vuole dire "è un po' tardi, amore mio, dove sei finita? pensi di rincasare prima o poi? non sarà mica successo qualcosa, vero?". Ops! Non l'avevo avvisato del cambio di programma...lo aggiorno via sms, che non penso sia in grado di capire se lo chiamo.

Alle 03,10 la mia mamma esce finalmente, ricucita , sana e salva. 
Tra una settimana toglierà i punti. 
Dal medico di base.

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