giovedì 8 agosto 2013

crescendo

Conoscere i propri figli non è una cosa così scontata. 

Finché sono piccoli e in molte cose dipendono dalla mamma, sembra che tutto sommato si tratti di creature semplici, dove a un bisogno corrisponde l'esigenza della sua soddisfazione. 
Crescendo, poi, sanno esplicitare pensieri e necessità. Alcuni attraversano la fase della cozza: ti stanno appiccicati sempre-e-ovunque come se tu fossi uno scoglio, il loro posto sicuro. Altri sono più indipendenti, ma più di tanto non si allontanano.

Poi crescono, sul serio. Soprattutto nell'animo. 

Da qui ho incominciato a dubitare di quel che so sui miei figli (almeno su quelli più grandi). Talvolta ci sono degli scontri in cui sento la consistenza che è cresciuta assieme al fisico: ci sono idee da difendere, ideali tutti loro da perseguire, passioni private da coltivare.

Ne sono orgogliosa.

E' come quando semini: finché la pianta non è bella alta, con le sue fronde, i suoi fiori e i suoi frutti non hai la certezza di aver fatto un buon lavoro: avrò seminato nel terreno giusto? Avrò usato il fertilizzante adatto? Avrò bagnato a sufficienza? Forse è necessario un tutore affinché non si pieghi, forse è troppo esposta alle intemperie.. dubbi e pensieri. Per sempre. 

Poi un bel giorno la mia dodicenne arriva a casa col sorriso un po' imbarazzato sul viso (che lei critica sempre e che io adoro) e butta là "La prof ci ha fatto scrivere un poesia, ma ti pare? Come si fa a scrivere una poesia così, su ordinazione?! Bhe, io ho fatto quel che ho potuto. Fa schifo, lo so, anche se mi hanno fatto i complimenti. L'ho buttata giù in dieci minuti, proprio alla fine, dovevo!!".
Un paio di giorni dopo, in attesa che si calmassero le acque sulla questione, le ho chiesto se potevo leggerla, se non le dispiaceva. 

Ho letto. E ho pianto. 
Il tramonto

Il sole color dell'oro
con bianchi batuffoli si adagia
nel grigio giaciglio di montagne.
Poco a poco il letto modesto diventa reggia:
la panna si colora d'un lieve rosa
e il granito rosseggia come fuoco
Arrivan poi le dolci coperte scure
che tutto cullano e fan sognare.

PS: l'autrice mi ha dato la sua approvazione per pubblicare il testo. Non si sa mai.

2 commenti:

  1. Ciao, ti ho scoperta oggi e sto leggendo i post di agosto. Questa poesia è strepitosa, fai davvero i complimenti alla tua bimba!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Benvenuta Chiara!! Grazie di cuore per i complimenti alla ex-piccola, glieli riferirò appena posso e ne sarà sicuramente orgogliosa (mi arrossirà come un peperone, te lo assicuro!!). Buon giretto, torna quando vuoi!!!

      Elimina

lascia un segno del tuo passaggio ^_^
mi piace sapere cosa ne pensi e chi sei... quindi firmati
altrimenti rischi che le tue parole finiscano nel cestino
senza che io me ne accorga!

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